gli alieni sono fra noi, gli imbecilli pure!

26 giugno 2013 ore 18:38 segnala

l'anno scorso in quel di Poirino a pochi km da Torino è comparso uno spettacolare cerchio nel grano, un eptagramma di circa quaranta metri.
un episodio avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 giugno, in corrispondenza con l'inizio del solstizio d'estate.
un fenomeno simile si era registrato anche l'anno precedente e aveva suscitato molto clamore per la bellezza dell'opera.
a prima vista il cerchio sembra ancora più sofisticato di quello del 2010, che era riuscito a competere per bellezza con i crops inglesi più elaborati.
come succede in questi casi, immediata la psicosi per l'incombente invasione aliena che il messaggio preannunciava.
la popolazione locale metteva a riparo le mandrie e le greggi, si staccavano le antenne dei televisori, i più meticolosi spegnevano anche il frigo ed evitavano di usare gli elettrodomestici più comuni.
un team di ufologi aveva interpretato il disegno come una chiara minaccia per l’umanità.


già nel Giugno 2010, cui si riferisce l'immagine qui sopra, l'emergere del modello delle colture sempre a Poirino, aveva allarmato la popolazione, ma gli esperti avevano tranquillizzato tutti dichiarando che il disegno poteva semplicemente indicare un paio d'eclissi nei prossimi due cicli lunari del 2010.
praticamente una previsione cosmica aliena, nulla di preoccupante, normale routine per noi cittadini dell’iperspazio.


ed eccoci alla notiziona odierna, in questi giorni si è chiuso a Volterra (Pisa) il XII Convegno Nazionale del Comitato (di benvenuto?) dove un ingegnere elettronico e sperimentatore del CICAP, Francesco Grassi, ha beatamente rivelato di aver realizzato lui il famoso cerchio nel grano di Poirino nel 2011.
conosciuto in tutto il mondo come il cerchio di Enki Ea, perché si credeva contenesse un messaggio lasciato dall'extraterrestre il cui nome era legato anche alla profezia della fine del mondo nel 2012. (pensa te che storia!)
queste le modalità dell'impresa: nella notte fra il 18 e il 19 giugno 2011 il Grassi dopo una serata esagerata passata al ritmo della techno in una discoteca del luogo si recava insieme ad altri sei ricercatori del CICAP in una nota birreria limitrofa dove, dopo un paio di giri di doppio malto scura, decideva con i colleghi di concludere la nottata in maniera originale ed alternativa.
e da qui l’idea di creare questa formazione di disegni con lo scopo di studiare (secondo lui) le reazioni degli appassionati di cerchi nel grano ad una serie d’indizi, in parte voluti e in parte casuali, presenti nel disegno.
ok va bene, io ho una naturale avversione per gli ingegneri in genere e potrei essere prevenuto nel giudizio, ma di fronte ad una dichiarazione simile cosa si può dedurre?
una cosa sola, il Grassi ed il suo team non hanno veramente una beata mazza da fare se non quella di rompere con queste idiozie che creano solo scompiglio e disorientamento nei comuni mortali.
li proporrei per dei lavori socialmente utili, tipo l'assistenza ai cani randagi o a schiacciare i punti neri delle coccinelle nelle rispettive zone di residenza.
qui sotto altri lavori di bricolage alieno nei campi di grano dislocati in diverse aree del nostro pianeta.


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26/06/2013 18:38:04
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Commenti

  1. sottile.ironia 29 giugno 2013 ore 07:12
    a prescindere che nn hanno un cazzo da fare, mi piacerebbe sapere come hanno fatto in una notte a creare questi capolavori in aree così immense rispettando tanta precisione ... :bye
  2. 1BRIVIDO 29 giugno 2013 ore 12:25
    macciaoooo sottiletta!!! ben ri-trovata. per quello che riguarda i disegni, hanno gli strumenti adatti che si usano applicandoli ai piedi e si muovono eseguendo figure ben precise progettate a tavolino.

    Cerchi nel grano, ecco come farli

    Altro che alieni, questa è "Land art"
    Gli ultimi avvistamenti sono di qualche settimana fa in un campo vicino Varano, una frazione in provincia di Ancona. La mattina di domenica 29 giugno alcuni tennisti si sono accorti della presenza vicino al loro terreno di gioco di un enorme cerchio sul grano: un pittogramma dalla forma di fiore del diametro di circa 70 metri. Una figura “nata” nella notte e all’improvviso. Come quella di Polverigi, piccolo paesino sempre vicino al capoluogo marchigiano. Anche qui, qualche giorno prima dell’ avvistamento di Varano, è comparso un “cerchio sul grano”. Questa volta però il disegno ha la forma di una “chiocciola” di 15 metri. Non è la prima volta che in Italia, e soprattutto nelle Marche, si assiste al fenomeno dei “Crop circle”, ossia i "cerchi nel grano"
    Ma chi è che crea questi “cerchi”? Che significato c’è dietro queste figure? Sempre più complesse e enigmatiche, molti pensano siano opera di alieni. Ma non è così. E a dirlo è chi questi cerchi li disegna. L’ingegner Francesco Grassi, oltre ad essere coordinatore al Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) del gruppo di studio sui cerchi nel grano, è anche un “circle-maker”, ossia un writer del grano.

