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L'uno il nessuno

Ack13 09 gennaio 2008 ore 16:28
- Ehm... mi scusi signorina, aspetta l'uno per caso?
L'uomo è piuttosto minuto, troppo magro per i vestiti che indossa. Sembra un bimbo a cui la mamma ha passato gli abiti del fratello maggiore, anche se deve aver superato i quarantacinque. Ha la testa grande e triangolare, e grandi occhiali, forse anche quelli di suo fratello.
- Come, scusi? Ah... si, certo, dovrebbe arrivare a momenti.
Lei invece è sulla trentina. Non molto alta ma piuttosto bella. Ha capelli scuri che porta sciolti. Indossa un giubbotto di pelle e jeans che sembrano esserle stati ritagliati addosso. E occhi di quelli che ad incrociarli ti sembra di caderci dentro. Danno le vertigini.
- Bene, eccomi qui allora, mi chiamo Luno Percaso - dice tendendo la mano.
- Mi scusi? - sorride lei mostrando denti bianchissimi - non ho capito...
- In realtà era solo una battuta. Le avevo detto che mi chiamo Luno, Luno Percaso... per scherzare sul fatto che lei aspettasse per caso il numero uno... in realtà mi chiamo davvero Luno Percaso e vengo qui apposta per poter fare questa battuta.
Lei lo guarda aggrottando un po' la fronte ma non smette di sorridere. Forse è per via del suo aspetto così innocuo.
- Io mi chiamo Anna - gli dice stringendo la mano che lui ha lasciato protesa in attesa.
- Sa - riprende lui - nessuno ride mai alla battuta dell'uno, ma poi restano spesso a chiacchierare. Sarà perchè mi fa sembrare un idiota?
- Ma no - mente lei - anche se devo ammettere che si comporta in modo un po' strambo.
- Beh,certo, ma è solo per caso che mi chiamo Percaso. Ci verrebbe a cena con me? Avrei tanto bisogno di innamorarmi.
- Mi spiace - sorride ancora lei anche se con una punta di imbarazzo - ma non ho l'abitudine di accettare inviti da sconosciuti. E poi ho già una persona accanto.
- Oh, non mi fraintenda... io non sono affatto interessato a che lei si innamori di me... vorrei solo farlo io. Sa, ho scoperto che mi sento molto meglio quando mi innamoro, mi piace quel senso di peso nel petto, i pensieri che ossessivamente si aggrovigliano sull'idea di lei. E per funzionare a dovere non devo affatto essere corrisposto.
- E allora come mai vuole invitarmi a cena?
- Già... sa che non lo so? Secondo lei inconsciamente spero che lei mi ricambi?
- Non ne ho davvero idea - adesso ride.
- Se è così probabilmente mi sono già innamorato... accidenti, un vero colpo di fulmine. Comprendo il suo rifiuto per la cena, ma posso almeno chiederle se prende spesso questo autobus? Sa, per venirla a salutare ogni tanto.
- Si, lo prendo tutti i giorni feriali, più o meno a quest'ora.
Un velo di malinconia inizia a calarle addosso. Forse è per questo che continua a rispondergli.
- La ringrazio di cuore per la sua gentilezza. Ho la sfortuna di capire le situazioni nonostante ne abbia vissute assai poche. Per questo vorrei rassicurarla e chiederle di non intristirsi per me. E' molto meno brutto di quanto possa sembrare. La saluto.
- Arrivederci - risponde lei senza riuscire ad arginare il senso di stretta al cuore mentre lo guarda sgambettare attraverso la strada.
Poi l'uno arriva.
8629012
- Ehm... mi scusi signorina, aspetta l'uno per caso?L'uomo è piuttosto minuto, troppo magro per i vestiti che indossa. Sembra un bimbo a cui la mamma ha passato gli abiti del fratello maggiore, anche se deve aver superato i quarantacinque. Ha la testa grande e triangolare, e grandi occhiali, forse...
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09/01/2008 16:28:59
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Commenti

  1. vogliadiallegria 10 gennaio 2008 ore 08:45
    molto bene il senso del tuo racconto"no sense" mi limito ad un no comment;-) un bacio patty
  2. ZucchettoMau 10 gennaio 2008 ore 12:22
    che bello, Luca... Di una tristezza esagerata, ma davvero bello...chissà se sul bus Anna incontra poi un tipo con una strana macchia rossa sulla camicia bianca... E chissà dove se ne va Luno...
  3. Ack13 10 gennaio 2008 ore 12:55
    in effetti anche Luno qualcosa di dylandoghiano ce l'ha. Ricorda un po' l'uomo invisibile, quello che sua mamma scambiava sempre per suo fratello, anche se era figlio unico. Sono certo che Anna incontrerà l'uomo dal buco nella camicia sull'autobus.
  4. portosimo 10 gennaio 2008 ore 15:37
    a quel tipo la', quello che e' figlio unico magari se lo terra' stretto, l'uomo col buco la sa lunga , capira'... In ogni donna c'e' un cuore che ha tanto spazio da riempire, Anna lo sa' non dimentichera' Luno. Bellissimo Luca
  5. ildiabolico 10 gennaio 2008 ore 16:23
    Ciao Ack. Ti ringrazio della visita al mio blog, però la prox volta, non è che ci scrivi anche qualcosina? Anche solo salutare... ;-) Hai avuto segnalazioni dal grande massi o mi hai scoperto per caso? Cmq, quando vorrai sarai sempre il benvenuto nel mio blog. Un amico in + non guasta mai!!! Buona giornata ack! Saluti da emanuele alias ildiabolico :devil
  6. Ack13 10 gennaio 2008 ore 18:20
    sei decisamente un'inguaribile romantica ottimista :-))) Ma potrebbe anche essere come dici tu...
  7. portosimo 10 gennaio 2008 ore 19:01
    tanto mi sa che non c'e' verso , non ce la posso fare, io cosi' ci campo posso anche torturarmi, ma la verita' e' che alla fine cosi' ci campo.0:-)...
  8. MioCapitano 11 gennaio 2008 ore 10:56
    ...giorno luca... ...sempre bello leggerti (quando possso)... ...Saluti da Mio...
  9. nonsocosasia 15 gennaio 2008 ore 19:01
    su una cosa sono d'accordo col signo "luno"...che forse a volte amare è meglio che essere amati. (ove le due cose non possano proprio coincidere!) :-)))
  10. Ack13 15 gennaio 2008 ore 19:08
    Non so cosa sia ma c'è qualcosa che mi blocca nel chiamare qualcuno nonsocosasia, anche se anche io mediamente non so cosa sia. :-))) Sono d'accordo comunque con te. Sempre meglio amare non corrisposti che non riuscire ad amare.
  11. Durden 16 gennaio 2008 ore 11:00
    Mi piace. Ancora mi immagino Luno di spalle allontanarsi dalla fermata dell'autobus tutto secco nei suoi grandi vestiti, con la sua andatura stralunata un po' alla Benigni tipo "Piccolo Diavolo" o giù di lì... Riguardo le connesse disquisizioni sulla capacità o meno di amare vorrei dire un miliardo un miliardo e mezzo due milardi di cose, ma purtroppo ho finito l'inchiostro e il carpale mi fa male e il tetto di casa si è scoperchiato e piove e devo andare in bagno e il mio cane ha un attacco epilettico e quindi non posso proprio. Bye
  12. Ack13 16 gennaio 2008 ore 12:05
    Non ho capito se l'epilessia del cane ti impedisce di scrivere o di andare in bagno, ma in entrambi i casi è terribile!

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