L'infermiera avanza spedita con aria efficiente nella sua divisa bianchissima, seguita da Mimmo e Seda. Avrà circa sessant’anni ma sgambetta come una gazzella.
- Sapete, Giovannino è un po’ la mascotte di questo posto. E’ praticamente sempre stato qui. Non credo ci sia ormai nemmeno un dipendente che non l’abbia trovato seduto sulla sua panchina il giorno della sua assunzione. Non avrei mai immaginato che qualcuna delle sue lettere avrebbe avuto un seguito. Ma sapete che ne scrive una al giorno, dal lunedì al sabato, da trentasei anni? Quelle destinate a “Babbo Natale – Polo nord” le abbiamo tutte messe da parte, invece quelle alla redazione della vostra rivista le spedivamo, ma mai e poi mai avremmo immaginato che qualcuno avrebbe risposto.
- Sa signora – risponde Mimmo - dopo tutti questi anni qualche nostro capoccione ha deciso che tanta fedeltà e perseveranza meritassero almeno la conoscenza dal vivo di una nostra playmate. La signorina Seda, miss settembre 2007, è il suo premio... stia tranquilla eh… parliamo solo di una stretta di mano… immaginiamo che alla sua età altre attività potrebbero essere pericolose.
L’infermiera è leggermente perplessa. Mimmo ride sotto i baffi. Seda gli punta contro uno sguardo che non riesce ad interpretare ma che risveglia quella sensazione di malessere cha ha sul fondo. Pensa fugacemente all’incantesimo ma la voglia di continuare a giocare con l’infermiera è più forte.
- L’unico problema potrebbe essere lo sguardo di Seda, e di questo chiediamo consiglio a lei - riprende.
L’infermiera si volta incuriosita.
- Lo sguardo, dice?
- Si. Sa, il suo sguardo è catalogato come arma impropria all’Interpol. Ad oggi ha involontariamente causato diciotto infarti di cui uno mortale. Era un calciatore professionista di ventidue anni con il cuore sano come quello di un bue.
- Incredibile davvero! Ma ad ogni modo non si preoccupi. Giovannino scrive alla vostra rivista che è decisamente soft, ma legge le peggiori nefandezze che siano reperibili in commercio. Gli ho sequestrato cassette sadomaso, storie con animali, ammucchiate etero e gay, maschili e femminili… insomma tutto l’hard core che spazia nella legalità e anche qualcosa decisamente borderline.
Mimmo riguarda la silouette dell’infermiera mentre si volta e continua la sua marcia efficiente chiedendosi se adesso non sia lei a prenderlo in giro.
Arrivano al cospetto di un vecchio corpulento e con l’aria un po’ porcina, seduto all’ombra di un mandorlo. Appena li nota si affretta a nascondere in una cartelletta la rivista che sta leggendo. Decisamente l’infermiera non lo stava prendendo in giro.
- Giovannino, questi signori sono venuti a parlarle per conto di Play Guy… è contento? – dice subito l’infermiera.
- C… c… cosa? – balbetta lui.
- Signor Giovannino – interviene Mimmo – vorremmo intervistarla per la sua dedizione alla nostra rivista. Miss settembre 2007 – lo dice indicando Seda con un ampio gesto con la mano che scorre dalla testa ai piedi – è qui apposta per questo.
Lui guarda la attentamente. Inizia dal viso, alle tette gli si apre leggermente la bocca, arrivato alle gambe riesce a sillabare un “Orca troia” senza emettere alcun suono. La bocca è ancora aperta quando si rivolge a Mimmo.
- Per quanto ricordi io, miss settembre 2007 era completamente diversa. Questa ha le tette più piccole, ma sono vere.
L’infermiera si acciglia leggermente.
- Guardi, il ritocco digitale fa miracoli. Alcune pin up non le riconosce nemmeno il fotografo – interviene subito Mimmo per recuperare la situazione.
Lui non sembra affatto convinto, ma chissà perché decide di abbozzare. Magari è solo per poter guardare ancora un po’ Seda.
