D I O ESISTE ?

09 ottobre 2011 ore 21:51 segnala
DIO

PROVE DELL'ESISTENZA DI DIO

Bellezza smisurata,maestosa complessità,le meraviglie del nostro Universo sono una coincidenza cosmica o il risultato di un disegno divino? Per secoli la religione e la scienza sono state acerrime nemiche,oggi la scienza cerca attivamente un Creatore. In ogni cultura esiste un Dio,un'entità onnipotente che ha creato il mondo e quindi il nostro destino. Ma perchè crediamo tutti in un Creatore dell'Universo? Lo abbiamo immaginato per servire ad un nostro scopo? Esiste veramente un Dio lassù? Da quando gli scienziati hanno cercato di capire quale fosse il nostro posto nell'universo,qualcuno sperava di poter vedere Dio. Quattrocento anni fa Galilei ebbe un'intuizione rivoluzionaria,il grande libro della natura è scritto in un linguaggio matematico. Da allora tutti i geni della scienza come Newton e Einstein hanno utilizzato la matematica per capire i misteri della natura,per cercare Dio attraverso le equazioni che definiscono le leggi della fisica. L'Universo è certamente definito da leggi matematiche,bisogna immaginare come funziona il mondo in certe circostanze e utilizzare la ragione e la matematica per elaborare delle teorie di come accadano certi fenomeni. L'immaginazione apre la strada alla ragione. Ma tutti i nostri tentativi per capire la natura,finora sono stati frammentari,ci sono delle regole per gli atomi ed altre per corpi enormi come stelle e galassie e i due tipi di calcoli matematici non si integrano. Il nostro Universo è così grazie ad un preciso equilibrio fra 4 forze fondamentali: la Gravità,l'Elettromagnetismo,l'Interazione Debole e l'Interazione Forte. Se cambiassimo anche una sola di queste forze l'Universo non funzionerebbe più,i pianeti potrebbero scomparire,le stelle si spengerebbero e il DNA verrebbe sconvolto. Alcuni fisici ritengono che questo esatto equilibrio di forze dimostri l'esistenza di Dio. Non tutti gli scienziati concordano che questo equilibrio di forze sia dovuto ad una mente superiore,ma potrebbe essere solo coincidenza. Chi o che cosa è il Creatore? Se al centro dell'Universo c'è Dio ci si chiede quali siano i suoi requisiti,Dio è congiunto a tutto l'Universo,un Creatore responsabile di tutto il creato e che potrebbe cambiare le leggi della fisica,se solo lo volesse.

-AGNOSTICISMO = si riferisce ad una posizione astensionistica in merito all'esistenza di Dio.
-ATEISMO = è la negazione dell'esistenza di Dio.
-Differenti teologie,religiose e filosofiche,hanno ascritto a Dio vari attributi,i più comuni dei quali sono: onniscienza,onnipotenza,onnipresenza,perfetta bontà,semplicità,esistenza eterna e necessaria,creatore e custode dell'Universo,sommo legislatore morale,fonte e termine dell'amore umano.
-Il termine DIO deriva dal latino DEUS (a sua volta collegato ai termini,sempre latini,di DIVUS "splendente" e DIES "giorno").

Facciamo una carrelata storica.

1)LA RELIGIONE DI SOCRATE

Per SOCRATE il filosofare è una missione divina,un compito affidatogli da un comando divino.Egli parla di un DEMONE,di un'ispirazione divina che lo consiglia in tutti i momenti decisivi della vita.S'interpreta comunemente questo demone come la voce della coscienza;in realtà è il sentimento di una investitura dall'alto,proprio di chi ha abbracciato con tutte le forze una missione. Il sentimento della divinità è perciò sempre presente alla ricerca socratica,come SENTIMENTO DEL TRASCENDENTE,di ciò che è al di là dell'uomo e superiore all'uomo e dall'alto lo guida e gli offre una garanzia provvidenziale. Ma certo la divinità di cui Socrate parla non è quella della religione popolare dei Greci. Egli ritiene che il culto religioso tradizionale rientri nei doveri del cittadino e perciò consiglia ad ognuno di attenersi al costume della propria città,ed egli stesso vi si attiene. Ma ammette gli dèi solo perchè ammette la DIVINITA': in essi non vede che incarnazioni ed espressioni dell'unico principio divino,al quale possono chiedersi non già beni materiali,ma IL BENE,quello che solo è tale per l'uomo,la virtù. E in realtà la sua fede religiosa non è altro che la sua filosofia.Questa religiosità socratica non ha,ovviamente,nulla a che fare con il cristianesimo di cui Socrate,nella vecchia storiografia,è stato spesso ritenuto l'antesignano. Non si può parlare di cristianesimo se si prescinde dalla rivelazione;e niente è più estraneo allo spirito di Socrate di un sapere che sia o pretenda di essere rivelazione divina. Ciò che la divinità comanda,secondo Socrate,è l'impegno nella ricerca e lo sforzo verso la giustizia;ciò che essa garantisce è che " per l'uomo onesto non vi è male nè nella vita nè nella morte"

