La Vita.......

19 aprile 2017 ore 14:11 segnala
Cos'è che rende la vita tale? Il fatto che sia unica, direte, ma se fosse identica dall'inizio alla fine sarebbe la stessa cosa? Se ogni giorno ci svegliassimo sapendo già cosa fare, cosa dire, chi vedere, quali sentimenti provare, se potessimo controllare ogni scelta, ogni occasione, ogni volere, e provare quello che vogliamo e scegliere quando essere buoni, o cattivi, o ignavi e sia quel che sia, sarebbe la stessa cosa? Se tenessimo in mano le redini della nostra vita vivremmo una vita migliore? E se potessimo comandarla a bacchetta saremmo più felici?
Io dico di no.
Sono poche le menti capaci di partorire una vita come la vita, e quelle menti appartengono solo ai geni, agli scrittori, ai creativi, a quelli che se non apprezzano il mondo, lo cambiano. Poche menti si spingono così in là, così all'estremo, così all'assurdo provando e trovando quello che mai avremmo immaginato si potesse provare e trovare dietro ogni istante che non abbiamo deciso. Nessuno potendo scegliere si inerpicherebbe in sentieri angusti e spinosi, nessuno, potendo scegliere andrebbe oltre i propri limiti, nessuno accetterebbe di camminare in mezzo al fuoco per scoprire cosa c'è dall'altra parte, e tutti proverebbero solo, e magari si accontenterebbero anche, non conoscendone altra, della vita e della felicità a portata di mano. Nessuno scoprirebbe quella celata dietro i pianti, le sofferenze, le scelte difficili, i tormenti, dietro gli errori, i crolli, i fallimenti, le ingiustizie, e gli scandali. Ecco, lo scandalo. La vita è lo scandalo che noi non avremmo pensato mai. Potremmo immaginare la storia più fantasiosa, la ricchezza più sfrenata, la fortuna più sfacciata, l'amore più romantico. Oppure l'opposto, potremmo ipotizzare amori complicatissimi, assassini spietati, le vergogne più basse e le depravazioni più estreme. Eppure, arriverebbe un punto in cui diremmo, no, basta, questo è troppo, questo è immorale, questo non lo farei mai, questo non lo potrei sopportare, questo è troppo persino per me. La vita è il romanzo che non avremmo mai avuto il coraggio di scrivere. La vita non si mette limiti, la vita non ti mette limiti, sei in pista amico, e finché non finisce la musica in qualche modo devi ballare, anche se non conosci il ballo, anche se non vorresti.
La vita è l'assurdo che da soli non avremmo mai vissuto, è lo scandalo di trovarci il piacere vero, quello mai nemmeno ipotizzato. La vita non si ferma, non ne ha mai abbastanza, va avanti e ti impallina con tutto quello che ha. E ad un certo punto arrivi al limite, quasi esanime, in un'estasi a cui ti abbandoni, ed è allora che comincia la vita vera, quando non puoi fare altro che andare avanti e accettare l'idea che non sei perfetto, che non puoi condurre un'esistenza perfetta, che sei solo un uomo piccolo e miserabile in cerca di redenzione, e che quella ricerca fa di te l'essere più bello e più virtuoso e più incorruttibile del mondo, perché nell'ingiusto cercherai sempre ciò che è giusto. Lo scandalo della vita comincia quando riesci ad accettare che sbaglierai per raggiungere quella vita che nemmeno sapevi esistesse, che ferirai delle persone per farlo, non perché lo vuoi, ma perché non riuscirai ad evitare quello che sei, e anche questo è uno scandalo. In questa giostra ferirai, ti feriranno, sbaglierai e farai casino con la tua vita e con quella degli altri. Il tuo morbo contagerà chi ti sta intorno e tu sarai contagiato a tua volta. E in questo scandalo dovrai trovare il modo di mettere a posto tutti i pezzi, di perdonare e di farti perdonare. E a un certo punto capirai che l'unica cosa che conta, l'unica che conta veramente, e che è arrivato alla fine sarai riuscito a strappare quel brandello di felicità che ti aveva mostrato e negato la vita, e per un po', sarai stato felice per davvero. E al diavolo se per arrivarci avrai dovuto vivere pagine e pagine dove nemmeno ti sei riconosciuto, pagine rinnegate, pagine che non avresti mai voluto aver vissuto. Senza quelle pagine non sarebbe esisto niente. Nemmeno la vita.
