Lei era ancora una bambina quando scoprì quanto diversa fosse dalle altre persone.Lei si chiamava proprio "Lei" un nome che già si vedeva che sarebbe stato difficile determinarla.
Era strana Lei... lo dicevano tutti, anche se lei non li trovava mica strani gli altri... li trovava solo diversi... diversi da lei, diversi tra loro.
Lei aveva dei problemi... l'avevano detto i vari medici da cui l'avevano portata... ma lei non se ne accorgeva mica... le mancava la capacità di astrarre, di trovare i punti comuni delle cose, ripetevano tutti in modo più o meno diverso ai suoi genitori... di fermarsi ai luoghi comuni, si sarebbe potuto dire in modo forse un po' romantico...
Immaginate...crescere e vivere senza mai generalizzare... non esistono alberi, esistono l'abete in piazza e i diversi tigli nel viale... non esiste la gente, esistono Mario e Ciccio e Gianna e tanti altri.
Non che non riuscisse a vedere nessuna categoria... gli uomini per esempio esistevano... i cani pure... e i maiali... ma non molto altro, anzi ogni tanto confondeva tra loro anche queste poche categorie.
E siccome non sapeva riconoscere le similitudini, Lei viveva sempre esperienze nuove... emozioni nuove... senza paura perchè la paura viene quando associamo ciò che viviamo a quanto ci ha fatto male... e lei non associava.
Un giorno però, dopo l'ennesimo identico unico indimenticabile amore con un maiale (o era un cane?), qualcosa dentro le si spezzò... fu proprio come se avesse esaurito la sua scorta di sofferenza...
Ancora oggi, tutti i sabati Mario le porta in clinica una rosa rosa... le rose rosa erano un'altra delle categorie che riusciva a percepire...
Mario... si, perchè, ironia della sorte, nel suo vivere tutto come fosse nuovo, Lei non riuscì ad afferrare una diversità che forse l'avrebbe salvata... tra tutti i suoi uomini, che avrebbe correttamente catalogato come cani o maiali, non riuscì a riconoscere l'unico amore vero.
















