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Chen

Ack13 12 ottobre 2007 ore 00:01
Vincenzo Surato era mio amico ai tempi dell'università. Un po' per i suoi occhi a mandrola, un po' per "Vincenzo" - "Cenzo" - "Cen", noi tutti lo chiamavamo Chen.

Dei giapponesi, oltre agli occhi a mandorla, aveva anche la compostezza e la discrezione. E quel senso di responsabilità e di onore assoluto che solo loro riescono a vivere con tale ottusa intensità. E non mettetevi a fare i pignoli dicendo che Chen è un nome cinese. Cosa volete ne sapessimo a vent'anni dei nomi cinesi e giapponesi.

Chen non rompeva i maroni a nessuno. Mai una volta che l'abbia sentito biasimare fedifraghi, ipocriti, bugiardi o coglioni. Lui si faceva i fatti suoi e semplicemente, sempre con la solita aderenza assoluta ai suoi principii, faceva quello che credeva giusto.

Certo sulla gente faceva uno strano effetto. Si sa, molti si specchiano negli altri. E più l'altro è sporco, più si vedono puliti. Chi si specchiava in Chen si vedeva rimandare impietosamente la sua immagine nuda e cruda. Se eri uno stronzo e passavi la serata con lui, anche senza parlare (come i giapponesi, Chen parlava poco), alla fine ti sentivi uno stronzo doppio. Se ti sorrideva anche triplo.

Con le donne aveva qualche problema. Appena dubitava un attimo di quello che sentiva le lasciava. Mi raccontò che cominciava a sentirsi responsabile del dolore che rischiava di infliggere già prima di provarci. E Durante il primo bacio cominciava ad avvertire la responsabilità di come avrebbe reagito lei quando si sarebbero lasciati.

Insomma era una catena di responsabilità che rischiava di bloccarlo in ogni suo gesto. E infatti si bloccò. Un giorno si sedette in casa per terra nella posizione del loto, e restò così per quattro mesi. Immobile. Non c'era verso di scuoterlo in alcun modo. I genitori chiamarono fior di medici che, stupefatti, dovettero ammettere che stava benissimo nonostante non mangiasse e bevesse (e cagasse). Il suo cuore faceva un battito ogni trenta minuti, e lui, come un animale in letargo, restava lì seduto con gli occhi chiusi e un sorriso appena accennato.

Dopo i quattro mesi si alzò come niente fosse e hiese a sua madre una fetta di pane e nutella. Me lo ricordo benissimo, sua madre chiamò i suoi amici più stretti. In città c'ero solo io (era estate e studiavo per un esame) e corsi a casa sua.

- Chen! - gli dissi, mentre mangiava il suo pane - cazzo, Chen, ti sei ripreso!
- Già - disse lui laconico con macchie di nutella sulle labbra.
- Ma spiegami... come mai ti sei fermato così?
- Avevo bisogno di riflettere sulla catena di eventi che dipendono da ogni mio gesto. Ho fatto un esercizio. Ho pensato a tutto quello che con ogni probabilità sarebbe successo in seguito al mio risveglio.
- E ci andavano quattro mesi?
- Ho ricostruito gli eventi, giorno dopo giorno, fino alla nascita del mio secondo nipotino.
- Ommadonna! E cosa hai risolto?
- Nulla!
- Lo vedi che sentirsi così tanto responsabile non serve?
- Al contrario! - rispose lui - è fondamentale. L'unica differenza è che adesso sono pronto ad assumerle, le mie responsabilità.
Detto questo uscì e ricominciò a vivere esattamente come faceva prima. Ma a sentire lui (a guardarlo non si notava differenza), molto più felice.
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Vincenzo Surato era mio amico ai tempi dell'università. Un po' per i suoi occhi a mandrola, un po' per "Vincenzo" - "Cenzo" - "Cen", noi tutti lo chiamavamo Chen.Dei giapponesi, oltre agli occhi a mandorla, aveva anche la compostezza e la discrezione. E quel senso di responsabilità e di onore...
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12/10/2007 00:01:59
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Commenti

