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Lollo e lo gnomo

Ack13 21 gennaio 2008 ore 13:09
Lollo un tempo desiderava. Si, desiderava un lavoro migliore, belle donne, amori avvolgenti, viaggi da favola. Ogni tanto desiderava anche vincere al superenalotto, belle macchine, case da vip, yacht con cui visitare arcipelaghi geograficamente improbabili. Insomma Lollo desiderava come una persona normale, e come le persone normali i suoi desideri rincorrevano quello che non aveva, facendo bene attenzione a non essere mai davvero esauditi.
Un giorno però si era svegliato con uno strano peso sulla spalla destra. Si era massaggiato, aveva preso un'aspirina, era andato in palestra. Niente, il peso era restato lì, fastidioso e onnipresente a indolenzirgli la spalla. A sera si era accorto del piccolo nano barbuto che vi era abbarbicato.
- E tu chi sei? - gli aveva chiesto apprensivo.
- Mi chiamo Junior, di mestiere faccio la consapevolezza. Prima di replicare sappi che sono di cattivo umore. E' un mestiere malpagato, con ferie inesistenti, e devi avere a che fare con personaggi antipatici e con nessuna voglia di ascoltarti.
- Nnn... nn... non credo di avere capito bene - balbettò Lollo.
- Uff... e ti pareva - sbuffò il piccolo gnomo - tutte grandi menti, i miei clienti. Allora - riprese con fare paziente - io sono la tua consapevolezza. Starò qui sulla tua spalla tutto il giorno, e ti chiarirò le cose che sai ma che per un motivo o per l'altro non riesci a vedere consapevolmente. Ve-de-re con-sa-pe-vol-men-te. Capito adesso?
- Più o meno - disse Lollo - starai qui tutto il tempo? Ho la spalla indolenzita già dopo un solo giorno!
- Non preoccuparti, la consapevolezza pesa quando preme sull'inconscio per venire fuori, ma una volta palesata è leggera come una piuma.
- In effetti è vero - replicò lui - sento già meno fastidio.
Così cominciò la vita consapevole di Lollo. E anche il triste epilogo della sua esistenza.
La cosa cominciò gradualmente. Per esempio Lollo si trovava a pensare che gli sarebbe piaciuto avere quella promozione, e Junior gli faceva notare che non aveva alcuna voglia di lavorare di più ma solo di superare l'antipatico Norberto, candidato come lui al nuovo posto. Lollo conosceva una giovane mediamente attraente e visibilmente disponibile, e Junior gli sussurrava in un orecchio, ricordandogli come si sarebbe sentito subito dopo, con quella voglia di fuggire o buttarla fuori dalla finestra. Lollo stabiliva che Martina era troppo seria e posata per lui, che era meglio troncare, e subito Junior a rendergli chiaro che la sua era solo una fifa fottuta di mettersi in gioco con lei, di impegnarsi.
E più il loro rapporto andava avanti, più Junior si insinuava a fondo dentro di lui. Lollo guardava un tramonto estasiato con il petto gonfio d'emozione, e Junior gli ricordava che era solo pena per non aver saputo tenersi Martina accanto. Lollo raccontava la sua malinconia per il grande amore mai trovato, e subito lì Junior a precisare che quello che chiamava amore era solo ego in espansione. I suoi amori li aveva avuti e puntualmente bruciati.
Insomma dopo tre mesi Lollo era ridotto ad uno straccio. Non solo non desiderava più nulla, ma non osava nemmeno pensare, per il timore di vedere Junior con la sua stramaledetta aria saccente, ricordargli le sue verità tanto scomode e irritanti quanto cristalline.
Un giorno Lollo passeggiava in un parco, profondi solchi neri gli attorniavano gli occhi dallo sguardo spento.
- Stavo meglio prima - disse tra sè - quando vivevo senza consapevolezza.
- La verità è sempre difficile da vivere, replicò lo gnomo con un sorriso, ma prima o poi, foss'anche in punto di morte, il dolore che ne deriva deve essere vissuto. Tu lo stai solo anticipando e diluendo un po' grazie a me.
Di colpo Lollo se lo scrollò di dosso colpendolo con una manata e cominciò a correre.
- Non ti voglio piùùùùùù - gridava correndo con i passanti che gli facevano strada terrorizzati dalle palesi escandescenze di un pazzo.
