Conservo dei sorrisi per quando non ne avrai.

26 aprile 2020 ore 22:51 segnala


Conservo dei sorrisi per quando non ne avrai.

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Uno dei nostri segreti è che ci piace ridere fino alle lacrime.



Amo chi con un sorriso sa rallegrarmi il cuore, chi con un abbraccio sa riscaldarmi l'anima, chi pur senza parlare sa confortarmi, chi solo con uno sguardo sa comprendermi, chi con discrezione, sa asciugare le mie lacrime. Persone semplici, spontanee, sensibili, in una sola parola speciali.

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Non pretendo che il mio sorriso cambi le persone, ma nemmeno permetto che le persone cambino il mio sorriso.


Un sorriso è sempre una benedizione, per chi lo dona e per chi lo riceve. Il sorriso è sempre una buona azione, dona inconsapevolmente gioia e forza. Un sorriso a volte è tutto quello che abbiamo, è tutto ciò che desideriamo.


************************************************************************************

La vita ti regala sorrisi,
non scordarti che dietro
ogni sorriso
si nasconde una lacrima.


Sorridi, anche se non avessi buoni motivi per poterlo fare tu fallo ugualmente, per il semplice fatto che sei unica al mondo.

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Cerca persone che sanno sorridere: sono portatrici di pace.


Vendicatevi dimenticando: il sorriso è l'arma più potente che abbiamo a disposizione. Non c'è vendetta migliore di un sorriso sincero rivolto al nemico, come per dirgli: "non mi hai fatto nulla".

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« immagine » ***************************************************************** Uno dei nostri segreti è che ci piace ridere fino alle lacrime. « immagine » Amo chi con un sorriso sa rallegrarmi il cuore, chi con un abbraccio sa riscaldarmi l'anima, chi pur senza parlare sa confortarmi, chi sol...
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La Partita più importante...

09 aprile 2020 ore 23:07 segnala



La vita è una partita a scacchi, A certi livelli occorre anche una bella dose di cattiveria altre di bonomia che diventa dura fermezza quando la determinazione si fa tronfia della sua superiorità.
Sulla scacchiera si intreccia il ricamo dorato della mente, le emozioni del cuore, i giudizi dell'altrui esperienza, seppure espressi con il solito tono lieve e discreto acquistano l’arcana infallibilità degli antichi oracoli.
Vi son spesso personaggi di dubbia affidabilità come il Grande Stregone che ti incanta ma molto spesso si incontra anche il Saggio che ti illumina.
Ed in questo groviglio di anime bianche e nere il mio augurio per una buona partita amici miei.
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« immagine » La vita è una partita a scacchi, A certi livelli occorre anche una bella dose di cattiveria altre di bonomia che diventa dura fermezza quando la determinazione si fa tronfia della sua superiorità. Sulla scacchiera si intreccia il ricamo dorato della mente, le emozioni del cuore, i ...
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Sono così… Un po folle

07 aprile 2020 ore 12:07 segnala
Sarò folle
Sarò strana
In molti mi dicono
“Tu sei diversa”
Perché sorrido
Perché amo l’allegria
Amo la vita
È quello che mi da
Anche nel negativo
Trovo positività
L’allegria mi da coraggio
È col sorriso
Che ho vinto
Le mie battaglie.
Torna a sorridere mondo
Col sorriso
È sempre domenica
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« immagine » Sarò folle Sarò strana In molti mi dicono “Tu sei diversa” Perché sorrido Perché amo l’allegria Amo la vita È quello che mi da Anche nel negativo Trovo positività L’allegria mi da coraggio È col sorriso Che ho vinto Le mie battaglie. Torna a sorridere mondo Col sorriso È sempre domenic...
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Era l’11 marzo del 2020

