Gatta partorisce un Lykoi, il “Gatto Lupo”

11 novembre 2019 ore 23:40 segnala
In Sud Africa una gatta mette alla luce sei cuccioli. Tra loro un raro esemplare di “Gatto Lupo”




In Sud Africa, una gatta randagia ha dato alla luce il tipo più raro al mondo di gatto: un gatto lupo.

Eyona, una dei sei cuccioli nati in un parco di Città del Capo, è un Lykoi, o “Gatto Lupo”. Gli altri gatti della cucciolata, invece, sono dei gatti domestici tabby.

Il comunicato riporta che sono stati trovati dai volontari di “Tears Animal Rescue”, i quali capirono subito che Eyona aveva qualcosa di diverso dai suoi fratellini.
“Ha l’aspetto di un lupo, ma il fisico di un gatto”, ha detto Mandy Store, direttrice di Tears Animal Rescue. “Abbiamo pensato che potesse essere un incrocio con uno Sphynx, ma ha tante piccole differenze fisiche da quella razza di gatto. È stupefacente”.

L’hanno portato da un veterinario, il quale che ha confermato che Eyona è il trentacinquesimo esemplare conosciuto di Lykoi. Non è un razza ancora ben definita e conosciuta, dato che i Lykoi sono apparsi solo dal 2010 a seguito di una mutazione genetica.



Ai gatti Lykoi cade frequentemente il pelo, il quale non ha sottopelo, ma con altrettanta regolarità ricresce. Nonostante, poi, il loro aspetto un po’ feroce, sono molto amichevoli e giocherelloni.
“HA L’ASPETTO DI UN LUPO, MA IL FISICO DI UN GATTO”
“È molto simile a un cane”, ha riferito la signora Store. “Il Lykoi è giocoso come un cane. E come il cane, cerca il contatto visivo: lui guarda negli occhi con un senso di grande attaccamento, diversamente dalla maggior parte dei gatti selvatici. È quasi come non sapesse di essere un micio”.

I volontari di Tears Animal Rescue hanno garantito che terranno con loro Eyona e non la cederanno a nessun allevatore.

“L’ultima cosa che vogliamo per lei è che venga sfruttata. Abbiamo la responsabilità di fa sì che possa avere una vita normale, così da poter essere quello che è, una bellissima gattina.”
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In Sud Africa una gatta mette alla luce sei cuccioli. Tra loro un raro esemplare di “Gatto Lupo” « immagine » In Sud Africa, una gatta randagia ha dato alla luce il tipo più raro al mondo di gatto: un gatto lupo. Eyona, una dei sei cuccioli nati in un parco di Città del Capo, è un Lykoi, o...
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crisantemo fiore dei morti? sfatiamo questo mito

01 novembre 2019 ore 22:18 segnala



Chrysanthemum L. (1753), è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae. Originario della Cina, le sue tracce si perdono nella notte dei tempi. Si pensa che il crisantemo venisse coltivato cinque secoli prima della nascita di Cristo.

Perche i crisantemi sono i fiori dei morti?
Maestoso, elegante, quasi regale. Il “fiore d’oro” –dall’unione delle due parole greche chrysós (oro) e ánthemon (fiore)– anticamente e tradizionalmente è simbolo di bene, gioia, prosperità, festa e vitalità.

Solo in Italia lo si associa esclusivamente al periodo del 2 novembre in commemorazione dei defunti. Come mai? E perché? Ebbene, la risposta è piuttosto semplice: i crisantemi hanno avuto la “sfortuna” di fiorire in ottobre e novembre, proprio in concomitanza con la festività dei morti. Addirittura sentire nell’aria il semplice profumo di questi fiori, ci riporta con la mente ai cimiteri. Diciamocelo, è un tale peccato!





Crisantemo, fiore dei morti solo in Italia… in tutto il mondo è gioia e vitalità


Lo sapete che in gran parte dell’Asia i crisantemi vengono utilizzati per matrimoni, comunioni e addirittura compleanni? Il crisantemo è inoltre fiore nazionale dell’Impero del Sol Levante tanto che esistono interi giardini dedicati solo al fiore del crisantemo ed in suo onore viene celebrata una festa perfino dall’imperatore. Infatti, l’attuale stendardo dell’Imperatore del Giappone è costituito da un crisantemo dorato di sedici petali. Un’altra curiosità, avete mai sentito il nome giapponese femminile “Kiku”, piuttosto comune sia nel passato sia ai nostri tempi, il quale significa proprio “crisantemo”!

Ma anche rimanendo nei confini dell’Europa… in Europa Centrale e dell’Est il crisantemo è uno dei fiori più regalati e assume il significato delle rose! Non stupitevi se un giorno passeggiando per le romantiche viuzze di Praga vi capiterà di vedere regalare un bel mazzo di crisantemi rossi: state assistendo ad una dichiarazione d’amore!