- Non puoi liberarti di me - urlò di rimando lo gnomo prendendo a inseguirlo.
Lollo correva a perdifiato, già più leggero per l'assenza di Junior, ma lo sentiva dietro di sè che guadagnava terreno. Allora osò il tutto per tutto. Salì sempre di corsa la collinetta su cui scorreva veloce la tangenziale, saltò il guardrail, e si lanciò ad attraversare le sei larghe corsie. Schivò per un pelo due camion in un tripudio di trombe e fischi di gomme sull'asfalto, poi un furgoncino lo prese in pieno.
Nel momento dell'impatto davvero tutta la vita gli scorse davanti agli occhi, e davvero, come predetto dallo gnomo, il dolore per le scelte sbagliate, per i desideri utili unicamente ad alimentare se stessi, per le piccole bugie raccontate giorno per giorno a se stesso, lo invase come un'onda. Davvero quel dolore fu attenuato da quanto Junior gli aveva già mostrato.
Il suo ultimo pensiero cosciente fu proprio per Junior. Perché adesso, nella piena consapevolezza, aveva visto che in realtà lo gnomo non esisteva ed era solo una sua proiezione. E il pensiero urlò la sua frustrazione lasciando un'eco a far da ponte tra questo e l'altro mondo...
- Vaffanculooooooooooooooooooooooooooooooooooo.
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Lollo un tempo desiderava. Si, desiderava un lavoro migliore, belle donne, amori avvolgenti, viaggi da favola. Ogni tanto desiderava anche vincere al superenalotto, belle macchine, case da vip, yacht con cui visitare arcipelaghi geograficamente improbabili. Insomma Lollo desiderava come una persona...
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21/01/2008 13:09:59
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Commenti

  1. perdonamialessandro 21 gennaio 2008 ore 14:25
    :batapalloncino
  2. Introspezione 21 gennaio 2008 ore 16:38
    Fantastico! Ottima introspezione sulla consapevolezza, Ack. L'ho scritto sussurrando e sorridendo, scusa ma non volevo svegliare il cane. :hihi
  3. vorreisolamente 21 gennaio 2008 ore 16:41
    Spiace tuttavia che il raggiungimento della consapevolezza avvenga solo quando ormai si sia impossibilitati al farne buon uso. Una seppur piccola dose di inguaribile ottimismo sarebbe auspicabile, come il lieto fine del film che ti ha ricoperto di lacrime. Spero che Lollo si rialzi improvvisamente col suo vaffanculo crescente e, raddoppiandone la dose, dica a tutti: vi ho presi per il culo maledetti bastardi, ladri di consapevolezza altrui, non mi avrete mai, mai e poi mai!
  4. portosimo 21 gennaio 2008 ore 17:08
    Ho capito, ma junior e' consapevolmente pessimista, nostra Signora Consapevolezza non e' sempre avida, in ogni cosa che ci accade c'e' sempre un lascito positivo ed uno negativo. O no?;-)
  5. Matitarosa 21 gennaio 2008 ore 18:06
    devo avere uno Junior intorno anch'io... :-( Ecchecavolo!!! :-)) (bellissimo il tuo racconto, grazie!)
  6. Ack13 21 gennaio 2008 ore 20:17
    per vorreisolamente portosimo (che detto così sembra un'altra cosa)... Junior se la ride, è neutro come tutte le verità. Il gesto definitivo di Lollo magari qualcuno può risparmiarselo... non credo finisca sempre così. Per matita... il mio mi fa compagnia da lungo tempo, ma ho il dubbio che i racconti qualche cazzata :-))) Per il gemello di Mister... hai uno strano modo di sussurrare... non solo il cane, ma tutto il vicinato è saltato sulla branda...
