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Settima dominante

Ack13 11 febbraio 2008 ore 00:19
Settimia Dominante è proprio un nome strano. Era la settima figlia di genitori la cui fantasia nell'affibbiare nomi si era esaurita già al quarto figlio. C'era stato un momento di indecisione tra Settimia e Mostardina, visto che il calendario di Fra' Cataldo de' dispersi, di cui erano affezionati sostenitori, dedicava il giorno della sua nascita a San Mostardo, ma la numerologia aveva avuto il sopravvento. Dominante era il cognome di suo padre.

Già, il nome era strano, ma non tanto perché buffo o brutto, ma perché con l'ironia di cui è capace solo il fato, definiva in modo prepotente la sua natura. In modo talmente prepotente da far venire il dubbio che il suo destino fosse stato stabilito proprio da quel nome.

La settima di dominante è un accordo dalle tensioni interne meravigliosamente irresistibili. Non si dà pace, non conosce la quiete. Chiama quasi urlando la sua tonica, l'unica che potrà dare pace all'armonia, ma solo quando lei non ci sarà più. Suonarlo da solo conferisce quell'inconfondibile senso di incompiuto, di sospeso che non ha eguali. Settimia era esattamente così, una vera settima di dominante. Regina del pregustato negato, imperatrice dell'incompiuto, araldo dell'atteso non giunto.

A otto anni cominciò a rifiutare i regali di Natale che per mesi aveva desiderato, a quattordici si rifiutò di sostenere l'esame di terza media nonostante prima della classe. Fu promossa solo perché il preside era anch'egli sostenitore del bravo Fra' Cataldo. A diciotto anni era maestra del coito interrotto, ma solo con ragazzi di cui non era innamorata. Perché altrimenti non si lasciava nemmeno baciare.

Io la conobbi perché era amica di mia sorella. Sentii subito il suo suono. Se restavi in silenzio a guardarla percepivi chiaramente che non apparteneva a questo mondo, che non la potevi raggiungere davvero. Che era solo un accordo di passaggio nella grande armonia dell'universo.
La frequentai per poco. Proprio come quando ascolti il suo accordo in una canzone, riuscii solo a sfiorarla.
Certo il suo fascino era particolare. Mi conquistava quel vago sapore malinconico che tipicamente ha tutto quello che non puoi raggiungere, che sai resterà incompiuto. E infatti per un po' me ne innamorai. Non capii nemmeno cosa provasse per me. Si tirò indietro quasi subito, senza nemmeno che avessimo la possibilità di sbirciarci dentro.

E quel fascino malinconico mi torna in mente quest'oggi. Non per il mio ruolo però, che potrei anche liquidare come importante accarezzando gratuitamente il mio ego, vista la velocità con cui mi mise da parte. No, è più per il senso di tutto questo non vissuto. Sento sospese qui accanto a me tutte le occasioni non colte. Pigrizia, noncuranza, paura, ricerca del domani trascurando l'oggi. Suonano qui nella mia testa come un accordo di settima di dominante a cui non è mai stato concesso di risolvere.

Ma è solo un attimo. Le settime di dominante non durano mai troppo a lungo. E fuori c'è il sole che spinge a nuove avventure. Non si può fare altro che andare avanti. Mi alzo, faccio un respiro profondo per scrollarmi di dosso la leggera malinconia, ed esco. Fuori strizzo gli occhi e mi godo il tepore del sole, e penso a te, Settimia. Mi chiedo se almeno tu ad oggi, abbia trovato quella tonica su cui ancora io non sono riuscito a concludere.
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Settimia Dominante è proprio un nome strano. Era la settima figlia di genitori la cui fantasia nell'affibbiare nomi si era esaurita già al quarto figlio. C'era stato un momento di indecisione tra Settimia e Mostardina, visto che il calendario di Fra' Cataldo de' dispersi, di cui erano affezionati...
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11/02/2008 00:19:59
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Commenti

