è solo una metafora...

26 marzo 2017 ore 13:08 segnala
In questo mare chiamato vita, siamo come i serfisti, aspettiamo la nostra onda perfetta! Ogni giorno saliamo sulla nostra tavola cercando l'equilibrio. Cavalchiamo le piccole onde riuscendo a dominarle e, con fatica arriviamo a riva soddisfatti di noi stessi. Alle volte cadiamo travolti dalle onde più grosse e dobbiamo accontentarci di raggiungere la spiaggia a nuoto. Le soddisfazioni e le delusioni si alternano in questo mare chiamato vita.
Ma un vero serfista non si arrende, sa che tutto ciò è l'allenamento necessario per affrontare quell'onda tanto attesa, sa che arriverà e che solo allora raccoglierà tutti i successi dei suoi sforzi!
Non bisogna mai lasciare che la nostra tavola si riempia di polvere, solo perchè cadendo abbiamo bevuto troppa acqua. Non bisogna mai gettare al vento le nostre speranze, solo perchè abbiamo ricevuto troppe sconfitte.
Se veramente si vuole assaporare tutte l'emozioni che L'Onda perfetta ci donerà, allora non smettiamo mai di credere che si sta preparando solo per noi.

Voglia di scrivere...

24 marzo 2017 ore 17:45 segnala
Scrivo di getto, per cui chiedo scusa per gli errori e per il mio malo modo di scrivere.

Vorrei dire alcune semplici cose.
Lo scrivere è per me un mezzo di comunicazione. Nasce dall’esigenza di esprimersi e comunicare agli altri, non a caso usa il mezzo del linguaggio, parole scritte sulla carta o veicolate nell’aria.
Un grande personaggio che unisce doti di bellezza, arte e comunicatività può essere amato da un grande pubblico. Ma per raggiungere il cuore di una sola persona non è necessario essere grandi. Accanto ad una grande opera sinfonica ci può essere la piccola canzone.
Una pagina bianca e vuota può apparire ostile e disorientare chi, non ritenendosi scrittore, e non possedendo una forte ispirazione e vere e mature capacità poetiche, come nel mio caso, si accinge a comporre, al contrario una forma particolare di composizione come l’acrostico, può aiutare nel suo schema già predisposto e vincolante a stimolare e sviluppare immagini. Come se invece di avere di fronte una tela bianca un pittore mi mettesse davanti ad un disegno al quale aggiungere solo i colori.
La scrivre secondo me può essere vista come il luogo dell’umano spirito in cui esercitare come in una palestra le nostre doti di sensibilità e immaginazione.
Tutti abbiamo delle possibilità, come nel volo delle formiche alate in cui una sola raggiunge la regina ma tutte le altre hanno il diritto di lanciarsi nel folle volo, di provare, di sognare. Un volo goffo ed incerto non è meno nobile del più riuscito. Quindi per me è un laboratorio aperto a tutti, dove l’essenza più vera dell’uomo, quella che parla con l’Universo, si esprime.
Dicono I KING: “Cielo e terra determinano la scena, ed i mutamenti si compiono in mezzo ad essa. L’essenza compiuta dell’uomo, che durevolmente si mantiene, è la porta d’entrata del Senso e dell’equità.”
“Il creativo conosce mediante il facile.
Il ricettivo può mediante il semplice”.
E quindi da ciò anche lo scrivere.

Angelo.
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Scrivo di getto, per cui chiedo scusa per gli errori e per il mio malo modo di scrivere. Vorrei dire alcune semplici cose. Lo scrivere è per me un mezzo di comunicazione. Nasce dall’esigenza di esprimersi e comunicare agli altri, non a caso usa il mezzo del linguaggio, parole scritte sulla carta o...
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Fortuna che il cuore non è come una lavatrice.......

