la civiltà dell'unicorno

03 febbraio 2018 ore 00:20 segnala
La civiltà dell’unicorno
Due millenni prima di Roma, nella valle del fiume Indo, viveva un popolo pacifico e senza re, con grandi città e una lingua ancora tutta da decifrare.









Non avevano re, né sacerdoti, né armi: ma non era importante, visto che di guerre non ne facevano. In compenso questo antichissimo popolo costrui­va le città più evolute del mondo, corredate di rete idrica e fognaria, mentre nella stessa epoca la quasi totalità degli esseri umani viveva in capanne di fango. Una leggenda?


No, stiamo parlando della civiltà dell’Indo, realmente esistita, più di quattromila anni fa. Fioriva quando in Egitto si innalzavano le grandi piramidi e in Mesopotamia troneggiavano i palazzi del potere. Delle prime tre grandi civiltà della storia, quella dell’Indo è in effetti la più misteriosa, oltre che la più estesa. Occupava un milione di chilometri quadrati, con 5 milioni di abitanti e 1.050 centri abitati finora venuti alla luce. Non è ancora chiaro chi la costruì e resta indecifrata la sua scrittura. Se non ci fossero prove inequivocabili che fu opera dell’uomo, verrebbe da pensare all’intervento di “alieni”.



TOILETTE PER TUTTI. Questa civiltà si diffuse in Pakistan e nell’India Occidentale fra il 2600 e il 1900 a.C., lungo il fiume Indo e i suoi affluenti (v. cartina qui sotto). «Le città ospitavano fino a 50mila abitanti, in case e condomini a due piani, con una progettazione urbanistica che metteva in primo piano l’igiene», spiega l’indologo Giuliano Boccali dell’Università degli Studi di Milano. «Venivano progettate a pianta squadrata, con reti fognarie di tubazioni sotterranee. I collettori di scarico partivano direttamente dalle abitazioni, dove erano disponibili le prime toilette con risciacquo della storia».



Si trovavano quasi in ogni casa, o altrimenti erano in comune, con flusso idrico e scarico “sigillato” di acque reflue: in pratica come il bagno di casa nostra. Cisterne sotterranee alimentavano la rete idrica, molto prima che ci pensassero gli architetti della Grecia antica. Esistevano grandi piscine pubbliche, da fare invidia a Roma imperiale. Statue di danzatrici, gioielli di corniola, maioliche, strumenti per il make-up, oltre a quelli musicali, fanno pensare a un popolo che viveva agiatamente e in salute, quando nel resto del mondo antico la contaminazione dell’acqua era una delle più importanti ragioni di malattie e di morte.


La cosa più incredibile, però, è che non sono stati trovati né templi né palazzi rea­li, anche se tutto sembrava organizzato da un apparato centrale, forse composto di tecnici. Altro mistero: non ci sono tracce di grandi opere di irrigazione e questo contrasta in modo sorprendente con il modello di nascita delle civiltà antiche, dirette da esperti idraulici (detti ruler) poi diventati autorità assolute. Chi era dunque il popolo geniale che fondò questa civiltà? Che lingua parlava? Perché non si riesce a decifrare la sua scrittura?





DEMOCRATICI. Quel che è certo è che si trattava di un popolo pacifico. «Da quando, all’inizio del secolo scorso, si scavarono le prime due città, Mohenjo-daro e Harappa», spiega Boccali, «non sono mai state trovate fortificazioni né armi». Come fecero, allora, a difendersi dalle invasioni? «Forse grazie al relativo isolamento geografico. Di certo, la presenza di raffigurazioni femminili, che suggerisce il culto di una dea madre, indica una cultura non aggressiva».



Si pensa che la società avesse una struttura democratica, in cui le decisioni venivano prese da assemblee di cittadini. La presenza di standard per la produzione di mattoni e ceramiche, ma anche per pesi e misure, e l’esistenza di magazzini pubblici per il cibo indicano un alto livello di organizzazione. Resti di barche e tracce di un canale in comunicazione con il mare dimostrano che questi uomini erano abili navigatori: i loro prodotti arrivarono fino in Mesopotamia, nella città di Ur.