2)PLOTINO

Plotino accentua fino all'estremo limite la trascendenza di Dio,sulla quale avevano già insistito i Neo-pitagorici e Filone. Ma mentre Filone ancora identifica Dio con l'essere,Plotino afferma che Dio è "al di là dell'essere" , "al di là della sostanza", "al di là della mente" in modo che è trascendente rispetto a tutte le cose,pur producendole e tenendole in essere lui stesso. Così la causa dell'essere viene in qualche modo staccata dall'essere,come ciò che è inafferrabile e inesprimibile da parte dell'uomo. Il nome che è meno inadeguato a indicare Dio,è,secondo Plotino,quello di UNO;e ciò sia perchè Dio è l'unità,cioè la causa semplice ed unica di tutte le cose;sia perchè il nome "UNO" si presta a designare ciò che è semplice e diverso da tutte le cose che vengono dopo. Plotino stesso avverte però che questo nome non contiene altro che l'esclusione del molteplice;e,salvo quest'esclusione,non è più adeguato degli altri ad esprimere Dio. Con queste considerazioni,Plotino inizia quello che si chiamò in seguito la teologia negativa,cioè la determinazione di Dio attraverso il riconoscimento dell'impossibilità di predicare di lui tutte e ciascuna le determinazioni finite. La CREAZIONE non può essere un atto di volontà,che implicherebbe un mutamento nell'essenza divina. La creazione avviene in modo tale che Dio rimane immobile al centro di essa,senza volerla nè consentirvi. Essa è un processo di EMANAZIONE,simile a quello per il quale la luce si spande intorno al corpo luminoso o il calore intorno al corpo caldo,o meglio simile al profumo che emana dal corpo odoroso. Utilizzando la nozione aristotelica di Dio come "pensiero del pensiero" Plotino interpreta l'emanazione stessa come il pensiero che l'UNO pensa di sè. L'UNO,pensandosi,dà origine all'INTELLETTO,che è la sua immagine;l'Intelletto,pensandosi,dà origine all'ANIMA,che è l'immagine dell'intelletto. Trascorrendo da immagine a immagine,l'emanazione è anche un processo di degradazione. Ciò che emana dall'UNO è inferiore all'Uno,proprio come la luce è meno luminosa della sorgente da cui emana e l'onda del profumo è meno intensa a misura che si allontana dal corpo odoroso. Gli esseri che emanano da Dio non possono dunque avere nè la sua perfezione nè la sua unità,ma procedono sempre più verso l'imperfezione e la molteplicità. Il ritorno a Dio è un itinerario che l'uomo può iniziare e percorrere solo mediante il ritorno a se stesso. Le tappe del ritorno a Dio sono le tappe della progressiva interiorizzazione dell'uomo;e in primo luogo della sua liberazione da ogni dipendenza o rapporto con l'esteriorità corporea. Plotino afferma pertanto che il primo dovere dell'uomo è quello di sottrarsi ai suoi legami con il corpo e di purificarsi mediante le VIRTU'. La virtù come purificazione costituisce una condizione liberatrice dell'itinerario interiore verso Dio. Nella MUSICA,nell'AMORE e nella FILOSOFIA l'anima trova le vie positive del ritorno a Dio. L'uomo deve procedere con la filosofia verso la fonte stessa della bellezza,che è DIO. A Dio tuttavia l'uomo non potrà arrivare attraverso l'intelligenza,perchè questa è condizionata dal dualismo del soggetto che pensa e dell'oggetto pensato,mentre Dio è assoluta UNITA'. L'anima si unisce a Dio con uno slancio d'amore ed uno stato di ESTASI.

3)ORIGENE

La prima preoccupazione di Origene è quella di affermare contro gli eretici la SPIRITUALITA' di Dio. Dio non è un corpo e non esiste in un corpo:la sua natura è spirituale e semplicissima. Il suo essere omogeneo,indivisibile e assoluto non può essere considerato nè come il tutto nè come una parte del tutto,perchè il tutto è fatto di parti. Per indicare l'unità di Dio,Origene si serve del termine pitagorico di MONADE,accanto al quale usa quello neoplatonico di ENADE,che esprime ancora più nettamente la singolarità assoluta di Dio. Dio è superiore alla stessa SOSTANZA,giacchè non ne partecipa:si partecipa di Dio,ma Dio non partecipa di nulla. Del Logos si può dire che è l'essere degli esseri,la sostanza delle sostanze,l'idea delle idee; Dio è al di là di tutte queste cose. Dire che Dio ha forma umana ed è agitato da passioni come le nostre è la più grande delle empietà. L'onnipotenza di Dio trova un limite nella sua PERFEZIONE. Dio può fare tutto ciò che non è contrario alla sua natura;ma non può commettere ingiustizia,giacchè il poter essere ingiusto è contrario alla sua divinità e alla sua potenza divina. Dio è VITA,ma in un significato diverso dalla vita nel nostro mondo: egli è la vita assoluta,cioè nella sua assoluta immutabilità. Dio è il BENE nel senso platonico giacchè a lui solo appartiene la bontà assoluta: il Logos è l'immagine della bontà di Dio,ma non è il BENE IN SE'. Origene paragona l'azione di Dio a quella di un pedagogo o di un medico che punisce o infligge mali e dolori per correggere o per guarire. Se Dio fosse soltanto buono e non fosse severo,noi disprezzeremmo la sua bontà;se fosse soltanto severo senza essere buono,i nostri peccati ci condurrebbero alla disperazione.