22 marzo 2017 ore 22:16 segnala
In amore non puoi metterti a tavolino e decidere quando avverrà la fine.
Non puoi programmare l'ultimo sguardo, parola, bacio.
Non puoi programmare quando lavare via tutti i ricordi che macchiano il cuore.
L'amore non è una lavatrice programmabile, non esiste il tasto "Canc" o "Fine" come una tastiera da pc.
La fine arriva quando l'amore se ne va.

Ma ci pensate se esistesse davvero una lavatrice così?
Tu la vorresti? e se la gente la volesse?
Ci si potrebbe fare un mucchio di soldi!
Sì, Ma a che Prezzo?
Stiamo parlando di ripulire un cuore, formattarlo come un hd, svuotarlo da ogni emozione e ricordo, con il rischio di fargli perdere per sempre la capacità di amare: avrebbe un consumo energetico troppo alto, mortale già dopo il primo lavaggio.
Quindi mi raccomando:
Saldo alla consegna.
Angelo.
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In amore non puoi metterti a tavolino e decidere quando avverrà la fine. Non puoi programmare l'ultimo sguardo, parola, bacio. Non puoi programmare quando lavare via tutti i ricordi che macchiano il cuore. L'amore non è una lavatrice programmabile, non esiste il tasto "Canc" o "Fine" come una...
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L'amore, mio punto di vista.

