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Della felicità

Ack13 22 settembre 2007 ore 00:10
Il dottor Wasy Sadorhappy fu eminente studioso di neurologia, filosofia e semiotica all'università di Harvard. Scomparve dalla scena accademica nel 1996 dopo aver cominciato a diffondere la sua "Teoria della castrazione tristemica". Segue il racconto della sua ultima conferenza-lezione tenuta peraltro in un piccolo paese del centro Italia. Conferenza a cui ho avuto la fortuna di partecipare.

***

E' un cinema di periferia, e lui si presenta come il classico scienziato pazzo. Sguardo allucinato e sorridente e capelli che provano a fuggire da tutte le parti trattenuti a fatica dal cuoio capelluto. Mi sorprende che parli un italiano fluente appena segnato da un minimo accento anglosassone.

- Bene miei cari signori. Oggi vi parlerò di una cosa che da sempre gli uomini inseguono e desiderano, da sempre purtroppo quasi inevitabilmente senza successo - fa una lunga pausa da oratore esperto, poi riprende lentamente, sillabando - Fe...li...ci...tà.

Ha un riflettore puntato addosso, ma non è di quelli accecanti. Sembra a suo agio sotto la luce.

- Vedete, l'impossibilità di raggiungere la felicità è il più caratterizzante patrimonio genetico della razza umana. Quello scimmione dotato di appena un barlume di intelligenza non avrebbe mai potuto immaginare che proprio da quel giorno, quello sfortunato giorno in cui si ritrovò infelice e insoddisfatto, sarebbe cominciata una inesorabile scalata evolutiva che l'avrebbe portato, attraverso i millenni, ad essere quello che siamo noi oggi.

Beve un sorso d'acqua da un bicchiere di vetro.

- Ogni passo che l'uomo ha fatto in avanti. Ogni salto evolutivo, ogni guerra vinta, tutte le grandi scoperte, le opere d'arte... hanno sempre avuto sullo sfondo un'unica umana costante: l'insoddisfazione.
- Molte filosofie nel corso della storia hanno intuito che l'assenza di felicità non dipende in realtà da quello che l'uomo riesce ad ottenere, ma dalla sua incapacità di accontentarsi di quanto ha ottenuto. Pensate che il detto "Chi si accontenta gode" esiste in praticamente tutte le culture del mondo, anche quelle più primitive.
- Io vi dico che se l'uomo nell'antichità avesse capito a fondo questa questione e l'avesse fatta sua, probabilmente ci saremmo fermati all'età del bronzo.

Sorride adesso guardando la platea.

- Oggi a mio parere l'uomo si è evoluto abbastanza... non ho quindi remore a parlarvi della pillola della felicità, o meglio della castrazione tristemica.

Lui sorride ancora e adesso la platea è molto interessata, anche se il termine "castrazione" sembra turbare più d'uno. Prende dal taschino una scatolina e ne estrae una compressa rossa.

- Vedete, questa pillola, semplicemente, rende futili tutti i desideri, attutisce tutti i sentimenti di insoddisfazione. Chi la prende perde quasi ogni stimolo a migliorare la propria condizione. Si accontenta di quello che ha. Donna non molto bella? Va bene. Lavoro poco gratificante? Ok.

Guarda la gente perplessa.

- Sapete qual'è la cosa incredibile? Nessuno ad oggi ha voluto prenderla. Nessuno ha voluto la felicità assoluta. Provate a immaginare... tutto quello che avete vi sembrerà tutto ciò che potreste desiderare. Forse era questa la mela che Adamo decise di assaggiare sfidando il suo Dio. Qualcuno di voi la vuole? La offro gratuitamente.

Nessuno dei presenti si azzarda a prenderla. Lui, sempre sorridendo si gira sui tacchi e sparisce nel buio dietro le quinte.

***

Da allora non se ne è più sentito parlare. Restano molti dubbi e discussioni aperte sul fatto che la castrazione tristemica fosse una realtà o l'invenzione di un genio burlone.

