Emozione

08 agosto 2017 ore 15:58 segnala
Che ne sai tu
dei miei frammenti tristi,
tu che conosci solo il mio sorriso
e non le notti senza stelle,
trascorse
a confondermi con il mormorio del mare.
Cosa sai di me,
se hai vissuto solo l'immagine
e non la mia anima.
Non sai nulla...
Ti sei perso l'essenza e la danza dei sentimenti ...

Annalinda De Toffol. 3/8/2017
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Che ne sai tu dei miei frammenti tristi, tu che conosci solo il mio sorriso e non le notti senza stelle, trascorse a confondermi con il mormorio del mare. Cosa sai di me, se hai vissuto solo l'immagine e non la mia anima. Non sai nulla... Ti sei perso l'essenza e la danza dei sentimenti...
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Mi’ padre me diceva-aldo fabrizi

14 luglio 2017 ore 15:31 segnala
Mi’ padre me diceva: fa’ attenzione
a chi chiacchiera troppo; a chi promette;
a chi, dop’èsse entrato, fa: “permette?”;
a chi aribbarta spesso l’opignone.
***
E a quello co la testa da cojone,
che nu’ la cambia mai; a chi scommette;
a chi le mano nu’ le strigne strette;
a quello che pìa ar volo ‘gni occasione …
***
… pe dì de sì e offrisse come amico;
a chi te dice sempre: “so’ d’accordo”;
a chi s’atteggia com’er più ber fico.
***
A chi parla e se move sottotraccia;
ma soprattutto a quello, er più balordo,
che, quanno parla, nun te guarda in faccia.
Aldo Fabrizi

la vongola

03 luglio 2017 ore 15:23 segnala
“Come ti senti?”
- “Ce l’hai presente una vongola?”
- “Una vongola?”
- “Si.”
- “E beh?”
- “Una vongola. Che vive in mare, lotta contro il mare. E poi viene sbalzata fuori. E ne rimane solo la conchiglia, abbandonata sulla spiaggia. Ce l’hai presente?”
- “Si.”
- “E poi ce l’hai presente il bicchiere di chi beve? Il posacenere di chi ha smesso di fumare? Gli occhi di chi non crede più a niente? La bocca di chi vive l’amore come un ricordo? Le braccia di chi è solo? I pugni di chi non stringe più nulla fra le mani? Le parole di chi mente? La memoria di chi dimentica?
Il cuore di chi vive solo per sé stesso?
Il corpo che si riduce ad un misero involucro?
Una sedia dopo un litigio? Una stazione dopo un addio? Una scatola il cui contenuto viene scaraventato nel fuoco? Un letto al mattino?
Una stanza dopo un trasloco? Una casa quando le strade si dividono?”
- “Allora? Come ti senti?”
- “Vuoto.”
(anonimo)
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“Come ti senti?” - “Ce l’hai presente una vongola?” - “Una vongola?” - “Si.” - “E beh?” - “Una vongola. Che vive in mare, lotta contro il mare. E poi viene sbalzata fuori. E ne rimane solo la conchiglia, abbandonata sulla spiaggia. Ce l’hai presente?” - “Si.” - “E poi ce l’hai presente il bicchiere...
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Io sono una strega.

26 giugno 2017 ore 14:43 segnala
Io sono una strega.
Ho imparato ad amare. Ho insegnato a me stessa l'armonia, ricercandola come meta proibita. Ho imparato che tutto quello che dono, si trasforma nella mia vita in ricevuto. Ho imparato che il male che faccio, si trasforma in dolore che dovrò scontare. Ho imparato a sbagliare e rialzarmi. Ho imparato che ogni goccia del mio sangue grida un inno alla vita, perchè io sono, perchè io amo. Perchè io sono una strega.
(Morgana)

