Più seguiti Ultimi post I tuoi preferiti Scrivi post Zap uomini Zap donne
Blog preferito da 48 persone
Metti nei preferiti 9.679

...

Ack13 09 febbraio 2008 ore 00:49
Ci sono delle piccole rinunce che davvero non vorresti fare. Ci sono delle piccole cose che forse non esistono ma vorresti veder crescere, per capirle. Ci sono dei pezzi di futuro che pagheresti a peso d'oro (il futuro pesa poco) pur di tenerli con te come possibili, mostrando il medio al tuo gnomo della consapevolezza adulta.
Alle volte riesce, e d'altronde basta davvero poco. Un cenno per evitare che la realtà schiacci tutto con il suo essere vera, un segno per credere ancora un po', disertando il tuo ennesimo piccolo funerale.
8797052
Ci sono delle piccole rinunce che davvero non vorresti fare. Ci sono delle piccole cose che forse non esistono ma vorresti veder crescere, per capirle. Ci sono dei pezzi di futuro che pagheresti a peso d'oro (il futuro pesa poco) pur di tenerli con te come possibili, mostrando il medio al tuo gnomo...
Post
09/02/2008 00:49:59
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote

Commenti

  1. vorreisolamente 10 febbraio 2008 ore 00:11
    me compreso, ma il mio gnomo mi ha detto che il tempo è diventato un lusso che non possiamo più permetterci. E dai e dai, ho finito per alzare lo sguardo, cambiare l'angolo visuale ed alla fine, ahimè, ho dovuto credergli, subito con immenso dispiacere, poi con gratitudine e riconoscenza. Oggi, anche se non so per quanto, mi sento e sono, di nuovo, un uomo libero nella consapevolezza di pensare: almeno quello!
  2. manueladi 10 febbraio 2008 ore 15:24
    conosco la parola rinuncia, come la maggior parte delle persone, e non è una bella parola perchè è sempre un privarsi, togliere qualcosa sia materiale sia metafisico è mancanza, assenza. magari proprio quando il tuo spirito non ha bisogno di privarsi di qualcosa subentra la rinuncia. a volte penso che sia un modo per autocontrollarsi, come un esercizio. non so come qd in Giappone, nelle scuole elementare fanno danzare i bimbi quasi nudi nella neve...dicono che serva per temprare gli animi!!sicuramente la rinuncia tempra l'animo, ma mi chiedo il perchè??a volte mi rispondo 'perchè così, Manu, puoi apprezzare quello che avrai più in là!'ma poi a volte subentra il mio spirito da cicala e quindi godo di tutto quello di cui mi son privata prima!bisogna che io impari a rinunciare a farlo più spesso, anche solo per capire che posso controllarmi, posso gestirmi. La rinuncia può essere anche un piccolo funerale del sè. ...mi hai spiazzato con qs post:fuma ci penserò su intanto buona domenica :gun
  3. Ack13 10 febbraio 2008 ore 16:53
    C'è la rinuncia e c'è il digiuno, il privarsi volontariamente di qualcosa (non necessariamente cibo). Da secoli alcuni mistici e pensatori, in parti diverse del mondo, hanno individuato il digiuno come pratica per elevare lo spirito. Non mangiare, essere casti, essere morigerati, eccetera eccetera. In questo caso per rinuncia intendevo invece quando quello che devi sacrificare sono i tuoi desideri, anche piccoli e senza grandi sofferenze. E c'è un solo motivo per rinunciare ai propri desideri. La realtà. C'è un confine sottile tra il credere e il rassegnarsi, tra l'insistere e il rinunciare. Sottile come una lama. E da un lato trovi a spingerti la paura, spesso travestita da buonsenso. E dall'altro trovi a incitarti la pazzia, quella dolce che ti dà il gusto di osare, il coraggio di sognare. Il tutto diventa più complicato quando altre persone sono coinvolte nei tuoi desideri, e con loro i propri desideri. Arriva però un momento in cui la realtà e il buonsenso (o la paura) hanno la meglio se non sei un folle. E tu ti trovi lì pronto a gettare la spugna. E ripeto, parlo di piccole cose, non delle grandi storie della tua vita, di quelle piccole cose in cui però nei momenti di coraggio e follia ti sembra di intravedere grandi possibili (anche se magari improbabili) risvolti. E cerchi attorno nella realtà un qualunque segnale che ti permetta di reggere ancora sul filo. E se non lo trovi, e se la tua consapevolezza ti impedisce di creartelo e fare il pazzo sul serio, alla fine molli. E' questa la piccola minuscola morte. Quella che senti un attimo e poi è passata. Quella che non ti regalerà grandi sofferenze.