La leggenda del crisantemo: è il fiore dei morti, ma è nato per donare la vita
Numerose sono le leggende intorno alla nascita del crisantemo, ma tutte riguardano i numerosissimi petali che costituiscono il fiore. La leggenda, che gli attribuisce il significato orientale del rinnovamento, narra di una bambina triste che, vegliando la mamma moribonda, ebbe la fortuna di essere ascoltata, in uno dei suoi momenti difficili, da uno spirito commosso per le sue lacrime. Lo Spirito gli porse un fiore dicendole: quando verrà la Morte per prendere la tua mamma, dalle questo e dille che gli spiriti ti hanno concesso di passare ancora con lei tanti giorni quanti sono i suoi petali. La bambina tagliò i petali in tante striscioline in modo da aumentarne il numero. Inesorabilmente la Morte arrivò e la bimba gli porse gli infiniti petali che aveva ricavato. Stupefatta e pensando ad uno scherzo degli spiriti ai suoi dannati, la Morte decise di non portare con se l’adorata mamma che rimase con lei per tanti anni quanti ne erano i petali del crisantemo.

I Giapponesi ancora oggi ritengono che un singolo petalo di crisantemo messo sul fondo di un bicchiere di vino favorisca una vita lunga e sana.





La coltivazione del crisantemo
I crisantemi sono un tripudio di colori e di bellezza! L’arco dei colori, in tinta unita o screziata, va dai già citati bianco e giallo alle infinite tonalità diverse di rosa, lilla, viola, bronzo, rosso, arancio, fino ad arrivare al verde. Esistono più di 200 specie di crisantemi e quelli maggiormente presenti in commercio in questa stagione sono quasi tutti ibridi perenni.





Il crisantemo continua ad essere il dono preferito in occasione del 2 novembre come steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o più fiori per stelo e nei diversi colori. I prezzi di vendita per i fiori recisi variano da 1,5 euro a 25 euro per quelli più grandi e possono arrivare anche a centinaia di euro se si tratta di crisantemi in vaso o di mazzi con più fiori.

E’ meglio sempre informarsi della provenienza dei crisantemi che acquistiamo, onde evitare il rischio di crisantemi “stranieri”, i quali per arrivare in Italia percorrono centinaia di chilometri ed è una delle ragioni per cui durano meno. I crisantemi dei floricoltori italiani durano di più e sono decisamente più belli. Dal fioraio chiedete sempre la provenienza e prediligete fiori locali ed italiani!






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« immagine » Chrysanthemum L. (1753), è un genere di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae. Originario della Cina, le sue tracce si perdono nella notte dei tempi. Si pensa che il crisantemo venisse coltivato cinque secoli prima della nascita di Cristo. Perche i crisantemi...
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non fate il bagno in questi angoli di paradiso

18 agosto 2019 ore 10:06 segnala

Il lago bollente – Dominica
Si tratta di uno dei posti più pericolosi al mondo per fare il bagno. Sott’acqua, alla base del lago, sobbolle magma liquido a temperature elevatissime. Ciò spesso significa che la temperatura dell’acqua raggiunge il punto di ebollizione con pochissime avvisaglie.
Se ti è capitato di scottarti sotto la doccia, sarai in grado di capire appena una piccola parte delle conseguenze di nuotare in questo lago. Di sicuro non vuoi essere cotto a puntino, perciò stai alla larga!


Il fiume Nilo – Africa
Il fiume più lungo del mondo può essere considerato la culla dell’umanità, ma ciò non significa che sia possibile semplicemente tuffarsi e fare una nuotata. Il fiume africano ospita molti coccodrilli pericolosissimi in attesa della loro prossima cena.
Anche se non si tratta degli animali più pericolosi al mondo, meglio non trovarsi faccia a faccia con uno di loro. Le possibilità di attacco sono piuttosto basse: circa 100 persone all’anno sono attaccate dai coccodrilli lungo il fiume lungo circa 11.000 km. In ogni caso, ti conviene non rischiare.


Cascate Kipu – Hawaii, USAMa l’interesse per le morti ha attirato un numero maggiore di visitatori che desiderano esplorarla a loro volta. Oggi, chi si immerge è considerato un intruso e non è protetto dalla legge.
Secondo i rapporti ufficiali, cinque persone sono morte negli ultimi cinque anni alle cascate Kipu. I turisti le visitano da tutto il mondo a causa della loro apparizione in I predatori dell’arca perduta. I proprietari del luogo non sanno cosa fare: hanno vietato l’entrata nella regione per cercare di salvare vite umane.
Ma l’interesse per le morti ha attirato un numero maggiore di visitatori che desiderano esplorarla a loro volta. Oggi, chi si immerge è considerato un intruso e non è protetto dalla legge.



Horseshoe Lake – California, USA
Non c’è niente di speciale in un semplice lago in California: in effetti, lo stato ne è pieno. Una cosa è strana di Horseshoe Lake: la quantità inspiegabile di anidride carbonica che circonda la zona.
L’anidride carbonica sembra essere arrivata dopo una serie di terremoti che hanno distrutto le zone circostanti. Ciò ha provocato morte e distruzione della natura nella zona. Ci sono molti segnali che avvertono le persone di evitare l’area, perciò non ti consigliamo di fermarti qui per una nuotata.