4)S.AGOSTINO

All'inizio dei SOLILOQUI,che sono tra le prime sue opere,Agostino così dichiarava lo scopo della sua ricerca: "Io desidero conoscere Dio e l'anima.Nient'altro,dunque? Nient'altro,assolutamente". Ma Dio e l'anima non richiedono per Agostino due indagini parallele o diverse. Dio infatti è nell'anima e si rivela nella più riposta interiorità dell'anima stessa. Cercare Dio significa cercare l'anima e cercare l'anima significa ripiegarsi su se stesso,RICONOSCERSI nella propria natura spirituale,CONFESSARSI. Dio si trova nell'interno dell'uomo. Soltanto il RINCHIUDERSI nella propria interiorità è veramente l'APRIRSI alla verità e a Dio. Bisogna raggiungere il più intimo e nascosto nucleo dell'io per rintracciare AL DI LA' di esso "trascendi anche te stesso" la verità a Dio. Dio si rivela come VERITA' solo a chi cerca la verità,Dio si offre come AMORE solo a chi ama. La ricerca di Dio non può essere dunque solo intellettuale,è anche bisogno di amore. Se l'uomo non cerca se stesso non può riconoscere Dio. Dio è l'amore e condiziona e rende possibile ogni amore. Ma non è possibile riconoscerlo come amore,e quindi amarlo,se non si ama;e non può amarsi che l'altro uomo. L'uomo giunge a rapportarsi alla trascendenza divina solo perchè essa gli si rivela,giunge ad amare Dio solo perchè Dio lo ama. Lo sforzo filosofico si trasforma in umiltà religiosa: la RICERCA diventa FEDE.

5)GIOVANNI SCOTO ERIUGENA

La prima natura è Dio in quanto è privo di principio ed è la causa principale di tutto ciò che da esso e per esso è creato e il fine unico di tutto ciò che da lui discende. Dio è infatti il principio,il mezzo e il fine: è principio in quanto da lui derivano tutte le cose che partecipano della sua essenza; è il mezzo,in quanto in lui e per lui sussistono e si muovono tutte le cose; è il fine,in quanto tutte le cose si muovono verso di lui,in cerca della quiete del suo movimento e della stabilità della sua perfezione. Come principio,mezzo e fine,la natura divina non solo CREA,ma anche E' CREATA.E' creata da se stessa nelle cose che essa stessa crea,al modo in cui il nostro intelletto crea se stesso nei pensieri che formula e nelle immagini che riceve dai sensi. Dio è increato nel senso che non è creato da altro e come tale è al di sopra di tutti gli esseri e non può essere nè compreso nè definito adeguatamente. Esso è UNITA' che non si chiude sterilmente nella sua singolarità ma si articola in tre sostanze: la sostanza INGENITA o Padre,la sostanza GENITA o Figlio,la sostanza procedente dall'ingenita e dalla genita o Spirito Santo. Tutto ciò che la ragione umana può fare nei confronti di Dio è di dimostrare che nulla si può propriamente affermare di lui. Ma se Dio è inaccessibile come natura superessenziale,si rivela da sè nella creazione,che è una continua manifestazione di lui o TEOFANIA,questa è il processo che da Dio discende all'uomo attraverso la grazia,per ritornare attraverso l'uomo a Dio con l'amore. Teofania è anche ogni opera della creazione in quanto manifesta l'essenza divina,che perciò diventa visibile in essa e attraverso di essa.

6)ANSELMO D'AOSTA

Il MONOLOGION è un insieme di riflessioni sull'essenza divina che conducono ad una dimostrazione dell'esistenza di Dio. Anselmo parte dal presupposto che il bene,la verità e in genere tutto ciò che è universale,sussiste indipendentemente dalle cose singole e non soltanto in esse. Vi sono molte cose buone,ma tutte sono buone più o meno,non assolutamente,presuppongono dunque un bene assoluto,che sia la loro misura e dal quale esse traggono il grado di bontà o di verità che posseggono. Questo sommo bene è Dio. Lo sciocco disse: "Dio non c'è",evidentemente anche il negatore dell'esistenza di Dio deve possedere il concetto di Dio,essendo impossibile negare la realtà di qualcosa che non si pensa neppure;la prova che muove dal concetto alla realtà è dunque quella che non può essere in nessun modo negata. Il concetto di Dio è quello di un Essere di cui non si può pensare nulla di maggiore (quo maius cogitari nequit). Anche lo sciocco deve ammettere che l'essere di cui non si può pensare nulla di maggiore sia nell'intelletto,pur se non c'è in realtà. Altro è infatti essere nell'intelletto,altro nella realtà; l'immagine che il pittore vuole dipingere non è ancora in realtà,ma è certo nel suo intelletto. Se ciò di cui non si può pensare nulla di maggiore è nel solo intelletto,ciò di cui non si può pensare nulla di maggiore è,invece,ciò di cui si può pensare alcunchè di maggiore. Ma certamente questo è impossibile. Dunque non c'è dubbio che ciò di cui non si può pensare nulla di maggiore esiste sia nell'intelletto sia nella realtà. Se si può pensare Dio,si deve riconoscerlo come esistente,essendo impossibile negare l'esistenza a ciò che si può pensare come la maggiore di tutte le cose.

SPIEGANDOLO IN ALTRO MODO POSSIAMO DIRE CHE:

Anselmo è un religioso che fa ricorso ad una prova detta "ONTOLOGICA" per dimostrare che Dio in cui egli crede è "l'ESSERE di cui non si può pensare nulla di più grande". basandosi su un ragionamento tutto interno alla logica (A PRIORI). Secondo Anselmo,infatti,anche l'ateo possiede implicitamente l'idea di Dio: persino l'insipiente che " dice in cuor suo Dio NON ESISTE" deve convincersi che sia pensabile intellettualmente qualcosa di immensamente grande,che abbia il massimo di tutte le qualità,tale per cui non è possibile pensare alcunchè di maggiore. Ad esempio non conosciamo l'essere più buono al mondo,ma riusciamo nella nostra mente a concepire l'essenza di una bontà assoluta e insuperabile. Ammettiamo dunque che "ciò di cui non si può pensare il maggiore" esista nel solo intelletto e non nella realtà,ma se è dunque nel solo intelletto,si può almeno pensare che esista anche nella realtà,il che sarebbe maggiore di quello che non poteva essere minore di nient'altro: vi aggiungeremmo infatti la fondamentale caratteristica della reale esistenza. Ne seguirebbe un paradosso: qualcosa sarebbe maggiore del più grande. A questo punto,chi nega ancora che a un tale concetto dell'intelletto corrisponda una realtà,necessariamente si contraddice,perchè solo attribuendogli l'esistenza riusciremmo a pensarlo davvero come "il più grande". Ciò che esiste nella realtà,secondo Anselmo,ha più valore di ciò che esiste nel solo intelletto,secondo la concezione tipicamente platonica che identificava il Bene con l'essere. L'albero esiste nella realtà e quindi anche nell'intelletto,mentre non tutto quello che esiste nella mente esiste anche nella realtà (ad esempio un cavallo alato). Ma non si può concepire Dio come il massimo delle qualità senza attribuirgli una reale esistenza,poichè anche l'esistenza è una qualità.

