Quando apre gli occhi è steso sull'erba. Il sole è coperto dalle fronde di una grossa quercia ma la giornata è limpidissima, il cielo azzurro senza una nuvola. Si alza un po' frastornato e si rende conto di essere su un lieve pendio, ai margini di un boschetto. Si sente confuso, poco lucido, e gli sembra di percepire qualcosa di strano nel paesaggio. La prima cosa che nota è la totale assenza di qualsiasi ruomore di fondo. Sembra di essere in una camera anecoica. Non un cinguettio, un ronzio, un alito di vento tra le foglie. E' tutto immobile come in una fotografia. Ecco. Il silenzio è proprio quello che ci si aspetterebbe di trovare in una fotografia.
Si volta verso gli alberi. Guardandoli inclina il capo con sguardo sbigottito. Poi lo raddrizza sempre più confuso. Tutti i tronchi sono inclinati di circa quarantacinque gradi a destra. La destra, osservando il sole dovrebbe essere nord ovest, gli viene da pensare. Gli alberi sono diversi per tipo e dimensione, e distribuiti senza alcun ordine, proprio come in un bosco vero, ma tutti inclinati come se la forza di gravità avesse leggi diverse in quel posto.
Scrolla le spalle e si volta. Nella vallata il giallo dei campi mietuti spicca contro il verde delle colline sul fondo e l'azzurro del cielo. Sembra di veder sventolare la bandiera del Brasile, sorride tra sé. E i campi sono pieni di grandi balle di fieno cilindriche lasciate a seccare. Anche qui però c'è da strabuzzare gli occhi. Incredulo si avvicina ad una balla. Innanzitutto è enorme. Sarà alta almeno cinque metri. Ma non è tanto questo a turbarlo, quanto il fatto che se ne stia placidamente sospesa e immobile a mezzo metro dal suolo.
Potrebbe giurare che fino a pochi secondi prima non c'era, ma adesso accanto alla balla c'è un vecchio contadino. Un contadino d'altri tempi. Una specie di icona, quasi un luogo comune. E' scuro con il volto bruciato dal sole e indossa una camicia a quadri e pantaloni da lavoro. Sulla testa una coppola che nasconde in parte il viso. In bocca l'immancabile spiga.
Gli si avvicina sorridendo.
- Sa dirmi dove siamo per favore? - chiede.
L'altro solleva appena il volto, gli intima silenzio poggiando l'indice sulle labbra, e poi si gira e si avvia verso il centro del campo. Lui resta ancora più sbigottito e si guarda intorno alla ricerca di qualcosa che possa aiutarlo a capire. Un riflesso poco più in là attira la sua attenzione. E' un piccolo laghetto scuro nonostante il sole. Niente di strano qui, ma mentre sta per voltarsi sente una voce sottile.
- Hai visto mica il luccio? - chiede la vocina.
- Ce l'hai con me? - domanda lui cercando di capire da dove provenga.
- Avercela con te? E perché mai. Io ce l'ho solo con il luccio.
A questo punto capisce che a parlare è un piccolo pesce gatto sulla riva del laghetto.
- E tu chi sei? - gli chiede avvicinandosi.
- Che domanda difficile. Sei uno che salta i preliminari?
- Sai dirmi dove siamo? - chiede allora lui.
- Certo che sei davvero strambo - continua la vocina - siamo qui, no?
- Intendevo se sai dirmi cos'è questo posto.
- Un mondo? - dice il pesce - Un mondo pieno di lucci, accidenti. Nel laghetto ce n'è un'intera famiglia.
- Come mai c'è tutto questo silenzio qui?
- Per lasciar parlare i pesci. Ogni tanto bisogna lasciar parlare chi non lo fa mai, non credi?
- Ho capito. E' un sogno.
- Un sogno? - dice ancora il pesce con una risatina - può darsi, ma certo non il tuo.
Ha appena finito la frase che una specie di barracuda lungo almeno due metri schizza fuori alle sue spalle e lo ingoia.
- No! Aspetta! - urla lui allarmato.
- BURP! - si limita a ruttare il pesce prima di sparire di nuovo nell'acqua melmosa.
Aveva ragione il pesce gatto, pensa lui. Ammesso che sia un sogno, è il sogno di qualcun altro. Poi si stende sull'erba e si rimette a dormire.
Sogni
16 marzo 2008 ore 23:578993665
Quando apre gli occhi è steso sull'erba. Il sole è coperto dalle fronde di una grossa quercia ma la giornata è limpidissima, il cielo azzurro senza una nuvola. Si alza un po' frastornato e si rende conto di essere su un lieve pendio, ai margini di un boschetto. Si sente confuso, poco lucido, e gli...

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16/03/2008 23:57:59
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Commenti
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mombasa 17 marzo 2008 ore 16:16
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meteta 18 marzo 2008 ore 13:40
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