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Lettera d'amore alla semi-sconosciuta

Ack13 24 marzo 2009 ore 10:41

Dalla raccolta epistolare "lettere a chi forse non le leggerà ma se le leggesse sarei felice", di Iam Falstuff, edizioni Red&Blue - 1997 (la traduzione lascia un po' a desiderare).
Iam Falstuff è nato a New York nel 1956. Sebbene poco noto al grande pubblico, è piuttosto famoso negli ambienti della stampa indipendente di Londra dove vive ed opera dal 1976. La raccolta da cui è tratto questo scritto contiene una serie di lettere di fantasia e paradossali, sullo sfondo comune della comunicazione interpersonale. Tra le altre, "Lettera a mia madre cinque minuti prima che io nascessi", "Lettera a te che l'altro giorno quando ti ho incontrato ho cambiato strada", "Lettera di amicizia all'idiota".

 

mia cara,
un celebre teorema recita che "infinite scimmie messe a battere a caso sui tasti di una macchina per scrivere, produrranno almeno una copia dell'enciclopedia britannica. Da un certo punto di vista può essere una banalità: è ovvio che tentando e ritentando all'infinito si raggiungerà un risultato perfetto, come è ovvio che il principale limite di noi umani è proprio la finitezza. Questa bizzarra e rigorosa teoria tuttavia ha un risvolto assai interessante perché insinua la convinzione che il risultato perfetto, quell'unica remota combinazione di innumerevoli fattori, esista sempre.
Io da uomo non posso che interrogarmi su un corollario che mi consenta di rendere il teorema un tantino più umano. Qualcosa tipo "un certo numero di scimmie, accuratamente selezionate, potrebbero, se si avesse molta fortuna, scrivere qui e lì frammenti della guida TV". Anche qui la logica sfocia nella banalità, ma ugualmente i risvolti potrebbero essere assai interessanti per due motivi fondamentali. Il primo è che noi esseri umani abbiamo alcuni invidiabili strumenti che certamente potrebbero aiutarci nella selezione delle scimmie, il secondo che, vista la limitatezza della nostra esistenza, potremmo essere felici anche con un risultato imperfetto.

 

Vengo dunque a te. Questa mia ti sembrerà quantomento bizzarra, e devo dire che se non lo fosse avrebbe fallito il suo scopo. L'agire in modo bizzarro e in barba alle convenzioni che regolano i nostri rapporti sociali è uno degli strumenti di cui dicevo poc'anzi, sempre che si riesca a non finire internati. La chiave dell'agire secondo o contro le convenzioni, almeno per i sani di mente, risiede spesso nel proprio ego. Fare la figura dell'imbecille con una persona a cui vorremmo trasmettere un'immagine affascinante e di sostanza, è chiaramente una ferita narcisistica. E' quell'ego stesso tuttavia, spinto ancora un po' più in là, che può liberarci momentaneamente da queste restrizioni e portarci vicino a chi non lo sarebbe mai stato. Certo per riuscirci bisogna che l'altro sia inizialmente solo un oggetto di desiderio, bisogna evitare che l'empatia lo trasformi in una realtà concreta, bisogna saper trascurare il peso delle sue opinioni su di noi.

 

Spero tu abbia continuato a concedermi la tua fiducia andando avanti con la lettura. Dopotutto se sei almeno un po' come ho giocato ad immaginarti, troverai quantomeno divertente queste elucubrazioni, e arriveremo direttamente al secondo punto fondamentale: la persona fatta oggetto del nostro desiderio deve essere sconosciuta e distante, ma allo stesso tempo non può essere selezionata a caso. Innanzitutto se è attraente la cosa ci risparmierà una serie di beghe in alcuni futuri possibili, ma ovviamente il punto è un altro. Se non sarà abbastanza intelligente, ironica, profonda e bendisposta nei confronti di chi infrange le convenzioni, ci liquiderà in un battibaleno rispedendoci dritti in pancia al nostro ego. Solo l'istinto potrà portarci verso una persona di questo tipo. L'aver avuto modo di sfiorarla sarà tutta la conoscenza che ci sarà concessa, il resto sarà un atto di fede nelle nostre capacità.

