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Inod'Oromongol - Gnomi in festa [18]

Ack13 15 ottobre 2007 ore 14:43
– Quegli stupidi non immaginano nemmeno dove stanno per infilarsi. Kmorg è stato davvero geniale.
– Dov’è esattamente che stanno per infilarsi, Engri?
– Sei il solito cervello bacato. Devi avere escrementi di muffe carnivore in quella testa, ammesso che non sia vuota. Ma non è un problema. Domani attraverseremo anche noi per goderci la loro fine… ma stasera, caro vizioso animale maniaco e sessodipendente… ce la spasseremo.
– Davvero? Sono già eccitato. Cosa facciamo di bello, eh? Cosa facciamo? – dice Aglhi cominciando a saettare con la lunga lingua viscida su e giù per il naso.
– Andremo nel loro paradiso, mio caro… ne ho sentito parlare come di un posto incredibile.

Ci mettono meno di un’ora, scivolando con il loro passo gnomesco tra gli alberi, a raggiungere la periferia della grande città. I radi lampioni di luce arancione conferiscono un’atmosfera surreale al paesaggio composto da tangenziali e soprelevate che nascondono angoli oscuri. Le strade sono interrotte di quando in quando da rotonde con aiuole desertificate. Lungo i bordi, cassonetti bruciati e immondizia sparsa in giro. E poi loro, il popolo della notte. Puttane, spacciatori, delinquenti di calibro variabile, diseredati e derelitti di provenienze diverse.
– Ah, Aghli – dice Engri respirando a pieni polmoni – senti che profumo di vita.
– A dire il vero a me sembra puzza di bruciato e di merda – replica Aghli – mi sta anche passando l’eccitazione.
– Almeno non aggiungeremo merda alla merda – commenta laconico Engri – Vieni andiamo a vedere lì sotto. Mi sembra ci sia molta gente.
Si avviano tra i piloni di una soprelevata altissima dalla cui cima si sentono provenire rombi attutiti di macchine veloci e ignare del mondo che pulsa di sotto.
Non sono ancora entrati tra le grandi colonne di cemento, che tutti iniziano a correre e urlare in un fuggi fuggi generale. Lo scompiglio è portato da un fuoristrada cassonato che procede a tutta velocità. A bordo una banda di scalmanati.
– Guarda Adolph, guarda che feccia! – urla uno – facciamogli capire che nella nostra città non c’è posto per la loro immondizia.
L’auto si ferma e tutti saltano giù armati di bastoni. Corrono urlando e picchiano chiunque capiti loro a tiro.
– Siamo nel mezzo di una battaglia, Engri? Dici che dobbiamo combattere? – domanda Aghli apprensivo.
– No, ci facciamo i fatti nostri. Vieni, andiamo via.
Fanno per allontanarsi ma un ragazzino con lo sguardo allucinato e i capelli cortissimi come tutti i suoi compagni li vede e urla.
– Ragazzi! Venite a vedere che schifo di mostri ho trovato qui.
– Sarai bello tu! – risponde Aghli – sembri un merdocrostaceo del mare di Shit con quella testa pelata a forma di culo.
In breve si ritrovano circondati da una decina di skin heads.
– Ho paura che ci toccherà menare le mani, mio prode – dice Engri.con un sorriso che gli curva appena il labbro destro. Non ha nemmeno finito la frase che si lancia all’attacco.
Per almeno cinque minuti i due gnomi lottano come leoni inferociti nella rissa furibonda. Molti dei neonazisti ne fanno le spese, ma alla lunga, nettamente superiori in numero, iniziano ad avere la meglio.
Dopo dieci minuti Engri è in terra privo di sensi con una macchia scura vicino alla tempia. E’ verde ma tutto lascia supporre che sia sangue. Aghli invece è in piedi, tenuto da due dei teppisti.
– E così brutti bastardi avete osato alzare le mani su di noi… da dove venite brutte carogne – lo colpisce allo stomaco – dalla Tunisia, eh? – colpo al volto – o dal Marocco?. Rispondi! – ancora un colpo allo stomaco.
– Ma… capo… che schifo… si è cagato addosso – dice uno dei due lasciandolo andare.
Aghli cade a terra con il viso tumefatto ed un mezzo sorriso abbozzato sul volto rugoso.
– Sc… scusate… è che mi eccita… es… sere… picchiato – dice con un filo di voce prima di svenire.