A me ad essere sincero non interessa molto. Mi chiedo invece di tanto in tanto, e mi piacerebbe chiederlo a lui, se davvero la felicità è solo ed esclusivamente ciò che non abbiamo.

8136012
Il dottor Wasy Sadorhappy fu eminente studioso di neurologia, filosofia e semiotica all'università di Harvard. Scomparve dalla scena accademica nel 1996 dopo aver cominciato a diffondere la sua "Teoria della castrazione tristemica". Segue il racconto della sua ultima conferenza-lezione tenuta...
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22/09/2007 00:10:59
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Commenti

  1. danneggiata 22 settembre 2007 ore 00:25
    sono d'accordo con il sig Wasy. Secondo alcune filosofie invece per essere felici bisogna non avere bisogno. Incredibile davvero come il genere umano spenda energie nel ricercare qualcosa che non esiste o meglio qualcosa di non raggiungibile. Io penso che il qui e ora renda felici ... cioè il presente. Essere coscienti che quello che stai vivendo in quel determinato istante è unico e irripetibile proprio perchè è "ora". affettuosamente dan
  2. Ack13 22 settembre 2007 ore 00:42
    Si... non bisogno, bisogno ma vivendo quello che si ha... ma siamo davvero capaci di farlo? Tu ci riesci a vivere serenamente l'ora e adesso? Non sarà mica perchè sei danneggiata? :-))) Ciao, Luca
  3. cifaccioecisono 22 settembre 2007 ore 02:21
    :-))):ok:batafiore:batanuvola:batafiore in.terRe.ssante questo tema sarebbe da a.prof.On.dire:hihi :okio mi sarei magnata la mela e via!:sbav:hoho la mela di Adamo...il frutto della conoscenza...che non sia invece questa smania di" konoscere" di "kapire".."ragionare" "indagare"..ETC;-( ETC;-(SALUTE!) OK! fermani!:hoho dic-EVO che non stia in questo l'infelicità vera dell'uomo?:mmm ho detto kazzate?:hoho :okbèh non sarebbe la prima volta!:hoho:hoho io mi cisono abituata!:hoho un meeeeeeeeeeeeega besitoooooooooo:batakiss :ola :ola :ola :batatifo mi è piaciuto molto stò racconto;-):bacio:tvb:cuore :batapalla x ki sai tu:love:batakiss sogni belli Luka:cuore :batanuvola fiunnnnnnnnnnnnnnnnnnnn
  4. OdioLeIpocrisie 22 settembre 2007 ore 06:02
    Oh, burlone che non sei altro. Oh, filosofo che non sei altro. Oh, geniaccio che non sei altro. Ma tu, sinceramente, le come direbbe obilante: " ma tu lo sai chi cazzo sei, eh? Ma tu, lo yogurt Muller, lo mangi ogni tanto, eh?" :-))) Ma tu, quando scrivi di queste cose, e in questo modo, e con questo stile, lo sai che rendi letizia e appagamento al sottoscritto, vero? :-)) Te lo dico in italiano: "Da quando voialtri siete entrati - tu e chiaraoscura nelli blogs miei preferiti, per intenderci -, ogni lettura delle vostre pagine è quasi sempre motivo di grande riflezzione e soddisfazione. Ma che c'avete intra a vostra capa, eh?" Siete un non-necessario (letterariamente parlando, ovvio) a cui comincio a non poter né voler rinunciare. Mica potevo solo campare ad acqua e pane, qui dentro. Non ti pare? Baciamo le mani :ok
  5. ISYOU 22 settembre 2007 ore 09:30
    e come disse il grandissimo ...La Verità, vi renderà liberi! Buongiorno! Acc!:-)))
  6. Sinda 22 settembre 2007 ore 09:51