Ma a destare l’interesse degli archeologi sono soprattutto le numerose iscrizioni rinvenute, spesso incentrate su figure di animali come elefanti, tigri, bufali, unicorni e uri, grandi bovini ormai estinti. Secondo il linguista Asko Parpola, dell’Università di Helsinki, molti di questi segni rappresentano parole, sillabe e fonemi. Si tratterebbe, insomma, di una forma di scrittura, l’indu, ancora da decriptare. Non tutti, però, concordano che si tratti di una scrittura vera e propria. Secondo alcuni, quella indu era una forma di comunicazione limitata a nomi di personaggi, alle loro funzioni e proprietà: a ogni persona o cosa era assegnato un simbolo.



«Tuttavia», dice Tiziana Pontillo, indologa dell’Università di Cagliari, «se la civiltà dell’Indo aveva scambi con la Mesopotamia non poteva ignorare la scrittura». La lingua che parlava questo popolo era una forma arcaica di sanscrito o una lingua dravidica (dell’etnia dei Dravidi), oppure apparteneva a un gruppo linguistico estinto. Senza un idioma “parente” conosciuto, mancano anche i termini di paragone per la decifrazione dei loro segni.





I resti di Mohenjo-daro, in Pakistan. La città, dalla tipica pianta squadrata, fu costruita nel 2500 a.C. ed era una delle più grandi del mondo.
IL FIUME INARIDITO. Anche la fine di questa civiltà è molto misteriosa. Fino a qualche tempo fa si pensava che fosse legata a uno sconvolgimento ecologico. Verso il 1900 a.C. l’ambiente s’inaridì, scomparve il Ghaggar-Akra, fiume su cui viveva parte della popolazione e la civiltà dell’Indo iniziò un rapido declino: la popolazione si ridusse e in gran parte migrò lungo le rive del Gange.



Recentemente alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che il fiume fosse già sparito prima della fondazione della civiltà stessa. Attraverso indagini sul campo e immagini satellitari, l'Istituto indiano di tecnologia di Kanpur e l'Imperial College di Londra hanno stabilito che il vecchio fiume si prosciugò fra 12 e 8 mila anni fa. Come facesse la popolazione della valle dell'Indo a recuperare l'acqua necessaria, rimane un mistero.



In seguito arrivarono gli Indoari, originari dell’Altopiano Iranico, che portarono l’induismo. «Non fu una vera invasione, ma l’insediamento graduale di piccoli gruppi in rete fra loro, favoriti dall’uso del cavallo», spiega Pontillo. «In realtà le migrazioni furono due. La prima, intorno al 1500 a.C., vide l’arrivo di gruppi Indoari che ancora non praticavano la divisione in caste della società. Avevano piuttosto la cultura del guerriero asceta e della solidarietà. Sceglievano il loro leader democraticamente, in base al suo valore». E questo fa pensare a un’influenza culturale proprio da parte della decaduta civiltà dell’Indo.


Una seconda ondata di arrivi, che portò alla divisione della società in caste, si ebbe nel 500 a.C. Alla fine, comunque, alcuni elementi dell’induismo presenti anche oggi – come la cura dell’igiene, i bagni rituali e l’ascetismo – potrebbero avere raccolto l’eredità della civiltà della valle dell’Indo. Che fra i suoi simboli aveva anche un personaggio in posizione yoga: era forse la versione più antica di Shiva, ancora oggi una divinità centrale della religione induista.
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La civiltà dell’unicorno Due millenni prima di Roma, nella valle del fiume Indo, viveva un popolo pacifico e senza re, con grandi città e una lingua ancora tutta da decifrare. « immagine » Non avevano re, né sacerdoti, né armi: ma non era importante, visto che di guerre non ne facevano. In compenso...
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una mummia di cento anni apre gli occhi

02 febbraio 2018 ore 15:43 segnala



rosalia lombardo mummiaLa piccola Rosalia Lombardo aveva due anni quando è morta per un’infezione ai bronchi, il 6 dicembre 1920, in quel di Palermo. Il padre, sconvolto dal dolore, decise di chiamare Alfredo Salafia, espertissimo imbalsamatore, per far mummificare il corpo della piccola. Dal punto di vista tecnico, la piccola è stata imbalsamata, in realtà. Il risultato, comunque, è straordinario. Tanto che a Palermo la piccola Rosalia è nota come “La Bella Addormentata”.

