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Father & Son

Ack13 19 ottobre 2007 ore 13:08
- No, non puoi dirmi una cosa così, ti rendi conto?
- Capisco che a volte possa essere difficle accettare aspetti che escono totalmente da un'immagine consolidata che ci siamo fatti di una persona.
- Immagine consolidata un paio di palle! Scusa papà, ma come puoi raccontarmi adesso, dopo tutto quello che mi hai insegnato, dopo i nostri discorsi, dopo i sensi di responsabilità assoluti e le manie di coerenza che hai lasciato crescere dentro di me, che tradivi la mamma?
- Io non mi lamenterei di questo. Trovo che la tua integrità ti faccia onore.
Gino si limita a portare gli occhi al cielo. Suo padre continua.
- Prova a vedere la cosa anche da un altro punto di vista, Gino. Un amore vissuto in trasparenza e coerenza è una cosa davvero meravigliosa, ma alcune volte per sfiga o per caso non riesci a trovare una persona con cui questo sia possibile. Magari sbagli semplicemente la tua scelta o, peggio, i misteriosi meccanismi dell'amore ti portano ad innamorarti di persone che hanno alcune doti, ma non quelle che servirebbero per vivere totalmente una persona per quello che è. Vedere con consapevolezza quanto poco siamo nella vita degli altri, di tutti gli altri, fa paura.
Gino lo guarda adesso.
- Ti ritrovi con questa persona, fai dei bambini. Le vuoi davvero bene, a lei e ai bimbi. Per un momento ti sembra di aver raggiunto addirittura la felicità. Poi le cose cambiano piano. Lei è una madre meravigliosa e anche una moglie premurosa, ma qualcosa ti manca. Ci passi sopra anno dopo anno e a un certo punto ti rendi conto che stai esplodendo.
- Mi spiace ma non posso essere d'accordo. Se esplosione dev'essere, esplosione sia.
- E io rispetto il tuo punto di vista, anche se io, tra il sentire che potevo distruggere lei e voi, e il rinunciare alla coerenza e alla trasparenza, ho scelto quest'ultima strada.
- E l'hai tradita.
- Si, un modo per evadere, per scaricare la tensione, per tornare a volerle bene.
- Potevi giocare a tennis, o iscriverti in una palestra di boxe, trovarti degli hobbies, cazzo. Possibile che quello fosse l'unico modo?
- Guarda Gino, non voglio sottrarmi alle mie responsabilità... non con te. Ma diventando vecchi si è portati, sbagliando alle volte, a guardare all'economia totale delle cose. Vero che c'era il rischio di generare dolore, ma io non posso, nonostante tutto, ignorare cosa sono riuscito a creare. Guardo te e tuoi fratelli e sono così orgoglioso di voi che a solo pensarci mi vengono le lacrime agli occhi. Forse è stata solo mia debolezza. Tu deciderai della tua vita magari meglio di me. Ma non puoi negare che il prodotto della mia vita, nonostante la mia debolezza, sia di un certo rilievo.
- E tutti i discorsi sulla consapevolezza, sul fatto che sapere che dirai la verità ti aiuta a scegliere con la dovuta cura. Senza leggerezze gratuite.
- Non posso portare a mia discolpa la leggerezza. Ho deciso sapendo quello che rischiavo di generare. Ho deciso sapendo che un giorno avrei parlato a te, e anche gli altri. Che vi avrei raccontato tutto e dato la possibilità di giudicarmi.
- Incredibile... non so cosa dirti... ma su una cosa hai ragione... hai fatto un buon lavoro su di noi. Spero con tutto me stesso di riuscire a trovare un giorno una strada che non mi costringa a rinunciare ai miei principii... ai tuoi principii, dovrei dire.
Lui si limita a guardarlo in silenzio, anche quando si volta ed esce. Sa che capirà... e che non approverà nè ambierà quello che è per questo. Si, ne è davvero orgoglioso.
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- No, non puoi dirmi una cosa così, ti rendi conto?- Capisco che a volte possa essere difficle accettare aspetti che escono totalmente da un'immagine consolidata che ci siamo fatti di una persona.- Immagine consolidata un paio di palle! Scusa papà, ma come puoi raccontarmi adesso, dopo tutto quello...