06 aprile 2020 ore 19:28 segnala


Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote,
i negozi chiusi,la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla.
I fiori continuavano a sbocciare ,il sole a splendere
tornavano le rondini e il cielo si colorava di rosa e di blu
La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni
Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci
entravano presto dalle finestre socchiuse
Era l’11 marzo 2020 i ragazzi studiavano connessi a discord
E nel pomeriggio immancabile l’appuntamento a tressette
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa
Dopo poco chiusero tutto ,anche gli uffici
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini
Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali
E la gente si ammalava
Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire
Era l’11 marzo del 2020 tutti furono messi in quarantena obbligatoria
I nonni le famiglie e anche i giovani
Allora la paura diventò reale
E le giornate sembravano tutte uguali
Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire
Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme
Di scrivere lasciando libera l’immaginazione
Di leggere volando con la fantasia
Ci fu chi imparò una nuova lingua
Chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi
Chi capì di amare davvero separato dalla vita
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza
Chi chiuse l’ufficio e aprì un’osteria con solo otto coperti
Chi lasciò la fidanzata per urlare al mondo l’amore per il suo migliore amico
Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri
L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
E l’economia andare a picco
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti
E poi arrivò il giorno della liberazione
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate
che l’emergenza era finita E che il virus aveva perso
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto
E allora uscimmo per strada con le lacrime agli occhi
Senza mascherine e guanti abbracciando il nostro vicino
Come fosse nostro fratello e fu allora che arrivò l’estate
Perché la primavera non lo sapeva ed aveva continuato ad esserci
Nonostante tutto nonostante il virus
Nonostante la paura nonostante la morte
Perché la primavera non lo sapeva
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.
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« immagine » Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più. Ma la primavera non sapeva nulla. Ed i fiori continuavano a sbocciare Ed il sole a splendere E tornavano le rondini E il cielo si colorava di rosa e di blu La mattina si impastava il pane e si...
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IN QUESTO PERIODO NON DEVE MAI MANCARE IL SORRISO

02 aprile 2020 ore 08:53 segnala




Un sorriso non costa nulla e produce molto,
arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.


Non dura che un istante
ma nei ricordi piu' profondi
puo' durare un'eternita'.



Nessuno e' cosi' ricco da poterne fare a meno
e nessuno e' cosi' povero da non meritarlo.


Creatore di felicita' in casa e negli affari
e' il segno sensibile dell'amicizia.



Un sorriso da' riposo alla stanchezza
allo scoraggiamento rinnova il coraggio
nella tristezza e' consolazione
ma e' un bene che non si puo' comprare,
ne' prestare, ne' rubare,
perche' ha solo valore nel momenti in cui si dona.


E se incontrerete coloro
che l'aspettato sorriso a voi non dona...
siate generosi e donategli il vostro
perche' nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che ad altri non sa donarlo.
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« immagine » Un sorriso non costa nulla e produce molto, arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona. Non dura che un istante ma nei ricordi piu' profondi puo' durare un'eternita'. « immagine » Nessuno e' cosi' ricco da poterne fare a meno e nessuno e' cosi' povero da non...
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E’ GIUNTO IL TEMPO DELLA RABBIA?

30 marzo 2020 ore 07:22 segnala



E’ GIUNTO IL TEMPO DELLA RABBIA?
DAL CANTO DEI BALCONI AL GRIDO DEI SUPERMERCATI



Il passo è stato breve e prevedibile, gli italiani, in sole tre settimane di distanziamento sociale sono passati dal cantare, ballare, applaudire dai balconi, all’insofferenza, alle brutte parole e azioni per strada e nei supermercati. Personalmente ho provato, sin da subito, quel senso di disagio e cattivo gusto nell’ascoltare la gente cantare e ballare sui balconi quando c’era gente che combatteva in prima linea senza armi adeguate alla pericolosità del nemico e quando c’era gente che moriva sola in ospedale senza una mano cara da stringere. Si è forse cantato e ballato quando l’Italia era in guerra, quando mariti, figli e fratelli erano al fronte? Si è cantato e ballato quando la guerra è finita, ma purtroppo questa guerra non è ancora finita e non è ancora il tempo di cantare e ballare sui balconi.Queste tre settimane passate intrappolati in una bolla che ha sospeso lo scandire delle ore, delle giornate le abbiamo vissute come affetti da disturbo bipolare che ci ha spinti, prima a cantare, a ballare, a non pensare, a fare razzie di generi alimentari, carta igienica, disinfettanti e mascherine pagate a peso d’oro.