Rosalia, il cui cadavere mummificato è stato ritrovato di recente, ha qualcosa di davvero speciale. Il suo corpo, rimasto praticamente intatto, giace in una teca di cristallo nelle catacombe dei frati Cappuccini di Palermo, in stanza tenuta sotto controllo da delle telecamere di sicurezza.


Ed è proprio grazie a quelle telecamere che chi custodisce il corpicino ha notato un fatto al momento ancora inspiegabile: la bambina apre e chiude gli occhi più volte al giorno. E se a Palermo c’è chi grida già al miracolo, i più scettici sostengono che si tratti semplicemente di un riflesso dovuto ai cambiamenti della percentuale di umidità nella stanza.

I famigliari e in particolare l’omonima sorella Rosalia, pensano piuttosto ad una manomissione del corpo dovuta ai vari esami e spostamenti a cui è stata sottoposta la salma in questi anni. “L’ultima volta che ho visto mia sorella, nel 2007, questa aveva un aspetto meraviglioso, con un colorito roseo e degno della fama che l’ha resa famosa in tutto il mondo, paragonandola alla bella addormentata” ha dichiarato la sorella. “Purtroppo ho dovuto verificare che quella creatura che sembrava addormentata, oggi sembra un’altra persona: ha i capelli diversi, gli occhi semi aperti e il colorito, il suo meraviglioso colorito roseo è diventato di un colore strano… sembra ossidata!”
.


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« immagine » rosalia lombardo mummiaLa piccola Rosalia Lombardo aveva due anni quando è morta per un’infezione ai bronchi, il 6 dicembre 1920, in quel di Palermo. Il padre, sconvolto dal dolore, decise di chiamare Alfredo Salafia, espertissimo imbalsamatore, per far mummificare il corpo della pic...
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penna e carta

26 gennaio 2018 ore 23:35 segnala


Penna e carta


Ciao sono la "penna",sapessi quanta voglia ho sempre d'incontarti. Mi piaci quando "candida e in attesa", accetti la mia presenza .Ammiro sempre la tua pazienza e il tuo gran coraggio,di fronte alla la mia voglia di scrivere, a volte cancellando o riscrivendo argomenti. Non nascondo che spesso ho timore di pasticciarti,specialmente se prendo la rincorsa e corro felice sulla distesa del tuo foglio bianco. Seguo l'impulso e scrivo, anche quello che hanno vergato altre penne come me, su altrettanti fogli bianchi come te. La mano che mi guida, vuole sempre decidere la scelta. Sapessi quante volte mi vergogno delle promesse fatte dai politici, che amano le parole e riescono ad imbrattare anche te, giudicandoti forse un "semplice foglio senza valore.

"Dolce, dolcissimo foglio , sono io a perdere valore, se scrivo le parole dettate dai loro discorsi, perchè se tu sei il corpo ed io sono la mente, chi scrive è anche la mia mano. Unico appagamento viene sempre guardando il cuore dei bimbi che grazie a foglio e penna, leggono e ricordano le favole del mondo .Ci sono menti insuperbili che hanno inventato la stampa, dove tu sei "Regina"e bisogna ringraziare tutte le carte bianche come te,scritte da penne come me, che unite insieme formano un "Impero". Può sembrare banale dire che nel mondo cartaceo, esiste una vastità di scelta ed opportunità,quell'insieme di fogli, non più bianchi, hanno lunga, lunghissima vita ricca di prestigio chiamato :" libro"grazie a te foglio a me penna.

Esaminando un libro, si trova in ciascuno un regalo, dentro ogni pagina, è possibile trovare "insegnamento". Cogito ergo sum (penso dunque sono), è una frase, scritta nel 1637 dal filosofo francese René Descartes, è ancora oggi una delle asserzioni più citate nella filosofia occidentale.Ogni pensiero, ogni parola pronunciata, ogni azione intrapresa è dovuta alla memoria, capacità del cervello, di ricordare ed immagazzinare esperienze.