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19/10/2007 13:08:59
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Commenti

  1. OdioLeIpocrisie 19 ottobre 2007 ore 13:53
    Io sono orgoglioso di aver conosciuto chi ha scritto questo pezzo, invece - :-))) anche se tu forse un po' meno. Che questi siano personaggi, o conoscenti a cui strappiamo un pezzo di vita per raccontarlo in poche righe, lo scopo è quello di far parlare i sentimenti, le alienazioni e le debolezze dell'animo umano - lo faccio spesso anch'io, anche se non sempre bene ed in modo intelligente come te. Lo scopo e la speranza sono sempre le stesse, credo: far riflettere, ma soprattutto far pensare e aiutare il prossimo a capire - e serve soprattutto a chi scrive, per mettersi a sua volta in discussione, magari assolutizzando o stravolgendo il proprio punto di vista - ma solo per capire di più e meglio. Non so se la pensi come me, Ack. Ma ciò che conta è il risultato, sempre! O no? Grazie per il pezzo :-)
  2. Sinda 19 ottobre 2007 ore 13:57
    dietro il quale io mi trovo, di fronte a certe questioni... forse è necessario esserci dentro con tutti e due i piedi per comprendere... chiedo scusa.
  3. Ack13 19 ottobre 2007 ore 14:40
    Difficile destreggiarsi nella scelta tra risultato e principio. Spesso è solo una questione di dove spostare la linea del compromesso. Ci sono delle cose in cui personalmente credo, che difendo con tutto me stesso, ma mi sono anche reso conto, con il passare degli anni, di riuscire a capire spesso anche chi sceglie vie diverse dalle mie. Capisco e magari non farei mai come loro, ma non sono nemmeno sicuro che sia per convinzione e non perché semplicemente sono fatto in un certo modo. Ad ogni modo l'idea di un grande risultato ottenuto in deroga ad alcuni principii fondamentali mi turba. Sinda... perché non mi fai capire meglio il tuo muro?
  4. chiaraoscura 19 ottobre 2007 ore 16:49
    Luca... e le persone con cui lui tradiva la mamma? Erano persone anche loro. Ne parlavo in reparto. Da un caso clinico, sono emersi discorsi su un piano "esistenziale". Il fatto è che può capitare, tradendo, di innamorarsi. E avviene quando improvvisamente l'altra persona diventa davvero un' "altra persona" ai propri occhi... non solo un mezzo per evadere e fare andare bene la propria vita e la propria famiglia. A questo punto, la ragione può aiutare a decidere di fermarsi e allontanarsi da questa persona. Ma non a tornare indietro con le emozioni. E qualcosa si incrina dentro e fuori. Anche in famiglia. Chi si innamora, può quindi decidere di allontanarsi da questo sentimento forzatamente, essere coraggioso al punto tale da riconoscere davvero di essersi innamorato e cercare di cambiare tutto nel modo migliore che gli è possibile, oppure tenere moglie, figli e amante. In quest'ultimo caso, le cose non potranno andare bene MAI, se c'è un sentimento dietro, soprattutto su tempi lunghi. Chi tradisce, rischia di innamorarsi. Il protagonista è stato fortunato nel non essersi innamorato.
  5. sclerotica 19 ottobre 2007 ore 20:17
    TRADISCE, RISCHIA DI INNAMORARSI, PROPRIO VERO, CHIARA. MA E' SEMPRE PIU' DIFFICILE, CAPIRE DOVE FINISCE IL CAPRICCIO E DOVE COMINCIA IL SENTIMENTO. SI SCEGLIE DI TENERSI L'AMANTE E IL PATNER, SOLO PER PAURA, PAURA DI PERDERE LA STIMA DELLE PERSONE CHE TI CIRCONDANO, DI DELUDERE LE ASPETTATIVE RIPOSTE IN TE. PAURA DI DOVER RICOMINCIARE TUTTO DA CAPO NELL'INCERTEZZA DI AVER FATTO LA SCELTA GIUSTA, PROIETTATA NEL TEMPO, PAURA DI POTERSI RITROVARE SOLI. QUESTA E' IPOCRISIA ALLO STATO PURO, TUTTO QUELLO CHE ODIO STA QUI IN UNA PAROLA, EPPURE PREDICO BENE E RAZZOLO MALE. CHE POSSA ESSERE UN GIORNO PERDONATA.
