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Dialogo forse un po' surreale

Ack13 22 febbraio 2008 ore 01:15
- Chi sei?
- Sono Lachesi. Sono quanto non conosci, quanto non hai vissuto. Sono tutto quello che non ti appartiene, che è fuori da te. Sono le persone che incroci per strada senza guardarle, quel che conosci senza amarlo, quel che ami senza capirlo, o che capisci senza rispettarlo.
- E cosa vuoi da me?
- Voglio renderti più grande. Il fardello di quello che non sei è troppo pesante per me. Voglio che tu me ne liberi.
- Sto bene così. Perché dovrei farlo?
- Non ti senti piccolo? Sei piccolo. Faccio fatica a scorgerti al mio cospetto per come sei piccolo.
- Il fatto che sia piccolo dovrebbe rappresentare un problema?
- Tutti gli esseri viventi devono crescere. Perché non vuoi accettare il tuo destino? Non ti fa gola tutto quello che conosco io? E non ti fa pena la mia schiena curva sotto il fardello della tua non-esistenza?
- Tu non capisci. La grandezza ti ha portato l'oblio.
- Come osi rivolgerti a me con questo tono impudente!
- Tu non puoi più ricordarlo. Succede spesso. Passo dopo passo si cresce e si diventa grandi, e poi più grandi e più grandi ancora. E si finisce per dimenticare cosa si era.
- Cosa vai farneticando?
- Lachesi sono io. Il fardello sulla tua schiena è la conoscenza che giorno per giorno mi hai avidamente chiesto, ed io ho generosamente concesso.
8867235
- Chi sei?- Sono Lachesi. Sono quanto non conosci, quanto non hai vissuto. Sono tutto quello che non ti appartiene, che è fuori da te. Sono le persone che incroci per strada senza guardarle, quel che conosci senza amarlo, quel che ami senza capirlo, o che capisci senza rispettarlo.- E cosa vuoi da...
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22/02/2008 01:15:59
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Commenti

  1. mombasa 22 febbraio 2008 ore 11:54
    ...le ultime due righe mi hanno lasciato un tantino perplessa...è il "generosamente concesso" che non capisco :mmm Comunque, sarà surreale, ma a me me piace tanto sto dialogo;-) :bye gabri
  2. ZucchettoMau 22 febbraio 2008 ore 13:16
    ho pensato che forse neanche chi dice di essere Lachesi è Lachesi veramente, perchè la memoria di ciò che in realtà è - ovvero Atropo - è stata tagliata via dalle sue stesse cesoie. Chissà se le Moire si sono mnai davvero confuse, se ogni tanto una non si dà malata ed è sostituita, alla bell'è meglio, dalle restanti. Ce le vedo, a giocarsi il ruolo "Oggi Atropo sta male, non viene in ufficio" "Evvài, oggi si decide noi come assestare il colpo di forbice, che figata, altrimenti 'sto lavoro è davvero alienante" "Si, Cloto, ma tocca a me sostituirla, oggi" "Ma manco per niente, Lachè, è il turno mio"... "vabbè, facciamo così giochiamocelo alla morra cinese il turno"... A volte dietro le grandi questioni della vita c'è semplicemente un dialogo tra stronzi... ;-)

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