Pusher

13 aprile 2019 ore 11:42 segnala

Caro A. e' come se in questo momento io scrivessi a te,ovunque tu sia.
Ricordo con piacere i nostri giretti ai "giardini Margherita" a parlare di tutto.
In comune,l'amore per gli animali e per chi stava peggio perfino di noi.
Simpatico ma tanto più fragile di me.
Mi sembrava un'amicizia vera "protettiva".
Tuo padre ti lasciava nella schiena i segni del gatto a nove code,non voleva che
tu portassi i capelli lunghi.
Altri tempi,in certi casi come il tuo,brutti tempi.
La tua fragilità ti porto' all'uso di droghe,sempre più pesanti.
E per procuratele,iniziasti a frequentare un gruppo di spacciatori,diventasti come quelli che ti vendevano la morte,un pusher.
Sei finito in galera diverse volte,il nostro rapporto d'amiciazia si spezzò,
quando ci vedevamo tentavo in tutti i modi
di dissuaderti,era come parlare da soli contro un muro.
Non so che fine tu abbia fatto,ti assicuro che comunque bene te ne voglio ancora.
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13/04/2019 11:42:32
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