    no, no, non sono d'accordo con il dottor Wasy... se dovesse avere ragione lui, allora dovrei dedurne che, per assurdo, la felicità, nostra ed anche quella animale, sia semplicemente il non esistere: unica condizione in cui ci si può trovare totalmente privi di desideri, di qualsiasi forma o specie! Ma chi non esiste non ha coscienza, dunque non può nemmeno chiedersi se è felice... da qui piuttosto un ulteriore dilemma: ma la felicità è una condizione di coscienza o di incoscienza? Sono più felice io in una giornata di cielo perfetto, quando, innamorata, noto con gioia i bambini ai giardini che giocano, o la mia gatta, quando se la dorme sorniona e forse non si pone il problema di cosa sia la felicità? La felicità l'hanno inventata gli uomini, non dio... di questo ne sono assolutamente convinta; alla faccia della mela di Eva!:hihi:hihi:hihi
  7. caipiroska 22 settembre 2007 ore 11:01
    Già....solo ed esclusivamente ciò che non abbiamo. Ma perché dovremmo imparare ad accontentarci? E' il desiderio, lo sforzo di raggiungere, che mi rende viva
  8. Ack13 22 settembre 2007 ore 15:05
    L'unica cosa che riesco a dire con tranquillità è un grazie ad Adelphi che è troppo buono. Per il resto... sete di conoscenza e infelicità? può darsi, anche se ad oggi molta gente infelice mi sembra inseguire tutt'altro che la conoscenza. Annullamento come unica via troppo spiacevole? Di nuovo boh... ma il Nirvana dopo il Samsara non è molto diverso, almeno non saremmo i primi a pensarlo. E per finire, chi ha detto che dobbiamo imparare ad accontentarci? Certo non sarebbe proprio piacevole correre una vita dietro a tante cose diverse maturando via via la consapevolezza che non ne volevamo nemmeno una... però vivi saremmo vivi, eh... Sappiate che ho pontificato più che altro per il piacere di rispondervi. Non ho alcuna idea precisa... al massimo una serie di sensazioni sfumate e spesso contrastanti. Alla prossima. Luca :-)))
  9. cifaccioecisono 22 settembre 2007 ore 20:29
    uèèèèèèèèèèèèèèè;-(;-(uèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè :batapiange ti allagherò stò blog come cifece Dio col dì-Livio anniversario!:hoho :ola:ola:ola :batafiore:batanuvola:batafiore:okem.ergo dalle fronde x un saluto leggero CIAO LUKAAAAAAAAAAAAAAAA:urlo :batakiss buona serata:batarosa :batapalla x ki sai:-))) besitoooooooooooooooooooooo:batakiss :batanuvola FIUNNNNNNNNNNNNNNNNNN
  10. Ack13 22 settembre 2007 ore 22:40
    Lo sai che stravedo sempre per le tue icone!! Non allagare il blog... non questo post che parla della felicità. Domani se ho un po' di tempo ne scrivo uno sulla tristezza... almeno è più adatto. Ce l'ho già in mente. Il titolo "della tristezza" e il contenuto uguale sputato a questo post qui... Che ne dici? Puoi aspettare? :rosa Luca
  11. pierodasiena 23 settembre 2007 ore 00:36
    -) che dire ... io la pozione rossa l'ho assaggiata :ok :-))) è vero! produce la felicità assoluta ;-) Cercatela anche voi .. :-x :nono1 aspe' ... non proprio la stessa pozione 0:-) :staff da tato :bacio da tata
  12. vogliadiallegria 23 settembre 2007 ore 10:34
    ripenso ai nostri discorsi di qualche tempo fà,e credo che niente fosse più vero di ciò che mi dicesti:-(è solo che a volte è difficile ricordarlo e comprendere cos'hai nelle mani e si ricade in paranoia,come faccio io......però non è superficialità xchè dietro la tristezza (se non sei paranoico per patologia e,io non lo sono;-))c'è sempre qualcosa di molto profondo:-)) Un:bacio e l'augurio di una meravigliosa domenica:smile

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