- Ascolta a me, le donne so' tutte uguali, ci sta poco da fare. Se te le sposi, loro devono trovare per forza un modo di romperti le palle. So' fatte così, bisogna portare pazienza.- Si, ma il fatto è che io...
- Lo so, lo so... - gli mette una mano sul braccio per interromperlo, poi si abbassa gli occhiali da sole per guardarlo negli occhi - è proprio 'na bella femmina... io ti capisco... Ma ti sei divertito, adesso devi tornare a pensare alla famiglia. C'hai quei due piccini che so' così belli. E pure tua moglie alla fine è 'na brava femmina.
- Io non ci riesco a tornare a casa.
- Vedi, quando sarai vecchio come a me, capirai. A un uomo quando è arrivato il momento di andarsene, e che sia più tardi possibile volendoddio, tutto quello che tiene so' la sua famiglia. E' una cosa che non si può prendere alla leggera. E' una questione di responsabilità.
- Mi dispiace zu' Cosimo, ma io a casa non ci posso tornare.
Zu' Cosimo gli molla una sberla in piena faccia. Lui si mette una mano sulla guancia con gli occhi bassi, rosso per il colpo e per la vergogna.
- Stai discutendo troppo co' me. Torna a casa. E non farmelo ripetere. Tu a tua moglie e ai piccini ci devi rispetto, e prima ancora devi rispetto alla famiglia nostra.
- Va bene, zu' Cosimo. Ma mia moglie adesso non lo so se mi prende di nuovo.
- Ti prende, ti prende, non ti preoccupare - gli dà due pacche tra guancia e collo - sei un bravo ragazzo. Io l'ho sempre detto a tuti che sei un bravo ragazzo. Mi raccomando, Dai un abbraccio ai piccini da parte mia.
- Buonasera zu' Cosimo.
- Buonasera.
