La Laguna Blu a Buxton, Derbyshire – Regno Unito
Il Regno Unito ha molti laghi a cui sarebbe meglio non avvicinarsi. Un esempio è la Laguna Blu a Buxton, nel Derbyshire. Il suo pH attualmente si attesta su uno straordinario 11.3, il che significa che la laguna ha la stessa composizione chimica dell’ammoniaca o della candeggina.
Mentre le acque potrebbero apparire come una bella tonalità di blu, non ti godrai la sensazione di forti prodotti alcalini sulla pelle se entri nell’acqua. Stai alla larga!



La costa del Golfo – USA/Messico
La costa del Golfo non assomiglia a una comune esperienza sulla spiaggia. Oltre a essere al confine tra due paesi con un rapporto controverso, le acque sono piene di esemplari di un animale molto inquietante che vorrai evitare. Questo serpente d’acqua esiste per dimostrare che la natura può essere terrificante.
Se vuoi fare una nuotata rinfrescante nella costa del Golfo, ricorda che condividerai le acque con queste creature. Alcuni potrebbero essere tentati dall’acqua calda, ma non sorriderai più quando vedrai un serpente a sonagli.



Isola La Riunione – Madagascar
L’isola La Riunione è una piccola isola al largo del Madagascar, che a sua volta è una piccola isola al largo dell’Africa sulla sua costa orientale. Si trova nell’Oceano Indiano ed è diventata la capitale mondiale degli attacchi di squali!
In realtà non è molto lontana dal “Vicolo degli squali” sudafricano che abbiamo citato prima. Proprio sulla piccola isola, sono stati riportati 39 attacchi. Ti consigliamo decisamente di tenerne conto se ti trovi vicino alle sue acque.



I turisti non possono fare il bagno in questi angoli di paradisoPublished 12 months ago on August 25, 2018 By Joanna
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Lago blu – Russia
Il Lago blu si trova a Cabardino, nei Balcani, in Russia. È stato spesso un luogo di interesse per gli scienziati a causa del suo colore blu deciso. Ciò spesso induce molte persone a perlustrare il lago il più possibile, ma nessuno è mai riuscito a trovarne il fondo.
Stranamente, molte persone hanno provato e non sono riuscite a raggiungere la fine di questo lago incredibilmente blu. Nel corso degli anni, è diventato piuttosto misterioso, e oggi la gente raccomanda ai turisti di starne alla larga. Prevediamo la nascita di molte leggende metropolitane!




Queensland – Australia
Complessivamente, il Queensland è il secondo territorio per estensione nel Commonwealth dell’Australia. Se il Paese ha una miriade di pericoli naturali, le sue acque sono sicuramente da considerare.
I mari sono pieni di creature marine pericolose e velenose che sono alla disperata ricerca di una bella cena a base di esseri umani. Tra queste ci sono squali, coccodrilli d’acqua salata e meduse. No, grazie!



Lago Kivu – Ruanda
Il lago Kivu è considerato uno dei laghi più pericolosi al mondo. Tale giudizio non si limita solo al nuotare al suo interno, ma comprende anche il fatto che la regione ruandese ospita un vulcano lì vicino. È ancora attivo e teatro di esplosioni di anidride carbonica dal terreno.
Ciò significa che i passanti rischiano di essere avvelenati. Quindi, se ti ritrovi a girare la zona in macchina, potrebbe essere meglio continuare a guidare (con i finestrini alzati) e non fermarti a nuotare.

questi sono solo pochi esempi dei luoghi pericolosi che si trovano in giro per il mondo.
questo vuol dire che non bisogna mai abbassare la guardia,mai avventurarsi se non si conosce la pericolosità del luogo.
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« immagine » Il lago bollente – Dominica Si tratta di uno dei posti più pericolosi al mondo per fare il bagno. Sott’acqua, alla base del lago, sobbolle magma liquido a temperature elevatissime. Ciò spesso significa che la temperatura dell’acqua raggiunge il punto di ebollizione con pochissime avvi...
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e voi percorrereste queste strade pericolose?????

17 agosto 2019 ore 16:46 segnala
A tutti piacciono le strade e i viaggi in macchina con un pizzico di brivido. Esplorare parti del mondo sconosciute è un modo fantastico per uscire dalla propria zona di comfort. Esiste un modo migliore di scoprire il mondo?

A volte, capita di lasciare la propria zona di comfort a casa!


Ecco alcune strade sicuramente diverse da quelle a cui sarete abituati. Noi le troviamo molto pericolose, ma per alcuni sono semplicemente il tragitto quotidiano casa-lavoro! E voi cosa ne dite, le percorrereste? Date un’occhiata ad alcune della strade più pazzesche che potessimo trovare.


Si tratta di una delle strade più spaventose attualmente aperte al pubblico. Data la totale mancanza di struttura e materiali, ci vuole proprio un buon motivo per attraversare questo ponte! Guidando su questo ponte, non c’è letteralmente nessuna misura di sicurezza da rispettare.

Secondo fonti locali, solo 35 persone sono riuscite ad attraversarlo dalla sua costruzione. Speriamo che la persona in questo scatto sia una di queste! E voi lo attraversereste?


Tunnel di Guoliang – Cina
La Cina è un posto meraviglioso. Ricca di luoghi di interesse come le Montagne Gialle e i “pilastri” di Zhangjiajie, la Cina è piena di attrazioni naturali. Alcune delle più belle parti della nazione, però, comprendono aree artificiali in mezzo alla natura. Un esempio è la spaventosa Tunnel Road nella provincia dell’Henan.



