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Lui e lei

Ack13 23 febbraio 2008 ore 17:36
E' già da un po' di giorni che di tanto in tanto li guardo. La finestra di lei è di fronte alla mia, un paio di piani più in basso dall'altra parte del cortile. Quella di lui è invece sulla palazzina di lato. Infatti per guardare verso di lei deve sporgersi un po'. Lo fa semicoperto dalle tende per non farsi notare, ma si nasconde da lei, non da me. Così lui osserva lei non visto, e io posso osservarli entrambi.
La osserva si, con quella dedizione idiota da giovane innamorato, che alle volte mi fa simpatia e altre mi verrebbe da dargli uno scappellotto per svegliarlo un po'.
Spesso quando intuisce che potrebbe essere in procinto di uscire, si precipita giù per le scale e si mette fuori con un fare indifferente talmente forzato che lo sgamerebbe anche un tricheco addormentato. Già, un tricheco forse si, ma a lei lui piace. Lei non capisce.

In questo momento ha indosso un paio di jeans e un maglione. Si guarda indietro in uno specchio che posso solo immaginare. Guarda e riguarda cambiando posa e sembra nervosa e frustrata. Lui dietro la sua tenda non perde una mossa ma non credo capisca. Non può perché l'idea che lei possa sentirsi brutta e grassa è inconciliabile con la bellezza che vede.
A un certo punto lei ha un moto di rabbia e si strappa quasi i jeans di dosso. Poi si butta sul letto in mutande con la faccia sul cuscino. Forse piange, o forse ci prova senza riuscirci. Mi sento quasi in imbarazzo di fronte a quelle mutande da brava ragazza. Bianche e di cotone, senza fronzoli o ammiccamenti, e per questo a loro modo sensuali. E quella sensualità deve vederla anche lui, visto che percepisco il suo sussultare tra le tende.

Restiamo così tutti per qualche minuto. Poi qualcuno entra in camera sua. Vedo solo i piedi e non capisco chi sia, ma la vedo sollevare il capo dal cuscino e scambiare probabilmente qualche parola. Poi l'intruso esce e lei si alza e si veste indossando una gonna.
Non so quanto lui capisca di tutto questo, ma di sicuro ha i sensi allerta. Lo vedo schizzare via e dopo trenta secondi è in cortile che passeggia guardando le siepi.
Lei esce con sua sorella. Non so cosa lui si aspetti. Forse essere visto gli basta. La guarda a stento. E' un brutto pomeriggio. Imbarazzata dalla sua bruttezza immaginaria che lui non è in grado di vedere, lo saluta appena e scappa via trascinandosi dietro la sorellina.

Mi assale un senso di nostalgia per il loro non vissuto che mi richiama il mio. Per reagire mi dico che tanto con ogni probabilità starebbero assieme solo poco. Lei non riuscirebbe probabilmente a capire quella fragilità nascosta dietro al suo essere maschio. E lui invece resterebbe lontano anni luce dalla sua dolce complessità. Si, mi ripeto, sarebbe una delle tante piccole cose in una lunga vita. Una cosa senza importanza.

Mi allontano dalla finestra ma non riesco a scrollarmi di dosso quella voglia prepotente di andare a prenderli entrambi mettendoli mano nella mano. Vorrei accompagnarli verso il sole che tramonta ad occidente, e lasciarli lì a vivere un pezzo della loro giovane vita.
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E' già da un po' di giorni che di tanto in tanto li guardo. La finestra di lei è di fronte alla mia, un paio di piani più in basso dall'altra parte del cortile. Quella di lui è invece sulla palazzina di lato. Infatti per guardare verso di lei deve sporgersi un po'. Lo fa semicoperto dalle tende per...
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23/02/2008 17:36:59
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Commenti