Può sembrare banale dire che nel mondo cartaceo,dove c'è una vastità di scelta ed opportunità,la lettura di un libro diventa indispensabile.Anche ai bambini viene spiegato che il cuore è un simbolo per indicare emozioni,un grande manifesto di carta bianca, dove la penna vede senza scriverle, le sue emozioni.La felicità riempie l'aria tutt'attorno, ed i bambini, si sentono davvero liberi di giocare, di ridere e di correre spensierati come "carta bianca". La gioia diventa davvero incontenibile nel mondo dei bambini,dove si gioca, si scopre, s'impara.

Io e te :"Carta e penna,"siamo in una società dove le informazioni sono alla portata di tutti, la comunicazione è fondamentale, come consultare un bel libro. All'intelletto, alla fantasia e soprattutto al volere, è affidata la vita di ogni creatura terrena, la vita razionale non è simile a quella degli angeli o alle creature spirituali. San Giovanni della Croce diceva che: la memoria, insieme alla fantasia, forma un archivio per l'intelletto, dove si depositano mano mano, le varie sensazioni della vita,sia vegetativa che sensitiva. "Niente è nell'intelletto che non sia stato prima nel "senso". Il senso, diventa l'insegnamento del Maestro interiore che guarda avanti verso l'infinito; l'infinito della speranza, della verità, dell'amore, ignorando, o volendo ignorare, che in realtà c'è una sola "Speranza infinita", una sola "Verità infinita" e un solo "Amore infinito".

Come penna, confesso di aver scritto diverse lettere quasi sempre lettere amorose. Mi piaceva e stavo attenta a ciò che scrivevo. cercavo sempre di farlo con una bella calligrafia come il corsivo o lo stampatello, detesto molto l’avvento dei telefonini, che hanno mandato tutto il resto in soffitta, anche i miei cari fogli bianchi. Forse c’è ancora qualcuno che legge messagini su di te? I messagini, ricordati e conservati sono rimasti sui fogli dei quaderni di scuola; quelle delle superiori, erano sommersi da disegni, che suscitavano sempre tanta nostalgia. Li ornavo disegnando montagne o alberi di abete, dove il sole filtrava tra i rami,senza far mancare il solito ruscello che mostrava una strada lontana, dove a volte mettevo anche la neve.

Per abitudine, non ho mai smesso di scarabocchiare, devo sempre frenarmi, costringendo la mano a bloccarsi se non sono in luoghi idonei,ma mi diverte agitare la penna per disegnare, lo faccio ancora adesso con palloncini, barchette, animali o semplici ghirigori. Qualcuno dirà che ormai le macchine da scrivere, hanno il sopravvento,le immagini sono disponiile sul web, le letterine sono imail, senza scomodare il postino o adoperare sotterfugi per farle arrivare. Mio caro foglio, come vedi, c'è ancora un destino che ci unisce, non togliendoci privilegi del cuore. Forse ci sarà un tempo lontano,vicino o vicinisstmo, dove il nostro incontro avverrà in un cassetto, tu sarai in una simpatica busta, ed io in un bell'astuccio,ma forse ci sarà ancora la speranza, di essere nel taschino della giacca di lui, o nella borsetta di lei, ma al momento siamo ancora insieme e abbiamo creato una bella storia, una di quelle che sanno creare "penna e carta"
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« immagine » Penna e carta Ciao sono la "penna",sapessi quanta voglia ho sempre d'incontarti. Mi piaci quando "candida e in attesa", accetti la mia presenza .Ammiro sempre la tua pazienza e il tuo gran coraggio,di fronte alla la mia voglia di scrivere, a volte cancellando o riscrivendo argoment...
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amore

26 gennaio 2018 ore 20:06 segnala
Nonostante il tempo passi veloce ed inesorabile…

guardiamo sempre al di là del nostro orizzonte..