Ma dopo l’euforia è arrivata, inevitabilmente, la rabbia che si è trasformata in una signora che lancia improperi ed oggetti alla volta di una porta chiusa di una banca pretendendo un anticipo di cinquanta euro perché deve fare la spesa e non ha soldi visto che il suo piccolo negozio è chiuso dall’otto dicembre; che si si è trasformata in un signore che riempie il carrello in un supermercato e pretende di andare via senza pagare; che si è trasformata nelle rapine ai tir che trasportano generi alimentari, che si è trasformata nei blitz ai supermercati, che si è trasformata negli insulti e nell’insofferenza verso gli addetti alle vendite; che si è trasformata in sguardi arcigni per chi attraversa le strade desolate delle città con buste colme di genere alimentari. Tutti ci hanno ripetuto, sino allo sfinimento, “restate a casa”, ma per quanto tempo gli italiani continueranno a restare a casa? Quando sarà chiaro a tutti che le bollette non saranno sospese, ma arriveranno comunque, quando sarà chiaro a tutti che non ci sarà tasse zero per un anno, ma che slitteranno da marzo a maggio, quando sarà chiaro a tutti, ma questo era già chiaro a tutti che l’Europa non ci tenderà la mano, quando sarà chiaro a tutti che i seicento euro promessi non saranno per tutti, quando sarà chiaro a tutti che non si potranno mangiare i muri, quando sarà chiaro a tutti che saremo più deboli di prima del virus, quando sarà chiaro a tutti che la vita non sarà più la stessa socialmente ed economicamente, quando sarà chiaro a tutti che è stato facile spegnere l’Italia, ma che non sarà altrettanto facile riaccenderla spingendo un semplice bottone, quando sarà chiaro a tutti che le saracinesche tirate giù l’otto marzo non si rialzeranno più’, vi chiedo quanti saranno gli italiani che continueranno a restare a casa?



Il passo dalla rabbia ai disordini sociali può diventare brevissimo se le promesse mirabolanti dei nostri governanti non si tradurranno presto in azioni snelle e concrete, perché il sentore del pericolo comincia a farsi sentire dalla prima linea e dai sindaci che cominciano ad essere sommersi da richieste di sospensione delle bollette delle utenze domestiche, da come poter pagare l’affitto di casa, da come poter fare la spesa e che in breve tempo potrebbero trasformarsi in minacciose azioni. L’appello al Governo è quello di fare presto, è già passato tempo prezioso dall’annuncio del Decreto virtuale del Presidente del Consiglio alla sua attuazione che non vede la luce. Oggi, mi chiedo, dove sono le persone che ci raccontavano che per la democrazia ci sarebbe bastato un click, ma che oggi non riescono con un click ad accreditare sul conto corrente degli italiani seicento euro senza dover chiedere alla gente un pin e di passare una giornata intera sul sito dell’Inps? Oggi al Governo è chiesta una prestazione difficile, me ne rendo conto, ma invece di cercare soluzioni e colpevoli fantasiosi (vedi il consigliere del Presidente Conte che se la prende con quel cattivone del 5 G), invece di rincorrere scie chimiche, extraterrestri, complotti internazionali, di preoccuparsi di una comunicazione stile Grande Fratello, non sarebbe meglio affidarsi alla logica e al buon senso? Ci avevano raccontato che uno vale uno, che tutti potevamo diventare Ministro degli Esteri e financo Presidente del Consiglio, ma è arrivato il coronavirus per chiarire a tutti che le cose non stanno esattamente così, che per gestire situazioni critiche serve preparazione, competenza, esperienza e che purtroppo non arriveranno i marziani a salvarci. Il Governo deve fare presto prima che la rabbia si trasformi in disordini sociali, siamo seduti su una polveriera che potrebbe esplodere da un momento all’altro e non aiutano certe battute infelici come quella sentita in televisione da un deputato che con il suo sorrisetto stucchevole stampato in faccia recitava: “tranquilli, noi non chiederemo agli italiani il loro oro”. Tranquillo, caro deputato, ci hanno già pensato i compro oro!
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« immagine » E’ GIUNTO IL TEMPO DELLA RABBIA? DAL CANTO DEI BALCONI AL GRIDO DEI SUPERMERCATI « immagine » Il passo è stato breve e prevedibile, gli italiani, in sole tre settimane di distanziamento sociale sono passati dal cantare, ballare, applaudire dai balconi, all’insofferenza, alle br...
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LE CANDELE