  1. cifaccioecisono 12 ottobre 2007 ore 02:48
    :-)):-))):ok:batafiore:rosa:cuore:fiore:cuore:batafiore Ti auguro dolcissimissimissimissimi sogni a te e al pikkolo elfetto:batalove:staff:batapalla:-))) A domani! :batanuvola fiunnnnnnnnnnnnnnnnnnn :ola:ola:ola e visto ke cisono cifaccio pure un altra ola!:hoho :ola:ola:ola :batatifo T:batatifoV:batatifoB :cuore:kissy :batapalloncino ciaooooooo besitoooooooooooooo:urlo :batanuvola fiunnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnn
  2. Mau.P 12 ottobre 2007 ore 10:35
    favola (posso definirla così)? Ma la presa di coscienza che si sta cer4cando di fare le cose nel modo più corretto possibile, dà a quelle scelte un valore in più? Mi viene in mente che un tempo qualcuno (un guru, forse) mi disse che quando il fare il bene riesce a divenire atteggiamento naturale, quando non è necessario sforzarsi di fare il bene perchè è la cosa che ci viene spontaneamente da fare, allora si è raggiunta la vera bontà. E non ti viene neanche da pensarci, che ne devi prendere coscienza... Io non sono molto d'accordo con questa cosa, forse perchè, come capita a chi ha a che fare con Chen, mi ci vedo inadeguato, non sono capace a fare così... Quindi dico che è sbaglaito, che è importante stare nella posizione del loro e prendere coscienza di ciò che si fa... Vabbè, era una riflessione personale...grazie per everla stimolata. Ah, ringrazia anche Chen, se sei rimasto in contatto con lui e se non sta riflettendo... ;-)
  3. Mau.P 12 ottobre 2007 ore 10:36
    nella posizione del loto...maledetta fretta... ;-)
  4. Jean.mg 12 ottobre 2007 ore 11:29
    diamine. Fantastico.:hihi
  5. Durden 12 ottobre 2007 ore 12:07
    Ha davvero l'aspetto di una favola "morale", forse perchè è sempre un po' così quando in un racconto ci finisce dentro un giapponese... Non ho potuto fare a meno di pensare a che sarebbe successo se Chen avesse incontrato Mario...
  6. Durden 12 ottobre 2007 ore 12:08
    (... un giapponese o uno che ci somiglia...)
  7. chiaraoscura 12 ottobre 2007 ore 14:29
    ... ha qualcosa di te!
  8. Ack13 12 ottobre 2007 ore 15:07
    Interessante il discorso sulla naturalezza o meno nel fare del bene tirato fuori da Mau. Io credo, aldilà del fatto che facciamo bene o male, che la consapevolezza e la responsabilità di quanto causiamo siano due componenti fondamentali se si vuole vivere bene. Quindi si, Chen Surato ha qualcosa di me, ma ovviamente è solo una parte spinta all'estremo, come molti personaggi di cui mi viene da scrivere. Mario e Chen che si incontrano si guardano per una frazione di secondo in più del normale, poi si dicono "ciao". Mario allontanandosi magari pensa "però... sembra un giapponese!". :hihi
  9. sophia76 12 ottobre 2007 ore 21:12
    uno spunto per un film alla kim ki duk! bravo! ma è tua?
  10. Ack13 12 ottobre 2007 ore 22:15
    Non ho la più pallida idea di chi sia Kim Ki Duk... conosco però molto bene Rocker-duck, non so se va bene comunque. Invece Chen è mio. :hihi
  11. sophia76 12 ottobre 2007 ore 23:32
    ...rocker duk come produttore va benissimo;-) chen glielo facciamo interpretare a eta beta...pippo interpreterà te!:-)))
  12. Ack13 12 ottobre 2007 ore 23:50
    :hihi:dito:hihi:dito:hihi

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