Strada degli Yungas – Bolivia
Questa strada è famosa tra i “drogati di adrenalina” di tutto il mondo per il suo straordinario bilancio delle vittime che si aggira attorno alle 300 persone. Questo numero di morti così straordinariamente elevato ha avuto luogo in Bolivia nella strada tra La Paz e Coroico. Il viaggio è lungo circa 70 km e non è per chi ha paura delle altezze ripide più assurde.

Per la maggior parte della gente, è improbabile che valga la pena di rischiare. Di recente, il percorso è stato sostituito da una strada moderna e più piana: anche i più piccoli dossi mandavano la gente fuori strada! In ogni caso, finché mancherà un guardrail, non suggeriamo di percorrerla.

Passo dello Stelvio – Italia
In Italia si trovano tante meraviglie, come il Vesuvio e l’Etna, ma non dimentichiamo che il Paese ospita anche le Alpi! C’è una strada lungo le Alpi che vi porterà direttamente a valle, ma attenzione

A renderla pericolosa è la quantità di curve strette e difficili, tanto che sembra di scendere lungo una strada verso l’inferno buia e tortuosa. A pensarci bene, meglio evitare questa ghiacciata trappola mortale.



Karnali Highway – Nepal
Le autostrade a una corsia sono rischiose. Le autostrade a una corsia avviluppate attorno ad alte catene montuose sono assolutamente inquietanti. Quest’autostrada a una corsia circonda le catene montuose del Nepal ed è detta Karnali Highway.

Il Nepal ospita il monte Everest, la montagna più alta del mondo, e ha più di una strada che spingerebbe anche i più coraggiosi a fare dietro front. È così pericolosa che non è permesso attraversarla dopo il tramonto.
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A tutti piacciono le strade e i viaggi in macchina con un pizzico di brivido. Esplorare parti del mondo sconosciute è un modo fantastico per uscire dalla propria zona di comfort. Esiste un modo migliore di scoprire il mondo? A volte, capita di lasciare la propria zona di comfort a casa! «...
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BIGLIETTO DI SOLA ANDATA PER L’INFERNO:

30 luglio 2019 ore 14:39 segnala
Caldo, umidità e file chilometriche: ci sono vacanze che si trasformano in un inferno. Ma che succede quando ti trovi davanti ad un alligatore affamato? È sempre bello imbarcarsi per perdersi in posti nuovi, ma ci sono luoghi, fidati, che è meglio osservare da dietro il monitor di un PC. Oggi andiamo a scoprire alcune destinazioni in cui serve coraggio ed inventiva per uscirne integro: i luoghi più pericolosi del mondo.


Snake Island

Ilha de Queimada Grande, detta Isola Serpente, si trova al largo delle coste Brasiliane. Qui vivono più di 4000 specie diverse di serpenti tra cui la vipera Lancehead, uno dei serpenti più velenosi al mondo. L’isola si è staccata dal continente 11.000 anni fa e i serpenti, non avendo concorrenza, si sono moltiplicati a gran velocità. Oggi è uno dei posti più pericolosi del mondo, ed è severamente vietato l’accesso a qualsiasi essere umano.


Lago Kivu

È uno dei più grandi laghi dell’Africa Centrale e nelle sue acque non ci sono né coccodrilli né ippopotami, “semplicemente” depositi di metano. Se questo gas dovesse emergere, potrebbe causare un disastro ambientale di proporzioni bibliche. Un’eruzione di questo tipo potrebbe infatti soffocare, attraverso uno tsunami, fauna, flora, bestiame e più di 2.000.000 esseri umani. Vuoi ancora accamparti sulle coste del Lago Kivu?

Dancalia

Fra i luoghi più pericolosi del mondo c’è anche la depressione di Dancalia, un deserto velenoso situato in Etiopia. Sotto la sua superficie la scorza rocciosa della Terra si sta spaccando e le camere sotterranee di magma alimentano ben 12 vulcani attivi, in grado di generare geyser fumanti, conche ribollenti e un lago infuocato di lava. Quel che ad occhio nudo sembrerebbe un deserto ghiacciato è invece “vivo e vegeto” e addirittura bollente.


Aokigahara

Dimentica “Il giardino delle vergini suicide” adesso c’è Aokigahara, l’antico bosco dei suicidi. Situato sul monte Fuji, in Giappone, è il luogo prescelto da quanti vogliono tentare il suicidio. La leggenda vuole che il bosco sia abitato da fantasmi arrabbiati, ma la realtà dice che ancora oggi il numero dei suicidi rimane incredibilmente alto. Fino al 1988 i corpi trovati erano di media 30 all’anno, nel 2003 sono saliti a 105 e nel 2008 a 108. Oggi siamo di nuovo in una media stabile con un numero comunque inquietante: 54.