CONFUTAZIONE DI GAUNILONE

Il monaco francese Gaunilone (994-1083),pur non mettendo in dubbio l'esistenza di Dio,contestò la prova a priori si San Anselmo.Secondo Gaunilone non ci si può fondare sull'esistenza nel pensiero per concludere l'esistenza nella realtà sensibile (si possono pensare cose impossibili) ,per cui la definizione di divinità presa da Anselmo o è dedotta da qualcosa d'altro (dato di rivelazione,quindi non è prova a priori) o è completamente arbitraria e quindi si pone il problema della stessa pensabilità della definizione. In altri termini,egli obiettava che "se io penso un'isola perfettissima,allora questa esiste anche nella realta?". Anselmo obiettò alla critica sostenendo che non si potevano porre sullo stesso piano Dio e un'isola,poichè la sua prova era applicabile solo alla perfezione massima,ovvero Dio, "ciò di cui non si può pensare nulla di più grande".

La seconda obiezione di Gaunilone fu la seguente: "ammettendo che la prova di Anselmo sia valida,com'è possibile che la mente umana,limitata,riesca ad ospitare il pensiero dell'infinita figura di Dio?". Anselmo rispose che la sua prova definiva Dio soltanto attraverso la teologia negativa,negandogli cioè ogni difetto ed imperfezione,affermando soltanto che Dio è,ma non che cosa Egli è.



7)TOMMASO D'AQUINO

S.Tommaso enumera cinque VIE per giungere dagli effetti sensibili alla esistenza di Dio.
1)La prima via è la prova COSMOLOGICA,desunta dalla FISICA e dalla METAFISICA di Aristotele. Essa parte dal principio che "tutto ciò che si muove è mosso da altro". Ma non è possibile procedere all'infinito,altrimenti non ci sarebbe un PRIMO motore,per es.il bastone non muove se non è mosso dalla mano. Dunque è necessario giungere ad un primo motore che non sia mosso da un altro e per esso tutti intendono Dio.
2)La seconda via è la prova CAUSALE. Nell'ordine delle cause efficienti non si può risalire all'infinito,altrimenti non vi sarebbe una prima causa e quindi neppure una causa ultima e cause intermedie: vi deve essere dunque una causa efficiente prima,che è Dio.
3)La terza via è desunta dal RAPPORTO TRA POSSIBILE E NECESSARIO. Le cose possibili esistono solo in virtù delle cose necessarie: ma queste hanno la causa della loro necessità o in sè o in altro. Quelle che hanno la causa in altro rinviano a quest'altro e poichè non è possibile procedere all'infinito,bisogna risalire a qualcosa che sia necessario di per sè e sia causa della necessità di ciò che è necessario per altro;e questo è Dio.
4)La quarta via è quella dei GRADI. Si trova nelle cose il meno e il più del vero,del bene e di tutte le altre perfezioni: vi sarà dunque anche il grado MASSIMO di tali perfezioni e sarà esso la causa dei gradi minori,come il fuoco,che è massimamente caldo,è la causa di tutte le cose calde. Ora la causa dell'essere e della bontà e di ogni perfezione è DIO.
5)La quinta via è quella che si desume dal GOVERNO DELLE COSE. Le cose naturali,prive di intelligenza,appaiono tuttavia dirette ad un fine e questo non potrebbe essere se non fossero governate da un ESSERE dotato di intelligenza,come la saetta non può essere diretta al bersaglio se non dall'arciere. Vi è dunque un essere intelligente dal quale tutte le cose naturali sono ordinate a un fine;e questo Essere è DIO.
L'uomo può arrivare a provare l'esistenza di Dio attraverso percorsi filosofici e logici,ma non può comunque arrivare alla sua conoscenza con la pura ragione: la RAGIONE può arrivare a conoscere il QUIA EST di Dio (il fatto che Egli è) ma non il QUID EST (che cosa è).Per sapere "CHI" è Dio occorre il dato della RIVELAZIONE.

8)CARTESIO

Per quanto riguarda l'idea di Dio ,cioè di una sostanza infinita,eterna,onnisciente e creatrice,è difficile supporre che possa averla io stesso creata. L'idea di Dio è la sola idea nella quale vi è qualcosa che non è potuta venire da me stesso,in quanto io non posseggo nessuna delle perfezioni che sono rappresentate in questa idea. Cartesio afferma,in generale,che la causa di un'idea deve sempre avere almeno tanta perfezione quanta è quella che l'idea rappresenta. Perciò la causa dell'idea di una sostanza infinita non può essere che una sostanza infinita e la semplice presenza in me dell'IDEA di Dio dimostra l'ESISTENZA di Dio. In secondo luogo,a riconoscere l'esistenza di Dio posso giungere,secondo Cartesio,dalla stessa considerazione della finitudine del mio io. Io sono finito e imperfetto,com'è dimostrato dal fatto che dubito. Ma se fossi la causa di me stesso ,mi sarei date le perfezioni che concepisco e che sono appunto contenute nell'idea di Dio. E' dunque evidente che non mi sono creato da me e che ha dovuto crearmi un essere che ha tutte le perfezioni di cui io ho la semplice idea. Pur senza esservi in Dio distinzione tra l'esistenza e la causa efficiente (che sarebbe assurda),la causalità efficiente rende in qualche modo intelligibile la necessità della sua esistenza. Dio esiste in virtù della sua essenza,per la sovrabbondanza di essere,quindi di perfezione,che lo costituisce. La prima e fondamentale funzione che Cartesio riconosce a Dio è quella di essere il principio e il garante di ogni verità. E in realtà il concetto cartesiano di Dio è privo di ogni carattere religioso e non ha nulla a che fare col Dio cristiano,è semplicemente l'autore delle verità geometriche e dell'ordine del mondo.