- Già… adesso che mi ci fa pensare in effetti gli occhi sono proprio i suoi – dice.
- Bene signori – li interrompe l’infermiera - Ritornerò a prendervi fra un’ora. Mettetevi pure comodi. Andandosene strappa via la cartelletta a Giovannino che sussulta sorpreso ma si limita poi ad una semplice alzata di spalle.
- Allora, si può sapere chi siete e cosa volete? Riconoscerei un pezzo di figa così anche se l’avessi incrociata di sfuggita al supermercato, figuriamoci se avessi visto un suo poster dove posso contarle i peli!
- Però – commenta Mimmo sorridendo – abbiamo trovato un altro simpaticone, eh?
- Siete qui per farmi dimettere, vero? Brutti bastardi, dite la verità – abbaia cominciando a sputacchiare - … volete dimostrare che posso essere dimesso, che sono sano di mente. Ma vi sbagliate… eh se vi sbagliate. Lo vedrete. Ditemi pure cosa volete da me. Avanti, forza, raccontate. Fatemi pure il vostro test.
- Signor Giovannino – riparte con calma Mimmo – non c’è alcun test e non siamo qui per farla dimettere. Vede, questa signorina è in realtà una fata.
- Una fata? Ho capito, volete vedere come reagisco se mi proponete una storia assurda, eh? Ma cascate male… io alle fate ci credo! Su, andate pure avanti.
- Basterebbe la sua paranoia a tenerla qui dentro – replica sarcastico Mimmo. Poi però comincia a raccontargli tutto dal principio. Gli dice dell’Inod’Oromongol, di Ebol e della loro spedizione alla ricerca dei bimbi che bimbi non sono. Di Mafalda e Natalino. Delle difficoltà con i teppisti, degli gnomi che probabilmente lottano nell’ombra per ostacolarli. Lui annuisce e ribadisce continuamente che crede a tutto. Sul fondo il suo costante timore che loro siano lì solo per dimostrare la sua sanità mentale, timore che tutto sommato gli fa gioco. Mimmo gli chiede se è disposto ad accompagnarli.
- E quindi dovrei seguirvi… uhm… seguirvi nel mondo delle fate dite… ma certo che vi seguirò. Io credo nel mondo delle fate, capito? Ci credo fermamente. Non ho dubbi che le fate esistano. Verrò con voi. Ma ho una cosa da chiedere in cambio.
.- Mi dica pure – lo esorta Mimmo.
- Voglio vedere le sue tette.
- Ma come si permette! – Si inalbera ma Seda lo blocca con una mano sul petto. Il contatto, oltre a fermarlo, ancora una volta gli risveglia il malessere dovuto all’incantesimo.
- Nel mio mondo corro spesso nuda per i boschi, Mimmo. Non è un problema per me.
Detto ciò solleva il top di foglie mostrando due seni rotondi e sodi. La mandibola di Giovannino casca come una saracinesca dalle molle rotte, accompagnata da una specie di rantolo. Mimmo si tiene a fatica.
- Ragazzi che esperienza! - dice Giovannino. Poi si avvicina a Mimmo e gli parla più sottovoce come se Seda, a mezzo metro di distanza, non potesse sentirlo.
- Ma… guardi io sono uomo di mondo… so come funzionano queste cose… secondo lei questa signorina sarebbe disposta a… insomma… a fare qualcosa di più, dietro compenso! Per carità… ecco… lei ha idea di cosa chiederebbe?
- La vita – risponde Mimmo voltandogli le spalle e avviandosi verso l’istituto.
Escono dalla clinica con un permesso strappato grazie alla benevolenza di cui gode Giovannino e ad una poco verosimile storia su un servizio outdoor sul “nonno e la playmate”. Avranno bisogno di una settimana. Escono accompagnati da applausi sconnessi di personale e pazienti che non si capisce bene se siano per Giovannino o per Seda.
Raggiungono gli altri. Ebol è raggiante. Adesso hanno i bimbi. Il prossimo passo sarà recarsi all’albero .
- continua -
