  6. Sinda 21 ottobre 2007 ore 10:14
    troppi, a partire dalla fine: l'alibi di aver compiuto un buon lavoro con i propri figli... come se veramente ci fosse tutto questo merito nell'aver messo al mondo dei figli! E anche posto che qualche merito ci sia, questo non è il prezzo di scambio per i propri errori. Gli incontri, giusti sbagliati: pensavo, credevo, ti volevo bene ma... non eri come avresti dovuto essere! Io sono molto pratica, forse troppo in queste cose. E se vuoi veramente sapere come la penso, credo banalmente che chi si incontra al di fuori del proprio vecchio e stanco nucleo familiare risulti sempre più fascinoso e leggero, per la semplice ragione che non ci richiede obblighi di alcun genere... eterni fidanzatini. Ci vuole coraggio nelle scelte, soprattutto il coraggio di subirne le conseguenze: la perdita della sicurezza che comunque un vecchio e noioso rapporto ormai logoro ci continua comunque a dare; magari la perdita della stima dei propri figli, che ci troveranno deboli e superficiali. Come dice la gente semplice ed io in questo mi trovo d'accordo: non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca... ecco il mio muro. Pensi sia da ipocrita? da bacchettona? forse, ma il dolore non è mai nè ipocrita nè bacchettone: se si ha rispetto e compassione del proprio, è necessario averne anche per quello degli altri.
  7. chiaraoscura 21 ottobre 2007 ore 11:04
    brava!!! Applausiiiiiiiii!!! D'ora in poi Sinda sarà il mio avvocato, se mai dovessi nuovamente avere problemi col Tribunale... Come mio "Alter ego" è perfetta in questioni etico - esistenziali.
  8. Ack13 21 ottobre 2007 ore 12:48
    Saluto Sclerotica, relativamente nuova qui. Le cose che scrive le immagino dette a voce alta, quasi proclamate... sarà per le maiuscole. :hihi La questione che turba me però, non è se sia il caso di tradire o meno, di essere onesti o meno. Trovo tutt'altro che da bacchettoni la posizione di Sinda, e trovo invece marginale il "tradendo si rischia di innamorarsi"... non è certo lì il problema, ma nella più articolata gestione di verità e trasparenza nei rapporti. Il tema piuttosto è quello della comprensione della debolezza altrui (soprattutto quando i giochi sono fatti), della relatività delle dinamiche con cui tutto si muove, di quanto l'essere responsabili e coerenti non garantisca affatto chi ci sta vicino. Il tema al limite è quello della pericolosità della verità perché non tutti hanno i mezzi per viverla... e anche una riflessione autocritica su quanto coerenza e sincerità siano un merito o un bisogno (sono fondamentalmente maniacalmente coerente e sincero). Interessante discussione, ad ogni modo, cari angeli. Luca
  9. Sinda 21 ottobre 2007 ore 13:41
    di poterti essere utile nelle prossime cause collega angelo :-))) ... in teoria una persona responsabile e coerente, non dovrebbe trovarsi nella situazione di dover confessare verità scomode... se responsabile e coerente lo è veramente fino in fondo e non solo a tratti - caratteristica di molti vigliacchi - quando il discorso "sono una persona coerente e non posso non dirti la verità" diventa un ottima via di fuga. Una persona debole non può per principio essere responsabile e coerente, perchè coerenza e responsabilità richiedono forza, molta forza. Che i legami possano spezzarsi è una cosa evidente, quello che però mi infastidisce non è tanto il fatto che ci siano situazioni irreparabili, ma che ci sia chi è disposto a camuffare da mal di vivere la pura e semplice noia. Non è un segreto che la passione sia tale ed esplosiva solo per un periodo relativamente breve... e poi? che si fa?
  10. Sinda 21 ottobre 2007 ore 13:42
    scusa ho scordato l'apostrofo "un'ottima via di fuga":-)))
  11. chiaraoscura 21 ottobre 2007 ore 14:39
    ... ormai lo so che se l'apostofo non c'è è sicuramente perchè l'hai dimenticato. :-) Ancora applausiiiiii. Continua così Sinda!!! Però Luca ti scriverebbe: "Perchè considerare la debolezza una colpa?". Io so più o meno cosa risponderei ma tu lo fai molto meglio di me, per cui evito.
