In un giardino d'altri tempi, su una panchina, Gianni è seduto e si guarda la punta delle scarpe. Marco gli si avvicina.
- Ehilà. Ti vedo giù, cos'è successo?
- Ho visto poco fa Marta che ballava con Angelo. Si sono baciati - risponde continuando a giocare smuovendo i ciottoli con un piede.
- E cosa intendi fare?
Lui solleva la testa.
- Niente - dice con una scrollata di spalle.
- Vedi Gianni, secondo me tu devi imparare a difenderti. Ci sono cose nella vita, cose che gli altri fanno, che devono farti arrabbiare.
- Per esempio?
- Per esempio quando qualcuno di cui ti sei fidato tradisce la tua fiducia, quando un amico a cui sei stato vicino sparisce nel momento del tuo bisogno, quando la donna che ti ha giurato amore cambia idea senza motivo.
- E se so già che possono fare così?
- Se sai che un amico tradirà la tua fiducia o ti abbandonerà non resti suo amico, se sai che la donna che ti dice che ti ama cambierà idea te ne cerchi una diversa.
- No... Voglio dire se so che possono fare così ma non sono sicuro.
- Se hai dubbi cerchi altri amici, altre donne. Devi poterti fidare di chi ti è davvero vicino. Di quelli nelle cui mani ti affidi.
- E se non sono mai sicuro?
- Se qualcuno può fidarsi di te, c'è qualcuno di cui puoi fidarti.
- E se non sono sicuro di me?
- Ti impegni per migliorarti.
- A me piacciono i gatti.
- E quindi?
- So che se ne possono andare via, ma mi piacciono lo stesso.
- Vuoi dire che ti piace la gente poco affidabile. E' normale, ti rende insicuro e quindi ti dà maggiori emozioni. Ma devi imparare a scegliere le persone giuste. Devi giocare con i gatti e dormire con i cani.
- E se è mio fratello? Se è mio padre, se è mia madre, se è mio figlio?
- I parenti non si possono scegliere, gli altri si.
- uhm...
- Non sei convinto?
- No.
- Cosa c'è che non ti quadra?
- Non lo so. Non mi piace.
Detto questo si alza e se ne va caracollando imbronciato. Marco resta seduto sulla panchina. Poveretto, pensa, troppo vulnerabile, troppo ingenuo. E' proprio vero che i vecchi ritornano bambini.
