21 marzo 2017 ore 16:51 segnala
A mio avviso, ciò che ha rovinato il mondo non è l'egoismo, semmai la nostra cattiva o imperfetta capacità d'amare. Amare se stessi, innanzitutto, prima di poterlo estendere agli altri. Può sembrare un controsenso ma non è così.
Amare se stessi non vuol dire essere egoisti e fregarsene dell'altro, quanto prendersi cura di sé che è la cosa più difficile da fare: noi pensiamo di farlo ma non lo facciamo davvero.
Spesso ci preoccupiamo degli altri più di quanto dovremmo per un senso di colpa innato, per non essere giudicati ed essere tacciati di pensare sempre e solo a se stessi. Il guaio è che, nel tentativo e nella convinzione di farlo, rischiamo di farlo male se non impariamo prima a farlo con noi stessi.
Se fossimo capaci di fare questo avremmo risolto il problema dell'amore. Invece spesso siamo inclini alla commiserazione, al vittimismo, al fatalismo, alla mancanza di fiducia in noi stessi. In una parola non scommettiamo abbastanza sulla nostra capacità di amarci e saper amare gli altri. Anche se non è quello che diciamo a noi stessi, siamo convinti che gli altri facciano meglio quello che noi possiamo solo sperare, ma è vero anche l'esatto contrario.
Non esiste un solo e medesimo modo di vedere. È per questo che sorgono i casini, però è giusto e umano che sia così. Abbiamo tutti idee e personalità così diverse e varie che è difficile già trovarne due che la pensino allo stesso modo.
Però una cosa ci accomuna tutti: ed è l'amore, questa forza cosmica e insopprimibile dentro ognuno di noi, così grande e complessa (eppur così semplice, perché non la si deve capire, ma solo agire) che difficilmente riusciamo a gestire in modo efficace e "produttivo". Noi siamo nati per complicarci la vita, per dubitare, per mettere in discussione tutto e tutti... ma è la natura umana.
Quando c'è l'amore, quando amiamo qualcuno e ci sembra di aver trovato chi ci comprende davvero, tutte le battaglie interne, la rabbia, l'odio (questa brutta parola), i disaccordi e le differenze si placano e si annullano come per magia nel nostro animo, perché l'amore è disarmante, è la nostra anima messa a nudo, senza artifici, senza maschere, senza finzioni e soprattutto senza difese.
L'amore non è una guerra, non è una rappresaglia, non è un cedere e imbracciare le armi, non è un do ut des, ma è condivisione, rispetto reciproco, tanto delle idee quanto degli spazi, impegno, coraggio di restare se stessi nonostante la tentazione di affidarsi all'altro, sostegno e solidarietà quando occorre... Io penso che un amore così non occorre andare lontano per cercarlo e trovarlo.
Basta saperlo riconoscere in chi ci vive accanto e di cui nemmeno a volte ci accorgiamo, preoccupati di sognare il grande amore, ma per farlo bisogna restare col cuore aperto, pronti ad accoglierlo specie quando non ce lo aspettiamo e quando ci accorgiamo che è arrivato (e lo sappiamo con certezza lampante, perché il cuore non mente e non sbaglia) coltivarlo, curarlo giorno dopo giorno, proprio come si farebbe con una pianta, per non farla appassire e morire...Tutto questo sarebbe possibile se solo credessimo maggiormente in noi stessi. Se lo facessimo il mondo avrebbe fatto un passo in più verso la comprensione e la tolleranza, l'accettazione e la condivisione di un "sogno" comune, l'appartenenza ad un unico Credo che è... l'Amore, puro e semplice.
Preferiamo però vedere e credere che il mondo sia marcio, che i suoi sogni e le sue aspirazioni siano stati schiacciati, nostro malgrado, dal prevalere dei falsi ideali, dell'indifferenza, del cinismo, dell'ipocrisia e dell'egoismo..
Mi dispiace smentire qualcuna che dice circa l'Amore vero, che tutto sopporta, capisce e vive: non esiste l'Amore vero. Ciò presuppone che ce ne siano di falsi, ma in quel caso può chiamarsi quel sentimento Amore? Esiste un solo tipo di Amore e un solo modo d'amare. Se lo si fa nel modo "giusto" non si sbaglia e non si resta delusi (ho chiarito con le parole espresse poc'anzi cosa intendo per giusto, posto che non esistono regole scritte sull'amore). Noi cambiamo, come cambiano le persone insieme a noi, ma l'amore resta, per me, un valore non quantificabile...
Per quanto riguarda poi le illusioni, anche lì ci sarebbe molto da dire. L'amore stesso, se vogliamo rappresentarlo in maniera visibile, è un grosso cannone con cui bombardare le nostre illusioni. Sì, perché quand'anche si riesca a trovare l'anima gemella, se si vive solo di quelle e poi la magia svanisce, ci si sveglia e ci si accorge che la realtà è altro(e questo può accadere se l'amore lo si basa su presupposti eterei ed ideali, piuttosto che su fondamenta più solide e concrete) si rischia di fare una rovinosa e dolorosa caduta, le cui ferite non saranno visibili all'esterno ma faranno ugualmente male e dureranno ancor di più.
Meglio sarebbe non rischiare, laddove per rischio intendo buttarsi alla cieca senza considerarne le conseguenze, e vivere l'amore in modo più consapevole e adulto, il che non vuol dire viverlo senza sorprese e meno intensamente.
Cosa dire altrimenti di quegli amori, consolidati e duraturi, cementati da una lunga "convivenza" e che il tempo anziché affievolire ha reso più forti? Quelli sono i casi che io reputo veramente rari. È una cosa difficilissima mantenere e far durare l'amore, ma se ci si riesce si è fortunati per tutta la vita.
L'anima gemella, in questo caso, non è qualcosa di nebuloso e indistinto, sognato o solo desiderato, non è la metà che ti manca, ma sicuramente è quella che ti completa, non perché tu sia mancante, ma perché la senti vicina come affinità elettiva, perché se tu scegli l'amore, anche l'amore sceglie te ed è una bellissima scommessa.
Il campo è troppo vasto e vorrei dire ancora tante cose ma il tempo è tiranno e quello a mia disposizione è per oggi terminato.
Angelo.
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A mio avviso, ciò che ha rovinato il mondo non è l'egoismo, semmai la nostra cattiva o imperfetta capacità d'amare. Amare se stessi, innanzitutto, prima di poterlo estendere agli altri. Può sembrare un controsenso ma non è così. Amare se stessi non vuol dire essere egoisti e fregarsene dell'altro,...
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le mie domande, essere o apparire, le donne.