  1. fighter.lady 23 febbraio 2008 ore 17:48
    Che scema. Cavolo mi pizzicano gli occhi e il naso.
  2. Stella.bionda 23 febbraio 2008 ore 18:03
    ... bello vederli dirigersi verso il sole che tramonta e poter dire: "e vissero per sempre felici e contenti"... -EleRomantica-
  3. ymi69 23 febbraio 2008 ore 22:07
    un bellissimo racconto....
  4. Sinda 23 febbraio 2008 ore 22:29
    una volta c'erano gli amici per favorire gli appuntamenti al buio, oppure le sagge vicine ficcanaso, che conoscevano non solo tutti gli orari dei coinquilini, ma anche il loro albero genealogico fino alla sesta generazione, che dire poi delle mamme ansiose, delle sorelle impiccione, degli amici dei fratelli e dei vicini che guardano alla finestra? Infondo basta davvero poco e poi succeda ciò che deve! Scusa, se ho rovinato la poesia0:-) ma volevo salutarti in allegria! ciao fratellone!!!!!!!
  5. meteta 24 febbraio 2008 ore 14:50
    Amori che non si incontrano mai.Fatti di non vissuto,o vissuti da soli.Io non lo so,non ho la ricetta giusta,ma chissà forse anche qs amori,che non giungono mai al compimento,hanno in qs non compimento il loro senso.Fanno un pezzo di strada con noi,ci fanno compagnia.Meglio averli non vissuti una volta,che non aver non amato per nulla anche da lontano... ps Magari però un pò di coraggio in più in tutti noi...
  6. Ack13 25 febbraio 2008 ore 00:32
    Ciao, che piacere rivederti gironzolare da queste parti. Spero tu stia bene.
  7. Ack13 25 febbraio 2008 ore 00:40
    affascinante l'idea del non vissuto con un suo proprio ruolo, anche se non sono così convinto. Non vissuto è spesso equivalente a vissuto da solo, all'interno, in modo autosufficiente. In alcuni casi ha un senso, in altri conduce su terreni che istintivamente non mi piacciono, non solo per l'ombra della paura, ma anche per le forti emozioni che di solito conferisce il non vissuto...
  8. Ack13 25 febbraio 2008 ore 00:41
    non sei scema, sei raffreddata.
  9. Ack13 25 febbraio 2008 ore 00:45
    grazie a Ymi e... Ele, avrebbe comunque meno fascino con "vissero felici e contenti". Il problema è proprio questo: troviamo troppo piatti i "lieto fine".
  10. casavianello 25 febbraio 2008 ore 11:36
    Sto imparando che trovare degli alibi al proprio non vissuto "...tanto saerebbe stati insieme per cosa... una cosa senza importanza..." serve solo a fare di sè stessi delle persone apparentemente felici alla continua ricerca di qualcosa e qualcuno che alla fine non avremmo mai il coraggio di afferrare. E diremo, beh, alla fine non ho perso nulla, era solo una cosa semza importanza. Ma mentiamo e solo a noi stessi e alla fine ci crogioliamo in felicità mediocre, fatta di falsi sorrisi e di parole dette senza emozione alcuna, nè sentita nè vissuta. ragazzi vi prego ultimamente siamo un pò giù di tono. Mi sa che seve il ritorno di incoerence con le sue cazzate
  11. fighter.lady 25 febbraio 2008 ore 11:45
    :dito A-N-T-I-P-A-T-I-C-O
  12. meteta 25 febbraio 2008 ore 12:33
    Concordo con te,anche per esperienza diretta(e so che mi pentirò di averlo confessato).Non vissuto=vissuto da solo,e se ci si scivola il gioco è pericoloso,è idealizzare.Amare qualcosa che non c'è,qualcuno che non è.Le illusioni sono persone pericolose,non hanno difetti e sono sempre meglio del vissuto,ma arriva sempre la dura,cruda,realtà a ristabilire dolorosamente il tutto.E chissà che non sia quella la nostra salvezza,per imparare ad amare quello che si è,gli altri per quello che sono,e capire che qualche volta amiamo una persona più per i suoi difetti che per i suoi pregi.Oddio oggi ho la divagazione facile.Mi fermo. Un Bacio,posso?
  13. lamadiluna 25 febbraio 2008 ore 22:02
    Sono le tante piccole cose senza importanza che formano una lunga vita. Nessuno di noi finirà sui libri di storia perchè ha cambiato il corso del mondo...;-) Il valore di una cosa è sempre relativo a chi quella cosa la possiede o soltanto la desidera. Dovresti fare a meno ogni tanto del fardello della tua saggezza. E se te lo dico io....:hihi
  14. Ack13 26 febbraio 2008 ore 17:19
    Sono d'accordo con te, e infatti per quanto piccole ne scrivo. Lasciamo stare la saggezza, che tra il dire e il fare...
  15. Matitarosa 09 marzo 2008 ore 20:49
    trovo parole "snocciolate" con dolcezza infinita. Sei una vera sorpresa. Bella sorpresa. E leggerti è un piacere.

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