  4. casavianello 11 febbraio 2008 ore 08:32
    e poi parli a ma di analisi? potremmo fare una seduta cumulativa così risparmiamo entrambi:hihi:hihi
  5. Ack13 11 febbraio 2008 ore 10:32
    lontano dall'evocare un asettico e lussuoso studio di qualche discepolo di Freud o Jung, "seduta cumulativa" mi richiama alla mente immagini molto diverse, alcune delle quali mi provocano un leggero turbamento. Non è che avrò davvero bisogno di chiacchierare con uno strizzacervelli? :hihi:-))):hihi
  6. meteta 11 febbraio 2008 ore 13:46
    "C’è un confine sottile tra il credere e il rassegnarsi, tra l’insistere e il rinunciare. Sottile come una lama." Provo ad aggiungere che, c'è differenza tra il provare e non tentare neanche,tra il riconoscere un limite e ostinarsi inutilmente. La mia natura,in qs egoistica,mi fa avvertire molto il peso delle rinuncia,ancora non mi trovo in una condizione come quella che descrivi tu :"Il tutto diventa più complicato quando altre persone sono coinvolte nei tuoi desideri, e con loro i propri desideri."E qs però io lo chiamo anche responsabilità verso gli altri che in un qualche modo dipendono da noi,e lo chiamo anche altruismo riunciare a qualcosa per noi,perchè qualche altro possa avere un pezzetto del suo,specie se quel qualche altro è un figlio. I miei genitori hanno fatto delle rinuncie per me e mio fratello,io l'ho sempre capito e forse anche troppo...so che ci sarà un giorno in cui potrò togliermi qualche sfizio che ora non posso,ma in quei gesti di riuncia ho capito il senso del dovere,e del valore delle cose.Qs non toglie il gusto amaro della privazione,che loro poi hanno chiesto a noi.Lo so bene. Ultima cosa che mi sento di aggiungere è che una natura che accetta una rinuncia se pur con dispiacere è una natura che può dare...conosce il valore di qs gesto,una natura egoistica si sente appagata,temporaneamente,ma conosce forse solo il senso del proprio soddisfacimento pure legittimo,ma lo scambio è qualcosa che non gli è dato provare... Mi rendo conto di come non sia per nulla predisposta a limitarmi...magari tentare una via di mezzo si può?
  7. casavianello 11 febbraio 2008 ore 22:12
    vi prego raggiungetemi che ho già preso appuntamento per venerdi dal mio strizzacervelli, mi sa che la cosa latrimenti prende una brutta piena. lamadilunaaaaaaaaa dove sei ? ci sei anche tu ovviamnte, non credere sai
  8. calypte 17 febbraio 2008 ore 23:01
    le proprie volonta' che qualche volta non sono volonta'. Molte volte ci troviamo a scegliere...quante volte lo facciamo indirettamente e inconsapevolmente!..si scelgono le oppurtunita' e le evenienze...si scelgono le rinuncie!...rinunciare al volere di un tempo...e' davvero doloroso!...la rinuncia e' sempre repressione....il volere dovrebbe avere le ali...e identificarsi con la propria faccia!...essere se stessi sempre anche se a volte la vita sembra metterci alla prova.ma le formalita' e gli schemi non sempre lo permettono...ecco che quel mattino, quando indossi i pantaloni, metti fuori dall'armadio anche la maschera da indossare ...per quel dato tempo!!!!Le rinuncie fatte con dolore...rimango nel tempo che viene dopo col rammarico di non averle fatte.Pezzettini di futuro che non si possono raggiungere se non prima diventi grande e sai di poterli e saperli cogliere.Quante volte si deve scegliere di.................essere!!!!...a presto!

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.