. Okefenokee Swamp

Il luogo più pericoloso del mondo si trova nello stato della Georgia e sulla rete non mancano offerte allettanti del tipo “Trova un albergo vicino ad Okefenokee Swamp”. Speriamo non si tratti dell’hotel del film “Eaten Alive” in cui un gigantesco alligatore si nutriva degli incauti turisti. Il nostro laghetto è infatti popolato da piante carnivore di ogni specie, da grandi sciami di zanzare e insetti, rane e serpenti velenosi, oltre a migliaia di alligatori. E poi dicono che i film non raccontano la verità…
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Caldo, umidità e file chilometriche: ci sono vacanze che si trasformano in un inferno. Ma che succede quando ti trovi davanti ad un alligatore affamato? È sempre bello imbarcarsi per perdersi in posti nuovi, ma ci sono luoghi, fidati, che è meglio osservare da dietro il monitor di un PC. Oggi...
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l'ippocampo

16 giugno 2019 ore 10:11 segnala



L'Ippocampo
Il cavalluccio marino o ippocampo lo si trova nel Mediterraneo, sulle coste orientali dell'Atlantico e persino nella Manica. Questo pesce si stabilisce nei luoghi ricchi di piante acquatiche. Esso è lungo circa 15 centimetri ed ha una testa che forma un angolo retto con il corpo. Questa posizione unita alla sua forma e alla rastremazione del corpo che ricorda un lungo collo, gli conferisce una curiosa somiglianza con la testa di un cavallo. Proprio a questa somiglianza l'animale deve il suo nome. Il suo corpo è bruno o nerastro ed è coperto da placche ossee che sembrano dividere l'animale in anelli e formano robuste creste longitudinali. L'ippocampo nuota in posizione verticale, spinto in avanti dalle rapide vibrazioni della pinna dorsale, mentre la vibrazione delle pettorali e i movimenti della coda servono per gli spostamenti verticali. La lunga coda prensile, che generalmente porta arrotolata in avanti, è sprovvista di pinne ed è sempre pronta ad attorcigliarsi intorno alla prima alga che incontra; dopo di che l'ippocampo esplora l'acqua circostante alla ricerca di una preda su cui lanciarsi rapidamente. L'ippocampo possiede occhi mobili e indipendenti l'uno dall'altro, ed è soggetto a cambiamenti di colore. La sua alimentazione si compone di piccoli crostacei, ma mangia anche anche minuscoli animaletti che raccoglie sulle foglie di posidonia. In primavera maschio e femmina si accoppiano. I due coniugi rimangono l'uno di fronte all'altro finchè la femmina ha introdotto tutte le uova, circa 200 uova in pochi secondi, fecondate via via dal maschio, nella sacca d'incubazione che quest'ultimo porta sotto la coda e che è fornita, alla sommità, di una piccola apertura. Dalle uova escono minuscoli embrioni, e 60 giorni dopo la deposizione il maschio, con energiche contorsioni, espelle i piccoli, lunghi una dozzina di millimetri, filiformi e trasparenti.





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QUANDO STREET ART E NATURA SI INCONTRANO

10 giugno 2019 ore 23:15 segnala




Quando street art e natura si incontrano il risultato è sorprendente. Siamo abituati a pensare alle città come a dei luoghi in cui prevalgono colori spenti, in cui il grigiore del cemento e il nero dell’asfalto la fanno da padroni; posti dove il verde di un bel parco a volte è solo un miraggio.

Ma quando entra in gioco la street art, cambia tutto! Bellissimi murales ricchi di colori trasformano completamente posti familiari delle nostre città. Edifici e vie cambiano aspetto a colpi di pennello e spray, grazie ad opere d’arte in grado di trasportarci in altri luoghi.

Ma la street art a volte non solo cambia il luogo in cui viene eseguita, riesce anche ad interagire con esso. Vi proponiamo una selezione di opere d’arte di strada che raggiungono la propria identità interagendo con la natura. Cosa intendiamo? Guardate le foto di seguito per scoprirlo!








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LE TERRIBILI PROFEZIE DI PADRE PIO

27 maggio 2019 ore 12:20 segnala



LA TERRIBILE PROFEZIA DI PADRE PIO PER IL 2019: “CI SARANNO TRE GIORNI DI…”
LE PROFEZIE DI PADRE PIO SONO ANCORA OGGETTO DI ESAME DA PARTE DELLA CHIESA. CONTROVERSE SONO LE PAROLE CHE ARRIVEREBBERO ADDIRITTURA DA CRISTO PER BOCCA DEL PADRE DI PIETRALCINA. LA DESCRIZIONE DEL CASTIGO CI RICORDA DA VICINO LO SLITTAMENTO POLARE DELLA TEORIA DI NIBIRU.
Padre Pio è una figura cardine della Chiesa del secolo scorso: è stato nominato prima Beato, poi Santo. Secondo la tradizione possedeva le stigmate (piaghe aperte per oltre 50 anni) il dono della bilocazione (la gente lo vedeva in due posti contemporaneamente meglio di Rasputin) e la chiaroveggenza. Proprio quest’ultimo potere avrebbe generato le sue profezie sotto forma di 12 messaggi che Gesù gli diede.


