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Inod'Oromongol - Il portale dischiuso [19]

Ack13 16 ottobre 2007 ore 19:34
Franco e Mimma si sono fermati per pranzare. Sono sotto un albero vicino ad un ruscello. Attorno solo i rumori della foresta.
– Ti vedo stranamente pensieroso. E’ questa storia? – gli chiede Mimma.
– Mah… non so. Da quando ho deciso di prendevi parte mi sento diverso. Tutto quello per cui vivevo prima, le emozioni forti che ho sempre inseguito… come dire… mi sembrano attutite, capisci?
– Qualcosa di simile è capitata a me quando ho incontrato Ciccio. Lui, e tutti voi direi, vivete in un mondo… diverso.
– Già ma adesso anche quel mondo diverso sta cambiando per me… mi sento come se fossi… è difficile da spiegare… mi sento da un lato invaso da una responsabilità più grande di me, e dall’altro come se invece la grande sfida che mi attende fosse solo una sfida contro me stesso. Un modo per cambiare, per crescere, insomma.
Mimma si limita ad annuire per lasciarlo continuare.
– Vedi, inizialmente avevo grossi dubbi sulla mia utilità in questa cosa. Non sono scaltro come Mimmo, né forte come Ciccio. Adesso non posso dire di averli fugati ma… ecco… ho la chiara sensazione che sarà questa storia ad avere una grande utilità per me.
– Non ho idea di come possano essere le fate nella realtà – dice Mimma – però trovo affascinante l’idea che una storia o un’avventura ti cerchi per cambiarti. Che tutto l’universo e il combinarsi degli eventi faccia una piccola deviazione per regalarti un’occasione. Mi piace pensare in questi termini alla conferenza che mi ha portato qui a San Tinumi. L’unico dubbio che a volte mi assale, è che Ciccio potrebbe aver fatto tutto solo per me. Una specie di fata turchina da un quintale e mezzo, insomma – ride mettendosi la mano davanti alla bocca – Lo conosci da molto tu?
– Ciccio dici? Da sempre direi. Me lo ricordo già da bambino.
– Vedi, questa è un’altra delle cose strane. Sai cosa mi risponde quando gli chiedo quanti anni ha? “tanti”.
Adesso ride anche Franco.
– Certo è un uomo fuori dal comune.
Lei torna seria. Un’ombra lucida scivola dietro i suoi occhi. Pensare a lui le riempie il cuore.
– Già, caro Franco – gli posa una mano sulla guancia – ma anche tu non sei niente male.
– Grazie Mimma, sei un tesoro – fa lui un po’ imbarazzato – anche se devo ancora convincermene. E’ ora… ci incamminiamo?

Quando arrivano nella radura il sole sta tramontando. Mafalda è accanto al fuoco aiutata da Giovannino.
– Porca troia Giovanni, sei più impedito di quell’incapace di mio marito. Se ti dico di tagliare a dadini tu devi tagliare a dadini, cazzo. Ti sembrano dei dadini questi? – lo dice sventolandogli davanti agli occhi una lunga strisciolina di zucchina.
Ciccio si alza sorridendo per accogliere Mimma. La prende in braccio come un fuscello e la bacia.
– Allora, razza di troglodita! Questi dadini ci sono o no?
– La smetti di trattarmi così male, accidenti? Sto facendo del mio meglio. Perché non ci facciamo aiutare da Seda? Potrebbe mettersi qui sulle mi ginocchia e darmi una mano con queste verdure.
Seda gli lancia un’occhiata indecifrabile, ma non parla.
– Tutti maiali allo stesso modo gli uomini. Vorresti convincermi che ti si rizza ancora? – riprende Mafalda – Tale e quale mio marito… incapace e impotente ma comunque maiale. E’ nel vostro DNA, c’è poco da fare.
– E tu invece? Una bisbetica pazzoide che maltratta chiunque gli capiti a tiro. Ti senti normale tu, a star dietro a quel foglio spiando il tuo bel maritino maiale come me?
– Sei un insopportabile figlio di puttana. Ma sei anche simpatico… dà qui che finisco io con quelle verdure che se aspetto te facciamo mattino.
– Beh, simpatica sei simpatica anche tu… com’eri da giovane, Mafalda? Eri bella, intendo?
– Ero meglio di quella smorfiosa di Mary Your. Avevo due tette che quelle di Seda sarebbero sembrate palloncini pieni d’acqua, e un culo che sembrava disegnato da Giotto – ride mimando con le mani due sfere che dovrebbero rappresentare il suo culo passato.
– Seee – la prende in giro lui – e magari eri anche assatanata e ninfomane.
– Assatanata e ninfomane lo sono ancora adesso – fa una smorfia terribile avvicinandosi a lui.
– Vade retro! – fa Giovannino incrociando coltello e cucchiaio a formare una croce.

