La morte di Jackson

31 agosto 2010 ore 22:13 segnala

L'EX MANAGER e il portavoce della famiglia di Michael Jackson non hanno dubbi: ad uccidere il re del pop sono state le medicine. Entrambi puntano il dito contro le persone che seguivano il cantante. Brian Oxman, avvocato e portavoce della famiglia, ha detto: "Le persone che circondavano Michael lo hanno manipolato"Oxman ha spiegato ai microfoni della Cnn che Jackson si stava curando dai dolori legati a una vecchia caduta in un concerto, per affrontare al meglio le prove per i 50 concerti che avrebbe dovuto tenere a partire dal 13 luglio a Londra, caduta che gli aveva causato la frattura di un braccio e problemi alle VERTEBREPiù circostanziate, e dirette in particolare ai medici, le accuse di Tarak Ben Ammar, manager di Jackson in occasione di una importante tourneé mondiale effettuata dal cantante alla fine degli anni '90: "E' chiaro che i criminali in questa vicenda sono i medici che l'hanno seguito nel corso di tutta la sua carriera, che gli hanno distrutto il visago, e gli hanno prescritto delle medicine per alleviare il dolore".
Non poteva più dormire senza i sonniferi - ha proseguito Ben Ammar - Era un ipocondriaco e non si saprà mai se si era ammalato per colpa di medici ciarlatani che vivevano di questa malattia, fatturando migliaia di dollari di medicine e di vitamine. E' morto di crisi cardiaca perché prendeva tutte queste medicine, non ha mai voluto drogarsi. Mangiava maleLe prime risposte sulle cause dirette della morte di Michael Jackson verranno probabilmente date dall'autopsia. E tuttavia a occuparsi della morte del grande artista non solo solo i medici, ma anche la polizia. Il caso è stato affidato a una squadra speciale della sezione omicidi e rapine della polizia di Los Angeles. Gli investigatori vorrebbero riascoltare il medico personale di Michael Jackson, intervenuto subito dopo il malore che ieri ha colto il cantante, ma, almeno per il momento, non riesce a trovarlo. Lo hanno riferito i principali media americani. Il medico di Michael Jackson, secondo la tv locale di Houston KHOU si chiamerebbe Conrad Robert Murray. La polizia lo ha già ascoltato ed è stato confermato dai paramedici che quando sono arrivati al capezzale di Jackson qualcuno aveva già effettuato un massaggio cardiaco sul paziente.
Gli investigatori intendono tuttavia interpellare il professionista, un cardiologo, per avere ulteriori dettagli. Ma in un primo tempo il dottore non ha risposto alle loro chiamate. E' bastato questo perchè sorgesse il sospetto che un giallo si nasconda intorno alla sua figura.
Già nelle prime ore della giornata sono affiorate le voci più disparate. Gli agenti speciali si sono fermati almeno tre ore nella casa del cantante e hanno sequestrato tre autovetture, mantenendo però il massimo riserbo sulle indagini. Intanto però
i media si sono scatenati in una ridda di ipotesi: dall'abuso di antidolorifici a quello di psicofarmaci, fino a spingersi a un'ipotesi di suicidio, con la collaborazione della sua famiglia.
A contribuire al mistero sul decesso di Michael Jackson il fatto che sia arrivato in un momento di rilancio per l'artista. Ma anche in un
momento di grande difficoltà economica: secondo fonti citate dal Wall Street Journal, il re del pop doveva ai suoi creditori una somma che si aggira sui 500 milioni di dollari, l'equivalente di più di 350 milioni di euro.
A questi debiti ora si aggiungono i danni per i mancati concerti: la Aeg Live, la società Usa che aveva convinto Jackson a programmare una cinquantina di spettacoli, potrebbe perdere 348 milioni di euro. Per quei concerti, che dovevano partire il 13 luglio, era già stato venduto un milione di biglietti che ora saranno rimborsati. Jackson si era visto costretto a ipotecare
il ranch Neverland, dove si era rinchiuso durante il processo del 2005 per molestie sessuali.
Nel 2001 l'artista aveva ottenuto un prestito da 200 milioni di dollari dalla Bank of America, ma
le sue vicende giudiziarie lo avevano costretto a svenarsi per gli avvocati e ne avevano ridotto l'appeal in termini di vendite di dischi. Ai debiti pregressi si aggiunge il problema dei concerti annullati. Il numero uno della Aeg, Randy Phillips, aveva insistito perché i concerti all'O2 di Londra passassero da 10 a 50 proprio per far fronte ai debiti, ma lo stesso Jackson nelle settimane scorse aveva confidato i suoi timori: "Non so come farò a fare 50 spettacoli, sono molto stanco", disse una volta.
Per fugare i dubbi sulla sostenibilità della "maratona", la Aeg - dopo aver fatto sottoporre Jackson a a visite mediche - si era fatta garante degli spettacoli, per una somma valutata appunto in 348 milioni di euro.