Angelo.
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Cos'è che rende la vita tale? Il fatto che sia unica, direte, ma se fosse identica dall'inizio alla fine sarebbe la stessa cosa? Se ogni giorno ci svegliassimo sapendo già cosa fare, cosa dire, chi vedere, quali sentimenti provare, se potessimo controllare ogni scelta, ogni occasione, ogni volere,...
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19/04/2017 14:11:58
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Triste ma è comune a parecchi, questo modo di fare!

30 marzo 2017 ore 22:54 segnala
Volere è potere solo quando conviene. Fino a quando si riceve va tutto bene. Quando si deve dimostrare ed agire per l'altro improvvisamente nascono i sensi di colpa.
Ti lascio per il tuo bene, un giorno capirai. Falsità ed inganno prendono il sopravvento.
È proprio vero il vecchio detto:tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare... io aggiungo... tutti i mari del mondo.
Scappare e cancellare tutto è molto più semplice.
Ma chi agisce in questo modo riuscirà a guardarsi mai allo specchio?
Penso proprio di sì! A molti non interessa l'eternità, ma solamente la realtà del presente. Solo e sempre ciò che più conviene.
Queste sono anime semplici incapaci di provare sentimenti sinceri,
sentimenti che alla fine si scontrano con la paura e con la difficoltà. Difficoltà a rinunciare alla tranquillità che spesso si scontra con la libertà. La libertà di non essere più soli.
La libertà vien difficile condividerla.
Volere è potere solo quando si riceve.
Notte Angelo.
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Volere è potere solo quando conviene. Fino a quando si riceve va tutto bene. Quando si deve dimostrare ed agire per l'altro improvvisamente nascono i sensi di colpa. Ti lascio per il tuo bene, un giorno capirai. Falsità ed inganno prendono il sopravvento. È proprio vero il vecchio detto:tra il dire...
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Cogli l'attimo..

30 marzo 2017 ore 22:23 segnala
Il mio mondo è fatto di sogni, costruito meticolosamente da raffinati attimi di vita che so raccogliere lungo il mio cammino.
I miei occhi vedono sorgere il sole, nella stessa maniera in cui vedono la notte calare, in un susseguirsi di giorni che sembrano gli uni uguali agli altri. Ma così non è, io riesco a scorgere le sfumature, sento ogni mio respiro diverso dall'altro. Mi nutro di ogni singola cosa che la vita sa donarmi. Non lascio che il tempo mi viva, sono io a vivere lui.
Concedo a me stesso il privilegio di cose che la maggior parte della gente da per scontato, dimenticandosi che gli attimi sono unici e irripetibili. Riempio la mia anima di piccolezze che unite creano le grandi cose, che mi permettono di sorridere e prendermi gioco di un complicato vivere. Il male della donna risiede nel credere che il domani sarà migliore dell'oggi, non rendendosi conto che ciò che è stato mai tornerà. Combatto le mie paure con maliziosa ironia, assecondando i miei desideri per non avere rimpianti, pur sapendo, alle volte, di stare sbagliando. Ma preferisco vivere negli errori senza che il rimorso mi logori la mente. Forse in me vive un mostro, ma lo cresco con la consapevolezza che io un tentativo di dare un senso alla mia vita lo sto facendo. Lasciami sognare mondo crudele, fammi vivere nell'illusione che i sogni possono prendere vita, che il male può essere contrastato, che la vita è bella se sappiamo viverla!