  7. Jean.mg 21 gennaio 2008 ore 23:09
    che maledizioni benedette (o benedizioni maledette?)! :hihi:hihi:hihi:-)))
  8. ZucchettoMau 21 gennaio 2008 ore 23:52
    Semplicemente geniale! Certo che Lollo un po' pirla lo era, altro che consapevolezza... Se ad esempio fosse stato davvero consapevole avrebbe scelto di schiaffare lo Gnomo in un microonde ed avrbbe girato la manopola al massimo della frequenza, poi l'avrebbe visto gonfiarsi ed esplodere dal vetro, facendogli ciao con la mano. Quindi lo Gnomo in effetti non era la Consapevolezza. Ma qualcos'altro. Forse la sfiducia in se stessi. Forse solo uno stronzo, come sanno essere i millantatori del tuo bene ... "questo te lo dico per il tuo bene", e giù affermazioni circa quanto tu sia coglione... Mah. Magari è solo una idea mia malata... Il pezzo è geniale, comunque... :ok
  9. Introspezione 22 gennaio 2008 ore 07:12
    :-)))
  10. incoerence 22 gennaio 2008 ore 07:38
    è un pò come "delitto e castigo"... niente di nuovo sotto il sole. :-))) incoerence
  11. Ack13 22 gennaio 2008 ore 10:12
    Perfettamente d'accordo con te. Niente di nuovo sotto il sole... e anzi son certo che da perfetto dandy colto e raffinato quale sei, potresti citarmi secchiate di esempi sul tema della consapevolezza e della verità, e della loro pericolosità in alcune situazioni. La fastidiosa malattia dell'ignoranza tuttavia, di cui debbo sentirmi affetto, in questo caso mi soccorre in modo che potrei definire ironico. Non avendo mai letto "Delitto e castigo" infatti, non solo ho potuto scrivere la mia storiella senza alcuna ansia da prestazione, ma posso anche prendere la tua velata critica di mancanza di originalità come un sincero complimento. Dovrò assolutamente ricordarmi di dimenticare di leggere Dostoevskij :hihi
  12. Ack13 22 gennaio 2008 ore 10:19
    Si, credo di potermi sentire in accordo con questo giudizio. Su Junior invece non saprei cosa dire se non che probabilmente è una fottuta maledetta benedizione (o viceversa), come dice Didi. Ognuno avrà il suo, e tutti saranno convincenti nel propinare verità lucide non necessariamente tali. Tuttavia devo ammettere che un giretto nel microonde ogni tanto è il caso di farglielo fare. Infatti (l'ho provato) si gonfiano come palle di gomma assumendo un colorito rosso vivo, ma non esplodono affatto. Semplicemente ci mettono una settimana buona a riprendere le sembianze originali. :-)))
  13. incoerence 22 gennaio 2008 ore 11:26
    Dostoevskij è stato un grandissimo conoscitore dell'animo umano...Memorie dal sottosuolo, Delitto e castigo, L'idiota, I demoni il Giocatore e I fratelli Karamàzov le sue opere fondamentali. Profondo nel delineare i caratteri morali dei personaggi che appaiono nei suoi romanzi, i quali sceneggiano, olre loro stessi, anche l'isolamento, l'aberrazione sociale e le ipocrisie. Tra l'altro li mette in scena senza abiura moraleggiante, perchè anche lui è passato direttamente attreaverso gli inferni che descrive. Le ipocrisie (Memorie dal sottosuolo) La cosiddetta sanità mentale contro la malattia (L'idiota) Le ossessioni compulsive (il giocatore) La colpa (Delitto e castigo) Il grande scrittore russo è a tutti gli effetti non solo un autore di letteratura, ma anche un filosofo contemporaneo raffinatissmo. :-) incoerence
  14. vorreisolamente 22 gennaio 2008 ore 23:06
    ho il terrore di beccarmi un vaffa nel confessarlo qui, così pubblicamente e candidamente, ma trovo che tra i due opposti estremi stia germogliando un’affabile singolar tenzone sull’eloquenza con il gusto dell’imperdibile e, come nella migliore tradizione popolare che adora lo scorrer del sangue senza motivo alcuno, in modo assolutamente irriverente, pretestuoso ed inopportuno mi attendo ulteriori ed entusiasmanti sviluppi, che seguirò in silenzio e trepidazione. Appassionatamente vostro P.S. da controllo testè effettuato, in merito al velato accoppiamento (a tuo beneficio?) nella risposta di massa cui mi lusingo di appartenere, ho ahimè riscontrato che Il profilo di portosimo non è più attivo. La profonda sete di conoscenza che mi divora con dolori lancinanti mi indurrebbe a saperne di più, ma non oso chiedere. Sempre affezionato, doverosamente e anticipatamente ringrazio. vorreisolamente
