Il colpo è fortissimo. Riesce a pararlo trattenendo a stento la spada tra le mani. I polsi gli fanno male, sente gli avambracci intorpiditi, e le mani cominciano a perdere di sensibilità.- Arghhh! - urla il suo avversario tornando all'attacco - Sei già morto!
Un'altra parata e la sua spada sembra pesare come un quarto di bue, ma non ha paura. E' pronto ormai, è pronto a tutto.
Para ancora trovandosi, lama contro lama, a pochi centimetri dal suo volto, dai suoi occhi infiammati di furia. Sente il suo odio. Non è uno scontro comune, la sua ostilità è tangibile.
- Combatti! - gli dice guardandolo negli occhi - COMBATTI! - urla in una piccola esplosione di spruzzi di saliva che gli inondano il volto.
Lui sostiene lo sguardo, il petto che si muove su e giù in preda all'affanno. La stanchezza gli rende difficili i movimenti ma non ha intenzione di arrendersi, non ha paura di quello che succederà. Non ha alcuna paura.
- COMBATTIIII! - urla ancora spingendolo lontano e muovendosi subito per un nuovo attacco.
Para il primo colpo stringendo i denti, poi il secondo. Il terzo gli fa volare via la spada. Si lascia cadere in ginocchio.
L'altro gli si avvicina puntandogli la lama alla gola.
- Non hai paura della morte vedo. Forse questo ti fa sentire coraggioso... puah - sputa di lato - invece sei un codardo.
Lui non parla ma lo fulmina con lo sguardo, offeso. La lama che gli preme sulla gola gli ricorda la situazione in cui si trova.
- Non c'è coraggio nel prepararsi alla sconfitta - riprende - nell'accettare il peggio prima che si verifichi. Non c'è coraggio nel non sperare nella vittoria con tutto il proprio essere. Il vero pericolo non è la paura di morire, ma quella di lottare. Il vero coraggio è il coraggio di crederci fino all'ultimo respiro.
Ritira la lama e la rinfodera, senza muovere un passo, ancora con gli occhi puntati nei suoi. Ma adesso non c'è alcuna furia dentro di lui. Gli tende la mano.
- Se ti prepari alla sconfitta sei già morto. Ritirati nei tuoi alloggi e rifletti su quanto ti ho detto.
Lui prende la mano e si lascia aiutare a rimettersi in piedi, poi abbassa lo sguardo.
- Va bene, padre - si limita a dire. Poi si avvia lasciando in terra la spada.
