Angelo.
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Il mio mondo è fatto di sogni, costruito meticolosamente da raffinati attimi di vita che so raccogliere lungo il mio cammino. I miei occhi vedono sorgere il sole, nella stessa maniera in cui vedono la notte calare, in un susseguirsi di giorni che sembrano gli uni uguali agli altri. Ma così non è,...
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A presto.....

30 marzo 2017 ore 10:49 segnala
E dire che l'unico che si poteva lamentare ero io, indaffarato con le questioni amorose rubavo tempo per i miei progetti, per i miei programmi, il mio futuro. Ero consapevole, ma abbassavo la testa e speravo, era tanto idiota il mio ragionamento, pensavo che una certezza al mio fianco fosse il primo passo, una necessità per scendere in campo, per partecipare alla vita. Sono gli errori tipici della giovinezza, quando ancora non conosci bene le regole del gioco.
Ho dato anima e corpo, sudore e attenzioni, e davanti a cosa mi sono imbattuto?
Alla tua indifferenza, il tuo egoismo! Tu hai sempre voluto di più, il viaggio in Spagna, poi in Francia, volevi che venissi sempre in piscina con te, non sopportavi l'idea di passare un finesettimana senza di me. E cosa pensavi?
Niente. Ti affidavi sempre all'istinto, speravi che qualcuno ti dicesse quale fosse la decisione giusta da prendere in ogni momento. E io ci ho provato a farti riflettere, a far maturare una tua personalità, ma tu non ci riuscivi, a dire il vero non ci provavi nemmeno, cedevi alle tentazioni, ti erano sempre sembrate delle buone occasioni, e agli occhi degli altri sapevi sempre come giustificarti:
È l'istinto dicevi, fa parte della natura dell'uomo.
Tutta fatica sprecata, il vento ormai è sovraccarico di mie parole, e quindi termino questa riflessione cercandomi una mediazione, una salvaguardia della mia persona.
Se mai mi dovessi innamorare, e credo che non succederà presto, sono troppe le persone vuote e senza senso, e non permetterò al mio cuore di ridurmi nella stessa condizione, di seguire questa moda. Se dovessi perdere di nuovo la testa, devo assicurarmi la libertà, non devo smarrire il concetto di identità e riuscire a esprimere la mia volontà. La vita va avanti, non si ferma un secondo, fortuna che mi sono svegliato da questo sogno prima che fosse troppo tardi.
Angelo.
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E dire che l'unico che si poteva lamentare ero io, indaffarato con le questioni amorose rubavo tempo per i miei progetti, per i miei programmi, il mio futuro. Ero consapevole, ma abbassavo la testa e speravo, era tanto idiota il mio ragionamento, pensavo che una certezza al mio fianco fosse il...
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Il cambiamento sta alla base delle nostre vite.

28 marzo 2017 ore 11:55 segnala
Cosa ci parla delle nostre origini? La famiglia, la carta di identità, usi, abitudini, costumi o qualcosa che è dentro di noi per cui ci identifichiamo col territorio, con i visi, con i sentimenti della gente…?
A volte cose non dette ma percepite fanno sentire vicini. Una sorta di empatia alla quale non si riesce a dare un nome. Ma è là, nelle emozioni che ci accorgiamo di condividere con qualcuna o anche soltanto con i panorami, con i giochi di luce ed ombre che ci circondano, con i profumi ed i suoni, che riconosciamo essere nostri, che scopriamo di appartenere a qualcosa di antico che è dentro di noi.
È una sensazione misteriosa che però non ci sgomenta ma ci appaga, ci dà sicurezza senza che se ne sappia il motivo, che si arrivi a coglierne l’essenza.
quindici anni suddivisi tra nord, centro, estero, eppure mi identifico davvero solo con quello spazio vissuto prima, con quel territorio che abbraccia il Lazio e la Campania.