IN ALTRE PAROLE:

Cartesio propose una prova analoga a quella di Anselmo d'Aosta ma leggermente differente: per Dio egli intende una sostanza infinita,indipendente,sommamente intelligente,sommamente potente,ovvero la somma di tutte le perfezioni la cui idea è INNATA nell'intelletto,ed improducibile da esso stesso,al pari dell'idea di infinito attuale. Se Dio assomma tutte le perfezioni,contenute in sè come note di un concetto,non può mancare dell'esistenza; se non esistesse,sarebbe meno perfetto della perfezione che gli era stata accordata. Pensare un Dio perfettissimo manchevole dell'attributo dell'esistenza è contraddittorio,dice Cartesio: "Come pensare un monte senza valle".

9)LEIBNIZ

Leibniz elabora una delle prove tradizionali dell'esistenza di Dio,prova che egli definisce A POSTERIORI,egli formula questa prova ricorrendo al principio di ragion sufficiente. Dio,egli dice,è la prima ragione delle cose,giacchè le cose limitate,come sono tutte quelle che vediamo e sperimentiamo,sono contingenti e non hanno in sè nulla che renda necessaria la loro esistenza. Bisogna dunque cercare la ragione dell'esistenza del mondo e bisogna cercarla nella sostanza che porta in se stessa la ragione della sua esistenza e che perciò è necessaria ed eterna. Se un mondo solo esiste fra innumerevoli mondi tutti ugualmente possibili e tutti con una pretesa all'esistenza,la ragione sufficiente di esso non può essere che un INTELLETTO che ha le idee di tutti i mondi possibili ed una VOLONTA' che ne sceglie uno,l'intelletto e la volontà di Dio. La potenza della sostanza divina rende poi efficace la volontà. Dio è quindi nello stesso tempo la ragion sufficiente del mondo che esiste di fatto e la ragion sufficiente di tutti i mondi possibili. Dio è in tal modo non solo la fonte di ogni realtà,ma anche quella delle essenze possibili e delle verità eterne. In Dio possibilità e realtà coincidono: tale è, secondo Leibniz,il significato della necessità della sua natura.

IN ALTRE PAROLE:

Leibniz sviluppa l'interpretazione cartesiana dell'argomento Anselmiano e lo riformula in una maniera prettamente logica. Per Leibniz,infatti,la prova dell'esistenza di Dio è ridotta alla riflessione logica sulla Sua possibilità: se Dio è possibile,necessariamente esiste. Dio è quell'Essere la cui esistenza è implicita nella sua essenza o natura,e allora basterà pensare la possibilità di un Essere la cui esistenza è implicita nella sua essenza che ne avremo dimostrato l'effettiva esistenza. Basterà dunque,dimostrare la NON-CONTRADDITORIETA' logica,per dimostrare l'esistenza di quell'Essere la cui esistenza è inclusa nella sua essenza. In Leibniz abbiamo l'estrema logicizzazione dell'argomento Anselmiano.



10)VOLTAIRE

Certamente Dio esiste come autore del mondo e sebbene si trovino in questa opinione molte difficoltà,le difficoltà che si oppongono all'opinione contraria sono ancora maggiori. Voltaire ripete a questo proposito l'argomentazione di Clarke,di Locke e dei deisti (che riproduce il vecchio argomento cosmologico): " esiste qualcosa di eterno perchè nulla si produce da nulla. Ogni opera che ci mostra dei mezzi e un fine rivela un artefice: dunque questo universo composto di parti ognuna delle quali ha il suo fine,rivela un artefice potentissimo e intelligentissimo". Voltaire ripudia dunque l'opinione che la materia si sia mossa e organizzata da sè. Ma dall'altro lato si rifiuta di determinare in modo qualsiasi gli attributi di Dio,ritenendo ambiguo anche il concetto di perfezione,che non può certo essere lo stesso per l'uomo e per Dio. Si rifiuta anche di ammettere un qualsiasi intervento di Dio nell'uomo e nel mondo umano. Dio è soltanto l'autore dell'ordine del mondo fisico.

11)IL DIO CRISTIANO (rimandiamo al Cristianesimo)

12)KARL POPPER

Nella filosofia della scienza,l'asserzione dell'esistenza di un Dio sovrannaturale sarebbe una IPOTESI NON FALSIFICABILE e quindi chiusa all'investigazione scientifica.

13)POSITIVISTI LOGICI

I Positivisti Logici quali RUDOLPH CARNAP e A.J.AYER,vedono qualsiasi discussione sulle divinità come un vero e proprio NONSENSE. Per essi e per gli aderenti a simili scuole di pensiero,affermazioni sulla religione o altre esperienze trascendenti non possono avere un VALORE DI VERITA' e vengono considerate come prive di senso.

