perduti finirono all'alba dei tempi
vestiti di kilt di poncho o kimono
giocan da adulti e restan contenti
e cento e più cento han chili sul corpo
con lacrime e sangue ma anima pura
se gnomi li trovan tu finirai morto
prendili tu, non havvi paura
e portali assieme all'albero vecchio
ed entra con loro nel mondo del genio
di forza e coraggio non basterà un secchio
ma forza e coraggio darannoti il premio
- E questa sarebbe la grande profezia? Potremmo musicarla e partecipare allo zecchino d'oro - risate in sala, lui aspetta sapientemente e poi riprende - Ma dico... stiamo qui a farci menare per il naso da una bambina e da una... una... - Mimmo Stro non riesce a finire la frase. Ha incrociato il suo sguardo con quello di Seda.
- Per sua informazione caro signore, nel nostro mondo tutte le posizioni di responsabilità sono coperte da bambini, con il consiglio di vecchi dalla comprovata saggezza. Vecchi e bambini sono simili, entrambi non hanno la pressione delle emozioni sessuali a distoglierli - Ebol sottolinea con malizia le ultime parole e Mimmo arrossisce. Per superare l'imbarazzo si sistema una ciocca della fluente chioma da dandy.
- Seda ed io - si sentono echeggiare sospiri. Ogni volta che nomina la sua guardia agli uomini in sala vengono occhi a forma di cuore di cernia bollita. Sospirano in modo così rumoroso da far venire in mente Ciccio Orso, che tra parentesi, è in fondo alla sala che dorme come un bambino e russa come un trattore.
- Seda ed io siamo qui per chiedere il vostro aiuto - pausa - ... e il vostro aiuto ci è indispensabile perchè è una questione di vita o di morte.
Fa un cenno a Seda. Non è opportuno in questo momento distrarre i maschi in sala. Lei si alza e si avvia sinuosa verso l'uscita, accompagnata dagli sguardi e da una nuova ondata di sospiri. Passando assesta una gomitata in piena pancia a Ciccio che dorme seduto sulle solite tre sedie. Non lontano c'è Mimma Sacra, fu Mimma Sturbo. Ha cambiato nome da quando ha sposato Ciccio. Lui l'aveva conquistata durante una serie di conferenze... ma questa è un'altra storia.
- Bjorman, vieni a giocare nel bosco? - chiede la fata appena lui apre gli occhi. Ciccio sorride e la segue sotto lo sguardo preoccupato di Mimma.
La discussione va avanti. Ebol spiega che deve trovare i tre bimbi che bimbi non sono indicati dalla profezia, e conquistare l'Inod'Oromongol sottraendolo agli gnomi. E' un'occasione che si ripete solo una volta ogni mille anni.
Si va avanti tra le battute idiote a sfondo sessuale di Franco, le battute sarcastiche di Mimmo, e le battute di Luigino che si sta allenando nel cortile a tennis facendo Edberg contro il muro. A un certo punto Gandalfio Silente, sindaco di San Tinumi da che memoria d'uomo (e di gufo) ricordi, si alza e zittisce la platea con un cenno. Ha i capelli lunghi e bianchi legati in una coda, e una lunga barba altrettanto candida. Un incrocio tra Carl Marx e John Lennon, tanto per intenderci.
- Tu cosa ne dici Mimma? - Mimma è vicesindaco.
Lei entra in panico. Da quando Ciccio è uscito con Seda non è riuscita a seguire nemmeno una parola. E' così nervosa che sembra, se possibile, ancora più secca e tirata del solito.
- Io... ecco io... voglio dire... - gli occhi le si fanno lucidi ed esplode - scusatemi, scusatemi ma non mi sento bene - corre via in lacrime.
- Bene - dice pacatamente Gandalfio ignorando completamente l'accaduto - aiuteremo le fate, cari compaesani.
- Il terzo mondo le deve eterna gratitudine - dice Ebol con un inchino - la sua fama, giunta fino a noi, non è immeritata.
Quest'ultima frase la dice in silenzio, in modo che solo lui possa sentirla. Per risposta ottiene solo un sopracciglio inarcato a cui risponde con sorriso da bimba.
- Questa sera alle dieci ci incontreremo ancora qui e decideremo come San Tinumi contribuirà alla mistica caccia per l'Inod'Oromongol. A stasera cari cittadini!
Uscito dalla sala Gandalfio va al limitare del bosco e chiama con un filo di voce.
- Ciccio! -
Lui compare con seda dopo nemmeno un minuto.
- Mimma è preoccupata per te, Ciccio -
Detto questo si volta e ritorna piano verso il palazzo del comune.
- Cosa c'è Bjorman? La tua donna fa i capricci?
Lui le rivolge uno sguardo bonario ma di rimprovero, poi, sempre senza una parola, si dirige verso casa.
- continua -
