20 marzo 2017 ore 22:10 segnala
Tanti aspetti, tanti sensi, tanti pensieri e un solo corpo... questa è la persona, secondo me.
Per definire bene questa parola bisognerebbe pensare ad un insieme di essenze, presenze astratte ricoperte da un unico involucro. Essenze sprigionate dalla mente, dai sensi e dal cuore. Un tutt'uno che segue un percorso superando ostacoli e trovandosi di fronte a scelte... costruendo, tra lacrime e sorrisi, la sua vita. Ma questo percorso non ha meta. È come avere in mano un biglietto del treno, con qualche differenza: sopra leggi il tuo nome ma è privo della destinazione e del prezzo.
Già, perché così è la vita di ogni persona: un lungo viaggio verso un luogo, un obiettivo astratto ; le difficoltà che si incontreranno e le perdite che si subiranno sono ignote alla partenza. Allora è proprio questa l'esistenza? L'essenza, il corpo e il viaggio.
Forse proprio durante le amare remate del nostro viaggio riusciremmo a scoprire la nostra destinazione e cosa il destino ha riservato per noi.
Ai nostri occhi non apparirà niente che possa avere l'aspetto di "certezza" ma, per lo meno, il nostro viaggio inizierà ad avere un senso; un motivo che ci spinga ad andare avanti e a darci la forza di affrontare i numerosi ostacoli che ci si propongono. Più si andrà avanti, più la vita scorrerà e col passare del tempo, forse, su quel biglietto apparirà anche la nostra destinazione e il prezzo che dobbiamo pagare per raggiungerla. Nulla è sicuro nella vita... anche perché niente rende più forti dell'incertezza del domani; il sapere che domani, appena svegli, inizierà qualcosa di nuovo e sapere che ormai ciò che è passato è al di là della tenda di ieri. Il non sapere ciò che ti aspetta ti riempie d'avventura e ti carica di euforia per vivere ogni giorno al cento per cento.
Con paura e felicità, con incertezza e grinta, come si dice? Gli opposti si attraggono, no? Già, proprio così, il pericolo è attraente. È per questo che siamo tutti eroi nella nostra vita. Ognuno di noi fa qualcosa di bello e qualcosa di brutto, tutte le nostre azioni resteranno nel tempo. Magari non saranno scritte in ogni libro di storia ma di certo saranno importanti per qualcuna.
Così, in questo viaggio, tu avrai la possibilità di decidere, con coraggio, chi essere e che ruolo svolgere anche se spesso ciò che ti viene destinato non ti appartiene. E forse è proprio per questo che l'individuo/a si trova spesso a dover indossare una maschera; qualcosa che copra il suo vero essere, che la faccia apparire diversa, migliore. Questo è lo scopo, poter essere finalmente accettati dagli altri senza aver paura di affacciarsi al mondo. Ma io vorrei tanto svegliarmi la mattina, lavarmi il viso e sapere che il volto sfiorato dalle mie mani sarà lo stesso che gli altri guarderanno e giudicheranno. Ma la paura delle opinioni è forte, talmente forte da portare la donna a creare così una seconda personalità. E come si fa la bella copia di un tema, così esiste anche la bella faccia; quella da mostrare a tutti. Mentre invece la brutta faccia resta chiusa in quel cassetto. Ma sapete, la brutta copia è molto meglio della bella. La brutta copia è bella per gli errori, per le cancellature e per le aggiunte di parole al bordo del foglio. Ed è per questo che la sua brutta faccia è molto meglio... perché è vissuta, ha sofferto ma ha saputo rinascere; è stata abbattuta ma ha avuto la forza di tirarsi su... ha avuto la forza di riscriversi. Senza una brutta copia non può esserci una bella copia. La bella copia è soltanto ciò che si guarda ma bisogna sempre ricordarsi che dietro di essa c'è un'immensa storia carica di passioni, sentimenti e sensazioni difficili da percepire adesso ma, al loro tempo, molto profonde. Maschera come nascondiglio del proprio vero essere o come ulteriore personalità? Questo ognuno lo decide da sé anche se essere se stessi è la cosa migliore nonostante al giorno d'oggi sia davvero difficile lottare contro i pregiudizi della società. Ma sarebbe meglio che, inizialmente, questi pregiudizi fossero decisa autocritica verso appunto se stessi e non una incontrollabile e vanitosa critica altrui. Ma tutto questo pensiero nasce forse dal fatto che siamo noi stessi i primi a soffermarci sul giudizio prematuro nei riguardi di chiunque ci troviamo di fronte. È qualcosa di irrefrenabile: voler dare un giudizio di quello che si vede senza sapere ciò che l'aspetto esteriore nasconde.
Siamo cresciuti in una società che ci ha imposto quest'idea ed ora è difficile cambiarla. Proprio il giudizio, infatti, è una delle maggiore preoccupazioni nella nostra vita. Ci si chiede se siamo adatti ad un certo tipo di ambiente, se possiamo frequentare determinate persone e se il nostro aspetto sia visto con positività dal resto del mondo. Ma forse dovremmo iniziare a non curarci con così tanta premura di questo problema. Dovremmo essere liberi di essere e di vivere come vogliamo senza farci influenzare dagli altri. Ma per desiderare ciò è necessario, prima di tutto, accettare senza pregiudizio gli altri. Bisogna rendersi conto che siamo in un mondo di diversità ma la diversità non deve essere vista come cosa negativa, anzi, è un arricchimento della propria persona. Si acquisiscono così usi, modi e stili differenti dai nostri e che ci danno la possibilità di immedesimarci in diverse situazioni, guardare con occhi diversi e trovare sfumature diverse in ogni attimo della vita. Non vedremmo più nulla a tinta unita ma tutto sarà una sfumatura di colori diversi ma in splendida sintonia tra di loro; colori come esseri che un giorno viaggeranno su un'unica frequenza.
Angelo.
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Tanti aspetti, tanti sensi, tanti pensieri e un solo corpo... questa è la persona, secondo me. Per definire bene questa parola bisognerebbe pensare ad un insieme di essenze, presenze astratte ricoperte da un unico involucro. Essenze sprigionate dalla mente, dai sensi e dal cuore. Un tutt'uno che...
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Amicizie false sul web....