  15. casavianello 23 gennaio 2008 ore 08:57
    Complimenti davvero, un bellissimo racconto sia nella storia che nel modo in cui è scritto. Ehi il mio non vuole essere alcun giudizio, non sono nè scrittrice nè nulla che si possa avvicinare...semplicemente amo le cose belle. Nulla da invidiare al nostro amico F.D., ognuno scrive quello che pensa e come ritiene di volerlo scrivere senza dover necessariamente emulare o pretendere di essere migliore di qualcun'altro. Comunque se ne hai volgia leggi Delitto e Castigo, ne vale la pena Buona giornata:-)
  16. incoerence 23 gennaio 2008 ore 09:07
    Ma questa storiella è intrisa di buoni sentimenti sottopelle e il protagonista è pervicacemente cieco di fronte ai sommovimenti del male che lo permeano... Nulla infatti ci fa pensare ad una consapevolezza raggiunta con le proprie forze, anzi. Quest'ultima appare almeno inizialmente esterna a lui, (appollaiata alla sua spalla), fisicamente posta in alto, quindi una sorta di spirito santo, un collodiano grillo parlante... Un aura di misticismo religioso cattocristiano avvolge questa parabola dei buoni sentimenti e senza tema di smentita affermo che anche il nostro buon scrittore ne è sicuramente permeato. :-))) incoerence
  17. Ack13 23 gennaio 2008 ore 16:25
    Cara Sandra e Raimondo, vi ringrazio. Pur non condividendo l'ignoranza, sono contento di poter avere in comune con voi almeno l'assenza di velleità nello scrivere. E' solo un gioco, il raccontare come il commentare, e le esagerazioni ne sono la linfa. Dopo un consiglio dato così delicatamente, tuttavia, credo che prima o poi, sebbene sarà un rinuncia, leggerò "Delitto e Castigo". :hihi Ciao, Luca
  18. Ack13 23 gennaio 2008 ore 16:32
    Caro incoerence, la tua analisi è sagace ed acuta (oltre che divertente e gratificante), sebbene appaia un po' come il frutto della famosa metodologia del GUFO STUPIDO (Giovane Uomo Fortemente Orientato alla Semplificazione Teorica dell'Universo Pur Ignorandone Dati Oggettivi). Infatti pur centrando quasi tutto, mi cadi proprio sulla fondamentale semiotica del nano sulla spalla. Nel racconto originale lo gnomo era comodamente accucciato nei pantaloni, ma l'ho sfrattato perché mi ero reso conto che conferiva al racconto una luce assai diversa e fuorviante rispetto alla piccola idea che c'era dietro. Parlare con te è un piacere (non scherzo affatto) :hihi
  19. Calicanto 23 gennaio 2008 ore 19:24
    uhm, noto che non sono l'unica a non aver letto Delitto e Castigo...(le ragioni che ti hanno portato a non leggerlo mi sono ignare, Ack, mi limiterò a palesare le mie). Il fatto è che - e qua scatenerò chissà quale sorta di manifestazioni (anche se ritengo non ne valga la pena) - dopo aver letto con sommo sforzo Le Notti Bianche, sono giunta alla conclusione che per la sottoscritta (limitatissimo essere pensante se non altro con proprio cervello a costo di restare fuori circuito) Fedor D. (troppo lungo e complesso il cognome) è pedante e noioso. Vi prego, non linciatemi. Siamo in democrazia. :-)
  20. incoerence 24 gennaio 2008 ore 07:27
    calicanto la pedanteria e la noiosità sono l'impalcatura della complessità. Senza la fatica del compredere non si va da nessuna parte. o al limite si guarda il grande fratello. bisogna capire ed analizzare almeno venti atti di una complessità estrema, per compiere un solo gesto di una semplicità assoluta. :-))) incoerence
  21. incoerence 24 gennaio 2008 ore 07:30
    ack se hai spostato lo gnomo dalla sua sede originaria, oltre ad essere catto cristiano, sei anche sessuofobico :-))):-))):-))) :-)))incoerence:-))):-)))
  22. Calicanto 24 gennaio 2008 ore 09:28
    ..come non darti ragione? D'altronde io sono una affezionata (spero si scriva con una Z sola) fan del Grande Fratello, nonchè di Uomini e Donne (anche se ultimamente è calato un po' di tensione emotiva rispetto agli anni precedenti). Chapeau (spero anche in questo caso di non essere incappata in errori ortografici, vista la mia - ahimè - limitatezza) per te e per la tua somma cultura e saggezza. Ack, visto che questo è il tuo post (e blog), scusa se mi sono dilungata. Ora vado a vedermi il Grande Fratello, puntata iniziale, l ho registrata, vederla in diretta non mi basta.:-)