  12. Ack13 21 ottobre 2007 ore 15:07
    Io sono d'accordo con tutto quello che dice Sinda... se parlo di come bisognerebbe affrontare quanto ci aspetta nella vita, di come lo affronterei io. Ma lo stesso vi faccio due domande. La prima è provocatoria... non voglio mettere in dubbio che sia così, voglio solo mettere in dubbio che vi siano grandi meriti in gioco. Ci si comporta in un modo perché non si riesce a fare altrimenti. Comunque, siete sicure che comportandosi in modo coerente e responsabile si generi meno dolore per gli altri? La seconda invece è quella fondamentale. E' davvero così importante nel bilancio della vita di una persona (e sottolineo bilancio perché intendo giudicare quanto ha già fatto, non quanto si accinge a fare), se è riuscita a generare attorno a sé amore, quante volte abbia sbagliato per debolezza? A voi inflessibili donzelle l'ardua (per me) risposta... :-)))
  13. Sinda 21 ottobre 2007 ore 16:11
    i gradi di giudizio non vanno bruscamente dal bianco al nero, ma possono assumere le diverse sfumature del grigio... errori nella vita se ne possono fare e se ne fanno moltissimi, ma ci sono errori ed errori e non tutti gli errori sono scusabili. Così come i gradi di forza di cui uno è dotato possono occupare livelli diversi in una ipotetica scala di valore. L'importante è che uno abbia coscienza della propria debolezza e non vada poi in giro blaterando di coerenza. "Ci si comporta in un modo perchè non si riesce a fare altrimenti"... e allora cosa ci serve distinguerci dagli animali? Comportarsi in modo coerente e responsabile genera meno dolore per gli altri. L'unica risposta valida è: assolutamente sì. Ed esempi se ne potrebbero fare migliaia, ma restiamo "per coerenza" in ambito sentimentale: sono in un periodo di malinconia, ho una storia finita o che non va come vorrei, conosco una persona nuova, simpatica, carina, non mi fa impazzire ma mi dimostra interesse... che fare? Se sono una persona responsabile e coerente declinerò il suo chiaro invito ad intraprendere una storia che so di non poter portare avanti. Se penso invece solamente al mio personale stato d'animo mi illuderò che sia giusto lasciarmi andare, fino a quando l'illusione non svanirà da sola. Troppo semplice? Io dico di no, le situazioni in amore, a ben vedere, si somigliano un po' tutte; siamo noi che per comodo amiamo dipingerle più complicate, solo per concederci un comodo alibi. Per concludere, all'ultima domanda ho risposto all'inizio: gli errori non sono tutti uguali. Per rimanere nel campo del tradimento, se io ho pensieri inopportuni su un collega di lavoro è un questione, se ci vado a letto tradendo l'uomo che mi ama, è un'altra. Poi se uno vuole parlare di bilanci...non so, bisognerebbe stabilire se i bilanci hanno senso: per me la vita è un cammino non una meta. Non sto a dirmi "devo riuscire a fare meno errori possibili per arrivare in fondo al percorso così il premio sarà più grosso!"... se per un po' ho generato amore e poi per debolezza in un attimo vado a distruggere tutto quello che ho costruito, ciò che conta non è il prima, ma l'adesso e tutti i "punti" guadagnati se ne volano su per il camino.
  14. chiaraoscura 21 ottobre 2007 ore 18:11
    ... ho lasciato rispondere prima Sinda perchè sapevo che avrebbe difeso la "causa" in modo egregio... Ma non sono vile nè gregaria. Pur trovandomi del tutto d'accordo con Sinda, risponderò anche io alle domande, come verrà da fare a me. Ora non ce la faccio. E' una questione troppo "spinosa", di portata "esistenziale", per liquidarla frettolosamente, come farei ora, troppo presa da altri pensieri, più... "contingenti". A presto cari... mi lancerò nella mischia presto!
  15. Ack13 21 ottobre 2007 ore 18:46
    Sono davvero felice di sentire Sinda così presa da questa cosa. Non so che dire, se non che personalmente sono più che d'accordo... nella vita vera sono più Chen che questo signore che parla qui... a volte mio malgrado. Questo però non sposta il punto della discussione. Il punto che io sento delicato è come viviamo le debolezze degli altri, soprattutto di quelli a cui vogliamo bene. Spero per mio padre che non sia davvero come questo signore qui, ma non a caso c'è un padre che parla con un figlio. Non rende conto a se stesso, e nemmeno alla moglie tradita. Il mio punto di vista quindi è lì, nei panni di un figlio che sente di aver ricevuto amore e principii da un uomo che invece è stato il primo a tradirli.
