Rocco aveva una strana suggestione in testa... voleva essere tante persone, interpretare tante vite... provarne le emozioni... quale mondo meglio di questo per realizzare il suo sogno?Certo, anch'io sono più della metà dei miei lettori fidelizzati qui accanto... sono la venerabile Mombasa per esempio, o il solido Gianpiero... sono ovviamente anche l'irrefrenabile Cifaccioecisono e anche la dolce FighterLady... e anche alcuni altri... nel suo caso però era diverso... lui in un posto come questo cominciò a creare centinaia, migliaia di profili...
Poteva essere un Poerco (poeta porco) affascinante profilo di questi luoghi a cui prima poi noi del club dedicheremo un post... oppure un cadutomale... figura straziante e inconsolabile con istinti suicidi...ma anche figure più semplici e dal fascino meno pronunciato come il sessente... unomo che riesce a ragionare solo con il pisello ed è convinto che qui si scopi facile (magari ha ragione, eh? ma io sono del club)...
Rocco aveva creato così tanti personaggi che vivevano la loro vita virtuale, che a volte non si accorgeva di parlre con un altro se stesso... parlava, parlava... poi si chiedeva in alcuni casi come cazzo è che questo non è mai disponibile in chat quando lo cerco...
Il suo primo segnale di crisi lo ebbe quando scoprì che alcune persone fraintendevano i personaggi che aveva creato... il poerco veniva preso per un sessente... il cadutomale per un marciscofonte, e così via...
Il suo secondo segnale di crisi lo ebbe quando realizzò che tutti fraintentevano i suoi personaggi, ognuno interpretandoli in modo diverso e personale... tutti ma dico tutti ovviamente in modo profondamente diverso dalla vera essenza delle sue creature...
Il suo terzo segnale di crisi lo ebbe quando, con crescente sgomento, si rese conto che anche lui... laddove si era dimenticato di un suo personaggio e vi parlva come se davvero fosse un altro... attribuiva alle sue creature una natura completamente diversa da quella originaria...
In una notte di mezza estate distrusse il suo computer e mandò immediata disdetta a Telecom Italia, non sapendo che sarebbero passati anni prima di vedere quel maledetto cavo reciso... ma non bastò... ormai la natura soggettiva di quello che si sentiva aveva preso il sopravvento anche nella realtà... non riusciva più a sentirsi uno... nemmeno qualcuno... era solo... nessuno.
Oggi è in cura presso un reparto psichiatrico... lì ha anche detto di aver conosciuto uno scrittore interessato alla storia... non so se fosse un medico travestito... gli ha fatto raccontare tutto, e poi è andato via salutandolo calorosamente e chiamandolo Gengè...
