  23. Ack13 24 gennaio 2008 ore 09:54
    Inizio a provare un prepotente moto di simpatia nei tuoi confronti... :-))):-))):-)))
  24. incoerence 24 gennaio 2008 ore 10:28
    io non ho nulla contro il grande fratello, tant'è che aldo grasso ha pubblicato sul corriere della sera una mia recensione ! peace and love. il resto è ironia autoindotta ahr ahr ahr :-))) incoerence p.s. auguri e figli maschi
  25. Ack13 24 gennaio 2008 ore 11:11
    Meriterebbe una storiella a sé (se mi viene la scrivo). In realtà, aldilà della simpatia per Calicanto, questa volta sono d'accordo con Incoerence al 10%. La complessità va affrontata e gestita, compresa quando si può, intuita negli altri casi. Solo che nel mondo di luci farfalle e colori in cui vivo, sarebbe bello andare nella realtà per coglierla, nella gente. Poi se genera pensieri ed emozioni ci si può cimentare a scriverla o metterla in musica o tirarla con l'arco e di spada. Qualunque arte praticata, anche con scarsi oggettivi risultati, è un'esperienza interessante e formativa. Mi lascia molto più cattocristiano invece il processo inverso in cui ci si sforza di cogliere la complessità che un altro ha vissuto e scritto, e poi siccome lui è un grande universalmente riconosciuto, allora la realtà la si semplifica a sua immagine e somiglianza. La complessità esiste. In ogni persona prima che in ogni grande pensatore. Quando avrai finito di leggere tutti i libri, se ti annoi, potrai sempre passare ad altre sei miliardi di piccole storie vere. Mi sei simpatico anche tu, Incoerence. :hihi :-))) :dito :-))) :hihi
  26. incoerence 24 gennaio 2008 ore 11:27
    calmatevi, il mio è solo esercizio di retorica (arte della parola)...la amo tanto. La verità è quadridimensionale, non la possiamo cogliere, almeno non oggi !!. Noi siamo esseri tridimensionali. E' come un essere bidimensionale (tipo un foglio di carta) che cercasse di vederci dall'alto... Ecco perchè le parole che agiscono nel mondo tridimensionale degli umani, servono per produrre solo altre parole. Ma noi crediamo, usandole, di raggiungere un qualcosa al di là. Come mettersi i pattini, prendere la rincorsa e cercare di andare sulla luna. :-))) incoerence
  27. Calicanto 24 gennaio 2008 ore 11:38
    Incoerence! Come è possibile comprendere una frase quale "Hic manemibus optime" per chi, come me, non è a tali livelli per farlo? La cultura va diffusa e fatta comprendere non si può solo farne sfoggio. A che pro? Quale magra soddisfazione se non un'esaltazione momentanea del proprio ego? Ma vuoi mettere, invece, la consapevolezza di aver aiutato qualcuno ad apprendere un briciolo in più? Io posso arrivare, al massimo MA PROPRIO AL MASSIMO, a questo: hic : parola onomatopeica che equivale al singhiozzo. manemibus: patologia che porta la persona a muovere troppo le mani su un mezzo pubblico. optime: probabile storpiatura di Optimus, marca di una besciamella credo. Porca pupazza, non si può lasciarmi in questa ignoranza. Traduci, per favore.
  28. Ack13 24 gennaio 2008 ore 12:05
    sembra lo faccia apposta... spiega le poche parole che, per puro caso conosco, come "retorica", e lascia in un limbo oscuro quanto avrei bisogno di illuminare. Per esempio io ero convinto che le tre dimensioni, sebbene mutate dal classico 90-60-90, riguardassero solo le donne... ma anche nel caso in cui fossero quattro o anche di più e riguardassero invece l'universo, se è vero che un iperpiano multidimensionale è sempre percepibile in ogni sua dimensione, perchè uno che è in un foglio dovrebbe guardare dall'alto e non accontentarsi di una bella tomografia assiale computerizzata? Poi con un po' di vento e un po' di culo, magari ripiegandosi ad aeroplanino, potrebbe anche farselo un giro a guardarci dall'alto immaginando il futuro e ricordando il passato. Non capisco, non mi è chiaro...