Solo con queste terre identifico il mio spirito.
In questi luoghi la luce è particolare, sembra irradiarsi ovunque con stupefacente splendore.
Il mese che meglio li definisce è l’estate. Tutto qui è fatto di luce. Quando non viene dal cielo questa sembra salire dalla terra, dai colori che trasmettono tutte le loro fibre pregne di essa.
Anche le case bianche se la trasmettono di muro in muro. Di strada in strada essa scorre come fosse un flusso di acque bianche che scivolano non per rinfrescare ma per trasportare una ricchezza nascosta: energia.
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Cosa ci parla delle nostre origini? La famiglia, la carta di identità, usi, abitudini, costumi o qualcosa che è dentro di noi per cui ci identifichiamo col territorio, con i visi, con i sentimenti della gente…? A volte cose non dette ma percepite fanno sentire vicini. Una sorta di empatia alla...
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è solo una metafora...

26 marzo 2017 ore 13:08 segnala
In questo mare chiamato vita, siamo come i serfisti, aspettiamo la nostra onda perfetta! Ogni giorno saliamo sulla nostra tavola cercando l'equilibrio. Cavalchiamo le piccole onde riuscendo a dominarle e, con fatica arriviamo a riva soddisfatti di noi stessi. Alle volte cadiamo travolti dalle onde più grosse e dobbiamo accontentarci di raggiungere la spiaggia a nuoto. Le soddisfazioni e le delusioni si alternano in questo mare chiamato vita.
Ma un vero serfista non si arrende, sa che tutto ciò è l'allenamento necessario per affrontare quell'onda tanto attesa, sa che arriverà e che solo allora raccoglierà tutti i successi dei suoi sforzi!
Non bisogna mai lasciare che la nostra tavola si riempia di polvere, solo perchè cadendo abbiamo bevuto troppa acqua. Non bisogna mai gettare al vento le nostre speranze, solo perchè abbiamo ricevuto troppe sconfitte.
Se veramente si vuole assaporare tutte l'emozioni che L'Onda perfetta ci donerà, allora non smettiamo mai di credere che si sta preparando solo per noi.
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In questo mare chiamato vita, siamo come i serfisti, aspettiamo la nostra onda perfetta! Ogni giorno saliamo sulla nostra tavola cercando l'equilibrio. Cavalchiamo le piccole onde riuscendo a dominarle e, con fatica arriviamo a riva soddisfatti di noi stessi. Alle volte cadiamo travolti dalle onde...
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Voglia di scrivere...

24 marzo 2017 ore 17:45 segnala
Scrivo di getto, per cui chiedo scusa per gli errori e per il mio malo modo di scrivere.

Vorrei dire alcune semplici cose.
Lo scrivere è per me un mezzo di comunicazione. Nasce dall’esigenza di esprimersi e comunicare agli altri, non a caso usa il mezzo del linguaggio, parole scritte sulla carta o veicolate nell’aria.
Un grande personaggio che unisce doti di bellezza, arte e comunicatività può essere amato da un grande pubblico. Ma per raggiungere il cuore di una sola persona non è necessario essere grandi. Accanto ad una grande opera sinfonica ci può essere la piccola canzone.
Una pagina bianca e vuota può apparire ostile e disorientare chi, non ritenendosi scrittore, e non possedendo una forte ispirazione e vere e mature capacità poetiche, come nel mio caso, si accinge a comporre, al contrario una forma particolare di composizione come l’acrostico, può aiutare nel suo schema già predisposto e vincolante a stimolare e sviluppare immagini. Come se invece di avere di fronte una tela bianca un pittore mi mettesse davanti ad un disegno al quale aggiungere solo i colori.
La scrivre secondo me può essere vista come il luogo dell’umano spirito in cui esercitare come in una palestra le nostre doti di sensibilità e immaginazione.