Quando Engri riapre gli occhi vede quattro teste chine su di lui. Una ha l’inconfondibile sagoma di Aghli.
– Porca di quella dannata baldracca primadonna di Eva e tutti i suoi figli umani. Brutti zotici bastardi!
– Oh, Engri vedo con piacere che sei tornato in te – gongola Aghli – toh! Fai anche tu un po’ di suffumigi, a me hanno fatto bene – gli dice porgendogli una busta con dentro un liquido grigiastro e denso. Engri inala e comincia a tossire.
– Ma cosa diavolo c’è lì dentro! Brainocefalo bifronte lobotomizzato! – dice scagliando lontano la busta.
– Loro la chiamano vernice. Emette dei vapori benefici. A me ha fatto passare il mal di testa e anche la fame.
Una delle donne va di corsa a recuperare la busta e subito ci cala dentro il viso. La busta si gonfia e sgonfia al ritmo del suo respiro.
Engri si alza e si guarda attorno. Ci sono due donne sulla cinquantina. Grasse e vestite in modo succinto. La classica icona della vecchia baldracca. Una invece, quella che ha raccolto il sacchetto, è più giovane. Ha lo sguardo bello e vispo e un corpo niente male, anche se le mancano alcuni denti.
– Queste sono Jessica e Veronica – dice Aghli indicando le due più anziane – e lei invece è Ines. Ci hanno soccorsi – dice con un sorriso ebete.
– Aiutami a fare due passi per sgranchire le gambe, Aghli – chiede Engri
Lo gnomo lo aiuta a sollevarsi. Una volta in piedi Engri sente le forze che ritornano in fretta. Gli gnomi hanno notevoli capacità di recupero.
– Sai Engri. Le due più grasse mi hanno proposto di farmi divertire un po’. Hanno detto che se voglio mi possono anche picchiare. Tu hai ancora un po’ di quella cartaccia che gli piace tanto, vero?
Enfri gli dà una manciata delle banconote ancora maleodoranti.
– Tieni, vai pure a divertirti. Dopotutto te lo avevo promesso.
– Grazie, grazie, sei un comandante comprensivo, meraviglioso, buono, generoso…
– Taglia corto prima che mi metta a vomitare.
Aghli lo rimette seduto sul materasso lurido su cui si è svegliato e si avvia gongolante verso le tre donne poco distanti. Parlottano un po’, poi Le due anziane si allontanano con lo gnomo, e la giovane torna invece indietro da lui.
– Hai un vero amico. E’ riuscito a comprare anche qualcosa per te. Cosa vuoi fare?
– Cosa? – replica lui un po’ ritroso.
– Vieni che ti faccio vedere – gli dice avvicinandosi e cominciando a palparlo e a sbottonargli i pantaloni.
– No, lasciami stare – dice Engri cercando di sottrarsi – vai via, lasciami ti dico!
Lei continua.
– Vieni lasciati andare, così, da bravo… lo vedi che sei bravo? – continua con tono accondiscendente da mammina, e subito dopo – ma… cosa succede? No… cosa ti succede piccolo mio? Non ce la fai?
– BASTA!! – urla lui inferocito e la spinge violentemente facendola cadere in malo modo.
– Brutto bastardo impotente figlio di una gran vacca, Non ce la fai e te la prendi con me, eh? – urla lei inviperita.
Accorrono sia Aghli con le sue amiche, che una piccola folla spuntata dal nulla. Sono di nuovo circondati.
– Andate via subito lasciando qui tutti i vostri soldi – intima Jessica – chi picchia le nostre donne muore. Vi lasciamo andare solo perché avete lottato contro quei bastardi, ma fareste bene a non rimettere piede quaggiù, se vi preme la vostra lurida pelle.
Engri si alza, prende tutti i soldi ancora umidi che ha nella cintura e li butta per terra.
– Ecco, umani. Ecco… prendete… ecco il vostro vero Dio – dice con fare altezzoso. Poi si volta e va via seguito da Aghli.

– Accidenti Engri… non sono nemmeno riuscito a fare la quarta – si lamenta Aghli – sai, Veronica riusciva a…
– Non mi interessa! – taglia corto Engri
Negli occhi di Aghli si accende uno sguardo malizioso.
– Sei arrabbiato? Ho sentito, sai, cosa ti diceva la bella Ines.
Engri lo prende dal bavero e lo sbatte contro un muro puntandogli con forza lo stiletto alla gola. Una goccia verde scorre sulla lama.
– Ahi! Mi fai male!
– Se ti sento parlare anche una sola volta ancora di questa storia te lo ritroverai fin dentro il tuo cervello bacato – ruggisce – chiaro?
– Sssi… ssscusa Engri…nnon preoccuparti, non succederà.
Lo molla.
– Sbrigati! L’inod’Ormongol ci aspetta.
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– Quegli stupidi non immaginano nemmeno dove stanno per infilarsi. Kmorg è stato davvero geniale.– Dov’è esattamente che stanno per infilarsi, Engri?– Sei il solito cervello bacato. Devi avere escrementi di muffe carnivore in quella testa, ammesso che non sia vuota. Ma non è un problema. Domani...
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15/10/2007 14:43:59
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Commenti

  1. chiaraoscura 15 ottobre 2007 ore 18:18
    ... anche se mi piace un po' meno... forse perchè meno fiabesco. Troppo reale :-(
  2. Ack13 15 ottobre 2007 ore 19:15
    visto che era una parentesi, mi ha preso la voglia di calarli nella nostra realtà... quella vera e terribile, di fronte a cui perfino loro rischiano di passare per esseri delicati e poetici... Un gioco. :-)))

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