20 marzo 2017 ore 14:14 segnala
A volte mi sento veramente straniero o forse leggermente "diverso" ( non nel senso che oggi si dà a questo aggettivo... sia ben chiaro).
Straniero non perchè come spesso si dice "non sono capito", ma semplicemente perchè non riesco a capire.
Persone che dovrebbero avere una certa età, quindi una certa "ratio" , le vedo come bambine vocianti, o silenti a seconda del caso.
Il che mi fa pensare che la maturità, quella interiore, che ci permette di capire, comprendere, entrare nell'animo prima nostro e poi degli altri, è un'araba fenice della quale molti parlano, anzi cianciano, e della quale nulla conoscono.
Il comportamento delle persone nel reale è spesso strano, nel web è più spesso ancora da ricovero psichiatrico. Forse sarà per questo che hanno chiuso i manicomi?
Ci si rifugia nel web come da un terapeuta della psiche senza rendersi conto che un'analisi attenta ed efficace andrebbe fatta con persone esperte per non correre il rischio di procurarsi danni maggiori.
Capisco che il mondo virtuale è "pieno" di solitudine vagante che si tenta di colmare con parole delle quali spesso si conosce soltanto il significato letterale, direi grammaticale, ma non quello intrinseco nella parola stessa.
Prendiamo il caso della parola "amicizia"... bella ehhhhh!!!!!!!!!!!
Quando la spargiamo al venti ci riempie la bocca...
È mio amico... amica... ma di che?
Può esprimere la "parola" la vera amicizia o sono i fatti ad esprimerla?
Sfoghiamo qui le nostre frustrazioni, desideri.
Spesso scriviamo di essere ciò che non siamo.
Cerchiamo di spogliarci di noi stessi inventandoci un ruolo che nella vita non abbiamo, non abbiamo mai avuto.
Mettiamo in evidenza pregi che sogniamo di avere e cerchiamo di nascondere difetti che sappiamo, o disperiamo di avere.
Una sorta di autoconfessionale nel quale al posto di un sacerdote, che ci assolva o meno, c'è un "nik" di cui nulla conosciamo se non qualche foto, e molto spesso neanche quella... un'ombra.
Al limite ognuno potrebbe sdoppiarsi, triplicarsi, centuplicarsi in mille personaggi, uomo donna bambino anziano vecchio giovane poeta ignorante eroe romanziere attore cantante...
Ed allora ci si "illude" di aver trovato un amico (a) "virtuale" che, nulla di più facile, dopo un poco scompare...
Si dice : ma un amico (a) è sempre presente anche quando non c'è...
Balle!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Quella non è amicizia, ma appagamento momentaneo della nostra solitudine o del nostro vagare lungo i minuti di una giornata alla ricerca forse di noi stessi.
Ci troviamo e ci perdiamo in pochi giorni...
La parola altrui ci solleva e ci deprime, anche quella detta da un nik di cui nulla sappiamo se non appunto il nik...
Perchè tutto questo?
Perchè questa voglia di respirare amicizia che tale non è ?
La solitudine è dentro di noi anche quando siamo tra mille persone e annaspiamo alla ricerca della milleunesima che ci dica : tu non sei sola!!!
Con te ci sono io, o meglio le mie parole che spesso anche se vuote ed inutili riempiono l'animo di speranza.
Ma.. perdete ogni speranza o voi che entrate.
Angelo.
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A volte mi sento veramente straniero o forse leggermente "diverso" ( non nel senso che oggi si dà a questo aggettivo... sia ben chiaro). Straniero non perchè come spesso si dice "non sono capito", ma semplicemente perchè non riesco a capire. Persone che dovrebbero avere una certa età, quindi una...
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La fantasia è il fantasma della mente.....