la vecchiaia

17 giugno 2017 ore 10:06 segnala


L'altro giorno, una ragazza giovane mi ha chiesto:
- cosa provi nell'essere vecchia?-
Mi ha sorpreso molto la domanda, dato che non mi sono mai ritenuta vecchia.
Quando la ragazza ha visto la mia reazione, immediatamente si è dispiaciuta, ma le ho spiegato che era una domanda interessante.
E poi ho riflettuto, ho pensato che invecchiare è un regalo.
A volte mi sorprende la persona che vedo nel mio specchio.
Ma non mi preoccupo di lei da molto tempo. Io non cambierei nulla di quello che ho per qualche ruga in meno ed un ventre piatto.
Non mi rimprovero più perché non mi piace riassettare il letto, o perché non mangio alcune " cose " . Mi sento finalmente nel mio diritto di essere disordinata, stravagante e trascorrere le mie ore contemplando i fiori.
Ho visto alcuni cari amici andarsene da questo mondo, prima di aver goduto della libertà che viene con l'invecchiare.
A chi interessa se scelgo di leggere o giocare sul computer fino alle 4 del mattino e poi dormire fino a chi sa che ora?
A chi interessa se ballo da sola ascoltando la musica anni 50?
E se dopo voglio piangere per un amore perduto?
E se cammino sulla spiaggia in costume da bagno, portando a spasso il mio corpo paffuto e mi tuffo fra le onde lasciandomi da esse cullare, nonostante gli sguardi di quelle che indossano ancora il bikini, saranno vecchie anche loro se avranno fortuna.
È vero che attraverso gli anni il mio cuore ha sofferto per la perdita di una persona cara, ma è la sofferenza che ci dà forza e ci fa crescere.
Un cuore che non si è rotto, è sterile e non saprà mai della felicità di essere imperfetto.
Sono orgogliosa di aver vissuto abbastanza per far ingrigire i miei capelli e per conservare il sorriso della mia giovinezza, di quando ancora non c'erano solchi profondi sul mio viso.
Orbene, per rispondere alla domanda con sincerità, posso dire:
mi piace essere vecchia, perché la vecchiaia mi rende più saggia, più libera!
So che non vivrò per sempre, ma mentre sono qui, voglio vivere secondo le mie leggi, quelle del mio cuore. Non voglio lamentarmi per ciò che non è stato, né preoccuparmi di quello che sarà.
Nel tempo che rimane, semplicemente amerò la vita come ho fatto fino ad oggi, il resto lo lascio a Dio.

- Anonimo
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« immagine » L'altro giorno, una ragazza giovane mi ha chiesto: - cosa provi nell'essere vecchia?- Mi ha sorpreso molto la domanda, dato che non mi sono mai ritenuta vecchia. Quando la ragazza ha visto la mia reazione, immediatamente si è dispiaciuta, ma le ho spiegato che era una domanda interes...
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17/06/2017 10:06:44
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IL GALATEO DEL VAFFANCULO:

06 giugno 2017 ore 07:23 segnala
'' Il Vaffanculo non è un semplice insulto,e non è nemmeno una maledizione:è la liberazione dall’oppressione,è un gesto sincero e terapeutico che è forse più utile di anni di psicoterapia.
Il Vaffanculo è sempre un’occasione di confronto,con il prossimo e soprattutto con sé stessi..ecco a voi il teorema del vaffanculo.
Il Vaffanculo non deve avere timori reverenziali di sorta,il vaffanculo non deve subire il potere perché è libero, anarchico e non teme le gerarchie. Che tu sia un re,un papa o un megadirettore…se a fanculo ti mandano,a fanculo devi andare.
Il Vaffanculo non teme nemmeno la morte:anche quando a morire è una carogna,nel momento in cui passa a miglior vita,anche il peggior bastardo viene chiamato, COMUNQUE ,“Buonanima”.Niente di più ipocrita,perché la morte non santifica e non rende migliori:se meritavi dei vaffanculo da vivo,continuerai a meritarli anche dopo morto.
Il Vaffanculo è per tutte le stagioni della vita:dalla culla alla tomba,un vaffanculo,per qualche motivo,te lo meriti sempre e per sempre…nessuno si senta al sicuro,mai.
Ci sono Vaffanculo che celano amori profondi ed inconfessati….e ci sono “Ti amo” che celano dei Vaffanculo.La tensione erotica che c’è in un vaffanculo detto,anche ridendo,tra un uomo ed una donna vale più di 1000 frasi da baci perugina.
Il Vaffanculo è democratico,è reciproco come un “69”:ricevi quello che dai e dai quello che ricevi.
Infine vi dico che mandare a fanculo qualcuno, e soprattutto sé stessi,signori e signore,è veramente un’arte sopraffina..ed il gioco più raffinato è quello di mandare a fanculo qualcuno,senza che questi nemmeno se ne renda conto…sapeste quanti Vaffanculo,si possono dire con il sorriso ed un’impeccabile savoir –faire..e quelli,amici miei,son i Vaffanculo migliori.''
( C. Zanitti.)
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'' Il Vaffanculo non è un semplice insulto,e non è nemmeno una maledizione:è la liberazione dall’oppressione,è un gesto sincero e terapeutico che è forse più utile di anni di psicoterapia. Il Vaffanculo è sempre un’occasione di confronto,con il prossimo e soprattutto con sé stessi..ecco a voi il...
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il grembiule

