Tutti gli uomini hanno dei sogni. Alcuni li seguono tenacemente per portarli nella realtà, altri si limitano a frequentarli di tanto in tanto, magari nelle discussioni oziose del "cosa faresti se vincessi tutti quei soldi", ma i sogni sono sempre lì. Circondano la nostra vita, infondono la forza necessaria a quell'ultimo passo, o semplicemente ci aiutano a distrarci un po' dalla miseria che si ostina a girarci attorno.
Nei sogni non c'è la solitudine, non c'è il rovescio della medaglia, non c'è l'odore di sudore e i piatti da lavare. Per questo spesso il più bello di essi si infrangerebbe contro se stesso nel momento stesso in cui diventasse realtà. E' una consapevolezza difficile da raggiungere. E' difficile soprattutto se la giovinezza pulsa ancora nelle vene, ma lo è anche per chi, vecchio e stanco come me, dovrebbe averne viste abbastanza. I sogni sono tenaci, muoiono solo con noi e alle volte ci sopravvivono.
Non so in tutta onestà se quanto ho vissuto basti a far luce sulla loro natura ingannevole, ma so che tra le tante cose che visto, e vi assicuro che ne ho viste tante, c'è Peter.
La storia di Peter comincia molti anni fa, così tanti da perdersi quasi nel flusso del tempo. Aveva appena compiuto quattordici anni quando conobbe Wendy. Wendy bellissima e intrigante, Wendy misteriosa come una sedicenne può esserlo solo per un ragazzino con due anni meno di lei.
Se ne innamorò follemente. Spesso noi adulti sminuiamo gli amori giovanili. Sono effimeri, durano poco, sono immaturi, e dimentichiamo che quell'intensità ci è restata preclusa poi per il resto della nostra vita.
Ad ogni modo Wendy fu il primo grande amore di Peter. Furono felici a lungo considerata l'età, e forse lo sarebbero stati ancora di più se lei, ventenne, acquisite le morbide forme dell'età adulta, non si fosse trovata davanti lo stesso scheletrico ragazzino la cui tenerezza l'aveva conquistata. Resistette ancora, sperando in uno sviluppo tardivo o in un'esplosione ormonale, ma dopo altri tre anni lo lasciò.
Fu una separazione triste. Lui era restato identico a se stesso per tutto quel tempo. Non un filo di buffa barba adolescenziale, non un centimetro in più, nessun cambiamento nella voce ancora bianca. Tra le lacrime mescolate e gli abbracci, lei dovette confessargli che l'affetto che provava per lui si era mutato in quello di una sorella maggiore, e tendeva ora all'amore materno.
Ci furono altre Wendy nella vita di Peter, tutte con il medesimo risultato, poi lui crebbe, crebbe dentro. Non riusciva più a innamorarsi di giovani quattordicenni. Voleva di più, voleva una donna vera e adulta come adulto percepiva se stesso.
Quando l'ho conosciuto viveva già da oltre tre secoli intrappolato nel solito corpicino poco più che bambinesco. Mi raccontò la sua storia, mi disse di come non solo era restato intrappolato in quel corpo, ma anche nella stessa voglia di crescere che aveva accompagnato i suoi primi veri quattordici anni. Il ritorno ai giochi e alla giovinezza, disse con gli occhi lucidi, ha senso solo se è un ritornare indietro quando tutto il tuo essere va avanti. La giovinezza eterna non esiste.
Peter
24 settembre 2008 ore 12:309973390
Tutti gli uomini hanno dei sogni. Alcuni li seguono tenacemente per portarli nella realtà, altri si limitano a frequentarli di tanto in tanto, magari nelle discussioni oziose del "cosa faresti se vincessi tutti quei soldi", ma i sogni sono sempre lì. Circondano la nostra vita, infondono la forza...

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24/09/2008 12:30:59
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Commenti
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itta 24 settembre 2008 ore 13:55
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Mau.P 30 settembre 2008 ore 00:31
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nonsocosasia 03 ottobre 2008 ore 09:10
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Ack13 03 ottobre 2008 ore 09:55 -
Syrela 07 ottobre 2008 ore 14:52
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