  16. chiaraoscura 21 ottobre 2007 ore 19:10
    sarà anche vero che spesso vedo le cose in "bianco" o "nero", come spesso gli adolescenti fanno. Ma, in effetti, ciò di cui mi vanto è proprio di essere riuscita a portare avanti con convinzione non tutti, ma qualcuno dei princìpi inattaccabili che da adolescente mi ero costruita. Il problema che poni è, a quanto sembra, cosa importino le debolezze e le colpe del passato, se comunque il risultato è stato di avere trasmesso princìpi e amore ad un figlio, che verosimilmente porterà avanti tali princìpi, al di là del fatto che il padre invece non li abbia DAVVERO rispettati. Io, al posto di quel figlio, mi sarei sentita "tradita". Anche se fossi stata una figlia di cinquanta anni, che veniva a sapere dal padre ottantenne che tutto ciò che aveva blaterato, poi fosse stato il primo a non mantenerlo. E ho spesso ribadito quanto per me il "tradimento" sia infimo.
  17. Ack13 22 ottobre 2007 ore 14:31
    nero e bianco... Lo sai come la penso... sono pensieri emotivi e... si... un po' adolescenziali, quando al centro del mondo ci siamo sempre e solo noi. Il personaggio è un padre proprio perché per me non sarebbe sufficiente liquidare mio padre con "mi sento tradito". Anche se mi sentissi tradito cosa vorrebbe dire davvero? Agirei in qualche modo? I miei sentimenti cambierebbero? Farei uno sforzo per capirlo su un piano emotivo e non di principio? Lo condannerei davvero dentro di me? In tutta onestà credo che anche per te, aldilà dell'impeto emotivo iniziale, sarebbe difficile, cara Chiara. E' solo, parafrasando le tue generalizzazioni, che voi donne non riuscite a proiettarvi in una situazione emotiva mantenendo la necessaria lucidità (questo è uno scherzo, lo specifico per non incorrere erroneamente nella giusta ira delle angels). :hihi Luca
  18. Sinda 22 ottobre 2007 ore 23:05
    ora tu hai spostato la questione dall'accettare delle personali "uscite di strada", giustificandole in nome di una non precisata generosità verso la debolezza propria e altrui, al più complesso problema del rapporto figlio - padre. Non puoi liquidare un padre o dovresti non potere (ma nemmeno questo è un fatto assoluto) per la semplice ragione che... è tuo padre! Ma se fosse chiunque altro, il giudizio e il conseguente comportamento nei suoi confronti sarebbe totalmente diverso. Di un padre puoi non approvare il comportamento, puoi arrivare a disprezzarlo, a ritenerlo un vile, ma non potrai mai fare a meno di pensare che è colui che ha cooperato a metterti al mondo e ad allevarti... io personalmente posso ringraziare di avere un padre cui non ho nulla da rinfacciare, pur non essendo nemmeno lui esente da tanti piccoli difetti :-)
  19. Ack13 22 ottobre 2007 ore 23:29
    Anche io non ho in realtà nulla da rinfacciare al mio. Ho messo un padre nel racconto proprio per creare una breccia nei giudizi assoluti che possono scaturire. Per mettere in difficoltà una morale in cui peraltro credo. Perché il problema qui è proprio se in particolari situazioni possiamo capire e accettare nonostante tutto. Io dico che qualunque situazione può avere un modo diverso di essere vissuta. E per dimostrarlo (passetemi il termine) mi basta mettervi di fronte ad una sola eccezione... come in matematica no? Tieni presente però che personalmente applico tutto questo solo a quanto è già stato fatto, e trovo davvero riprovevole chi ne fa un alibi per quello che farà. Un po' come credere alla redenzione ed alla confessione per i cristiani. Non vale se si commette peccato sapendo che poi ci si pentirà... :hihi E' un piacere chiacchierare con voi.
  20. chiaraoscura 23 ottobre 2007 ore 22:10
    ... fosse stata tua madre?
  21. MioCapitano 24 ottobre 2007 ore 08:14
    buongiorno luca..... bel post che lascia molti interrogativi... le cui risposte cambiano secondo punti di vista di chi le legge.... un pò come tutte le cose della vita.... saluti dal capitano........
  22. nonsocosasia 24 ottobre 2007 ore 18:15
    Il" bianco e nero" ci porta ad essere "rigidi" e la rigidità, o se vogliamo la coerenza ad ogni costo, anche contro l'evidenza,spesso ci porta a spezzarci quando quella rigidità invece che verso gli altri la applichiamo verso noi stessi.
  23. Ack13 25 ottobre 2007 ore 12:33
    per essere postuma mi sembri piuttosto vitale. Sono abbastanza d'accordo, anche se per quanto riguarda se stessi, credo che sia importante avere alcuni pochi pilastri su cui costruire la nostra essenza. Il problema forse è capire quali.

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