25 marzo 2020 ore 18:35 segnala
Noi siamo come la fiamma di una candela: la cera si consuma, la luce si fa fioca, ma se crediamo in noi stessi non resteremo mai al buio.
(Romano Battaglia)



Anche la più piccola candela insegna che per un po’ di luce val la pena di ardere e di bruciare fino in fondo.
(Proverbio ungherese)




Come una candela accende un’altra e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore accende un altro e così si accendono migliaia di cuori.
(Lev Tolstoj)




Un buon insegnante è come una candela – si consuma per illuminare la strada agli altri.
(Proverbio turco)



Noi siamo come la fiamma di una candela: la cera si consuma, la luce si fa fioca, ma se crediamo in noi stessi non resteremo mai al buio.
(Romano Battaglia)




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Noi siamo come la fiamma di una candela: la cera si consuma, la luce si fa fioca, ma se crediamo in noi stessi non resteremo mai al buio. (Romano Battaglia) « immagine » Anche la più piccola candela insegna che per un po’ di luce val la pena di ardere e di bruciare fino in fondo. (Proverbio...
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LA SITUAZIONE AD OGGI

25 marzo 2020 ore 00:57 segnala



Dunque, da quel che leggo in giro la situazione ad oggi, parrebbe la seguente:
quelli che stanno a casa ce l'hanno con quelli che escono, mentre quelli che sono costretti ad uscire ce l'hanno con quelli che possono rimanere a casa.
Quelli con i bambini ce l'hanno con quelli con i cani perché i cani possono uscire e i bambini no, mentre quelli con i cani ce l'hanno con tutti quelli che ce l'hanno con loro perché portare fuori il cane è la cosa più noiosa dell'avere un cane e ne farebbero volentieri a meno.
Quelli che non fanno sport ce l'hanno con quelli che vanno a correre perché se mi rompo i coxxxoni io è giusto che te li rompa anche tu, a prescindere da quanto la tua attività in solitaria possa essere pericolosa.
Quelli che si rompono i coxxxoni ce l'hanno con quelli che si divertono sui balconi e quelli che si divertono ce l'hanno con quelli che gli rompono i coxxxoni.
Quelli che non fumano e non giocano, ce l'hanno con quelli che affollano le tabaccherie e quelli che affollano le tabaccheria ce l'hanno con
quelli che vanno al supermercato due volte al giorno che a loro volta ce l'hanno con quelli che escono il cane che a loro volta ce l'hanno col cane.
Poi ci sono quelli che ce l'hanno col governo, col marito, con il Papa, con il vicino, con l'Europa, con gli scienziati, con la Cina, con i lombardi, con le sardine, con la moka che fa un caffè che fa cagare e un po' anche con il virus, ma quello reagisce malissimo ed è meglio non stuzzicarlo.
Gli altri sono malati, STOP!
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« immagine » Dunque, da quel che leggo in giro la situazione ad oggi, parrebbe la seguente: quelli che stanno a casa ce l'hanno con quelli che escono, mentre quelli che sono costretti ad uscire ce l'hanno con quelli che possono rimanere a casa. Quelli con i bambini ce l'hanno con quelli con i ca...
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GRAZIE ......