    Come si realizzano i “cerchi sul grano”?
    Contrariamente ai miti che si sono creati negli anni, si realizzano con strumenti poco tecnologici e con molta inventiva. Basta un metro a nastro, delle tavole di legno e dei paletti per marcare le posizioni. Di notte gli occhi si abituano all'oscurità e non c'è bisogno di alcuna apparecchiatura per muoversi nel grano. Si entra nel campo attraverso le "tramlines", le linee che vengono usate dai mezzi agricoli. Non presentano steli e quindi si possono percorrere facilmente senza danneggiare la coltivazione e soprattutto senza lasciare tracce. Poi con l'uso di un metro a nastro si tracciano le prime linee di costruzione. Bastano due persone: uno fa da centro e l'altro, tenendosi alla giusta distanza, traccia con i piedi a passo laterale una circonferenza. Create tutte le linee si procede all'appiattimento, fase meno "intelligente" del disegno. E’ un po' come il gioco "Che cosa apparirà?" della "Settimana Enigmistica", in cui si devono annerire gli spazi segnati con il puntino.

    Quanto ci si impiega?
    Si possono impiegare un paio di ore, tutta la notte, ma anche molto di piu'. Ci sono formazioni documentate che sono state realizzate in più notti, anche fino a quattro notti consecutive.

    Lei li fa in anonimato, perché? E quando ha iniziato a realizzarli?
    La propria opera vive, se e solo se rimane nell'anonimato. Questa è la prima regola per diventare un vero circlemaker. Ho iniziato un po' di anni fa. Volevo capire quanto fosse difficile ed ero curioso di vedere i pareri degli "esperti" sulle mie formazioni anonime. Ho la certezza matematica che i sedicenti "esperti" dicono sulle mie formazioni le stesse cose che dicono su tutti gli altri cerchi che ritengono non realizzati da uomini.

    E' solo l’uomo a realizzare i cerchi sul grano oppure ci sono altre forze?
    A mio modesto parere il fenomeno è umano. D’altronde ho sperimentato sulla mia pelle che tutte le mie formazioni anonime sono rientrate nei database italiani e internazionali dei crop circles. Volendo invocare l'ipotesi extraterrestre al momento purtroppo non abbiamo alcuna prova seria e documentata di ciò, tanto meno che gli alieni vengano sulla Terra a farci visita. A maggior ragione non abbiamo alcuna prova che siano proprio gli alieni a lasciare quei segni sui nostri campi. L'ipotesi umana è quella al momento più solida, consolidata, provata e inattaccabile.

    Ma realizzare cerchi sul grano non danneggia i proprietari del campo che la mattina si vedono al posto delle spighe enormi disegni?
    Certo, è illegale entrare nella proprietà altrui e danneggiare il raccolto. Invito chi vuole sperimentare il circlemaking ad accordarsi con il proprietario del campo
    Però se il cerchio non viene bene, è difficile correggere l'errore
    Gli errori accadono. Di solito il disegno si modifica in corso d'opera per coprire la svista. Ci sono numerose formazioni documentate in cui si riscontrano queste imperfezioni, ma il punto è che non conoscendo il disegno iniziale, spesso questi tipi di errori non vengono colti dal pubblico.

    Qual è la posizione del CICAP nei confronti del fenomeno crop circles?
    Riteniamo che i crop circles siano, fino a prova contraria, opera della creatività, della fantasia e dell’ingegno umano. Se negli anni ‘80 si poteva parlare di burloni, oggi questa posizione va rivista. Si è di fronte a delle opere che appartengono a una nuova forma d’arte, la "Land Art". I crop circles sono espressioni artistiche e dietro a tutto questo non c’è nulla di paranormale o alieno, ma un folto gruppo di appassionati che approfittano dell’oscurità per dare vita a una vera e propria espressione artistica, avvolta da un alone di mistero.

    Che cos'è la Land Art?
    Il termine "Land Art" fu coniato per la prima volta in California nel 1969 da Gerry Schum, raccogliendo i lavori di artisti che operavano attraverso interventi sul paesaggio sfruttandone gli elementi senza alterarlo in modo permanente. Per questo motivo le opere non sono né fissate, né protette, ma semplicemente "regalate" alla natura e sono destinate a subire poco per volta uno "smantellamento naturale" ritornando ad essere parte del paesaggio.

    I cerchi sul grano sono come i graffiti per i writer?
    C'è una forte analogia fra graffiti e crop circles, l'anonimato degli autori. La differenza fra i crop circles e i graffiti è però enorme: i cerchi forniscono allo spettatore un luogo "magico" in cui sentirsi parte integrante di un mistero e in cui entrare per vivere un'esperienza con tutti i sensi, unica, irripetibile. I cerchi sono dei "templi temporanei" in cui chiunque può entrare e celebrare il proprio culto, i graffiti no.
  3. Befunky 05 luglio 2013 ore 10:39
    però anche questa è arte! :-)

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