LA PREFAZIONE
L’ora dei castighi è vicina, ma manifesterò la Mia Misericordia. La vostra epoca sarà testimone di un terribile castigo. I Miei Angeli prenderanno cura spirituale di annientare tutti coloro che si burlano di Me e che non crederanno alle Mie profezie.
Uragani di fuoco saranno scagliati dalle nuvole, e si estenderanno su tutta la terra. Temporali, tempeste, tuoni e piogge ininterrotte, terremoti copriranno la terra durante tre giorni. Seguirà allora una pioggia di fuoco ininterrotta, per dimostrare che Dio è Signore della creazione.
Coloro che sperano e credono nella Mia Parola non dovranno temere, né dovranno temere nulla coloro che divulgheranno il Mio messaggio, perché non li abbandonerò. Nessun male sarà fatto a coloro che sono nelle Mie Grazie, e che cercheranno la protezione della Madre Mia.
Per prepararvi a questa prova, vi darò dei segni e delle istruzioni.
La notte sarà freddissima, il vento spunterà, il tuono si farà sentire.
Chiudete tutte le porte e tutte le finestre. Non parlate con nessuno di fuori. Inginocchiatevi davanti al vostro Crocifisso; pentitevi dei vostri peccati; pregate Mia Madre di ottenere la Sua protezione.
Non guardate fuori durante il terremoto, perché l’ira del Padre Mio è santa, non sopportereste la vista della Sua ira…

Nella terza notte cesseranno i terremoti ed il fuoco, ed il giorno dopo il sole risplenderà di nuovo. Gli angeli scenderanno dal cielo e porteranno sulla terra lo spirito della pace. Un terzo dell’umanità perirà…


MESSAGGI PROFETICI DI PADRE PIO (TRATTI DAL LIBRO “I GRANDI PROFETI” DI RENZO BASCHERA) – LE MOTIVAZIONI DEL CASTIGO.
1°: il mondo sta andando verso la rovina. Gli uomini hanno abbandonato la giusta strada, per avventurarsi in viottoli che finiscono nel deserto della violenza… Se non ritorneranno subito ad abbeverarsi alla fonte dell’umiltà, della carità e dell’amore, sarà la catastrofe.

2°: verranno cose tremende. Io non riesco più a intercedere per gli uomini. La pietà divina sta per finire. L’uomo era stato creato per amare la vita, ed è finito per distruggere la vita…

3°: quando il mondo è stato affidato all’uomo era un giardino. L’uomo lo ha trasformato in un rovaio pieno di veleni. Nulla serve ormai per purificare la casa dell’uomo. È necessaria un’opera profonda, che può venire solo dal cielo.

Gesù annuncia le motivazioni del castigo nella stessa maniera che fa anche Fatima e molte altre profezie di matrice cristiana. Questa è l’epoca dell’apostasia, della crisi della Chiesa e della fede. Il periodo dei due papi sulla Terra di cui uno forse è anche l’ultimo!



I TRE GIORNI DI BUIO ED INIZIA IL CATACLISMA
4°: preparatevi a vivere tre giorni al buio totale. Questi tre giorni sono molto vicini… E in questi giorni rimarrete come morti, senza mangiare e senza bere. Poi tornerà la luce. Ma molti saranno gli uomini che non la vedranno più.

5°: molta gente scapperà sconvolta. Ma correrà senza avere una meta. Diranno che a oriente c’è la salvezza e la gente correrà verso oriente, ma cadrà in un dirupo. Diranno che a occidente c’è la salvezza e la gente correrà verso occidente, ma cadrà in una fornace.

6°: la terra tremerà e il panico sarà grande… La terra è malata. Il terremoto sarà come un serpente: lo sentirete strisciare da tutte le parti. E molte pietre cadranno. E molti uomini periranno.

I tre giorni di buio sono uno dei castighi principali della tradizione cristiana, moltissimi profeti e beati descrivono quel tempo come un momento di grande caos in cui i demoni usciranno dagl’inferi per dar la caccia agli uomini. Anche Padre Pio esorta a non guardare fuori durante i giorni di buio pena la pazzia. Il rimedio sarebbe la preghiera con una candela sacra sempre accesa. Cosa non spiegano mai i vari profeti è la causa di questi giorni di buio completo, la teoria dello stop della rotazione terrestre è semplicemente non possibile scientificamente.

LA SOPRAVVIVENZA, LA CADUTA DI UN CONTINENTE, IL BOMBARDAMENTO CELESTE.
7°: siete come formiche, perchè verrà il tempo in cui gli uomini si toglieranno gli occhi per una briciola di pane. I negozi saranno saccheggiati, i magazzini saranno presi d’assalto e distrutti. Povero sarà colui che in quei giorni tenebrosi si troverà senza una candela, senza una brocca d’acqua e senza il necessario per tre mesi.

8°: scomparirà una terra… una grande terra. Un paese sarà cancellato per sempre dalle carte geografiche… E con lui verrà trascinata nel fango la storia, la ricchezza e gli uomini.

9°: l’amore dell’uomo per l’uomo è diventato una vuota parola. Come potete pretendere che Gesù vi ami, se voi non sapete amare nemmeno quelli che mangiano alla stessa vostra tavola?… Dall’ira di Dio non saranno risparmiati gli uomini di scienza, ma gli uomini di cuore.

10°: sono disperato… non so più che cosa fare perchè l’umanità si ravveda. Se continuerà su questa strada, l’ira tremenda di Dio si scatenerà come un fulmine tremendo.