 

Se hai deciso di arrivare fin qui e dedicarmi il tuo tempo così a lungo, sopportando peraltro l'antipatica e assolutamente involontaria analogia tra te e le scimmie del teorema, siamo davvero a buon punto. Non certo nella speranza concreta che io e te siamo fatti l'uno per l'altra, ma quanto meno per trasformare una impossibilità di fatto in una serie di infinitesime probabilità. Il tempo inoltre è il terzo ed ultimo fattore chiave. Spesso nella vita non si tratta di fare la scelta giusta ma di farla al tempo giusto. Io e te ci siamo appena intravisti e presto ci perderemo, l'eco delle tue emozioni, dei tuoi sogni e delle tue sconfitte, sebbene sul confine tra il percepito e l'immaginato, presto si estinguerà dentro di me traformando tutto questo in una imbarazzante stranezza.

 

Molto probabilmente tu sarai assolutamente disinteressata a tutto questo. Potresti aver letto fin qui solo per curiosità, potresti non aver preso sul serio questo gioco neanche per un momento, potresti trovarlo goffo e stupido oppure semplicemente potresti essere presa da altre emozioni e altri visi. E' parte integrante di questo meccanismo, dopotutto una scimmia che batte a caso su una tastiera, per quanto selezionata, scriverà quasi certamente parole senza senso.

 

Potrei però anche aver avuto fortuna, potresti sentire anche tu in quest'attino l'emozione di avere in mano la maniglia di una porta aperta sul futuro. In tal caso forse ti starai chiedendo cosa cercherei in quel luogo inesplorato. Beh, mi accontenterei di poco, mi basterebbe guardare la tua esistenza appena intravista mentre si trasforma in un infinito universo. Vorrei potermi scusare per averti vissuta solo come l'oggetto di un gioco e spiegarti quanto fosse necessario, mi piacerebbe trasformarti in amante o amica o moglie, adorarti o detestarti, lasciarti o farmi lasciare maledicendo il momento in cui ho messo in piedi questa cosa assurda, o semplicemente ridere con te di come avessi anche solo potuto immaginarti come mia donna.
 
In quella delicata speranza che si può nutrire solo per eventi estremamente improbabili, ti saluto con l'affetto che potrei provare per te.
Tuo semi-sconosciuto,

Iam

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Dalla raccolta epistolare "lettere a chi forse non le leggerà ma se le leggesse sarei felice", di Iam Falstuff, edizioni Red&Blue - 1997 (la traduzione lascia un po' a desiderare).Iam Falstuff è nato a New York nel 1956. Sebbene poco noto al grande pubblico, è piuttosto famoso negli ambienti...
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24/03/2009 10:41:59
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Commenti

  1. silently 24 marzo 2009 ore 17:23
    "...Beh, mi accontenterei di poco, mi basterebbe guardare la tua esistenza appena intravista mentre si trasforma in un infinito universo. Vorrei potermi scusare per averti vissuta solo come l'oggetto di un gioco e spiegarti quanto fosse necessario, mi piacerebbe trasformarti in amante o amica o moglie, adorarti o detestarti, lasciarti o farmi lasciare maledicendo il momento in cui ho messo in piedi questa cosa assurda, o semplicemente ridere con te di come avessi anche solo potuto immaginarti come mia donna."

    Wow, sono.senza.fiato.
  2. PeSSima.DiSpeTTosa76 26 marzo 2009 ore 19:02

    comprerò il libro.

    Ma davvero esiste un teorema simile?

    se così fosse, io sarei una delle scimmie...
  3. icenora 01 aprile 2009 ore 14:21
    ...complimenti davvero!!! ciao da Ice
  4. LittleSnowFlake 20 aprile 2009 ore 17:04

    ...bellissima davvero, mentre la leggevo cercando di immedesimarmi nella destinataria...sembrava dar voce ai miei pensieri:-)

    Mi è piaciuta. Leggerò questa raccolta. Grazie:-)

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