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Inod'Oromongol - Fuori dalla conca [27]

Ack13 07 novembre 2007 ore 23:30
– Aehm… si, vieni qui… si così… così… grunf… ronf… mmhhh… ronf… si, fammi male, si… ronf… grunf…
Aghli dorme e si agita mescolando frasi sconce di improbabili sogni erotico-masochisti ad un continuo russare e grufolare.
E’ quasi l’alba e lui va avanti così da quando si è addormentato. Ciccio e Seda dopo aver provato a dormire, fatto una passeggiata, chiacchierato, mangiato gli avanzi, e vinto la tentazione di ucciderlo per almeno tre volte, adesso sono seduti alla luce del primo giorno che filtra tra i rami e si guardano in silenzio.
– Ecco perché Engri è così teso – dice Seda.
– Già – risponde Ciccio sorridendo.
– Tu sta bene?
– Si, Ciccio. La ferita mi fa meno male. Volevo chiederti una cosa…
Lui si limita a guardarla.
– Vorrei che continuassi a tenere per te la questione del mio dono.
– Io no problema, ma Ebol adesso sa. Molti sanno. Forse anche Engri sa. Tu passata in fiume Wom.
– In realtà voglio solo che non lo sappia Mimmo. Glielo dirò io al momento giusto.
– Come voi.

Il sole comincia ad alzarsi. Aghli continua i suoi sogni rumorosi.
– Credi che usciremo dalla conca?
– Engri avversario forte e pericoloso. Lui pensa – fa Ciccio portandosi l’indice alla tempia – io credo che lui può convincere strega. Problema è se…
Ciccio si blocca voltando lo sguardo verso la foresta.
– Se?... finisci pure la frase…
Engri spunta dalla vegetazione. Sembra stanco ma ha un piglio deciso sul volto.
– Problema è se tu gioca pulito ora – finisce Ciccio.
– Eh eh eh – ride lui – già …
Si avvicina ad Aghli che ancora russa e gli molla un calcio su una gamba.
– Sveglia microcefalo!
Aghli salta su spaventato.
– Co… co… cosa succede? La strega! Com’è andata? Com’era lei? Dai, racconta!
– Al solito nella tua testa non c’è neanche il bolo di un centozampe ruminante che ha masticato il cervello di una gallina… alzati… partiamo.
– Vuoi dire che possiamo uscire dalla conca? – chiede Seda.
– Ho detto che io e Aghli partiamo. Per voi la mia amica Uich ha in serbo un trattamento leggermente diverso – ghigna lui.
Ciccio fa per alzarsi ma di nuovo quel freddo intenso del giorno prima lo blocca, e la figura di Uich comincia a prendere forma davanti a loro.
– Non preoccupatevi – continua Engri con un ghigno disegnato sul volto – le ho solo fatto notare che avrebbe potuto provare la tua grande arte amatoria, approfittando nel contempo della straordinaria conversazione di Seda.
Uich si avvicina sorridendo.
– Avevo promesso che vi avrei lasciato andare e lo farò. Vi terrò qui solo qualche anno – dice con la sua voce di giovane donna.
Una smorfia si dipinge sul volto di Ciccio. E’ furore allo stato puro. Inizia a tremare cominciando a trasformarsi. Il gelo blocca i suoi movimenti e anche la metamorfosi, ma sembra che una forza incontenibile prema dall’interno lottando contro l’incantesimo.
Il tremolio che scuote la sua figura aumenta di intensità.
– No… cosssa sssuccede? – dice visibilmente preoccupata la strega tornando al suo tono sibilante.
Engri tira Aghli prendendolo per una manica. Lui fa un minimo di resistenza, come imbambolato dallo spettacolo.
– Muoviti imbecille. Si mette male. So da dove è possibile uscire da questo posto maledetto.
Mentre i due gnomi si allontanano nel bosco la trasformazione di Ciccio sembra riuscire a vincere la magia della strega. I peli cominciano a crescere, il volto a deformarsi, le zanne a crescere.
Uich gli si avvicina con le mani protese come a rinforzare il suo incantesimo. E’ quasi arrivata a toccarlo quando con un ruggito che sembra un’esplosione Ciccio compie la sua trasformazione infrangendo la forza che lo bloccava. La strega viene scaraventata all’indietro e sbatte contro un albero perdendo i sensi. Anche Seda è libera adesso che lei è incosciente.
Salta a cavallo dell’orso.
– Presto, devi seguire la traccia di Engri. Se li perdiamo la strega troverà un modo per fermarci.
Ciccio si avvia al galoppo sulle tracce fresche.
– Ad ogni modo resta orso. Credo che il suo potere non sia efficace contro gli animali. E’ per questo che ci sono solo uccelli qui.
Mentre si allontanano Uich riprende i sensi. Scuote la testa e si rende conto di quanto è successo.
– Sssiano maledetti tutti i mutaforma – urla al cielo – sveglia! Miei servitori. Fermate l’orso!