01 maggio 2017 ore 18:00 segnala
Mi viene da sorridere al ricordo che per la nonna quel grembiule fosse il suo grande fazzoletto magico, mentre per gli altri adulti quello era semplicemente uno straccio che copriva la sua gonna, ma non sapevano di cosa era capace.
I miei occhi da bambini lo scrutavano, mentre si affacendava a proteggere le mani della nonna quando toglieva dal forno la sua torta di mele profumata, bollente, o le lasagne al ragù.
La nonna lo adorava, per lei era come un figlioletto, lo portava sempre con sè: quando faceva "su stresciu" (i piatti) e magari le suonavano il campanello, lei lo usava per asciugarsi le mani e correre ad aprire la porta; oppure mentre guardava il suo programma preferito in tv lo passava sulla mobilia per togliere via la polvere o sul tavolo per pulirlo dalle briciole del pane fatto in casa e poi andava fuori e lo sbatteva con furia e tornava pulito. Il magico grembiule nascondeva le mani della nonna, quando la sera faceva freddo per riscaldargliele e se il fuoco faceva i dispetti, lei lo agitava sopra per farlo accendere.
Ogni tanto anche a me piaceva sparire sotto il grembiule, quando giocavo con le amichette o quando non volevo che i miei genitori mi portassero via, mi nascondevo lì, con la nonna complice e nessuno mi trovava.
I suoi abiti erano sempre lindi, perchè il grembiule impediva loro di sporcarsi...mai una macchia di sugo sulla gonna!
Amavo andare con lei, mano nella mano, a cogliere le uova, ancora calde, delle sue galline. Lei con delicatezza le adagiava nel suo grembiule e dolcemente le avvolgeva. A volte ci finivano anche i pulcini, che sbattacchiando le minuscole alette saltellavano fuori dal pollaio e la nonna provvedeva a riporli nella loro casa.
Di fianco alla dimora c'era un vasto orto, dove coltivava di tutto: zucchine, peperoni, melanzane, patate, lattuga, pomodori... Usava il suo grembiule per togliere la terra prima di porre le verdure in un cesto.
Qualche volta andavo a spiare nella tasca e ci trovavo un sacco di cose: un ditale, un rocchetto, della terra, foglioline, caramelle...e addirittura un fazzoletto per il naso!
Mia nonna lo usava anche come setaccio: separava il mirto dalle foglie.
Quando si andava a raccogliere le olive e le mandorle, queste finivano nella tasca del grembiule, finchè questa non era colma sino all'orlo.
Quando cadevo, mentre giocavo e mi mettevo a piangere per le ginocchia sbucciate, la nonna arrivava e con l'angolino del suo magico grembiule mi asciugava le lacrime e mi tamponava sulla ferita e riusciva sempre a farmi tornare il sorriso.
Nei vecchi e bei tempi, la nonna agitava il grembiule per avvisare il nonno che il pranzo era in tavola e lui capiva al volo.
Quando la nonna era una mamma, imboccava la sua bimba anche col grembiule per proteggerla dal freddo e dalle intemperie, mentre tornava dai campi.
Il grembiule diventava anche un buon accomodamento de "Is Palinisi", durante il trasporto dai campi la nonna lo posizionava in testa in modo che il peso venisse ammortizzato.
I grandi non capivano, ma io si e ora che sono diventata adulta anch'io, non dimenticherò mai quel grande fazzoletto magico della nonna.
.....devo comprarmi un grembiule....
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Mi viene da sorridere al ricordo che per la nonna quel grembiule fosse il suo grande fazzoletto magico, mentre per gli altri adulti quello era semplicemente uno straccio che copriva la sua gonna, ma non sapevano di cosa era capace. I miei occhi da bambini lo scrutavano, mentre si affacendava a...
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01/05/2017 18:00:51
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~ Silvana Stremiz ~

26 aprile 2017 ore 16:41 segnala
Anche l'amicizia ha i suoi comandamenti. Innanzitutto il rispetto, per i segreti avuti in dono e per quelle lacrime che ha la fortuna di asciugare. Perché le lacrime sono racconti ed i racconti di un amico sono piccole perle da conservare nello scrigno del cuore. Vanno sempre custoditi, prima, durante e dopo il loro vissuto.
L'amicizia non rinfaccia, non ricatta, non chiede e non si aspetta l'esclusività. Non vuole palcoscenici per i suoi abbracci, né spettatori indiscreti. Non dice mai ti ho fatto, ti ho difeso, ti ho aiutato.
L'amicizia aiuta, ascolta, difende, abbraccia, sorride e piange le tue stesse lacrime mentre ti stringe a sé. Lo fa in silenzio, senza gesti eclatanti, non attende applausi e sa inchinarsi alle proprie mancanze e torti.
Quando se ne va, lo fa in punta di piedi, senza sbattere le porte, raccoglie i ricordi, senza presentare conti e senza la pretesa di incassare, non cerca nelle sue ragioni il modo ferire, ma con le lacrime agli occhi se ne va sorridendo perché ha amato..
~ Silvana Stremiz ~
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Anche l'amicizia ha i suoi comandamenti. Innanzitutto il rispetto, per i segreti avuti in dono e per quelle lacrime che ha la fortuna di asciugare. Perché le lacrime sono racconti ed i racconti di un amico sono piccole perle da conservare nello scrigno del cuore. Vanno sempre custoditi, prima,...
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