11°: una meteora cadrà sulla terra e tutto sussulterà. Sarà un disastro, molto peggiore di una guerra. Molte cose saranno cancellate. E questo sarà uno dei segni…

12°: gli uomini vivranno una tragica esperienza. Molti verranno travolti del fiume, molti verranno inceneriti dal fuoco, molti verranno sepolti dai veleni… Ma io rimarrò vicino ai puri di cuore.
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« immagine » LA TERRIBILE PROFEZIA DI PADRE PIO PER IL 2019: “CI SARANNO TRE GIORNI DI…” LE PROFEZIE DI PADRE PIO SONO ANCORA OGGETTO DI ESAME DA PARTE DELLA CHIESA. CONTROVERSE SONO LE PAROLE CHE ARRIVEREBBERO ADDIRITTURA DA CRISTO PER BOCCA DEL PADRE DI PIETRALCINA. LA DESCRIZIONE DEL CASTIGO C...
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27/05/2019 12:20:31
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le catastrofi naturali e la forza inarrestabile della natura

13 aprile 2019 ore 21:54 segnala


Fin dai tempi antichi, l’uomo ha avuto rapporti con la Natura. Da essa ha sempre tratto sostentamento, tanto da rispettarla e salvaguardarla. Tuttavia il rapporto di amicizia uomo-natura è andato via via diminuendo, a causa del progresso che si è attuato attraverso i secoli. Oggi, infatti, sembra che l’uomo voglia imporsi su di essa, quasi come volesse schiavizzarla per ottenere sempre più materie prime. Ma la Natura mal sopporta questo affronto e, periodicamente e inaspettatamente, ricorda all’uomo la sua piccolezza e lo invita a non essere avido, moderando la sua azione distruttrice. Soprattutto in questi ultimi anni, si stanno verificando terribili catastrofi naturali che si abbattono sull’uomo, provocando numerosi danni e vittime. È come se la Natura rispondesse agli attacchi invadenti della creatura umana. E questi nulla può contro di essa. La forza della Natura è stata oggetto di riflessione fin dai tempi antichi ed è sempre apparsa come un qualcosa di misterioso, da scoprire. Infatti Goethe, nel Frammento sulla natura, afferma che l’uomo «vive in mezzo a lei, ma le è straniero». Ciò significa che egli non può capirne i significati più profondi e non può prevedere né dove né quando la Natura si scaglierà contro di lui. L’essere umano può tentare solamente di difendersi dai suoi attacchi e sperare che essa voglia essergli benevola. Platone, nel Timeo, vede nella forza distruttrice della Natura una punizione degli dei alle azioni nefaste dell’uomo. Basti pensare a quello che accadde all’isola di Atlantide, che, nell’arco di un giorno, a causa di terremoti e inondazioni, scomparve inghiottita dal mare. La Natura si ripete negli anni e nei secoli. Infatti un’analoga situazione si è verificata nel 2004 in Indonesia. Dopo un violento maremoto, una gigantesca onda assassina si è versata con impeto sulle spiagge asiatiche, spazzando via parte di quelle meravigliose coste e cambiando, così, la formazione geo-fisica del territorio. Nonostante il progresso e le tecniche sempre più raffinate, l’uomo continua a contrastare la Natura senza ottenere, però, grandi successi. Le catastrofi naturali sono diventate molto più frequenti e distruttive. Come mai? L’uomo, per sete di ricchezza, ha ormai l’illusione di essere più potente della Natura e interviene sull’ambiente senza più rispetto per esso. Molteplici sono le conseguenze: l’assottigliamento dello strato di ozono, lo scioglimento dei ghiacciai, uragani, alluvioni… ma l’uomo può prevedere quando avverranno queste catastrofi? Boncinelli, in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 2/1/2005 intitolato Dall’asse distorto ai grappoli sismici. Quando la scienza vuol parlare troppo, si dice scettico riguardo questa possibilità. Egli, infatti, afferma che anche la Terra è fragile ed è «difesa soltanto dalle leggi della fisica e dall’improbabilità di grandi catastrofi astronomiche». Siccome l’uomo ignora tante cose soprattutto nell’ambito delle scienze della Terra, è chiaro che «eccetto in casi particolarmente fortunati, non siamo ancora in grado di prevedere terremoti e maremoti». L’uomo può comunque intervenire quando si manifestano catastrofi naturali. Il suo intervento, però, non è sempre lo stesso. Infatti, come afferma Thom in Modelli matematici della morfogenesi, «il mondo brulica di situazioni sulle quali visibilmente possiamo intervenire, ma senza sapere troppo bene come si manifesterà l’effetto del nostro intervento». Di conseguenza, ci sono momenti in cui l’uomo può intervenire per ridurre gli effetti delle catastrofi naturali e altre situazioni in cui è praticamente impotente di fronte alla violenza della Natura. Concludo citando Rusconi che, in un articolo pubblicato sulla Stampa il 30/12/2004 intitolato L’Apocalisse e noi, afferma che la Natura ricolloca l’uomo nella sua condizione umana, mostrandogli continuamente la sua debolezza e la sua impotenza. Infatti, a mio avviso, non bisogna dimenticare che la Natura è madre e l’uomo il figlio che da essa dipende. Dunque, se l’uomo continuerà con questo suo atteggiamento irrispettoso, la Natura diventerà sempre più aggressiva e imprevedibile e punirà ancor di più questo suo figlio ribelle.