  1. vorreisolamente 11 febbraio 2008 ore 01:21
    Di toni, semitoni, di settime che, seppur dominanti, richiedono una pressione forte e decisa dei polpastrelli sulla tastiera. Ma si può e si deve andare oltre, perché c’è sempre dell’altro, c’è di più, c’è un sussurro, c’è un alito lieve di brezza leggera, fatta di suoni celestiali e sconosciuti, suoni di corde appena sfiorate, senza fretta, senza ferirsi o provare dolore, ma solo accarezzandole, con dolcezza: le armoniche.
  2. manueladi 11 febbraio 2008 ore 14:44
    "Sento sospese qui accanto a me tutte le occasioni non colte. Pigrizia, noncuranza, paura, ricerca del domani trascurando l’oggi. Suonano qui nella mia testa come un accordo di settima di dominante a cui non è mai stato concesso di risolvere" ti cito perchè hai descritto deliziosamente e amaramente i miei stati d'animo. Stati d'animo che si alternano alle mie 'esplosioni di vita', si le chiamo così quelle esplosioni dell'animo cariche di euforia, voglia di annullarmi nell'altro, siano amici/amiche siano essi uomini!!quelle epifanie che mi fanno assaporare il presente e per un pò mi fanno dimenticare del futuro. Sono molto brava, quando voglio, si so apprezzare il presente se non fosse che per dei momenti in cui mi sveglio spettatrice di me stessa, in cui piacevolmene mi addormento con gli occhi aperti e osservo la mia vita...a volte spero siano lontani qs momenti!!preferisco il presente, inalarlo, succhiarlo, fumarlo, berlo anzicchè vivere sospesa in attesa di un futuro improbabile. vado a lavoro portando con me questa riflessione!grazie Ack13 per qs riflessioni raccontate in modo così impeccabile! buon pomeriggio:gun
  3. lamadiluna 11 febbraio 2008 ore 16:51
    "La settima di dominante è un accordo dalle tensioni interne meravigliosamente irresistibili. Non si dà pace, non conosce la quiete. " Adesso di me tante cose mi sono più chiare, pensavo fosse colpa del mio segno zodiacale,degli orecchioni avuta da bambina, poi ho pensato fosse colpa del polpettone di ieri a cena..e invece ecco cos'è : sono una settima dominante aj aj...è molto grave Luca? Si guarisce o ci si impara a convivere ? ;-) Un saluto Buona settima-na
  4. Lunamoon 11 febbraio 2008 ore 17:26
    ..comprendo bene il senso "dell'incompiuto" e "del sospeso", del sentire sempre che qualche cosa ancora manca, la consapevolezza che ancora non siamo giunti al "tutto" pieno e che ci spinge a infinite ricerche di nuove possibilità alternate in certi giorni ad amara rassegnazione. Poi si va fuori e si vede il sole..allora si ricomincia. Immagino che tu sappia cosa cerchi e quale sia la giusta tonica su cui ancora non sei riuscito a concludere. ;-) Buona serata, L.
  5. Ack13 11 febbraio 2008 ore 17:50
    Il blues, nella sua versione più tradizionale, è fatto di tre soli accordi, tutti settime dominanti. Una specie di cane che insegue la sua coda (senza mai prenderla, ovvio) :hihi
  6. Ack13 11 febbraio 2008 ore 17:52
    il problema, a volte, è che il sospeso e l'incompiuto sono assai più affascinanti della risoluzione e della quiete che ne deriva.
  7. Ack13 11 febbraio 2008 ore 17:54
    Il tuo fucile mitragliatore onnipresente inizia a inquietarmi :hihi
  8. manueladi 11 febbraio 2008 ore 18:58
    è per me una sorta di ideogramma, lo uso perchè così 'immediatamente' associ l'icona al fatto che IO sono passata a trovarti! fidati sono altri :dito che devono sentirsi inquietati dal piccolo mio smiley...potevano creare una katana, però...mi rappresenta di più:hihi:hihi:hihi buona serata caro!!! :gun
  9. lamadiluna 11 febbraio 2008 ore 20:36
    il problema è che il sospeso e l'incompiuto sono il tema dominante, ogni tanto passa come una cometa la tonica giusta che ci illumina, ci dà pace e ci fa vibrare, ma non resta a lungo nel nostro cielo, molto spesso perchè siamo noi stessa ad allontanarla col nostro "incomprensibile" atteggiamento. Gli inquieti sono così sempre. Restiamo cazzuti accordi di blues, graffianti e malinconici... saluti al saggio Ack, la sua molto onolevole allieva lamadiluna.
  10. casavianello 11 febbraio 2008 ore 23:32
    no, dobbiamo proprio parlarne e allora parliamone. Di irrequietudine, del non sentirsi mai appagati, come se ogni giorno, per essere un bel giorno, dobba per forza avere con sè una nuova conquista immaginaria, una nuova battaglia, un nuovo obiettivo da raggiungre. Spesso però, perchè non potrebbere essere diversamente per chi come me se ne pone settecento al minuto, gli obiettivi degradano a meri desideri che non si appagheranno ad uno schiocco di dita, se no addirittura a utopie causa di lugubrazioni mentali, ma che ti danno l'illusione che occorre andare avanti per forza per realizzarli. e così il cervello lavora, corre sempre più avanti prima che i tuoi pensieri possano fermarsi, il tuo corre batte sempre a mille come se stessi ogni volta per fare l'ultimo scatto per raggiungere il traguardo, ma il traguardo è sempre un pò più in là. Occasioni perse, desideri desiderati e illusoriamente appagati ossigeno di ieri, oggi o domani. Ma quando il tutto si fermerà, solo per un attimo? forse è la pura di affrontare i miei limiti e le mie debolezze che mi fa correre senza sosta. dio mio state facendo venire fuori il mostro che è in me;-(;-(
  11. Matitarosa 12 febbraio 2008 ore 21:56
    "l'accordo di passaggio"... la sento mia.. un po' me.
  12. Durden 14 febbraio 2008 ore 15:46
    Bello Ack. Ti sto facendo troppi complimenti ultimamente ma non posso restare indifferente a quello che hai scritto, e non solo perchè perchè si parla di accordi (ci fu un periodo in cui non riuscivo a staccarmi da quelli di settima dominante - non c'è da stupirsi in fondo -, chi doveva suonare con me lottava per farmici rinunciare, soprattutto perchè volevo chiudere i brani sempre in quel modo), ma perchè il tema più generale dell'incompiutezza, del non vissuto, e dell'inquietudine e del fascino carognoso che "sospensioni" di questo tipo comportano, negli ultimi tempi ha toccato pure me (beh, sei passato dalle mie parti e quindi lo sai). Ovviamente non ho molto da esprimere sull'argomento, è un buon carburante creativo per me (e pure per te vedo), ma se devo dire qualcosa di esplicito, non so, l'unica cosa che ho da dire è che ora uso quasi sempre accordi di minore settima, quindi forse pian piano ne sto venendo a capo, no?
  13. Ack13 15 febbraio 2008 ore 09:46
    In realtà è stato il tuo Jimmy a stimolare questo raccontino. Anche se è un tema sentito... di cui sono lontano dal venirne a capo. A me in questo periodo piace molto il min7b5, ma più di questo non sono in grado di dire. Immagino che per scrivere, non dico una sinfonia, ma anche un bel pezzo che parte, ti trasporta sulle sue note, e alla fine conclude con una certa soddisfazione, ci vada qualche accordo in più. Ma lo saprai meglio tu. Io non scrivo canzoni:-)))

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