17 marzo 2020 ore 21:30 segnala
Creato da una ragazza Italiana , mi ha fatto venire i brividi

GRAZIE!
Grazie caro sig.Macron cara sig.ra Merkel, grazie per averci abbandonato nel momento del bisogno, grazie per averci negato di poter ACQUISTARE da voi semplice mascherine ed altri presidi medici atti a combattere la diffusione del virus.
Le avremmo pagate sapete?!! Siamo italiani, quelli sporchi, chiassosi, indisciplinati, buffi, folcloristici, poveri e talvolta mafiosi....ma siamo anche quelli che vi hanno costruito le strade, le scuole, vi hanno insegnato l'alfabeto che usate, spiegato le leggi, il diritto, l'organizzazione dello stato e la creazione di quello di diritto.
Siamo noi, gli italiani, gli autori delle opere che riempiono i vostri musei, dei testi che studiate, delle invenzioni che usate, quelli che con enormi spese e sacrifici si trovano a dover conservare e gestire ben oltre il 70% del patrimonio culturale ed artistico mondiale chiedendovi una cifra irrisoria per il biglietto dei musei e talvolta neppure quella.
Siamo noi, gli italiani, siamo quelli che vi hanno offerto l'arte e la cultura su cui si basa la nostra e la vostra civiltà, la massima espressione di bellezza, armonia, equilibrio che l'essere umano abbia mai raggiunto.
Siamo noi, gli italiani che prima vi abbiamo offerto la civiltà, che poi voi avete abbattuto trascinando il mondo nel medioevo, e poi, una volta risollevati e rinati, abbiamo nuovamente offerto al mondo la civiltà, l'arte, la geografia, l'economia, l'istruzione.
Siamo noi, gli italiani quelli che hanno creato il parmigiano, la mozzarella, il prosciutto, la mortadella, il salame,i ravioli i tortellini, le lasagne il gelato, la pizza etc.etc., quelli che hanno portato in Francia le vigne e che vi hanno insegnato a fare il vino, la grappa i distillati, quelli che ogni anno combattono contro i vostri tentativi di scimmiottare i nostri prodotti e copiarne il nome ma anche lo stile e la moda.
Anche a lei sig.Trump e a lei sig. Johnson,grazie per averci prima di tutto isolati invece che aiutati. Le ricordo sig. Trump che se non fosse per un italiano adesso sarebbe nella terra dei suoi avi a fare la fame e non in America a fare il riccone e non avrebbe neppure potuto mangiare patate perchè non le avreste mai avute senza un temerario italiano che ha navigato verso l'ignoto.
A lei sig.Johnson ricordo che la fortuna della sua nazione si basa su una bandiera che vi abbiamo concesso di issare sulle vostre navi per non essere attaccati dai pirati, la Croce di San Giorgio concessa dalla Repubblica di Genova, senza quella sareste stati spazzati via dai saraceni. Vi abbiamo insegnato la navigazione e l'avete imparata bene!
A tutti voi, quando telefonate, pensate a Meucci, quando guardate la TV o ascoltate la radio, pensate a Marconi, quando usate l'energia elettrica come non ci fosse un domani, pensate che non avreste potuto farlo se non ci fosse stato Fermi!
Noi italiani abbiamo inventato le banche, le università, la prospettiva, l'architettura, l'ingegneria, l'astrofisica, il calendario, la musica otre alle altre innumerevoli cose.
Erano italiani: Giotto, Colombo, Marco Polo, Leonardo, Michelangelo, Bernini, Tiziano, Raffaello, Brunelleschi, Galileo, Cesare, Ottaviano, Vespasiano, Aurelio, Dante e potrei continuare per ore...
Carissimi miei, nel sentire il nome ITALIA, dovreste scattare in piedi, abbassare la testa ed essere coscienti che l'origine della società occidentale è qui, se vi chiediamo aiuto dovreste correre, perchè se trascinate di nuovo il mondo nel medioevo non so se ce la faremo nuovamente a far rinascere la civiltà.
Se invece non vi interessa, allora compiacetevi di quello che avete, restate ad ammirare qualche tonnellata di ferro imbullonato e quando visitate i vostri musei, per cortesia, saltate le opere degli italiani....finirete la vostra visita molto velocemente, potrete così andare a visitare subito una bella fabbrica di auto, diesel magari, di quelle che non inquinano solo ai controlli, andate a visitare quelli che per voi sono castelli e per noi banali ville di cui siamo pieni, oppure andate nella capitale dell'azzardo che scimmiotta Venezia, Firenze, Roma, andate pure! Evitate di venire a visitare il paese più bello dl mondo visto che lo avete pugnalato alle spalle, accoglieremo a braccia aperte a chi nel momento del bisogno ci ha aiutati, apriremo le nostre città uniche al mondo a loro, potranno visitare Venezia, Roma, Firenze, Genova, Napoli, Bologna, Pisa,Lucca, Assisi, Siena, Torino, Palermo, Agrigento, Milano,Cremona, Mantova, Ferrara, la Toscana, il Monferrato,le Dolomiti, le Alpi, la Puglia, la Sardegna, etc.etc.
Avete distrutto la povera Grecia con la vostra finanza, ci avete provato con l'Italia ma non ci siete riusciti, ora forse avete scorto l'occasione per assestare il colpo finale, ma nella cecità del vostro egoismo non avete calcolato che il virus non ha frontiere, colpirà tutti, anche voi!
Se ci aveste aiutato ieri nel tentativo di arginare l'epidemia, oggi non dovreste piangere i vostri morti e domani...
Il vostro egoismo ha dato la misura di quanto poco siate!
Grazie
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Creato da una ragazza Italiana , mi ha fatto venire i brividi GRAZIE! Grazie caro sig.Macron cara sig.ra Merkel, grazie per averci abbandonato nel momento del bisogno, grazie per averci negato di poter ACQUISTARE da voi semplice mascherine ed altri presidi medici atti a combattere la diffusione...
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IL VIOLINISTA