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« immagine » Fin dai tempi antichi, l’uomo ha avuto rapporti con la Natura. Da essa ha sempre tratto sostentamento, tanto da rispettarla e salvaguardarla. Tuttavia il rapporto di amicizia uomo-natura è andato via via diminuendo, a causa del progresso che si è attuato attraverso i secoli. Oggi, in...
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13/04/2019 21:54:59
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INFIBULAZIONE.

12 aprile 2019 ore 14:16 segnala






#amputazionegenitalifemminili #infibulazione Alle bambine viene lasciato un forellino per le la minzione e per le mestruazioni, che se sono grumose e non possono fuoriuscire provocando la morte. Quando di sposeranno, il marito taglierà con un coltello la parte offesa per procedere all'accoppiamento.

"Poi toccò a me. Ormai ero terrorizzata.
– Quando avremo tolto questo “kintir” (clitoride) tu e tua sorella sarete pure.- Dalle parole della nonna e degli strani gesti che faceva con la mano, sembrava che quell’orribile kintir, il mio clitoride, dovesse un giorno crescere fino a penzolarmi tra le gambe. Mi afferrò e mi bloccò la parte superiore del corpo… Altre due donne mi tennero le gambe divaricate. L’uomo che era un cinconcisore tradizionale appartenente al clan dei fabbri, prese un paio di forbici. Con l’altra mano afferrò quel punto misterioso e cominciò a tirare…Vidi le forbici scendere tra le mie gambe e l’uomo tagliò piccole labbra e clitoride. Sentii il rumore, come un macellaio che rifila il grasso da un pezzo di carne. Un dolore lancinante, indescrivibile e urlai in maniera quasi disumana. Poi vennero i punti: il lungo ago spuntato spinto goffamente nelle mie grandi labbra sanguinanti, le mie grida piene di orrore… Terminata la sutura l’uomo spezzò il filo con i denti… Ricordo le urla strazianti di Haweya, anche se era più piccola, aveva quattro anni, scalciò più di me per cercare di liberarsi dalla presa della nonna, ma servì solo a procurarlo brutti tagli sulle gambe di cui portò le cicatrici tutta la vita.

Mi addormentai, credo, perché solo molto più tardi mi resi conto che le mie gambe erano state legate insieme, per impedire i movimenti e facilitare la cicatrizzazione (dato che c’è stata una perdita di sostanza, clitoride e piccole labbra, le gambe legate insieme permettono la cicatrizzazione, ma la cicatrizzazione avviene in retrazione. Non c’è più tutto il tessuto necessario perché le gambe possano essere divaricate completamente. Nessuna farà più la spaccata. Anche dare un calcio a un pallone può essere impossibile, come andare a cavallo o, nei casi più gravi, nuotare a rana. Nei casi più gravi, dove infezioni riducono ulteriormente il tessuto, le donne non possono più divaricare le gambe per accovacciarsi e urinare e, dove non esistono water, devono urinare dalla posizione in piedi con l’orina che scola tra le gambe, scola un filino alla volta, una goccia alla volta).

Era buio e mi scoppiava la vescica, ma sentivo troppo male per fare pipì. Il dolore acuto era ancora lì e le mie gambe erano coperte di sangue. Sudavo ed ero scossa dai brividi. Soltanto il giorno dopo la nonna mi convinse a orinare almeno un pochino. Oramai mi faceva male tutto. Finché ero rimasta sdraiata immobile il dolore aveva continuato a martellare penosamente, ma quando urinai la fitta fu acuta come nel momento in cui mi avevano tagliata. Impiegammo circa due settimane a riprenderci. La nonna accorreva al primo gemito angosciato. Dopo la tortura di ogni minzione ci lavava con cura la ferita con acqua tiepida e la tamponava con un liquido violaceo, poi ci legava di nuovo le gambe e ci raccomandava di restare assolutamente ferme o ci saremmo lacerate e allora avrebbe dovuto chiamare quell’uomo a cucirci di nuovo.

Lui venne dopo una settimana per esaminarci. Haweya doveva essere ricucita. Si era lacerata urinando e lottando con la nonna… L’uomo ritornò a togliere il filo dalla mia ferita. Ancora una volta furono atroci dolori per estrarre i punti usò una pinzetta. Li strappò bruscamente mentre di nuovo la nonna e altre due donne mi tenevano ferma. Ma dopo questo anche se avevo una ruvida spessa cicatrice tra le gambe che faceva male se mi muovevo troppo, almeno non fui più costretta a restare sdraiata tutto il giorno con le gambe legate. Haweya dovette attendere un’altra settimana e ci vollero quattro donne per tenerla ferma… Non dimenticherò mai il panico sul suo viso e nella sua voce… Da allora non fu più la stessa… aveva incubi orribili. La mia sorellina un tempo allegra e giocosa cambiò. A volte si limitava a fissare il vuoto per ore. (svilupperà una psicosi)… cominciammo a bagnare il letto dopo l'infibulazione."

(Ayaan Hirsi Ali)
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12/04/2019 14:16:58
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