17 marzo 2017 ore 21:23 segnala
La nostra fantasia è come un secondo cervello, libero da qualsivoglia inibizione; un'essenza pensante e autonoma che fa parte di noi ma si dimostra talmente ovattata e indecifrabile da vanificare ogni tentativo di totale controllo del suo funzionamento. Ogni tanto ci capita di perdere la bussola: le angosce si sommano alle fatiche, ci sentiamo esauriti e a corto di ossigeno, vorremmo per un attimo espellere tutto il veleno e riempirci di luoghi ed eventi che sappiamo inutili, se non impossibili, ma necessari a donarci ristoro... è allora che lei, la fantasia, decide di prendere il sopravvento, aprofittando del nostro totale rilassamento, indotto dalla stanchezza. Forse essa è come un vaso che si riempie fino all'orlo e, come noi, necessita inevitabilmente di sfogarsi, inondarci di visioni costruite nell'ombra e troppo a lungo represse, o è invece desiderosa di consolarci. Intenzionalmente o no, questo invisibile pilota automatico si dimostra altruista. Si potrebbe materialmente immaginarla come un ponte quieto e infinito all'interno della nostra mente schizofrenica, in grado di superare ogni confine e trasportarci lontano. Costruisce per noi situazioni estatiche e mondi plasmati secondo il nostro ideale di sommo piacere e pace assoluta, dove vorremmo trascorrere fisicamente anche solo una manciata di secondi. Queste dimensioni, dalla bellezza indescrivibile, vengono create prendendo in prestito, si direbbe casualmente, alcuni ricordi accumulati dalle misere e fin troppo terrene percezioni che adoperiamo giornalmente per non perderci. Se infatti viviamo dibattendoci in un intrico di metallo e cemento, è pur vero che in mezzo a tutto questo caos siamo talvolta in grado di trovare piccoli tesori, sensazioni e profumi che, messi accuratamente da parte, costituiranno in seguito i mattoni del nostro rifugio spirituale, dove nulla è fuori posto e riusciamo ad accettare definitivamente noi stessi.
Angelo.

le mie domande....

