IL DOLORE DELLE MADRI

24 luglio 2010 ore 11:53 segnala
LA DENUNCIA: «STERMINATO UN BRANCO DI 236 ESEMPLARI, TRA LORO ANCHE MOLTE MADRI GRAVIDE»
Le Far Oer e il massacro delle balene
Un attivista di Sea Shepherd sotto copertura documenta la mattanza dei cetacei: sgozzati dopo essere stati intrappolati in una baia. Come nel film «The Cove»
Peter Hammarstedt, uno degli ecopirati di Sea Shepherd, autore dell'indagine sotto copertura alle Far OerMILANO - Si è finto per giorni uno studente svedese aspirante regista in vacanza nelle isole Far Oer, un arcipelago che sta nel mezzo dell'Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l'Islanda divenuto ormai quasi del tutto indipendente dalla Danimarca, a cui era storicamente legato dal punto di vista governativo. E con questa copertura è riuscito nel suo intento: documentare la Grindadrap, la mattanza delle pilot whale, le balene dalle pinne lunghe (dette anche globicefali), che ogni anno avviene sulle coste dei villaggi di questo piccolo stato, che in Italia ha goduto di qualche momento di celebrità per avere ospitato la nazionale di calcio durante la fase delle eliminatorie dei campionati mondiali. Peter Hammarstedt è uno degli uomini di punta degli equipaggi di Sea Shepherd impegnati nelle azioni di contrasto alle baleniere giapponesi. E proprio per questo alla fine è stato costretto a fuggire dopo essere stato riconosciuto da alcuni dei cacciatori di balene, che lo avevano visto nella serie tv «Whale Wars» (trasmessa anche in Italia da Animal Planet) e che lo hanno notato mentre fotografava e riprendeva le carcasse dei mammiferi allineati sulla spiaggia.
«SPETTACOLO» PER BAMBINI -L'uccisione delle balene è considerata una tradizione irrinunciabile dagli abitanti delle Far Oer che, come si vede nelle foto scattate dallo stesso Hammarstedt e da quelle diffuse dall'agenzia Reuters, non si fanno remore nel portare anche i bambini piccoli ad assistere allo «spettacolo» (GUARDA la fotogallery; attenzione: immagini forti). Ma la macellazione di massa che viene compiuta ogni anno in questo sperduto angolo d'Europa è qualcosa di particolarmente cruento e ricorda la mattanza dei delfini che viene compiuta in Giappone nella baia di Taiji (i mammiferi sono sospinti in un piccolo golfo da cui non potranno scappare e poi sterminati), denunciata e documentata dal film «The Cove», premiato tra l'altro anche alla notte degli Oscar e all'ultimo Festival di Cannes. Le balene vengono accerchiate e poi letteralmente sgozzate con coltelli e lame affilate.



Le balene allineate sulla banchina dopo essere state sgozzate (Reuters)LA MATTANZA - Hammarstedt ha raccontato dell'uccisione di un branco di 236 pilot whales avvenuto nei pressi dell'abitato di Klaksvik. L'attivista di Sea Shepherd ha appreso dell'imminente massacro captando una conversazione via radio tra alcuni dei balenieri. Ha individuato l'area in cui sarebbe stato compiuto, è saltato sull'auto ed è arrivato nella cittadina, dove la mattanza era già cominciata. Da solo non ha potuto fare nulla per fermare quanto stava accadendo. Ha potuto solo cercare di documentare l'accaduto. Fino a quando, appunto, è stato riconosciuto e poi messo in fuga in malo modo. Hammarstedt ha anche spiegato di avere ricevuto delle minacce nelle ore successive, tanto che dal quartier generale dell'associazione gli è stato intimato di lasciare subito il Paese.
SPECIE PROTETTA - Le balene dalle pinne lunghe sono classificate come «rigorosamente protette» dalla Convenzione per la Conservazione della natura e degli habitat naturali. Ciò nonostante la caccia e la successiva mattanza si ripetono ogni anno. «A differenza di quanto avviene a Taiji - spiegano quelli di Sea Shepherd -, nelle Far Oer ci sono almeno una ventina di baie adatte a compiere questo tipo di mattanza. E questo rende difficile prevedere dove esse possano avvenire e quindi predisporre azioni preventive per impedirle». «Tra gli animali uccisi - ha raccontato Hammerstedt - c'erano anche femmine gravide e balenotteri ancora non nati e attaccati al cordone ombelicale delle loro madri. Un intero branco di balene che fino a qualche giorno fa poteva nuotare libero nelle acque del Nord Atlantico è stato sterminato in un unico bagno di sangue».

IL DOLORE DELLE MADRI - Gli abitanti delle Far Oer sostengono che il metodo utilizzato per l'uccisione delle balene è quello più indolore possibile. Non la pensano così gli animalisti: «Ho visto balene con diversi tagli all'altezza del capo - ha detto ancora Hammerstedt -, alcune sono state colpite più volte e hanno impiegato fino a quattro minuti prima di morire. I feti sono stati estratti dal ventre delle madri e lasciati morire sulla banchina. Questa razza di balene è molto matriarcale: non posso immaginare la paura e il panico che queste madri hanno provato nel vedere le loro famiglie sterminate davanti ai loro occhi».

Alessandro Sala 
23 luglio 2010(ultima modifica: 24 luglio 2010)
corriere della sera
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LA DENUNCIA: «STERMINATO UN BRANCO DI 236 ESEMPLARI, TRA LORO ANCHE MOLTE MADRI GRAVIDE»Le Far Oer e il massacro delle baleneUn attivista di Sea Shepherd sotto copertura documenta la mattanza dei cetacei: sgozzati dopo essere stati intrappolati in una baia. Come nel film «The Cove»Peter...
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24/07/2010 11:53:59
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