Nonostante Seda lo rallenti restando a cavallo su di lui, Ciccio ha quasi raggiunto gli gnomi che si avviano verso il punto in cui il fiume Wom entra nella conca provenendo dal profondo canion scavato nella parete di roccia alta e imponente.
Sono ormai a pochi metri da loro, quando una serie di serpenti vegetali simili a quello che aveva attaccato Ciccio al suo arrivo nella conca gli tagliano la strada.
Seda sembra confusa dal loro potere ipnotico invece lui, come orso, non avverte nulla di strano. Si avventa su di loro riducendoli a brandelli con poderose zampate ma sente la fata farsi molle su di lui, allentare la presa. Arrivano altre serpi, sempre più numerose.
Continua a lottare. Rispetto alla sua forza non sono avversari così temibili ma li hanno rallentati e i due gnomi hanno quasi raggiunto la parete di roccia. Come se non bastasse sente che Seda sta per perdere conoscenza.
Giocando il tutto per tutto si butta in acqua. Le piante non lo seguono. Comincia a nuotare come un pazzo sollevato dal sentire la presa della sua cavallerizza che di nuovo si rafforza.
Riguadagna la riva in un punto roccioso. Subito vede le serpi che cominciano di nuovo a muoversi verso di loro, ma adesso ha un certo vantaggio. Si dà alla fuga.
Il terreno adesso è roccioso. Fa appena in tempo a vedere Engri e Aghli che si infilano in una stretta spaccatura nella roccia che non era assolutamente visibile dalla loro posizione. Vi si infila anche lui.
Il passaggio è stretto. Per procedere agevolmente riprende un aspetto umano e poi comincia a correre con Seda che lo segue dolorante per la ferita. Una macchia scura è di nuovo comparsa sul suo fianco.
Lo stretto passaggio gli porta alle orecchie i rumori dei serpenti vegetali e la voce sibilante della strega che li incita ad andare più in fretta.
Il passaggio si apre in un grande spiazzo circolare tagliato giusto al centro da un torrentello. Oltre il piccolo corso d’acqua si vede una scala di corda che porta fino all’alta cima. Engri e Aghli stanno cominciando a salire.
– Il torrente… – dice Seda – è il confine della conca. Se lo superiamo lei non potrà più nulla. Poi si accascia svenuta, sfiancata dalla corsa. La macchia sul suo fianco continua ad allargarsi.
La strega sta arrivando con i suoi serpenti. Ciccio prende in braccio Seda e comincia a correre. Adesso avrebbe spazio per correre da orso, ma con Seda priva di sensi ha necessità di usare le mani. A pochi metri dal torrente sente di nuovo il gelo che lo circonda. Stringe i denti e continua, finché con un salto supera il corso d’acqua cadendo poi sul prato con la fata tra le braccia.
Non può fare altro, se non sperare che Seda avesse ragione.
Uich si avvicina con il suo solito movimento sospeso e fluido.
– Ce l’avete fatta, sembra – la sua voce è di nuovo normale.
– Quando sarete su, vorrei chiedervi di fare una carezza a mio figlio Kmorg per me. Siete stati degli avversari forti e coraggiosi.
– Kmorg… – dice Ciccio stupito.
Lei si limita ad annuire. Poi si fruga nella veste bianca, tira fuori un sacchetto di tela e lo lancia verso Ciccio.
– La fata ha bisogno di cure. Nel sacchetto ci sono dei fiori di Kuhn.
Detto questo svanisce.
Ciccio sente un rumore alle sue spalle e si volta. La scala di corda cade dall’alto tagliata da Engri.
– Vi avrei preferito un decennio con la brava Uich, ma questo dovrebbe tenervi impegnati almeno per qualche giorno. Senza rancore, nemici miei.
L’eco della sua risata si sparge nell’insenatura.
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– Aehm… si, vieni qui… si così… così… grunf… ronf… mmhhh… ronf… si, fammi male, si… ronf… grunf…Aghli dorme e si agita mescolando frasi sconce di improbabili sogni erotico-masochisti ad un continuo russare e grufolare.E’ quasi l’alba e lui va avanti così da quando si è addormentato. Ciccio e Seda...
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07/11/2007 23:30:59
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Commenti

  1. chiaraoscura 10 novembre 2007 ore 15:04
    lunga questa fiaba... la fine si approssima... metti qualche pezzo divertente ora, dopo il pathos...

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