14)KANT

Pur ammettendo l'esistenza di Dio come postulato,ha cercato di dimostrare l'inconsistenza delle tradizionali argomentazioni a sostegno dell'esistenza di Dio,occupandosene nella DIALETTICA TRASCENDENTALE,dove distingue tre generi di prove: ONTOLOGICA,COSMOLOGICA e FISICO-TEOLOGICA.
LA PROVA ONTOLOGICA,di cui è esempio la prova ontologica di San Anselmo,presume,secondo Kant,di poter pervenire dalla semplice idea di qualcosa alla sua esistenza reale,prescindendo dal dato di esperienza. Egli immagina in proposito,in maniera piuttosto ironica,di avere in tasca cento talleri e di pensarne cento: quelli che lui pensa dovrebbero essere meno di quelli che ha in tasca,poichè ciò che è pensato è meno perfetto di ciò che è esistente. Ma pur continuando a pensarne cento,non per questo ne avrebbe di più in tasca. E quindi è per lui impossibile una prova di questo genere.
Lo stesso Kant,nella CRITICA DELLA RAGION PRATICA farà dell'esistenza di Dio un POSTULATO o ASSIOMA dell'agire etico,ossia la condizione moralmente necessaria che dia senso alla LEGGE MORALE ,compensando le ingiustizie e impedendo nel mondo ultraterreno il ripetersi della contraddizione logica tra la sofferenza del giusto e la sua aspirazione a vivere secondo RAGIONE.

15)LA PROVA ONTOLOGICA DI GODEL

Godel nel suo trattato di matematica "Ontologisches beweis" fornisce una dimostrazione logica dell'esistenza di Dio.In questo libro sostiene con argomenti matematici le sue convinzioni teologiche.Secondo la prova ontologica di Godel,Dio è un essere che assomma in sè le qualità positive di tutti gli enti reali. Dio deve esistere necessariamente come fondamento dell'ordine matematico dell'Universo. La dimostrazione godeliana,che parte da cinque assiomi e si avvale di un rigido TEOREMA LOGICO-FORMALE,si basa sul fatto che non sarebbe logicamente plausibile ammettere la possibilità di un unico Essere provvisto di tutte le "proprietà positive",tra cui la stessa esistenza,senza attribuirgli una REALTA' effettiva,perchè ciò sarebbe una contraddizione in termini.

16)ARGOMENTAZIONE DEI TESTIMONI

Essa dà credibilità alle testimonianze personali,contemporanee o storiche.Una variante è L'ARGOMENTAZIONE DEI MIRACOLI,che si affida alle testimonianze di eventi sovrannaturali per stabilire l'esistenza di Dio.

17)ARGOMENTAZIONE CRISTOLOGICA

o religiosa è specifica di religioni come il cristianesimo e asserisce ad esempio che la vita di Gesù ne stabilisce la credibilità e quindi possiamo credere nella verità delle sue dichiarazioni su Dio.

18)ARGOMENTAZIONE DELLA MAGGIORANZA

Questa argomentazione sostiene che persone di tutte le epoche e in luoghi diversi hanno creduto in Dio,quindi è improbabile che non esista.

19)SCUOLA SCOZZESE

Tale scuola guidata da Thomas Reid insegna che il fatto dell'esistenza di Dio viene da noi accettato senza conoscenza delle ragioni,ma semplicemente per un impulso naturale. Che Dio esista,dice questa scuola,è uno dei principi metafisici fondamentali,che accettiamo non perchè siano evidenti in sè o perchè possono essere provati,ma perchè il SENSO COMUNE ci obbliga ad accettarli.

20)SCUOLA DI FRIEDRICH HEINRICH JACOBI

In Germania insegnava che la nostra ragione è in grado di percepire il sovrasensibile. Jacobi distingueva tre facoltà: sensi,RAGIONE e comprensione. Così come i sensi hanno una percezione immediata delle cose materiali,la ragione ha una percezione immediata dell'immateriale,mentre la comprensione porta queste percezioni alla nostra consapevolezza e le unisce l'una con l'altra. L'esistenza di Dio quindi,non può essere provata,Jacobi,come Kant,rigettava il valore assoluto del principio di casualità,ma deve essere sentita dalla mente.

21)JEAN-JACQUES ROUSSEAU

nel suo Emilio asseriva che quando la nostra comprensione pondera circa l'esistenza di Dio,non incontra altro che contraddizioni. Gli impulsi del nostro cuore,comunque,hanno più valore della comprensione e questo ci proclama chiaramente le verità della religione naturale,ovvero l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima.

22)ARGOMENTAZIONI MATEMATICHE

Il matematico italiano VINCENZO FLAUTI (1782-1863) pubblicò la "TEORIA DEI MIRACOLI" ,una dimostrazione matematica dell'esistenza di Dio.
GEORGE BOOLE (1815-1864) inventore dell'algebra della logica,espresse in formule la dimostrazione dell'esistenza di Dio ideata dal teologo non conformista Samuel Clarke (1675-1729).

ARGOMENTI CONTRO L'ESISTENZA DI DIO

1)DIAGORA di Milo

Un amico di Diagora aveva cercato di convincerlo dell'esistenza degli dei ricordandogli quante immagini votive erano state erette in onore degli dei da varie persone cone ex voto per essere sopravvissute a tempeste in alto mare,al che Diagora avrebbe ribattuto ricordandogli quante immagini votive non erano state erette in onore degli dei da coloro che invece erano morti per naufragio.
In un'altra occasione l'equipaggio di una nave su cui era imbarcato Diagora lo accusò per aver attirato su di loro la collera degli dei nella forma di una forte tempesta,al che Diagora rispose chiedendo se anche le altre imbarcazioni coinvolte dalla tempesta avessero Diagora a bordo.
Un'altra argomentazione che portava Diagora a sostegno della sua tesi era la mancata punizione divina di numerosi atti d'empietà e crudeltà commessi dagli uomini.