09 marzo 2017 ore 00:06 segnala
Mi rivolgo a voi donne di chatta, come si fa a spiegare a una persona che non conosci, come sei fatto dentro.
Come si fa a renderla partecipe delle emozioni che ti turbano, a condividere con una sconosciuta il tuo percorso di vita? Come si puo' permettere, a qualcuna di cui fino a ieri non conoscevi nemmeno l'esistenza, di starti dentro ogni pensiero, di diventare la tua ossessione più grande. Mi dico come si fa, soprattutto se sei una persona estremamente razionale, che pondera sempre molto correttamente ogni decisione che prende, valutando i pro e i contro? Eppure ti capita e non ne sai il motivo. Ti chiedi per giorni, come sia possibile e che valore abbia quello che stai vivendo. E piu' ci pensi, piu' non trovi le parole per descrivere il turbinio di emozioni che ti affollano la mente e il cuore.
Fino a quando arriva un momento in cui non ti chiedi piu' nulla e semplicemente te la vivi nel bene e nel male. Ci sono storie di persone fatte di parole dette guardandosi negli occhi, fatte di momenti felici e di litigi, fatte di momenti di vita insieme: sono le piu' comuni. E ci sono storie che si affidano alle parole scritte, piuttosto che a quelle dette. Ci sono storie che non si affidano alla fisicità bensì alla condivisione mentale di sensazioni ed emozioni.
Ci sono storie che incominciano con un bacio, con un abbraccio, con due corpi che si fondono in un letto, mentre ce ne sono altre che si affidano solo ad un sorriso che spunta da una foto, cercando di cogliere la felicità del momento in cui quella foto è stata scattata; che un bacio ed un abbraccio lo desiderano da subito, ma non sanno se potranno darselo e quando.
Ci sono storie che si consumano nell'arco di una notte ed altre che continuano per mesi, complici le parole sgorgate da una tastiera e da un pc.
E se ti chiedi quale sia la storia piu' giusta, non sai darti una risposta, perchè una storia è sempre una storia, anche quando dell'altra persona non condividi il corpo ed il profumo della pelle, perchè il desiderio di averla è vivo e se anche si pasce di illusioni, di sguardi mancati, di baci e abbracci mentali, Tu quella persona ce l'hai nella testa, giu' oltre il cuore, nello stomanco e li quella persona rimane.
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Mi rivolgo a voi donne di chatta, come si fa a spiegare a una persona che non conosci, come sei fatto dentro. Come si fa a renderla partecipe delle emozioni che ti turbano, a condividere con una sconosciuta il tuo percorso di vita? Come si puo' permettere, a qualcuna di cui fino a ieri non...
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Chi sono!!

07 marzo 2017 ore 16:32 segnala
Mi presento, ma sarò breve, Mi chiamo Angelo cognome X, sono nato nella bellissima isola di Capri, sono nato il 27.12.1974, come sono di aspetto, chi mi conosce sa, in chatta quelle poche che mi hanno visto, prima di una uscita,sanno di me.
La verità, sono diffidente per natura, poi per tutto quello che gira nel sito, si accentua di più la mia diffidenza, i mie pregi, no, io sono pieno di difetti, se la vogliamo dire tutta, sono permaloso, testardo, rompi ecc. al lavoro sono determinato, do sempre il meglio di me, nel relazionarmi con il prossimo, sono schietto, diretto, se una cosa non mi va, la dico anche se fa male, non ho pregiudizi,dico sempre la mia, non sono un timido, uno che si mette facilmente da parte, se non è convinto.,Non so che dire, domandate voi, io vi rispondo, come ho sempre fatto con tutte. Buona serata.