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Sapore d'altri tempi

Ack13 21 settembre 2007 ore 13:01

Tempi che non appartengono nemmeno a me, visto che questo album uscì nel 1969 e io non ero nemmeno nato (per poco, ok :).

Fatto sta che si porta dietro un sapore particolare. Senso di libertà, rivoluzioni culturali. Si ha l'impressione che fossero tempi molto più vivi e veri di quelli di oggi... chissà se poi è solo la suggestione di quello che non abbiamo vissuto.

Ad ogni modo a me questo pezzo mi fa fare un doppio  doppio salto. Vado indietro alla mia adolescenza, in cui invece che impazzire per i gruppi allora emergenti (che so, gli Wham o i Duran Duran), già allora  fantasticavo sui tempi andati.

A ottant'anni forse (ammesso che ci arrivi), ascoltando i Jethro Tull, penserò ad oggi, che uomo pensavo a me ragazzo, che ragazzo subivo il fascino di tempi che non avevo vissuto.

A centdiec'anni poi... vabbè, lascio stare :-)))
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Tempi che non appartengono nemmeno a me, visto che questo album uscì nel 1969 e io non ero nemmeno nato (per poco, ok :).Fatto sta che si porta dietro un sapore particolare. Senso di libertà, rivoluzioni culturali. Si ha l'impressione che fossero tempi molto più vivi e veri di quelli di oggi......
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21/09/2007 13:01:59
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Commenti

  1. Mau.P 21 settembre 2007 ore 15:09
    anzi: Ack...l'insoddisfazione per il presente... quando a 15 anni ascoltavo De Andrè e Guccini mi pigliavano per coglione. Non che avessero torto...ma in quelle parole trovavo parole in altri inascoltate. Sembra a volte che la gente del passato sappia descrivere il mondo in cui viviamo oggi meglio di come non facciano i contemporanei... E' perchè il mondo non cambia mai? Oppure perchè il presente è così difficile da cogliere per chi ci sguazza ancora dentro come un'anatra? In effetti potrebbe essere così, e se mi si chiede oggi il nome di un cantante che parli del presente faccio fatica a trovarlo. E faccio anche fatica a capire quali sono gli elementi che lo contraddistinguono, questo presente...
  2. Ack13 21 settembre 2007 ore 15:25
    Già... probabilmente è un po' entrambe le cose... incapacità di percepirlo, e fascino per quello che non c'è più. Da fan di Guccini e del Medioevo, forse ricorderai "Black Out". Oggi del presente secondo me comunque parlano Paola e Chiara. Che ne dici?
  3. ISYOU 21 settembre 2007 ore 16:22
    Bella "suonata", visti più volte in concerto. C'era in particolare una canzone, che mi piaceva sai "Too Old to Rock'n Roll to young etc...etc..." Buona giornata
  4. Sinda 21 settembre 2007 ore 17:26
    che il motivo portante di questo brano sia preso da un pezzo di Bach... qualche suggerimento?:hihi Riferimenti classici a parte, gli anni Sessanta sono stati un momento speciale, quanto all'oggi... ai posteri l'ardua sentenza, ma ahinoi, ci sono decenni che scivolano artisticamente inosservati ed ho come l'impressione di esserci dentro con tutti e due i piedi!
  5. Durden 21 settembre 2007 ore 18:41
    Ciao Ack, tutto bene? Non ho mai ascoltato molto i Jethro Tull (e pensare che mio padre mi regalò un loro cd un paio d'anni fa...), ma grazie al tuo post ho deciso che cercherò di rimediare... Riguardo il passato e la sua percezione da parte dei contemporanei non so, forse tu e Mau avete ragione, anche se c'è da dire che in effetti gli anni 60 (non vissuti neppure da me tra l'altro...) siano oggettivamente stati molto creativi, sotto diversi punti di vista, e senz'altro per quanto riguarda il "Pop", inteso in senso molto ma molto largo. Io una volta da ubriaco ho vaneggiato addirittura di una "Teoria del '67", sostenendo come precisamente quell'anno fosse il picco creativo di quel decennio. Dai un'occhiata ai dischi usciti lì lì proprio lì e forse il sospetto potrebbe venire anche a te... A presto.
  6. Ack13 22 settembre 2007 ore 00:30
    Spero ti piacciano, Durden, anche se io non ero proprio un grande ascoltatore di Ian Anderson. Mi piaceva però moltissimo questa rivisitazione di una delle Bourrè di Bach. Trovavo incredibile un flauto traverso Hard Rock e il suo accostamento alla musica classica :-))) Ad ogni modo credo anche io che il triennio 67-69 sia stato davvero fenomenale (preparavano la mia nascita l'anno dopo). Un po' il dubbio che sia un'erba del vicino resta, ma più per dovere che per convizione.
  7. Ack13 22 settembre 2007 ore 00:35
    ho anch'io lo stesso sospetto. A me piaceva moltissimo anche e forse soprattutto la Sarabande che precede questa Bourrèe nella suite (non dico il numero perchè sarebbe troppo spocchioso) :-))) Le due assieme sono forse l'unico pezzo classico che ho studiato alla chitarra.
  8. pierodasiena 25 settembre 2007 ore 09:53
    io c'ero .. ahimé .. mi dicono spesso che ho "una certa" :mmm Interpretare il presente è difficile perché lo viviamo e lo carichiamo di significati e di speranze che devono ancora realizzarsi. Gli anni 60 e 70 erano un periodo ne' migliore ne' peggiore di oggi, un periodo a cavallo di due modi diversi di vivere la vita romantica e "umana" una, innovativa e tecnologica l'altra... La musica era melodiosa, si usavano il flauto e gli strumenti a corda .. poi è arrivato il campionatore. Nel medioevo la vita non aveva alcun valore .. eppure esercita un gran fascino. :staff
  9. Ack13 25 settembre 2007 ore 12:54
    In effetti il fascino del non vissuto è sempre particolare.

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