senza smettere mai di credere che qualcosa di speciale e di magico

possa sempre accadere…





L’amore non può essere guidato.. non può essere diviso..
limitato.. incatenato.. costretto..
Non ci sono regole.. ne traguardi..
una folle corsa che niente e nessuno può arrestare…
Il piacere e il dispiacere.. la gioia e il dolore.. i sorrisi e le lacrime..
L’amore non conosce la ragione.. una follia.. una dolce devastante follia..
ecco cos’è…
Per quell’amore sai rinunciare.. sai aspettare..
sai donare senza chiedere nulla in cambio..
sai essere felice solo perchè esiste..
Quando arriva.. in qualunque momento della tua vita
prendi l’attimo.. e non ti domandare mai
quello che potrebbe essere stato o quello che avresti voluto..
Ama ogni secondo che ti viene dato..
ama tutto ciò che lui può darti e non chiedere altro
se in quel momento non può dartelo.
L’amore è rincorrersi.. volare alto..
è scoprirsi piccoli e indifesi..
riconoscere i propri limiti.. e accettare i limiti dell’altro.
E se ami al di la di ogni regola..
se ami ogni istante che lui rappresenta..
non aver paura mai di piangere..
per quest’amore la vita nasconde tante sorprese
è una forza che può sconvolgere ogni cosa.
Non ci sono giuramenti o promesse fatte prima
che non si possono infrangere
per volontà dell’amore…
Se credi nell’amore come unica espressione per dimostrare che vivi..
vivilo per quello che è..
e non cercare quello che non può darti…
Assapora il gusto del momento che vivi..
non attaccarti a ieri..
non sognare il domani..
vivi oggi…
E’ solo semplice amore ciò che tutti vorremmo donare..
ma spesso… troppo spesso non viene compreso..
Da quest’amore infinito lasciati trasportare
nei sogni più veri che hai..
ridona spontaneità al tuo essere..
vivi fino in fondo questo dono meraviglioso..
Vivi la fortuna di averlo incontrato…





Quanto mi sei mancato..
qui in questo posto..
in quelle ore di malinconia…
L’amore si ribella ai miei tentativi di capirlo..
non avevo pensato che potesse essere
così difficile stargli davanti…
Il dolore mi aveva liberato ormai dalla speranza..
ma davanti a quello scorcio di notte
carico di sogni.. e di stelle..
tu.. ritorni…
Chiudo gli occhi pensando che in fondo
il buio e l’attesa hanno lo stesso colore
poi.. vorrei con i ricordi
vorrei.. creare una bolla d’aria
dove poterti ancora respirare
rimanendo in silenzio…


LAKE HILLIER...AUSTRALIA

21 gennaio 2018 ore 18:31 segnala
Perché il lago Hillier è rosa? E vi si può nuotare? Ecco tutte le informazioni su Lake Hillier in Australia. Scopri il mistero delle sue acque color rosa e se esistono altri laghi simili in Italia e nel mondo! Ecco curiosità ed informazioni per visitare l'area








Lake Hillier è uno spettacolo: chi non lo ha mai visto, crede si tratti di una legenda. Se mai avrete la fortuna di ammirarlo con i vostri occhi, una volta sul posto, avrete la sensazione di essere in preda ad allucinazioni. Ma a meno che non abbiate assunto sostenze stupefacenti, prenderete coscienza del fatto che il lago di Hillier esiste davvero!
Lake Hillier è famoso nel mondo per il colore delle sue acque, che sono rosa. Un rosa fitto e denso, che rievoca Picasso nel suo periodo più allegro. Storicamente, una delle prime testimonianze del lago ci sono arrivate grazie alla rivista di Matthew Flinders.
Il navigatore britannico Flinders, nel 1802, aveva scalato la vetta più alta del Middle Island (ora conosciuto come Flinders Peak) per sorvegliare le acque circostanti quando si imbattè in questo notevole lago dalle acque insolite. Di cose strane il mondo è pieno, si sà. Ma Lake Hillier entra a pieno titolo tra le più affascinanti stranezze del nostro pianeta.