  29. Calicanto 24 gennaio 2008 ore 12:09
    ..pur essendo pienamente d'accordo a metà con te (l'originale era "con il mister" e non ricordo chi disse questa stupenda affermazione, riportata in Mai dire Gol di anni fa.. :-))) .. )... ma hai tenuto conto dell'effetto serra? Perchè da questo dipende la corretta lettura dell'insieme.
  30. incoerence 24 gennaio 2008 ore 12:19
    inioranti ! vi siete coalizzati contro di me. . . . . . peste vi colga. vi lascerò con Platone: "Chi è capace di vedere l'intero è filosofo, chi no, no" ahr ahr ahr...
  31. Ack13 24 gennaio 2008 ore 12:22
    O que serrá que serrá... Aggiunge in effetti un pizzico di malinconia all'insieme, ma è tutto sotto controllo... come dice il mio amico Francesco, sono un acrobata della malinconia. (con le citazioni colte tipo "Mai dire gol" non ti sto dietro... ma con la musica leggera pseudointellettuale vado forte :-))) )
  32. incoerence 24 gennaio 2008 ore 12:25
    calicanto, la tua cultura televisiva ha dello stupefacente. scommetto che sei abbonata (come me del resto) a donna moderna. ahr ahr
  33. Ack13 24 gennaio 2008 ore 12:27
    Parlo delle tue citazioni. Sono eccitato ma ci sono, accidenti!! Ridi come Gamba di Legno Evvai!! Ma vieni!! Le so... tutte!!!
  34. Calicanto 24 gennaio 2008 ore 12:29
    beh, capisco, Mai dire Gol non è per tutti... (d'altronde nemmeno il GF).. io scelgo solo materiale di prima qualità, la cremeria della cremeria.. (bete, mi manca l'accento circonflesso da mettere sulla prima E...interessante mi fa venire in mente "bestiario".. che per liasion lo porrei accanto a Bacon (non Bacone, bacon quello della pancetta affumicata). Può bastare per oggi, Ack? Che dici? Saremo un giorno degli adepti degni? Di cosa non so, ma l'importante è crederci..:hihi Incoerence, è vero, sei simpatico, tutto sommato.
  35. incoerence 24 gennaio 2008 ore 12:34
    aborro la simpatia
  36. incoerence 24 gennaio 2008 ore 12:41
    la verità è che per non so quale vostra proiezione, vi siete sentiti per un attimo offesi dal mio supposto ingeno e finta teorica superiorità cul_intellettuale...in altre parole ci avete creduto. egocentrici e narcisisti che non siete altro (e pure permalosi) chi legge, mi assolverà, mentre voi finirete nel giorne dei dannati per superbia (e creduloneria) ai lettrori la sentenzia ... chi preferite? il mite studioso umanista incoerence o i perfidi aggressivi/compulsivi bonnie ack e la sua degna compare clyde calicanto? (o viceversa..) diteci !
  37. casavianello 24 gennaio 2008 ore 12:46
    Carissimo Ack ti ringrazio per la risposta. Quando ci siamo registrati sul sito in realtà lo abbiamo fatto in due dandoci come nick il modo in cui amano chiamarci i nostri amici (vedi lamadiluna e manueladi), ma poi sono io che mi sono accanita pian piano e ho cominciata a partecipare sempre più frequntemente... Raimondo l'ho perso per strada lo sai com'è...un pò pigro e delle volte apatico e refrattario a nuova cose che possono dare nuovi stimoli... Ad ogni modo, pur non digerendo affatto l'gnoranza, non credo si possa definire ignorante qualcuno solo perchè non ha letto un libro che si ritiene; per mero luogo comune, "debba essere letto". Concordo pienamente con Calicanto (bellissima la traduzione dell'hic manemibus optime :-))):-))))) sulla difficoltà e diciamolo pure la pesantezza di alcuni, a dire il vero, molti scritti di F.D..Ritengo però che, se letto nel momento giusto, non si può non innomararsene. Io ho ripreso in mano Delitto e castigo molte volte riponendolo via dopol le prime 50 pagine. Poi un giorno, non so dirvi il perchè, l'ho ripreso dalla libreria e l'ho messo via dopo averlo letto, non dico tutto d'un fiato perchè mentirei data la difficoltà, ma quasi senza renderme conto ed innamorandomene pagina dopo pagina. Una descrizione talmente viva e minuziosa degli stati d'animo del protagonista che si manifestavano attraverso improvvise e devastanti reazioni fisiche che, ad certo punto, me li sentivo nel cuore e sulla pelle. Ecco perchè ritengo valga la pena almeno provare a fare un tentativo ... al massimo lo roponete di nuovo sullo scaffale... P.S. ehi incoerence quando decide di scendere dal tuo piedistallo fatto di cultura a volte sterile, concedimelo, batti un colpo baci
  38. incoerence 24 gennaio 2008 ore 12:58
    il voto di sandra è uno zero a zero... avanti i prossimi giurati: chi avrà la vostra benevolenza, il soave e trasparente incoerence o i rimestatori di fango e torbidi figuri jocker ack e medea calicanto? votate !
