...ovvero come si diventa filosofi e dissociati quando si viene mollati.
- Ho sentito che era finita, capisci? Gliel'ho letto negli occhi. Quand'è così non c'è nulla da fare, la realtà ti si impone nuda e cruda senza lasciarti alcuna via di fuga, e tu capisci di quanto le tue emozioni siano quasi sempre il frutto della tua stessa voglia di provarle.
- Cazzate! C'ero anch'io, dimentichi? Magari ci hai messo del tuo, ma quello che è venuto fuori valeva la pena di essere vissuto. La stronza non sa cosa si è persa.
- Poi sai che io sono fatto in questo modo strano. L'emozione del prendere, dell'inseguire... la ricerca di gratificazione... perfino il capire l'altro è spesso un esercizio di bravura, la ricerca di "ma come sei sensibile!!"... a volte mi sento un narcisista. La verità è che comprendo la sua voglia di fuggire.
- Ommadonna che palloso! Sei palloso come una palla che rotola sulle palle dell'omino della michelin. Certo che capisci la sua voglia di fuggire! E' più pallosa di te. Avete rotto il cazzo tu, lei, e quelli come voi! Sempre lì a guardarsi dentro, a sezionare, a misurare se quello che vivete è abbastanza, a vivere quello che immaginate sarà piuttosto che quello che è. Vivete di pippe e credete anche di essere profondi.
- Già magari siamo entrambi così. Quindi il gioco era solo a chi si ritirava prima. Ha vinto lei, gioco terminato.
- Mi spiace ma non sono d'accordo. Se il gioco era a chi si ritirava prima, lei ha perso.
- Non credo faccia poi molta differenza. Il punto è che sono cose che vengono fuori da sole. Non posso farci molto io e non può farci molto lei. Qualunque cosa ci sia dietro, che sia paura o semplice assenza di intensità, è andata com'è andata. Non ho molta voglia di ascoltare te nè di continuare a pensare a lei.
- Già, ovvio... è tempo di ritornare in te, no? E' tempo di cancellarla...
- Spiace anche a me, ma è inevitabile... funziona così. Questa tua voglia di scorgere l'ombra di qualcosa di grande dove si è rivelato non esserci nulla, questo tuo enfatizzare le emozioni e le sensazioni... questa speranza, vivida e lucente prima che le cose precipitino, è ora destinata a estinguersi... come te.
- Lo so... ma non avverti una sensazione di perdita che va oltre l'aver perso una persona che ti piaceva? Non avverti nella mia partenza una piccola morte?
- Adesso fà la brava e lasciami in pace. Ho bisogno di restare solo.
- Ma tu adesso... sei già... solo.
A volte il mondo dei grandi è un mondo buffo. Per sopravvivere bisogna imparare, nel modo più sereno possibile, a vivere la realtà che ci ciconda, a contenere il desiderare ottuso. Ovviamente non c'è altro modo, la vita va cercata nella realtà e sicuramente la realtà ha molta vita da offrire. Tuttavia ogni accettazione, ogni rassegnazione, si lascia dietro una piccola parte di noi. Sono parti bambine, che non vogliono e non possono adeguarsi a quello che è, e per questo soccombono. E spesso la loro vita è breve ed effimera come quella di una falena.
Per te, piccola bimba che, ancora una volta, hai dovuto cedere il passo al mio essere uomo.
