Il lago Hillier, lago di colore rosa, si trova nei pressi di Middle Island, la più grande delle isole che compongono l'arcipelago Recherche, al largo della costa di Esperance. Dall'alto, il lago appare come una gigantesca gomma da masticare, ma è comunque uno dei panorami più spettacolari al mondo.
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Perché il lago Hillier è rosa? E vi si può nuotare? Ecco tutte le informazioni su Lake Hillier in Australia. Scopri il mistero delle sue acque color rosa e se esistono altri laghi simili in Italia e nel mondo! Ecco curiosità ed informazioni per visitare l'area « immagine » Lake Hillier è uno...
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la cattedrale di sale nella miniera di salgemma

10 gennaio 2018 ore 00:16 segnala



Realmonte, piccola cittadina di circa cinquemila abitanti in provincia di Agrigento, offre molti tesori, soprattutto provenienti dalla natura, da scoprire e conoscere.

Pensiamo subito alla Scala dei Turchi, famosissima e particolare “scalinata” di roccia bianca che si tuffa a picco sul mare; Capo Rossello e Monterosso, particolari promontori di calcarenite rossa che, come la Scala dei Turchi, dolcemente terminano nel mare.

Ben 800 posti a sedere
CroceAllontanandoci dalle bellezze naturali della costa di Realmonte, non distante dal centro abitato troviamo l’antichissima Miniera di salgemma, giacimento formatasi circa 6 milioni di anni fa e, adesso, una tra le più importanti fonti d’estrazione di sale presenti in Sicilia. Gestita dalla società Italkali, ogni giorno vengono estratti enormi quantità di sale da cucina, sale per uso industriale ed altri sali potassici.

Ma il vero “tesoro” sta all’interno della nostra miniera e, in particolare, a meno 100 metri sotto la superficie ed a 30 metri sotto il livello del mare. Infatti, accedendo tramite bus navetta e percorrendo gallerie e cunicoli di vari livelli, scavati dai minatori stessi, è possibile ammirare quello che è un tesoro unico al mondo sia per la sua ubicazione che per le sue caratteristiche. Ci riferiamo alla Cattedrale di Sale, struttura ricavata dagli stessi minatori scolpendo direttamente la roccia salina.

Larga 20 metri, alta 8 metri e con una lunghezza di circa 100 metri, la nostra Cattedrale di Sale non ha nulla da invidiare alle altre per quanto riguarda le sue dimensioni. Inoltre, secondo alcuni esperti, essa presenta un’acustica che supera di gran lunga i più sofisticati Teatri dell’Opera e può ospitare fino a 800 posti a sedere. È proprio qui che viene celebrata, il 4 dicembre di ogni anno, la messa di Santa Barbara, protettrice dei minatori.

Opere e capolavori al suo interno
Santa Barbara
Santa Barbara

All’interno della Cattedrale troviamo varie opere, capolavori scolpiti nelle pareti di sale come i bassorilievi che raffigurano Santa Barbara, la Sacra Famiglia nella parete di destra e Gesù Crocifisso in quella di sinistra. Sono inoltre presenti, all’ingresso, due acquasantiere, ricavate da unici blocchi di sale e altri elementi religiosi, ricavati sempre scolpendo il sale, quali una cattedra vescovile, la mensa e l’ambone con annessi una croce ed un cero pasquale.

Il salgemma, però, offre altre bellezze dovute alla sua natura.

A meno 75 metri dalla superficie è possibile visitare un altro luogo che “ospita” un Rosone formatosi naturalmente dall’incrocio del salgemma con altri sali che formano cerchi concentrici di colori diversi. Si tratta di una vera e propria spirale naturale, dai colori contrastanti, che lascia il fiato sospeso.

Visite
Le visite sono consentite solo su prenotazione ed unicamente l’ultimo mercoledì di ogni mese. Al massimo 30 persone con un piccolo pullman. Il gruppo verrà dotato di tutta l’attrezzatura necessaria per la sua sicurezza (elmetti con torcia, stivali, etc.) ed accompagnato da una guida. Non è possibile l’accesso a più persone in quanto, essendo ad oggi la miniera funzionante, interferirebbe con le normali attività lavorative.

Proprio per questo motivo non è sempre scontato prenotare facilmente una visita come in un museo e soprattutto in tempi brevi. In ogni caso… non disperate, armatevi di santa pazienza e provate a contattare Italkali.