  39. Ack13 24 gennaio 2008 ore 13:00
    La verità dal mio punto di vista, invece, è che in modo simpatico, intelligente, e forzatamente dandy, quindi con un velo di spocchia tanto ostentata da non poter essere reale (almeno spero... per te), spari delle gran cazzate (sempre solo dal mio punto di vista, eh?). Risponderti a tono e giocare questo gioco è per me un genuino divertimento. Se come dici e come spero, alla fine non sei davvero convinto delle tue assurde elucubrazioni, sarà un piacere romperti ancora le scatole sul mio o sul tuo blog (o anche su altri). Nel frattempo... hasta la vista (anche su Tex Willer sono preparato). :hihi Luca
  40. Calicanto 24 gennaio 2008 ore 13:02
    scrivi che "certi libri, se ripresi in particolari e diversi stati d'animo, possono darci un altro effetto". A me non è ancora successo (un libro o mi piace ed è per sempre o non mi piace e non mi piacerà mai, esiste forse l'empatia anche verso i libri?:-) ). Non lo escludo, però, solo perchè a me non è ancora capitato. Magari un giorno mi verrà il desiderio di leggerlo, Guerra e Pace,..ops, Delitto e Castigo (ho cercato soltanto di alleggerire l'argomento, mi sia concessa la battuta idiota:-) ). E magari lo troverò interessante e mi piacerà. p.s. la traduzione è tutta farina del mio sacco eh?! non ho consultato nessun vocabolario.:-)))
  41. Calicanto 24 gennaio 2008 ore 13:09
    Io ho soltanto scambiato qualche battuta, Incoerence. Se vuoi trasformarla in processo (con tanto di giuria) non so che dire... Non faccio sfoggio di nulla, anche perchè non ho i mezzi adeguati. Ma è pur vero che non sopporto e mai ho sopportato chi, invece, lo fa e in modo pedante. Se poi hai scherzato, come scrivi, tanto meglio. Avremo riso tutti perchè anch'io, mentre scrivevo, ridevo..:-))
  42. Ack13 24 gennaio 2008 ore 13:53
    Ovviamente molte delle cose dette erano esagerazioni a bella posta. Per quanto riguarda i libri e la cultura in generale, io ne usufruisco per diletto, quindi fondamentalmente se e quando ne ho voglia. Se un libro sia bello oppure no se ne può discutere, altrettanto se sia possibile cambiare idea in momenti diversi della vita. Il punto di vista che mi premeva esporre però è che la cultura, intesa come bagaglio di cose che conosci perché le hai lette o comunque imparate, non rappresenta di per sé un valore e men che meno un merito per chi la possiede. Le doti che permettono agli uomini di crescere davvero rendendoli grandi menti o grandi spiriti (passatemi il cattocristianismo) sono altre. La cultura poi diventa addirittura molesta se ostentata. Alla spocchia intellettuale preferisco quella più genuina delle ignoranti esibizioni di auto e abiti firmati... almeno c'è la scusante della povertà di spirito.
