dopo lunga assenza...

29 ottobre 2010 ore 20:46 segnala
è tanto che non scrivo su chatta!ultimi messaggi erano post che condividevo ma non scritti da me,
non che se ne sentisse il bisogno di leggere cose mie, ma mi è venuta una certa voglia di comunicare:)
mi era passata la voglia di frequentare chatta perchè le persone che mi piacevano di più non ci sono piu' e perchè le iniziative più carine che erano state avviate l'anno scorso sono state sospese...
ora ho ricominciato a guardare qualche blog, alcuni sono carini ma non c'è ancora niente che mi esalti veramente, sarà che con questo bombardamento di informazioni e opinioni su qualsiasi cosa succeda nel mondo e davvero difficile essere originali. 
mi fa molto piacere notare che nonostante la mia scarsa partecipazione qualcuno a continuato a visitare il mio blog!
grazie!
per me solita vita con tanto lavoro e fatica... ma va benissimo visto i tempi che corrono e quanti si ritrovano senza lavoro !un abbraccio a tutti i pazienti lettori a presto!
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è tanto che non scrivo su chatta!ultimi messaggi erano post che condividevo ma non scritti da me, non che se ne sentisse il bisogno di leggere cose mie, ma mi è venuta una certa voglia di comunicare:) mi era passata la voglia di frequentare chatta perchè le persone che mi piacevano di più non ci... (continua)
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29/10/2010 20:46:59
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Per una strategia comune