Tutti abbiamo delle possibilità, come nel volo delle formiche alate in cui una sola raggiunge la regina ma tutte le altre hanno il diritto di lanciarsi nel folle volo, di provare, di sognare. Un volo goffo ed incerto non è meno nobile del più riuscito. Quindi per me è un laboratorio aperto a tutti, dove l’essenza più vera dell’uomo, quella che parla con l’Universo, si esprime.
Dicono I KING: “Cielo e terra determinano la scena, ed i mutamenti si compiono in mezzo ad essa. L’essenza compiuta dell’uomo, che durevolmente si mantiene, è la porta d’entrata del Senso e dell’equità.”
“Il creativo conosce mediante il facile.
Il ricettivo può mediante il semplice”.
E quindi da ciò anche lo scrivere.

Angelo.
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Scrivo di getto, per cui chiedo scusa per gli errori e per il mio malo modo di scrivere. Vorrei dire alcune semplici cose. Lo scrivere è per me un mezzo di comunicazione. Nasce dall’esigenza di esprimersi e comunicare agli altri, non a caso usa il mezzo del linguaggio, parole scritte sulla carta o...
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Fortuna che il cuore non è come una lavatrice.......

22 marzo 2017 ore 22:16 segnala
In amore non puoi metterti a tavolino e decidere quando avverrà la fine.
Non puoi programmare l'ultimo sguardo, parola, bacio.
Non puoi programmare quando lavare via tutti i ricordi che macchiano il cuore.
L'amore non è una lavatrice programmabile, non esiste il tasto "Canc" o "Fine" come una tastiera da pc.
La fine arriva quando l'amore se ne va.

Ma ci pensate se esistesse davvero una lavatrice così?
Tu la vorresti? e se la gente la volesse?
Ci si potrebbe fare un mucchio di soldi!
Sì, Ma a che Prezzo?
Stiamo parlando di ripulire un cuore, formattarlo come un hd, svuotarlo da ogni emozione e ricordo, con il rischio di fargli perdere per sempre la capacità di amare: avrebbe un consumo energetico troppo alto, mortale già dopo il primo lavaggio.
Quindi mi raccomando:
Saldo alla consegna.
Angelo.
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In amore non puoi metterti a tavolino e decidere quando avverrà la fine. Non puoi programmare l'ultimo sguardo, parola, bacio. Non puoi programmare quando lavare via tutti i ricordi che macchiano il cuore. L'amore non è una lavatrice programmabile, non esiste il tasto "Canc" o "Fine" come una...
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L'amore, mio punto di vista.

21 marzo 2017 ore 16:51 segnala
A mio avviso, ciò che ha rovinato il mondo non è l'egoismo, semmai la nostra cattiva o imperfetta capacità d'amare. Amare se stessi, innanzitutto, prima di poterlo estendere agli altri. Può sembrare un controsenso ma non è così.
Amare se stessi non vuol dire essere egoisti e fregarsene dell'altro, quanto prendersi cura di sé che è la cosa più difficile da fare: noi pensiamo di farlo ma non lo facciamo davvero.
Spesso ci preoccupiamo degli altri più di quanto dovremmo per un senso di colpa innato, per non essere giudicati ed essere tacciati di pensare sempre e solo a se stessi. Il guaio è che, nel tentativo e nella convinzione di farlo, rischiamo di farlo male se non impariamo prima a farlo con noi stessi.
Se fossimo capaci di fare questo avremmo risolto il problema dell'amore. Invece spesso siamo inclini alla commiserazione, al vittimismo, al fatalismo, alla mancanza di fiducia in noi stessi. In una parola non scommettiamo abbastanza sulla nostra capacità di amarci e saper amare gli altri. Anche se non è quello che diciamo a noi stessi, siamo convinti che gli altri facciano meglio quello che noi possiamo solo sperare, ma è vero anche l'esatto contrario.