  43. ZucchettoMau 24 gennaio 2008 ore 14:33
    culturalmente parlando è stato un mio insegnante che di notte si prostituiva sui binari della stazione. La percezione che ci lasciava, a differenza di qualunque altro nostro docente, consisteva nella chiarissima consapevolezza di poterci gabbare (avrei preferito utilizzare una metafora sessulaizzata ma, considerato il personaggio e quanto di lui già detto, sarebbe stata di pessimo gusto non già per il facile turpiloquio) ponendoci una domanda a cui non avremmo saputo rispondere, al di là del fatto che essa restasse nel contesto dell'argomento studiato ed indipendentemente dalle conoscenza che avevamo acquisito. Mi insegnò che la filosofia serve se ti cambia dentro altrimenti, meglio una bottiglia di vino. Forse non c'azzecca molto con quanto vi siete detti, che io ho letto semplicemente come un "divertissement", una "fuga dal se"...cosa che, più ad ampio respiro, è probabilmente il senso stesso del Blog (non di "questo" blog: di tutti i blog...) Buon proseguimento, in ogni caso. Anche io mi sono divertito, a leggervi...sembrava di assistere ad un inseguimento da "comiche" in bianco e nero... ;-)
  44. casavianello 25 gennaio 2008 ore 09:07
    Certamente, è solo un gioco e guai se non fosse così... ci manca solo che dobbiamo prenderci sempre sul serio anche nei blogs, sarebbe davvero cosciente autodistruzione. E io sinceramente non ne ho voglia nè ci ho mai pensato nenche pe un attimo. Ehi incoerence devo ammettere che le cazzate che spari sono talmente delle belle cazzate che, alla fine, ho deciso di votare per te:hihi:hihi
  45. incoerence 25 gennaio 2008 ore 09:52
    casavianello: "timeo Danaos et dona ferentes" (temo i greci anche quando portano doni. lacoonte ai troiani) senta ack. ho un idea. per ravvivare il blog e introdurre un nuovo elemento di gioco, potremo darci all''eristica. in antichità il gioco l'eristica era assai diffuso. in un agone (una platea di uditori), due persone sceglievano un tema e per il singolo tema i due giocatori fornivano due verità antitetiche senza esclusione di colpi (dialettici) . vi erano tre repliche per ogni singolo contendente. alla fine tra le sei esposizioni, gli uditori sceglievano la piu bella e la piu piu persuasiva. che ne pensa? potrebbe partire lei... poi tre repliche a testa, poi il giudizio finale dei lettori. mi faccia sapere. :-))) incoerence
  46. Ack13 25 gennaio 2008 ore 10:19
    ...e non potrei non accettare neanche volendo. solo lascerei a lei i bianchi, essendo io assai poco avvezzo a simili faccende. Conservo qualche dubbio sulla platea che parteciperà al gioco (la ruota della fortuna è assai più interessante, temo) ma non è così rilevante. Attendo di leggere la sua prima mossa sul suo blog (tanto ho l'impressione che di verità antitetiche, tra noi, potremmo riempirne un sacco e una sporta) :-)))
  47. incoerence 25 gennaio 2008 ore 11:08
    bene, allora diamo inizio alla tenzone. credo che debba aprire qui da lei una discussione, in quanto la mia casa (per fortuna) non è cosi frequentata quanto la sua. e, ca va sans dire, senza chi giudica non vi è partita. nel tema vi ponga un preambolo di regole che abbiamo già sopra concordato e poi si parte. a -tema b - 3 interventi alternati a testa c - giudizio finale dei lettori
  48. Ack13 25 gennaio 2008 ore 11:12
    e io, virgolettando, ne farò il post-agone
  49. casavianello 25 gennaio 2008 ore 13:30
    Mi piace un casino questo gioco incoerence, allora quando vuoi, riesci anche a dire delle cose sensate e non irritanti, mi preoccupa tutta questa bontà da parte tua, sarà il solito cavallo di Troia!!!! attendo l'inizio del duello e spero tanto di riuscirlo a seguire considerato che mi sta arrivando un gran febbrone secondo me;-(;-(;-( ciaoooooooooooooo
  50. PeSSima.DiSpeTTosa76 15 luglio 2010 ore 17:11

    mi piace immaginare la mia consapevolezza come un'onda.

    Che mi porta vicina vicina alla verità...e poi ci aggiunge una conchiglia e così me ne regala una visione diversa.

    La vita non deve essere statica, mai, Neppure nella consapevolezza.

    Baci Luca, e grazie

     

    :rosa

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