01 marzo 2020 ore 09:11 segnala


"Un uomo era seduto in una stazione della metropolitana di Washington DC e iniziò a suonare il violino, era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti.
Durante questo lasso di tempo, poiché era l'ora di punta,
è stato calcolato che 1.100 persone sarebbero passate per la stazione,
la maggior parte di loro sull'intento di andare a lavorare.
Passarono tre minuti e un uomo di mezza età notò che c'era un musicista che suonava. Rallentò il passo, si fermò per alcuni secondi, e poi si affrettò per riprendere il tempo perso.
Un minuto dopo il violinista ricevette il primo dollaro di mancia:
una donna lanciò il denaro nella cassettina e, senza neanche fermarsi, continuò a camminare.
Pochi minuti dopo qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo,
ma poi guardò l'orologio e ricominciò a camminare.
Chiaramente era in ritardo per il lavoro. Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo invitava a sbrigarsi, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista.
Infine la madre lo trascinò via ma il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo.
Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini.
Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi.
Nei 45 minuti che il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un pò . Circa 20 gli diedero dei soldi,
ma continuarono a camminare normalmente. Tirò su $ 32.
Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse.
Nessuno applaudì, né ci fu alcun riconoscimento.
Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei musicisti più talentuosi del mondo. Aveva appena eseguito uno dei pezzi più complessi mai scritti, su un violino del valore di $ 3.5 milioni di dollari. Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston, dove i posti in media costavano $ 100.
Questa è una storia vera.
Joshua Bell era in incognito nella stazione della metro, il tutto organizzato dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone.
La prova era se in un ambiente comune ad un'ora inappropriata:
percepiamo la bellezza?
Ci fermiamo ad apprezzarla?
Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?
Una delle possibili conclusioni di questa esperienza potrebbe essere:

Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta,
quante altre cose ci stiamo perdendo?"

QUANTA INDIFFERENZA STA UCCIDENDO IL MONDO?
FERMIAMOCI AD ASCOLTARLA,
FERMIAMOCI PER CAPIRLA E RIALZIAMOCI PER SUPERARLA!




(dal Web )
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« immagine » "Un uomo era seduto in una stazione della metropolitana di Washington DC e iniziò a suonare il violino, era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo lasso di tempo, poiché era l'ora di punta, è stato calcolato che 1.100 persone sarebbe...
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01/03/2020 09:11:04
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