Non esiste un solo e medesimo modo di vedere. È per questo che sorgono i casini, però è giusto e umano che sia così. Abbiamo tutti idee e personalità così diverse e varie che è difficile già trovarne due che la pensino allo stesso modo.
Però una cosa ci accomuna tutti: ed è l'amore, questa forza cosmica e insopprimibile dentro ognuno di noi, così grande e complessa (eppur così semplice, perché non la si deve capire, ma solo agire) che difficilmente riusciamo a gestire in modo efficace e "produttivo". Noi siamo nati per complicarci la vita, per dubitare, per mettere in discussione tutto e tutti... ma è la natura umana.
Quando c'è l'amore, quando amiamo qualcuno e ci sembra di aver trovato chi ci comprende davvero, tutte le battaglie interne, la rabbia, l'odio (questa brutta parola), i disaccordi e le differenze si placano e si annullano come per magia nel nostro animo, perché l'amore è disarmante, è la nostra anima messa a nudo, senza artifici, senza maschere, senza finzioni e soprattutto senza difese.
L'amore non è una guerra, non è una rappresaglia, non è un cedere e imbracciare le armi, non è un do ut des, ma è condivisione, rispetto reciproco, tanto delle idee quanto degli spazi, impegno, coraggio di restare se stessi nonostante la tentazione di affidarsi all'altro, sostegno e solidarietà quando occorre... Io penso che un amore così non occorre andare lontano per cercarlo e trovarlo.
Basta saperlo riconoscere in chi ci vive accanto e di cui nemmeno a volte ci accorgiamo, preoccupati di sognare il grande amore, ma per farlo bisogna restare col cuore aperto, pronti ad accoglierlo specie quando non ce lo aspettiamo e quando ci accorgiamo che è arrivato (e lo sappiamo con certezza lampante, perché il cuore non mente e non sbaglia) coltivarlo, curarlo giorno dopo giorno, proprio come si farebbe con una pianta, per non farla appassire e morire...Tutto questo sarebbe possibile se solo credessimo maggiormente in noi stessi. Se lo facessimo il mondo avrebbe fatto un passo in più verso la comprensione e la tolleranza, l'accettazione e la condivisione di un "sogno" comune, l'appartenenza ad un unico Credo che è... l'Amore, puro e semplice.
Preferiamo però vedere e credere che il mondo sia marcio, che i suoi sogni e le sue aspirazioni siano stati schiacciati, nostro malgrado, dal prevalere dei falsi ideali, dell'indifferenza, del cinismo, dell'ipocrisia e dell'egoismo..
Mi dispiace smentire qualcuna che dice circa l'Amore vero, che tutto sopporta, capisce e vive: non esiste l'Amore vero. Ciò presuppone che ce ne siano di falsi, ma in quel caso può chiamarsi quel sentimento Amore? Esiste un solo tipo di Amore e un solo modo d'amare. Se lo si fa nel modo "giusto" non si sbaglia e non si resta delusi (ho chiarito con le parole espresse poc'anzi cosa intendo per giusto, posto che non esistono regole scritte sull'amore). Noi cambiamo, come cambiano le persone insieme a noi, ma l'amore resta, per me, un valore non quantificabile...
Per quanto riguarda poi le illusioni, anche lì ci sarebbe molto da dire. L'amore stesso, se vogliamo rappresentarlo in maniera visibile, è un grosso cannone con cui bombardare le nostre illusioni. Sì, perché quand'anche si riesca a trovare l'anima gemella, se si vive solo di quelle e poi la magia svanisce, ci si sveglia e ci si accorge che la realtà è altro(e questo può accadere se l'amore lo si basa su presupposti eterei ed ideali, piuttosto che su fondamenta più solide e concrete) si rischia di fare una rovinosa e dolorosa caduta, le cui ferite non saranno visibili all'esterno ma faranno ugualmente male e dureranno ancor di più.