– Vedo che è nata una nuova amicizia – dice Franco a Mimmo indicando i due vecchi bisbetici.
– E’ da ieri che vanno avanti così… sono insopportabili… altro che controllare suo marito. E’ lui che dovrebbe controllare lei! E rinchiuderla assieme a Giovannino.

– Ascoltatemi tutti per favore – li interrompe Ebol – ho bisogno della vostra attenzione per fare una cosa molto importante. Avrei bisogno di tutti voi qui, vicino all’albero.
Tutti si alzano.
– Non vedo Ciccio e Mimma – fa Ebol – qualcuno li ha visti?
– Ci penso io – dice Seda. Si avvicina al limitare del bosco e dice senza urlare – Bjorman, abbiamo bisogno di voi.
Appena trenta secondi dopo si vede apparire la sagoma di Ciccio seguita da quella smilza di Mimma leggermente indietro. Lei con evidente imbarazzo cerca di ricomporsi i vestiti stropicciati. Ciccio rivolge a Seda un’occhiata interrogativa.
– Nessun allarme, tranquillo… ho imparato da Gandalfio a chiamarti così – dice ridendo – Ebol ci vuole tutti attorno all’albero.

Sono nove adesso. Sono in cerchio. Ebol ha gli occhi chiusi e sembra concentrata. Al centro il vecchio albero secolare. La bimba si avvicina all’antico fusto e recita:

Le tre amanti raccolte in una
hanno allargato compagnia e fortuna
Incanto di maghi potenti
ci schiuda la porta e saremo contenti.

Il bosco si fa improvvisamente silenzioso. Il vento si alza di colpo muovendo le fronde tutt’attorno, poi una luce azzurrognola pervade il vecchio albero, gli danza attorno quasi a corteggiarlo, e si raccoglie attorno alla scritta del sigillo. Quando si estingue con un piccolo lampo violaceo Ebol si avvicina ansiosa. Di nuovo una strana polvere ricopre il punto dell’iscrizione. La smuove frettolosamente questa volte, e legge:

Il sigillo è spezzato il portale è dischiuso
I nove son liberi di andare e tornare
Ma il dove è un pericolo adesso diffuso
Guardatevi invero dal vostro viaggiare

La piccola fata resta un attimo a contemplare la scritta, evidentemente preoccupata dalla minaccia che porta, ma recupera in fretta la sua decisione.
– Ragazzi, è ora di riposare… domattina all’alba attraverseremo.
8236753
Franco e Mimma si sono fermati per pranzare. Sono sotto un albero vicino ad un ruscello. Attorno solo i rumori della foresta.– Ti vedo stranamente pensieroso. E’ questa storia? – gli chiede Mimma.– Mah… non so. Da quando ho deciso di prendevi parte mi sento diverso. Tutto quello per cui vivevo...
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16/10/2007 19:34:59
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Commenti

  1. chiaraoscura 16 ottobre 2007 ore 21:27
    non riesco ad aspettare!
  2. vogliadiallegria 17 ottobre 2007 ore 11:07
    un bacio patty

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