Non riesce a capire consciamente il senso di libertà che vive correndo tra gli alberi nel silenzio rotto solo dalla natura, ma avverte qualcosa... si sente diverso... uomo... un uomo antico, forte e temerario.
Entra in una radura e vede un ruscello in fondo... per raggiungerlo deve attraversare un passaggio stretto tra i rovi... per terra è coperto di foglie... sta per avviarsi ma scorge un movimento dall'altra parte della vegetazione... è qualcosa di grande... ha paura... si arrampica su un albero e resta senza fiatare in attesa.
Un orso... non credeva che potessero essere così grandi... cammina circospetto annusando il terreno proprio nelle vicinanze dello stretto passaggio... smuove le foglie con la zampa e... CLACK... una tagliola scatta a vuoto mentre lui si ritrae fulmineo... è proprio dove sarebbe passato lui... al solo pensiero di come sarebbe stato diverso quel rumore con la sua caviglia nel mezzo gli provoca un leggero conato di vomito.
L'orso non è ancora soddisfatto... continua a camminare concentrato con il muso puntato per terra... CLACK... questa lo sorprende leggermente, non fa in tempo a ritrarsi del tutto... lo sfiora appena ma Lorenzo può chiaramente vedere che adesso ha un lungo taglio a forma di L sulla parte esterna della zampa destra... si lecca in silenzio.
Adesso l'orso annusa in giro... non sembra più preoccupato dalle tagliole nè dalla ferita... solleva lo sguardo e lo vede...
Lorenzo è terrorizzato... suo nonno gli ha detto che un orso ferito può essere terribile... salta giù dall'albero e se la dà a gambe più in fretta che può... è in discesa... scivola prendendo una storta, comincia a rotolare verso il basso... la corsa si arresta con un dolore appena sopra l'orecchio... la vista si annebbia... vorrebbe fuggire ancora ma fa solo in tempo a pensare Dio speriamo che non mi fiuti... poi buio.
Mal di testa... ondeggiare come di passi... per un attimo gli sembra di essere sull'orso, nella sua bocca magari... poi intravede una faccia enorme che lo guarda sorridendo... la faccia è vicina... deve portarlo in braccio... ancora buio...
Si risveglia a casa...
- Ti ho detto mille volte di non riempirgli la testa con tutte queste storie - è suo padre che dà la colpa al nonno... in effetti molta della sua passione per i boschi e la natura gli è stata trasmessa da lui...
- Sei sveglio! Finalmente - sua madre ha le lacrime agli occhi quando si avvicina ad abbracciarlo... il mal di testa pulsa sempre, e la caviglia pure, ma si sente tranquillo adesso...
- Chi mi ha trovato? - sta passeggiando con suo padre per il paese, stanno andando a prendere un gelato al bar in piazza... la caviglia va meglio...
- Un signore che si chiama Ciccio Orso... una specie di guardia forestale -
Non fanno in tempo a nominarlo che la sua sagoma inconfondibile spunta da un vicolo...
- Eccolo! - dice suo padre - è proprio lui - poi, più in silenzio - non è del tutto normale, non so nemmeno se parla... comportati bene -
Ciccio si limita a sorridere guardandolo... Lorenzo lo guarda cercando di ricordare, poi vede la fasciatura sul braccio destro... - cosa hai fatto? - chiede indicando il braccio bendato... Per tutta risposta lui comincia piano a svolgere la fasciatura... ci mette un minuto buono... senza alcuna fretta.
Quando ha finito gli mostra sorridendo con bambinesco orgoglio un lungo taglio a forma di L... il suo sorriso è aperto e gentile, accompagnato da uno sguardo dolce, anche se tutti quei denti che sembrano quasi aguzzi... Lorenzo restituisce il sorriso e lo saluta prima di proseguire verso la piazza.
