2)CRIZIA (V sec.a.C.)

Secondo Crizia il divino è stato inventato dai governanti affinchè gli uomini smettessero di infrangere le leggi di nascosto,convincendoli nella loro sfera personale dell'esistenza di una forza soprannaturale in grado di osservarli in qualsiasi momento e in seguito giudicarli.

3)EVEMERO (IV sec.a.C.)

Egli veicolò attraverso LA STORIA SACRA la dottrina atea dell'evemerismo. Evemero cercò di spiegare razionalmente la genesi degli dei,ritenendo che l'origine del concetto di "dio" fosse da rintracciarsi nella divinizzazione progressiva subita da personaggi storici di spicco,quali antichi sovrani e fondatori di regni e città. In tal modo egli negava esplicitamente la natura divina degli dei,affermandone l'origine umana.

4)Tito Lucrezio Caro (98-53 a.C.)

Egli dice che gli dei non esistono e che il mondo si è fatto da sè.
Nel libro V del DE RERUM NATURA egli spiega perchè il mondo si è fatto da solo.In sostanza dice che i numerosi germi della natura in molteplici modi ormai da tempo infinito sospinti dagli urti e dal loro stesso peso sogliono spostarsi velocemente,aggregarsi in ogni guisa e produrre tutte le combinazioni.

5)JEAN MESLIER

egli dice: " E così non vi sia tra di voi religione diversa da quella della saggezza e delle moralità,da quella dell'onestà e della decenza,della franchezza e della generosità d'animo;non ci sia religione diversa da quella che consiste nell'abolire completamente la tirannide ed il culto superstizioso degli dei e dei loro idoli,nel mantenere viva la giustizia e l'equità ovunque,nel lavorare in pace e nel vivere tutti in una società ordinata,nel mantenere la libertà e infine,nell'amarvi l'un l'altro e nel salvaguardare da ogni pericolo la pace e la concordia tra di voi ...".
Il sacerdote chiedeva perdono per quanto di falso aveva predicato in tutta la vita e per aver mentito nell'esercizio di una vocazione spirituale divenuta non più consona alle sue convinzioni filosofiche. Meslier mise in dubbio la coerenza della religione cristiana attraverso una critica all'attendibilità e alla verità storica dei VANGELI,contestandone le contraddizioni interne,alla BIBBIA in generale,affermando la falsità delle presunte profezie dell'ANTICO TESTAMENTO,e alla dottrina e morale cristiane,enumerando quelli che a suo parere erano gli errori insiti in queste. egli riteneva che la fede,in quanto "credenza cieca",fosse un principio di errori,di illusioni e di raggiri e che la divinità e l'anima fossero invenzioni umane. Meslier sostenne che la religione origina dalla paura e che i tiranni se ne servono e la sostengono per imporre il proprio potere: idealizzando la sofferenza,la povertà e il dolore e condannando il piacere,la religione - in particolare quella cristiana - disarma gli uomini e li lascia alla mercè dei soprusi del potere. Monarchi,nobili e sacerdoti sono parassiti che il popolo deve abbattere per riappropriarsi della terra,dato che in natura tutti gli uomini sono uguali ed a loro appartengono i beni e la terra che lavorano. Egli ritiene che tutto quanto avviene nella storia non può nè deve essere attribuito a Dio,in quanto solo la natura,eterna e già di per sè perfettamente regolata,basta a spiegare i mutamenti storici.

6)Paul Henri Thiry d'Holbach

Egli assunse uno pseudonimo: Jean-Baptiste Mirabaud per pubblicare il suo pensiero (1770).
Nelle sue opere nega l'esistenza dell'anima,descrivendo l'uomo come "un essere puramente fisico",e sostiene MATERIALISTICAMENTE che materia e moto formano il mondo,il quale è autocreato,eterno e governato da un rigido determinismo fondato sulla legge della CASUALITA'. Conseguentemente a questa impostazione,la LIBERTA' è una pura illusione e con essa il LIBERO ARBITRIO;in realtà l'uomo cerca ciò che ritiene utile al proprio benessere,secondo una sorte di legge fisica naturale,fondata sul concetto di NECESSITA'. Egli ritiene che l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima siano sciocche superstizioni,mantenute in vita dagli interessi del clero che sfrutta l'ignoranza del popolo. Holbach esalta l'ATEISMO,concepito come passo necessario verso la virtù essendo che "la vera virtù è incompatibile con la religione": il virtuoso è ateo e conosce le leggi della natura e la propria natura,sa ciò che essa gli impone e pertanto può seguirla,assecondando il proprio impulso verso la felicità. Pertanto,che non si debba condannare la ricerca del piacere e della felicità terrena,purchè l'interesse singolo non contraddica l'interesse collettivo: la condotta di ognuno deve riuscire a conciliargli la benevolenza dei propri simili,necessaria alla sua stessa felicità,e pertanto deve essere diretta all'utilità del genere umano.