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« immagine » Realmonte, piccola cittadina di circa cinquemila abitanti in provincia di Agrigento, offre molti tesori, soprattutto provenienti dalla natura, da scoprire e conoscere. Pensiamo subito alla Scala dei Turchi, famosissima e particolare “scalinata” di roccia bianca che si tuffa a picco ...
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prendi la vita così come viene

02 gennaio 2018 ore 10:25 segnala



Prendi la Vita così come viene

Quante volte ci sentiamo affaticati, oppressi, stanchi

di questa vita che va tutta di fretta

momenti in cui vorremo gettare la spugna e mandare

tutto al Diavolo è un po’ quello che sto passando io

in questo periodo ma poi mi chiedo: “Perchè?”

La vita non va gettata al vento e allora mi

rimbocco le maniche anche se è dura.

Ripenso a quanti ostacoli ho dovuto affrontare nella mia vita,

ostacoli che mi sembravano impossibili da poter superare

e poi invece mi sono detta: “C’è l’ho fatta”.

Oggi voglio lasciare un messaggio a tutti voi amici e amiche,

a voi che magari passate come viandanti in questo mio angolino

dove spesso mi rifugio nei momenti difficili

Vi dedico questi versi di Madre Teresa di Calcutta

che ha fatto della sua Vita una missione, dove ha portato conforto

a tutti i poveri, gli ammalati, i bambini, un esempio

che dovremmo cercare di tenere sempre nella nostra mente






La vita è …

di Madre Teresa di Calcutta

La vita è un’opportunità, coglila. La vita è bellezza, ammirala. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà La vita è una sfida, affrontala. La vita è un dovere, compilo. La vita è un gioco, giocalo. La vita è preziosa, abbine cura. La vita è ricchezza, conservala. La vita è amore, godine. La vita è un mistero, scoprilo. La vita è promessa, adempila. La vita è tristezza, superala. La vita è un inno, cantalo. La vita è una lotta, accettala. La vita è un’avventura, rischiala. La vita è felicità, meritala. La vita è la vita, difendila.

(Madre Teresa di Calcutta)



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« immagine » Prendi la Vita così come viene Quante volte ci sentiamo affaticati, oppressi, stanchi di questa vita che va tutta di fretta momenti in cui vorremo gettare la spugna e mandare tutto al Diavolo è un po’ quello che sto passando io in questo periodo ma poi mi chiedo: “Perchè?” La v...
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LA NOTTE DI SANTA LUCIA

12 dicembre 2017 ore 18:41 segnala















La leggenda vuole che la Santa, originaria di Siracusa, fu accecata perchè essendosi convertita dal paganesimo al cristianesimo, non volle sposare l’uomo che i suoi genitori le volevano imporre.
Lei visse tra il 283 e il 304 dopo Cristo, decise di dedicare la sua vita al Signore e per questo fu perseguitata, mutilata e uccisa.
Da allora divenne la Santa protettrice degli occhi e della vista e si dice che l’inizio del suo martirio fu proprio il 13 dicembre, la leggenda la vuole sopra un asinello a distribuire i doni ai bambini buoni.
Un po’ come Babbo Natale, non a caso chi festeggia Santa Lucia ha un detto: “la notte di S.Lucia è la più lunga che ci sia”, proprio per l’attesa dei bimbi.
Il culto di Santa Lucia parte da Venezia dove riposano le sue spoglie e arriva in molte parti d’Italia e d’Europa.
I bambini in questa sera vanno a letto presto, lasciano latte e biscotti per la santa e fieno e carote per attirare l’asinello davanti alle porte di casa, e in alcuni paesi nei giorni antecedenti l’avvento di santa Lucia, un uomo passa per le strade suonando un campanello.


