- Spiacente, niente bambini - dice risoluto. E' grande e grosso e muscoloso e sembra molto sicuro di sè, almeno finchè non intravede la sagoma di Ciccio che gli si fa vicina.
- Lei mia sorella - dice lui - Non è bimba. E' nana.
- c... come? - farfuglia il buttafuori.
- E' nana - ripete lui sorridendo. Un sorriso strano. C'è poca allegria negli occhi e i denti sembrano inverosimilmente numerosi... e aguzzi... specialmente i canini - non ci è problema, vero? - quest'ultima frase è quasi un ringhio sordo.
- N... no... - continua a farfugliare l'altro - entrate, prego.
- Grazie! - risponde Ciccio. E il suo sorriso torna quello del solito omone bonario.
- Nonno, che bocca grande che hai... - ironizza Mimmo.
- Già, per mangiarti meglio - interviene Franco, e poi sospirando senza che l'altro lo senta, con gli occhi al cielo - e Dio solo sa se ti mangerei in un solo boccone.
Il locale è già pieno. Di gente e di fumo. Entrano. Ebol con Ciccio seguiti da Mimmo e Franco, Seda, a cui Ebol ha suggerito di indossare il suo mantello leggero con il cappuccio nonostante il caldo per evitare che gli avventori si scaldino troppo, e infine Mafalda.
- Porca vacca! Ma non c'è il divieto di fumare nei locali pubblici? Basta entrare in questo posto per perdere metà dell'aspettativa di vita!
- Consolati Mafalda - le dice Mimmo - è comunque piuttosto poco per te, no?
- Fottiti! - risponde lei facendo le corna - ehi tu! - interpella un giovane con la testa rasata ed un unico lungo ciuffo stile genio della lampada - ce l'hai una sigaretta da offrire ad una signora?
Lui la guarda per un attimo sorpreso, poi sorride.
- Eccola nonna! Ci balliamo un valzer più tardi?
Lei prende la sigaretta e se la lascia accendere.
- Ti pesterei il codino, bimbo - gli risponde poi soffiandogli in faccia il fumo con fare da vamp.
Il gruppo prende posto sul palco. Natalino con la sua chitarra si siede al centro. Indossa un cappello alla blues brothers e occhiali scuri. Comincia a cantare.
Oh Baby, ascoltami baby. stasera Vedo rosso
rabbia e violenza my Baby, violenza a più non posso
Oh Baby, ascolta quel che dico, stai sotto la panca
c'è violenza nell'aria stasera, e la luce che arranca
Oh Baby ascoltami Baby, ascoltami oh Baby Yeah
Un gruppo di pazzi fottuti my Baby, arriva, lo sento
e puzza di piscio e di sterco Baby, si sente nel vento
puzza di soldi facili e voglia di darle
puzza di fuga di corsa a salvare le palle
Oh Baby ascoltami Baby, ascoltami oh Baby Yeah
E vedo la corsa, my Baby, e corro anch'io
o forse non corro e mi portano, Baby, mi portano Oddio
vieni fuori e corri con me dolce Baby, corri col vento
che il gruppo di pazzi fottuti, my Baby, arriva, lo sento
Oh Baby ascoltami Baby, ascoltami oh Baby Yeah
Sta per iniziare la magia del suo assolo, quando una bottiglia lanciata dal pubblico gli sfiora la testa e si infrange sul muro subito dietro di lui.
Pino il "mulo" in piedi su un tavolo urla.
- Fanculo la tua musica di merda vecchio cieco. Facci vedere qualche bel culo. Avanti, scendi da quel fottuto palco - lancia un'altra bottiglia che finisce su uno dei piatti della batteria facendolo cadere.
Qualcuno prova a tirarlo giù dal tavolo. I suoi intervengono. La rissa scoppia feroce.
Nella confusione nessuno nota una piccola magicam attaccata al soffitto. Poco fuori dal paese Aghli ed Engri osservano tutto divertiti.
Ciccio si mette in un angolo mettendo dietro di se Ebol e Mafalda.
- Ehi tu, brutto ciccione! Fatti sotto! - non finisce la frase e prova a colpirlo. Ciccio assorbe il colpo allo sterno senza battere ciglio, poi lo prende dal bavero e lo solleva di almeno sessanta centimetri portandoselo all'altezza del viso. Ringhia. Un ringhio profondo accompagnato dalla luce ferina che gli si è accesa negli occhi. Quando lo mette giù il malcapitato corre fuori dal locale scivolando sui vetri e la birra che ormai coprono il pavimento.
Volano bicchieri e sedie. Ogni tanto anche persone. Soprattutto quelle che si avvicinano a Ciccio.
Mimmo e Franco sono invece in difficoltà. Adesso sono quasi accerchiati da una massa urlante che sembra avercela proprio con loro. Ciccio è troppo lontano per aiutarli. Si vedono comparire delle lame di coltello.
- Guarda Aghli... visto? Dai che adesso gli fanno la pelle. Hihihi.
- Già, speriamo ci facciano vedere di che colore hanno le budella.
All'improvviso "You can live your hat on" a tutto volume. Per un attimo tutti i presenti si fermano e guardano verso il palco, e lì trovano lo spettacolo più sconvolgente e incredibile che abbiano mai visto in vita loro. Seda ha tirato via il mantello e balla. Si muove in modo così sinuoso da sembrare liquida. Balla e si spoglia, si spoglia e guarda negli occhi tutti i presenti. Tutti la guardano dritto negli occhi. Tutti si sentono il prediletto. Tutti sono il prediletto.
- Cristo Aghli! figlio di una puzzolameba di Gorm. Porca di quella dannatissima troia di quel macrocefalo della tua bisnonna, non puoi smettere di leccarti il tuo merdoso naso e aiutarmi a levarmi di dosso tutta questa merda?
Aghli, preso dallo spettacolo, non ha retto e ha liberato i suoi effetti collaterali.
Franco è uno dei diciassette uomini savii nel locale. Si dà un'occhiata attorno e gli verrebbe voglia di guardare meglio in faccia gli altri sedici, ma invece tira via Mimmo scuotendolo e raggiungono Ciccio, anche lui stranamente immune e sorridente. Ebol sgattaiola fuori dal suo rifugio umano e torna dopo nemmeno un minuto con Natalino per mano mentre Seda è ormai in mutandine e reggiseno. Si fatica a reggerne la sua vista.
Escono dal locale di corsa. Ciccio porta Natalino in braccio e Mafalda sulle spalle. Sono già lontani, quando vedono arrivare Seda con grandi falcate che accarezzano il terreno, e contemporaneamente sentono riprendere il frastuono della rissa.
- continua -
