7)FEUERBACH (1840)

Egli sostiene che l'uomo di fronte alle difficoltà della vita si affida ad un soggetto altro rispetto a lui,che è idealmente slegato dai tipici limiti umani e che egli chiama dio e quando un soggetto entra in un rapporto essenziale e necessario con un oggetto trascendente (come dio appunto),questo significa che questo oggetto è la vera e propria essenza del soggetto,proiettata. Dio dunque non è altro che l'oggettivazione ideale dell'essenza dell'uomo che in Dio proietta se stesso. I bisogni e le aspirazioni dell'uomo vengono proiettati in un ente immaginario,che viene falsamente considerato indipendente dall'uomo e nel quale tali aspirazioni si trovano pienamente realizzate idealmente. Nella religione è dunque l'uomo a fare Dio a propria immagine e somiglianza attraverso un processo psichico di assolutizzazione dell'umano. Non quindi Dio che ha creato l'uomo ma viceversa ( egli dice: Non è Dio che crea l'uomo,ma l'uomo che crea l'idea di Dio). In Dio l'uomo può quindi scorgere oggettivati i suoi bisogni e i suoi desideri. La conoscenza che l'uomo ha di Dio non è altro,allora,che la conoscenza che l'uomo ha di se stesso,ma solo con la filosofia ciò può giungere a piena consapevolezza.

8)MARX

Per marx " La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa,il sentimento di un mondo senza cuore,lo spirito di una condizione priva di spirito.E' l'oppio dei popoli". Incapace di cogliere le motivazioni della propria condizione l'uomo la considera come dato di fatto (causa del peccato originale) cercando consolazione e giustificazione nei cieli religiosi. Una concreta liberazione dalla religione non si avrà eliminando la religione stessa bensì cambiando le condizioni e i rapporti in cui l'uomo si trova degradato e privato della sua propria essenza,ossia attraverso l'emancipazione politica e umana del PROLETARIATO.

9)NIETZSCHE

" Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! ".
Egli dice che Dio è un'illusione,egli afferma che " dio è morto" nel senso che il concetto di "dio" risulta essere divenuto non più necessario per spiegare il mondo e per capire la propria vita,cosicchè tale concetto esprime una realtà non più creduta o cercata e si è rivelato per il suo carattere puramente illusorio. Egli prefigura dunque il necessario superamento di questa società e l'arrivo del SUPERUOMO: il superuomo è "dio" e "creatore" per se stesso,perchè egli determina da sè il proprio mondo e i suoi valori e le sue regole,essendo cosciente della intrinseca soggettività dell'etica.

10)LA TEODICEA (o "problema della giustizia di Dio")

Le argomentazioni logiche ed evidenziali del MALE in particolare ,contestano l'esistenza di un Dio che sia contemporaneamente onnipotente e omnibenevolo,sostenendo che un tale Dio non permetterebbe l'esistenza del MALE o della SOFFERENZA percepibili,le quali si può facilmente dimostrare che esistono. Tale argomento viene anche detto ARGOMENTO MORALE: se Dio esistesse sarebbe non-morale dal punto di vista della comprensione umana,quindi inutile come riferimento. Inoltre essendo Dio infinito per sua stessa natura dovrebbe contenere in sè il MALE,principio che cozza contro un dogma cattolico che dichiara che da Dio procede solo il BENE senza la minima presenza di male in esso.

11)PARADOSSO DI CURRY

Mostra come il concetto di causa prima,una delle forme più generali cui si può ricondurre l'idea di Dio,si rivela privo di significato quando si prova ad esprimerlo nel linguaggio formale della LOGICA MATEMATICA.

12)JEAN-PAUL SARTRE

l'argomentazione atea-esistenzialista della non esistenza di un essere senziente perfetto,sostiene che poichè l'esistenza precede l'essenza,ne consegue dal significato del termine SENZIENTE che un essere senziente non può essere completo o perfetto. La questione viene affrontata da Sartre in L'ESSERE E IL NULLA. Secondo Sartre Dio sarebbe POUR-SOI (un essere per sè,un essere cosciente) che è anche EN-SOI (un essere in sè,una cosa): il che è una contraddizione in termini.

13)Argomentazione del " NESSUN MOTIVO"

Cerca di mostrare che un essere onnipotente o perfetto non avrebbe alcuna ragione di agire in alcun modo,in particolare creando l'Universo,perchè non avrebbe desideri,in quanto il concetto stesso di desiderio è soggettivamente umano. Siccome l'universo esiste,c'è una contraddizione e quindi,un Dio onnipotente non può esistere.

14)MONOD - HAWKING - GELL MANN - SMOLIN

Questi biologi e fisici affermano che l'indeterminismo del mondo sub-atomico,cioè il comportamento casuale delle particelle elementari e la casualità delle mutazioni e delle ricombinazioni genetiche in biologia molecolare,rendono non più necessaria l'esistenza di Dio.
HAWKING: afferma che " poichè esiste la legge di gravità,l'universo può crearsi e si crea dal nulla. La creazione spontanea è il motivo per cui c'è qualcosa anzichè nulla,per cui l'Universo esiste,per cui noi esistiamo! Non è necessario invocare Dio".

MONOD: (1970) " l'uomo finalmente sa di essere solo nell'immensità indifferente dell'Universo da cui è emerso per caso. Il suo dovere,come il suo destino,non è scritto in nessun luogo. A lui la scelta tra il Regno e le Tenebre".

SMOLIN: (1997) " dunque non c'è mai stato un Dio,non c'è mai stato nessun pilota che ha fatto il mondo imponendo un ordine al caos rimanendone poi al di fuori ad osservare e a prescrivere.Mai verrà il regno dei cieli. Il mondo ci sarà sempre e sarà sempre diverso,più vario,più interessante,più vivo,ma sarà sempre il mondo nella sua complessità e incompletezza,tutto l'essere è nelle relazioni tra le cose reali,sensibili. Tutto ciò che abbiamo come legge naturale è un mondo che si è costruito da sè.
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DIO PROVE DELL'ESISTENZA DI DIO Bellezza smisurata,maestosa complessità,le meraviglie del nostro Universo sono una coincidenza cosmica o il risultato di un disegno divino? Per secoli la religione e...
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09/10/2011 21:51:16
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