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Lei

Ack13 21 agosto 2007 ore 18:44
Lei era ancora una bambina quando scoprì quanto diversa fosse dalle altre persone.

Lei si chiamava proprio "Lei" un nome che già si vedeva che sarebbe stato difficile determinarla.

Era strana Lei... lo dicevano tutti, anche se lei non li trovava mica strani gli altri... li trovava solo diversi... diversi da lei, diversi tra loro.

Lei aveva dei problemi... l'avevano detto i vari medici da cui l'avevano portata... ma lei non se ne accorgeva mica... le mancava la capacità di astrarre, di trovare i punti comuni delle cose, ripetevano tutti in modo più o meno diverso ai suoi genitori... di fermarsi ai luoghi comuni, si sarebbe potuto dire in modo forse un po' romantico...

Immaginate...crescere e vivere senza mai generalizzare... non esistono alberi, esistono l'abete in piazza e i diversi tigli nel viale... non esiste la gente, esistono Mario e Ciccio e Gianna e tanti altri.

Non che non riuscisse a vedere nessuna categoria... gli uomini per esempio esistevano... i cani pure... e i maiali... ma non molto altro, anzi ogni tanto confondeva tra loro anche queste poche categorie.

E siccome non sapeva riconoscere le similitudini, Lei viveva sempre esperienze nuove... emozioni nuove... senza paura perchè la paura viene quando associamo ciò che viviamo a quanto ci ha fatto male... e lei non associava.

Un giorno però, dopo l'ennesimo identico unico indimenticabile amore con un maiale (o era un cane?), qualcosa dentro le si spezzò... fu proprio come se avesse esaurito la sua scorta di sofferenza...

Ancora oggi, tutti i sabati Mario le porta in clinica una rosa rosa... le rose rosa erano un'altra delle categorie che riusciva a percepire...

Mario... si, perchè, ironia della sorte, nel suo vivere tutto come fosse nuovo, Lei non riuscì ad afferrare una diversità che forse l'avrebbe salvata... tra tutti i suoi uomini, che avrebbe correttamente catalogato come cani o maiali, non riuscì a riconoscere l'unico amore vero.
8023038
Lei era ancora una bambina quando scoprì quanto diversa fosse dalle altre persone.Lei si chiamava proprio "Lei" un nome che già si vedeva che sarebbe stato difficile determinarla.Era strana Lei... lo dicevano tutti, anche se lei non li trovava mica strani gli altri... li trovava solo diversi......
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21/08/2007 18:44:59
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Commenti

  1. chiaraoscura 21 agosto 2007 ore 21:32
    Perchè Mario? Nome un po'... vecchio... No, Luca? Quanti anni ha Mario? ;-) Beh, ho capito il senso, a parte gli scherzi... Buon proseguimento di vacanza...
  2. caipiroska 21 agosto 2007 ore 21:48
    Lei non associa. Quanti di noi lo fanno? E dopo quanto si esaurisce la scorta di sofferenza?
  3. Ack13 21 agosto 2007 ore 23:45
    Io vorrei rispondere ai vostri commenti... vorrei discutere con voi... vorrei dire per esempio di quanto bello e pazzo sia ogni tanto riuscire ad avere fiducia in una situazione che ci riporta alla mente sofferenza già vissuta... vorrei parlare di come e se si possa riscostruire le scorte di sofferenza... ma gli scacchi ormai mi perseguitano... tutto questo, quello che ho scritto, intendo... rileggendo mi sembra una bella suggestione... e in fondo c'è una parte di me che crede in una parte di quello che in parte ho espresso, da una parte... dall'altra mi sembrano tutte... PIPPE :hihi Perdonatemi...
  4. vogliadiallegria 22 agosto 2007 ore 00:49
    prima di ricomentare un tuo post,mi farò dare lezioni di scacchi;-(scusa ma non posso inventarmi di aver capito cose che non ho capito,perciò sinche continuerò a non capire vedro di non darti consigli su cio che io non ho capito ma che credo non capisca manco tu.......:hihi:-))) ciao sogni d'oro patty:bacio
  5. vogliadiallegria 22 agosto 2007 ore 10:26
    Ma...ancora dormi??????
  6. chiaraoscura 22 agosto 2007 ore 11:42
    ciao Luca, ben svegliato... Come va lì? Sole? Ho riletto nuovamentei il tuo post... Beh, c'è davvero il rischio di ritornare sempre dagli stessi "porci" o dalle stesse "porche" (:-)))) perchè si fa fatica ad associarle al dolore già provato... Ma speriamo che, se anche non ce la si farà mai a rinunciare al "porco" o alla "porca", ci sia davvero poi un Mario (o una Maria), che , quando siamo stremati dagli errori, sia ancora pronto a donarci, sempre e con costanza, una rosa rosa...
  7. chiaraoscura 22 agosto 2007 ore 11:44
    Luca, cancella un mio commento! Sempre pasticciona, signh... ;-(
  8. Ack13 22 agosto 2007 ore 12:16
    Mi è più facile commentare oggi... Buffo come sia te che Capiroska vi sentiate vicina a Lei, quando la mia percezione del mondo femminile mi porta a immaginare molte prede della paura... sarà che siete giovani? Spunto interessante comunque...
  9. chiaraoscura 22 agosto 2007 ore 14:22
    sì, ma non abbastanza. Ancora. Baic.
  10. caipiroska 22 agosto 2007 ore 19:07
    La paura e' sempre fortissima, ma questo non significa soccombere all'essere prede.
  11. Ack13 22 agosto 2007 ore 20:15
    Si, così avete ragione... la paura che vedo io è diversa da quella di soffrire per amore... ma non la vedo così chiaramente... ci penserò...
  12. caipiroska 22 agosto 2007 ore 20:52
    E' la paura di non riconoscere, perché si ha troppa paura di farlo, che mi fa più paura di quella di soffrire, in realtà.
  13. Ack13 22 agosto 2007 ore 21:04
    Un po' più vicino...
  14. caipiroska 23 agosto 2007 ore 10:46
    Dimmi quando inizio a capirci troppo che faccio un passetto indietro nell'ignoto...
  15. Mr.Adelphi 25 agosto 2007 ore 12:06
    E' un pezzo da rileggere più volte, ma non perché non si capisce, ma perché fa molto riflettere.

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