Anche in Svezia e Danimarca il culto della santa è molto presente, la tradizione vuole che la figlia maggiore indossi una tunica bianca e una sciarpa rossa in vita, con il capo coronato da un intreccio di rami e sette candeline, si svegli alle 4 del mattino e porti caffè, latte e dolci ai familiari ancora a letto.
Mentre i maschi di famiglia è tradizione che indossino grandi cappelli di carta e portino lunghi bastoni con stelline.
I ragazzi e le ragazze passano di casa in casa a portare le canzoni tradizionali della festa.
Un altro modo di festeggiare in questo periodo così magico dell’anno, gioia e amore, festa e armonia. Non perdiamo queste tradizioni che fanno parte della nostra cultura e sono parte della nostra storia.
Ecco una modo carino per raccontare la storia di Santa Lucia ai bambini:
“C’era una volta una fanciulla di nome Lucia. Era così innamorata della vita e dei bambini che decise di andare per il mondo a donare giochi e pensieri d’amore a tutti i piccini. Un giorno partì con il suo asinello che decise di seguirla in questo meraviglioso viaggio. La dolce fanciulla voleva far felici tutti i bambini del mondo e con tanta pazienza andò per le case a raccogliere tutte le letterine scritte dai bimbi per lei. Il momento che più amava era proprio leggere tutti quei foglietti colorati e pieni d’amore. I bambini l’amavano e per darle un pò di riposo nel suo viaggio le facevano trovare insieme alla letterina dell’acqua, dei mandarini e carote per il suo asinello. Santa Lucia raccoglieva ogni letterina di ogni bambino di ogni casa del mondo, le leggeva una ad una e costruiva con le sue mani il gioco richiesto. La notte del 13 dicembre iniziava il suo lungo viaggio e solo quando finiva di consegnare l’ultimo gioco si ritirava a riposare soddisfatta e felice”.
Bambini scegliete pochi giochi, uno solo, perchè Santa Lucia deve fare il giro di tutti i bambini del mondo e ne deve costruire tanti e le sue braccia sono ormai tanto vecchie…
Buona notte magica a tutti!



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pochi giorni a natale

03 dicembre 2017 ore 10:57 segnala



ci siamo quasi,tra pochi giorni è natale.
un altro natale,un altro hanno che vola via.
è tempo di bilanci,di tirare le somme,
delle cose belle e di quelle negative che hanno costellato il 2017.
l'unica cosa certa è che gli anni passano,i figli crescono e le mamme imbiancano,come diceva una vecchia canzone.
con gli anni si acquisisce la saggezza che prima non c'era,si cerca di dare una spiegazione logica a ogni perchè.
natale festa d'amore,diventiamo tutti più buoni,ma perche solo a natale,quando più buoni potremmo esserlo sempre???








anche se un pochino in anticipo, auguro un buon natale a tutti.


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« immagine » ci siamo quasi,tra pochi giorni è natale. un altro natale,un altro hanno che vola via. è tempo di bilanci,di tirare le somme, delle cose belle e di quelle negative che hanno costellato il 2017. l'unica cosa certa è che gli anni passano,i figli crescono e le mamme imbiancano,come diceva...
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03/12/2017 10:57:09
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separazioni dolorose

01 ottobre 2017 ore 23:02 segnala



nell'era in cui viviamo separarsi è diventato di una facilità incredibile.
non esistono più i valori di una volta,basta cosi poco per mandare all'aria un matrimonio.
ma la cosa che fa rabbia è che a risentirne di tutto questo sono sempre i figli.
i bambini soffrono terribilmente ,vedersi sballottati una volta con uno e un altra volta con l'altro genitore.
si sentono abbandonati...trascurati..si sentono messi in secondo piano,mentre prima erano al centro dell'attenzione .
una separazione non è mai facile,anche se consensuale da parte dei due.
c'è sempre chi ne soffre di piu.un evento troppo doloroso che equivale quasi a un lutto.difficile da elaborare ma anche da mettere a fuoco quello che accade.
tutto sembra un brutto sogno ,un incubo dal quale ci si vuol svegliare,ma la dura realtà porta solo un grande dolore.










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« immagine » nell'era in cui viviamo separarsi è diventato di una facilità incredibile. non esistono più i valori di una volta,basta cosi poco per mandare all'aria un matrimonio. ma la cosa che fa rabbia è che a risentirne di tutto questo sono sempre i figli. i bambini soffrono terribilmente ,ve...
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01/10/2017 23:02:33
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