Meglio sarebbe non rischiare, laddove per rischio intendo buttarsi alla cieca senza considerarne le conseguenze, e vivere l'amore in modo più consapevole e adulto, il che non vuol dire viverlo senza sorprese e meno intensamente.
Cosa dire altrimenti di quegli amori, consolidati e duraturi, cementati da una lunga "convivenza" e che il tempo anziché affievolire ha reso più forti? Quelli sono i casi che io reputo veramente rari. È una cosa difficilissima mantenere e far durare l'amore, ma se ci si riesce si è fortunati per tutta la vita.
L'anima gemella, in questo caso, non è qualcosa di nebuloso e indistinto, sognato o solo desiderato, non è la metà che ti manca, ma sicuramente è quella che ti completa, non perché tu sia mancante, ma perché la senti vicina come affinità elettiva, perché se tu scegli l'amore, anche l'amore sceglie te ed è una bellissima scommessa.
Il campo è troppo vasto e vorrei dire ancora tante cose ma il tempo è tiranno e quello a mia disposizione è per oggi terminato.
Angelo.
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A mio avviso, ciò che ha rovinato il mondo non è l'egoismo, semmai la nostra cattiva o imperfetta capacità d'amare. Amare se stessi, innanzitutto, prima di poterlo estendere agli altri. Può sembrare un controsenso ma non è così. Amare se stessi non vuol dire essere egoisti e fregarsene dell'altro,...
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21/03/2017 16:51:44
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le mie domande, essere o apparire, le donne.

20 marzo 2017 ore 22:10 segnala
Tanti aspetti, tanti sensi, tanti pensieri e un solo corpo... questa è la persona, secondo me.
Per definire bene questa parola bisognerebbe pensare ad un insieme di essenze, presenze astratte ricoperte da un unico involucro. Essenze sprigionate dalla mente, dai sensi e dal cuore. Un tutt'uno che segue un percorso superando ostacoli e trovandosi di fronte a scelte... costruendo, tra lacrime e sorrisi, la sua vita. Ma questo percorso non ha meta. È come avere in mano un biglietto del treno, con qualche differenza: sopra leggi il tuo nome ma è privo della destinazione e del prezzo.
Già, perché così è la vita di ogni persona: un lungo viaggio verso un luogo, un obiettivo astratto ; le difficoltà che si incontreranno e le perdite che si subiranno sono ignote alla partenza. Allora è proprio questa l'esistenza? L'essenza, il corpo e il viaggio.
Forse proprio durante le amare remate del nostro viaggio riusciremmo a scoprire la nostra destinazione e cosa il destino ha riservato per noi.
Ai nostri occhi non apparirà niente che possa avere l'aspetto di "certezza" ma, per lo meno, il nostro viaggio inizierà ad avere un senso; un motivo che ci spinga ad andare avanti e a darci la forza di affrontare i numerosi ostacoli che ci si propongono. Più si andrà avanti, più la vita scorrerà e col passare del tempo, forse, su quel biglietto apparirà anche la nostra destinazione e il prezzo che dobbiamo pagare per raggiungerla. Nulla è sicuro nella vita... anche perché niente rende più forti dell'incertezza del domani; il sapere che domani, appena svegli, inizierà qualcosa di nuovo e sapere che ormai ciò che è passato è al di là della tenda di ieri. Il non sapere ciò che ti aspetta ti riempie d'avventura e ti carica di euforia per vivere ogni giorno al cento per cento.
Con paura e felicità, con incertezza e grinta, come si dice? Gli opposti si attraggono, no? Già, proprio così, il pericolo è attraente. È per questo che siamo tutti eroi nella nostra vita. Ognuno di noi fa qualcosa di bello e qualcosa di brutto, tutte le nostre azioni resteranno nel tempo. Magari non saranno scritte in ogni libro di storia ma di certo saranno importanti per qualcuna.