13 giugno 2010 ore 22:38 segnala
Per una strategia comunedi Ephraim SnehLe prove che si sono accumulate – dalle immagini del circuito tv interno della stessa nave Mavi Marmara, ai video e alle foto dell’operazione navale – confermano la conclusione che la flottiglia diretta a forzare il blocco anti-Hamas su Gaza è stata una provocazione ben pianificata. Ciò che mi fa arrabbiare, in quanto israeliano, è che il mio governo sia andato dritto a cadere nella trappola.
Certo, si sarebbe potuto affrontare la flottiglia in modo più avveduto. E tuttavia, la furibonda reazione internazionale per le perdite fra i seguaci di un’organizzazione turca jihadista come IHH costituisce un chiaro esempio dell’ipocrisia del mondo. Non si vede tutta questa indignazione e questo scandalo quando decine e decine di musulmani innocenti vengono fatti a pezzi, praticamente ogni giorno, da attentatori jihadisti suicidi nei mercati e nelle moschee in Iraq e in Pakistan. E non si vede tutta questa indignazione quando civili afgani cadono vittime di “danni collaterali” negli attacchi Nato contro i talebani.
In effetti, l’ossessivo preoccupazione internazionale per la morte di quei nove militanti trascura la domanda fondamentale che invece andrebbe posta. E cioè: come mai tutti accettano come normale l’esistenza del regime di Hamas nella striscia di Gaza? Non dimentichiamo che Hamas ha preso il potere a Gaza nel giugno 2007 con uno spietato e sanguinoso colpo di mano, e che da allora il suo regime è sopravvissuto grazie a massicci aiuti militari e finanziari da parte dell’Iran. A Gaza, Hamas continua a immagazzinare migliaia di razzi e missili, tremila dei quali ha già lanciato contro Israele solo negli ultimi anni.
Hamas governa Gaza col pugno di ferro, sopprimendo brutalmente tutti i suoi rivali politici e imponendo a poco a poco una dura versione della legge religiosa islamica. Se qualcuno crede che i palestinesi di Gaza, il cui benessere sembra stare a cuore a tutti quanti, amino il regime di Hamas, bisognerebbe ricordargli che a Gaza non c’è più stato un solo sondaggio d’opinione negli ultimi due anni che non abbia premiato il Fatah di Mahmoud Abbas (Abu Mazen) con una significativa maggioranza di consensi rispetto a Hamas.
Per i due paesi che confinano con la striscia di Gaza il regime di Hamas è inaccettabile.
Per l’Egitto, costituisce un pericoloso precedente di presa del potere con la forza da parte di un’organizzazione affiliata ai Fratelli Musulmani, vera nemesi del regime del Cairo. Ogni giorno che Gaza trascorre sotto il controllo di Hamas offre la dimostrazione che i Fratelli Musulmani sono in grado di mantenere il potere per un lungo periodo: un precedente che l’Egitto non può facilmente tollerare.
Per Israele, Gaza sotto Hamas rappresenta di fatto una base militare e missilistica iraniana situata a tre chilometri dalla più vicina città israeliana, e a 60 chilometri da Tel Aviv: una base dove vengono accumulate quantità sempre maggiori di missili al solo scopo di poterli lanciare un giorno contro Israele.
Ma Israele e Gaza non sono separabili. Vi sono almeno cinque settori funzionali che li vedono legati fra loro: commercio, energia, acqua, ambiente e salute. In ciascuno di questi campi la dipendenza reciproca impedisce una totale separazione. Quindi Israele non può dichiarare che quel che succede a Gaza non lo riguarda più, esattamente come non v’è possibilità di gestire le cose nella striscia di Gaza in modo efficace per un tempo prolungato senza una stretta cooperazione con Israele. Questa organizzazione che rifiuta l’esistenza di Israele non può governare Gaza a lungo, nemmeno col supporto esterno.
Il controllo di Hamas su Gaza è intollerabile anche per l’Autorità Palestinese del presidente Abu Mazen. Circa il 40% dei cittadini dell’Autorità Palestinese vive attualmente sotto il potere di un movimento che mira ad eliminare l’Autorità Palestinese stessa, e a trasformare tutta la Palestina in un emirato islamico, promettendo guerra eterna con Israele: un movimento che aspira a trasformare il sogno palestinese di uno stato sovrano moderno in un incubo tipo Mogadiscio sotto al-Shabaab.
In realtà, non esiste un assedio di Gaza. Tutte le parti politiche i cui interessi fondamentali sono violati dall’esistenza di un Hamastan nella striscia di Gaza, consentono tuttavia che il controllo di Hamas vi perduri. L’Egitto in pratica vi permette l’arrivo di quasi tutto attraverso il sistema dei tunnel. L’Autorità Palestinese con base a Ramallah continua a pagare ogni mese gli stipendi di 77.000 dipendenti dell’Autorità Palestinese a Gaza. Israele fornisce, oltre ad acqua ed elettricità, circa 150 camion al giorno carichi di materiali, e non solo di beni strettamente umanitari. Non c’è praticamente esportazione da Gaza, e ben poco viene prodotto localmente.
Finché il controllo su Gaza sarà nelle mani di un’organizzazione terroristica, né Israele né l’Egitto permetteranno l’ingresso di forniture di cui sia responsabile, sul piano della sicurezza, il braccio militare di Hamas. È in questo conteso che bisogna ricordare che, prima del golpe di Hamas, passavano 750 camion al giorno, quando responsabile della sicurezza ai valichi di frontiera era la Guardia presidenziale di Abu Mazen.
Una soluzione per Gaza arriverà soltanto quando finirà il regime di Hamas. Il che potrà avvenire solo per mezzo di una strategia comune coordinata fra Egitto, Israele e Autorità Palestinese. Possibili obiettivi intermedi potrebbero essere il passaggio dei valichi sotto controllo dell’Autorità Palestinese, e l’istituzione di un’amministrazione civile palestinese apolitica che gestisca gli affari della striscia di Gaza in attesa delle elezioni. Ma anche questi obiettivi intermedi sono difficili da raggiungere senza neutralizzare innanzitutto la forza militare di Hamas a Gaza.
Questa strategia comune sarebbe il più urgente e appropriato argomento da discutere nei colloqui condotti dall’inviato americano George Mitchell. Gaza deve tornare al legittimo governo palestinese, e cessare di servire gli interessi strategici dell’Iran (a scapito di quelli delle popolazioni locali).

NON DORMO TRATTO DA (C)ARTE (S)TRACCE

07 giugno 2010 ore 21:31 segnala
non dormo
sopra spine di ricordi
carta straccia
di pensieri usati

ferite trasparenti mi ricordano
un dolore che non sento
ma che esiste

nel futuro solitario
dentro a un sogno

non dormo

mi piaceva il modo 
in cui ci fingevamo grandi

nei letti del cricri delle cicale
negli orgasmi scoloriti dei tramonti
nei silenzi affogati
tra la nebbia della sera
Giulia Cherubini
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non dormosopra spine di ricordicarta stracciadi pensieri usatiferite trasparenti mi ricordanoun dolore che non sentoma che esistenel futuro solitariodentro a un sognonon dormomi piaceva il modo in cui ci fingevamo grandinei letti del cricri delle cicalenegli orgasmi scoloriti dei tramontinei...
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ciao alda

02 novembre 2009 ore 19:08 segnala
Sono folle di te, amore che vieni a rintracciare nei miei trascorsi questi giocattoli rotti delle mie parole. Ti faccio dono di tutto se vuoi, tanto io sono solo una fanciulla piena di poesia e coperta di lacrime salate, io voglio solo addormentarmi sulla ripa del cielo stellato e diventare un dolce vento di canti d'amore per te.



Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio"


ciao ciao

09 agosto 2009 ore 10:35 segnala
un po' di poesia da chi sa cantarla...

una storia per riflettere

19 maggio 2009 ore 21:22 segnala
Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda: 'Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?' Il pubblico alla domanda si fece silenzioso. 


Il padre continuò: 'Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.'
 
A quel punto cominciò a narrare una storia: Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball. Shay chiese: 'Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?' Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno. Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: 'Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono' Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team. Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri. Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.


 Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti. Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita? Incredibilmente lo lasciarono battere. Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza. Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla. Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay. Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito. A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita. Invece... Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: 'Shay corri in prima base! Corri in prima base!' Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione. 

A quell punto tutti urlarono:' Corri fino alla seconda base!' Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla.. Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. 

Tutti urlavano: 'Bravo Shay, vai così! Ora corri!' Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia. 
A quel punto tutti gridarono:' Corri in prima, torna in base!!!!' E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita. 'Quel giorno' disse il padre piangendo 'i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità'. Shay non è vissuto fino all'estate successiva. E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre.. non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.

primavera d'amore

15 maggio 2009 ore 16:27 segnala
avevo pensato che tutto stesse per finire... invece quando stavo per perdere le speranze  è arrivata la primavera!
non so spiegarmi quello che è cambiato nel frattempo ma sono rimasto piacevolmente sorpreso e compiaciuto dalla ritrovata passione...
è bello ritrovarsi abbracciati  , nudi ....

amor carnale

02 maggio 2009 ore 13:17 segnala

Il tuo viso lo so già
l’ho visto dentro la mia testa
il vestito non lo so
per me puoi anche farne senza

Spesso lo sguardo ha fame
può saziare l’appetito
ma l’amor carnale
non consuma tutti i sì
la tua bellezza sale fino in fondo all’anima
solo ad immaginare
la tua mano cosa fa

Ora vedi sono qui
buggerato dalla mia mancanza
forse è meglio così
esser preda della tua incoerenza
spesso lo sguardo ha fame può saziare l’appetito
ma l’amor carnale non consuma tutti i sì
la tua bellezza sale fino in fondo all’anima
solo ad immaginare
la tua mano cosa fa

spesso lo sguardo ha fame può saziare l’appetito
ma l’amor carnale non consuma tutti i sì
solo per distrazione
ho accettato questo invito
bella conclusione star qui con il tuo amico

 

de gregori... quando e qui

04 aprile 2009 ore 08:08 segnala
Qualcuno ha detto qualcosa, 
qualcun altro ha detto che non è così 
Qualcuno ha fatto qualcosa 
e qualcun altro ha detto che non si fa così 
Qualcuno ha detto che probabilmente è tutto vero 
Qualcun altro ha detto che la verità resterà un mistero 
Qualcuno ha detto basta, qualcun altro ha detto si 
Qualcuno ha confessato e qualcun altro no 
E qualcuno ha anche pagato, 
qualcun altro ha detto che ha detto che non ci sto 
Qualcuno ha detto che la vita è solo un pozzo nero 
Qualcun altro ha detto credo e qualcun altro ha detto spero 
Qualcuno ha detto quando, qualcun altro ha detto qui 
Sarà il destino a farci camminare lungo questa mezzeria 
Sarà il futuro che immaginiamo di possedere, 
che ci farà scappare via 
La nave è tornata vuota, come non fosse partita mai 
Con questo sale che brucia tutto, 
con questo sale che non rispetta noi marinai 
Lentamente qualsiasi barca prima o poi ritorna a riva 
Ma mica sempre trasporta un carico con qualcosa nella stiva 
Qualcuno ha capito tutto, che qualcun altro era già arrivato là 
Però qualcuno non ha capito e qualcun altro non si sa 
Sarà il destino a farci correre e sudare lungo questa mezzeria 
Sarà il futuro che ci sorpassa, che ci farà scappare via 
Sarà il destino a farci correre e sudare lungo questa mezzeria 
Sarà il futuro che immaginiamo di possedere, 
che ci fa scappare via