- Io sono colei a cui tutto dovete e a cui tutto rimettete. Io tesso la maglia che vi scalda e vi lega. Io sono la pasta delle vostre illusioni, sono quello che anelando respirate. Io mi nutro delle vostre speranze e dei vostri sogni, e brindo con le vostre cocenti delusioni. Io sono il vostro domani e il vostro ieri smangiucchiato dal tempo. Io...- VITA!
- Ehm... si sorellona?
- Quante volte ti ho detto di non giocare sul mio pulpito?
- Ma dai, stavo solo scherzando un po', cheppalle! Sei di una noia mortale.
- Non crescerai mai. Non so più cosa fare con te.
- Uff, che barba... potresti cominciare col risparmiarmi i predicozzi.
- Non trovo la mia falce, l'hai presa tu?
- Ehm... si... dovrebbe essere in giardino. Sai c'è quella gramigna così fastidiosa... e la tua falce è l'unico modo per darle un bel taglio netto.
- Ma possibile che tu non abbia davvero rispetto per niente e nessuno?
- Guarda, secondo me dovresti cambiare un po' il tuo look. Dovresti lasciarti crescere i capelli, abbronzarti un po', o almeno truccarti per nascondere quel pallore. Anche un filo di rossetto non guasterebbe.
- Non irritarmi. Lo sai che non tollero si scherzi sul mio aspetto.
- Vabbè senti, adesso devo andare. Sta arrivando la primavera. Magari ne riparliamo in inverno, ok? Ciaociao.
