Così, in questo viaggio, tu avrai la possibilità di decidere, con coraggio, chi essere e che ruolo svolgere anche se spesso ciò che ti viene destinato non ti appartiene. E forse è proprio per questo che l'individuo/a si trova spesso a dover indossare una maschera; qualcosa che copra il suo vero essere, che la faccia apparire diversa, migliore. Questo è lo scopo, poter essere finalmente accettati dagli altri senza aver paura di affacciarsi al mondo. Ma io vorrei tanto svegliarmi la mattina, lavarmi il viso e sapere che il volto sfiorato dalle mie mani sarà lo stesso che gli altri guarderanno e giudicheranno. Ma la paura delle opinioni è forte, talmente forte da portare la donna a creare così una seconda personalità. E come si fa la bella copia di un tema, così esiste anche la bella faccia; quella da mostrare a tutti. Mentre invece la brutta faccia resta chiusa in quel cassetto. Ma sapete, la brutta copia è molto meglio della bella. La brutta copia è bella per gli errori, per le cancellature e per le aggiunte di parole al bordo del foglio. Ed è per questo che la sua brutta faccia è molto meglio... perché è vissuta, ha sofferto ma ha saputo rinascere; è stata abbattuta ma ha avuto la forza di tirarsi su... ha avuto la forza di riscriversi. Senza una brutta copia non può esserci una bella copia. La bella copia è soltanto ciò che si guarda ma bisogna sempre ricordarsi che dietro di essa c'è un'immensa storia carica di passioni, sentimenti e sensazioni difficili da percepire adesso ma, al loro tempo, molto profonde. Maschera come nascondiglio del proprio vero essere o come ulteriore personalità? Questo ognuno lo decide da sé anche se essere se stessi è la cosa migliore nonostante al giorno d'oggi sia davvero difficile lottare contro i pregiudizi della società. Ma sarebbe meglio che, inizialmente, questi pregiudizi fossero decisa autocritica verso appunto se stessi e non una incontrollabile e vanitosa critica altrui. Ma tutto questo pensiero nasce forse dal fatto che siamo noi stessi i primi a soffermarci sul giudizio prematuro nei riguardi di chiunque ci troviamo di fronte. È qualcosa di irrefrenabile: voler dare un giudizio di quello che si vede senza sapere ciò che l'aspetto esteriore nasconde.
Siamo cresciuti in una società che ci ha imposto quest'idea ed ora è difficile cambiarla. Proprio il giudizio, infatti, è una delle maggiore preoccupazioni nella nostra vita. Ci si chiede se siamo adatti ad un certo tipo di ambiente, se possiamo frequentare determinate persone e se il nostro aspetto sia visto con positività dal resto del mondo. Ma forse dovremmo iniziare a non curarci con così tanta premura di questo problema. Dovremmo essere liberi di essere e di vivere come vogliamo senza farci influenzare dagli altri. Ma per desiderare ciò è necessario, prima di tutto, accettare senza pregiudizio gli altri. Bisogna rendersi conto che siamo in un mondo di diversità ma la diversità non deve essere vista come cosa negativa, anzi, è un arricchimento della propria persona. Si acquisiscono così usi, modi e stili differenti dai nostri e che ci danno la possibilità di immedesimarci in diverse situazioni, guardare con occhi diversi e trovare sfumature diverse in ogni attimo della vita. Non vedremmo più nulla a tinta unita ma tutto sarà una sfumatura di colori diversi ma in splendida sintonia tra di loro; colori come esseri che un giorno viaggeranno su un'unica frequenza.
Angelo.
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Tanti aspetti, tanti sensi, tanti pensieri e un solo corpo... questa è la persona, secondo me. Per definire bene questa parola bisognerebbe pensare ad un insieme di essenze, presenze astratte ricoperte da un unico involucro. Essenze sprigionate dalla mente, dai sensi e dal cuore. Un tutt'uno che...
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20/03/2017 22:10:01
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