FREUD - JUNG E L'INCONSCIO

10 novembre 2011 ore 23:05 segnala
FREUD,PSICOLOGIA E FILOSOFIA

LE DUE SOGGETTIVITA'

C'è un senso in cui FREUD va sottratto forse al mondo degli psicologi e consegnato al mondo dei filosofi,perchè dice cose molto più potenti di quanto la psicoanalisi,da lui peraltro ideata,riesce a recepire di questo che possiamo considerare un grande pensatore,abbinato al concetto di INCONSCIO di cui è stato il grande elaboratore. Inconscio non è una parola necessariamente psicoanalitica ,compare già nella filosofia romantica con SCHELLING (Leonberg 27 gennaio 1775 - Bad Ragaz 20 agosto 1854 - è stato un filosofo tedesco,il secondo dei tre grandi esponenti dell'Idealismo tedesco,successore di FICHTE e predecessore di HEGEL),con SHOPENHAUER (Danzica 22 febbraio 1788,Francoforte sul Meno 21 settembre 1861 - è stato un filosofo tedesco) e soprattutto quello a cui l'inconscio si riferisce era già presente in tutta la storia della filosofia con esplicita indicazione della parte irrazionale dell'uomo. PLATONE ne parla come della DIVINA FOLLIA. Freud è un grande lettore del mondo greco e soprattutto di Platone e recupera questo concetto da quello che lui chiama il suo precursore e cioè SHOPENHAUER,egli pensa che ci sia in ogni uomo una doppia soggettività,una che dice IO e l'altra che dice NATURA e naturalmente quella soggettività che è la natura prevede l'uomo come suo FUNZIONARIO per la propria economia,che è una economia di CONSERVAZIONE. E' la dimensione dimenticata dall'uomo.

LA VITA DI FREUD

SIGMUND FREUD nasce il 6 febbraio 1856 a Freiberg in Moravia,da una famiglia di origine ebraica che pochi anni più tardi si trasferisce nella capitale dell'impero austriaco ,Vienna. Dimostra fin da molto giovane una grande capacità intellettuale e un particolare interesse ai vari aspetti della natura umana,decide così di iscriversi alla facoltà di Medicina e si specializza in Neurologia. Per 3 anni lavora all'ospedale generale di Vienna per curare i pazienti affetti da turbe neurologiche . Durante questo periodo fa due incontri fondamentali,quello con MARTHA BERNAJS la sua futura sposa e quello con JOSEPH BREUER un neurofisiologo che occuperà un posto importante nella sua vita e nelle sue ricerche. Nel 1885 comincia una rapida carriera accademica e un anno dopo apre uno studio a Vienna,dove cura i pazienti utilizzando le tecniche dell'elettroterapia e dell'ipnosi. La sua notorietà come psichiatra comincia però con l'avanzamento degli studi sull'ISTERIA,celebre il caso di ANNA O. una donna colpita da questa malattia. La guarigione diviene celebre grazie alla pubblicazione del libro: STUDIEN UBER HYSTERIE (Studi sull'Isteria) nel 1895 che seguono l'inizio della scoperta della psicoanalisi. Le teorie di Freud che legano la malattia psichica alla SFERA SESSUALE INCONSCIA producono scandalo nell'ambiente scientifico viennese,che oppone decise resistenze all'accettazione di queste teorie. Nel 1900 pubblica una delle sue opere più celebri : DIE TRAUMDEUTUNG (L'interpretazione dei sogni),Freud esce così dall'isolamento e comincia un'intensa attività di conferenze rendendo note le sue scoperte a un pubblico sempre più vasto. Nel 1933 a Berlino il regime nazista brucia tra gli altri anche i libri di Freud,la psicoanalisi viene denunciata come scienza ebrea. Dopo l'annessione dell'Austria al Reich ,nel 1938 la famiglia Freud lascia per sempre l'amata Vienna e si trasferisce a Londra dove Sigmund muore nel 1939.

LE PULSIONI

Quali sono gli interessi della specie? Gli interessi della specie sono la PROCREAZIONE per cui la specie fornisce a ciascun individuo due sostanziali PULSIONI,che sono la PULSIONE SESSUALE per la procreazione e la PULSIONE AGGRESSIVA per la difesa della prole,queste due pulsioni Freud le colloca nell'INCONSCIO ovvero in ciò che non è mediamente pensato da nessuno di noi,infatti la nostra vita viene in qualche modo decisa dalla nostra progettualità,dall'investimento che noi facciamo su di noi,dal senso che cerchiamo di reperire nella nostra esistenza e e mai ci pensiamo come semplici funzionari della specie. Fra i due c'è un conflitto tremendo e naturalmente la barra della nostra esistenza la tiene rigorosamente la specie,per cui in qualche modo l'IO per vivere,per reperire un senso,è costretto in qualche modo ad illudersi,a giocare con i suoi pensieri,con le sue speranze,con i suoi progetti,con i suoi scenari di autorealizzazione,ma la vera barra della sua esistenza viene tenuta dal fatto che deve nascere,crescere e poi morire secondo i dettami di natura. Freud ipotizza che in ciascuno di noi ci sia un FONDO che lui chiama INCONSCIO e che noi per semplificazione potremmo chiamare INCONSCIO PULSIONALE dove sono espresse le due potenze che servono all'economia della natura e alla conservazione della specie,queste due pulsioni le abbiamo già nominate e si chiamano : SESSUALITA' e AGGRESSIVITA'. Non sono istinti perchè l'uomo è privo di istinti,nel senso che gli istinti sono risposte rigide agli stimoli e l'uomo non ha risposte rigide agli stimoli,se ad una mucca mostro una bistecca essa non reagisce,se invece mostro un covone di fieno,allora la mucca si mette a mangiare,queste sono risposte rigide agli stimoli. Gli uomini non hanno istinti perchè non hanno risposte rigide agli stimoli,lo stesso Freud che nelle prime sue opere introduce la parola ISTINTO poi la abbandona,sostituendola con una parola molto più morbida e cioè con PULSIONE o spinta generica,mèta indeterminata.

INCONSCIO

Il termine INCONSCIO (in tedesco Unbewusstsein) è stato utilizzato da KARL ROBERT EDUARD VON HARTMANN per indicare il principio della sua filosofia. Egli si rifaceva ai precedenti delle "percezioni insensibili" di GOTTFRIED LEIBNIZ e quindi teorizzava l'esistenza di una zona inconscia. L'esistenza di una zona inconscia divenne un cardine della scuola di WOLFF e fu ammessa da KANT. Fu però SCHELLING che descrisse l'inconscio come un aspetto essenziale: "Questo eterno inconscio...che si nasconde...e imprime alle azioni libere la sua identità" (System der transzendentalen idealismus,IV,F). ARTHUR SCHOPENHAUER riteneva inconscia la volontà di vivere. Su questa stessa linea si inseriva HENRI BERGSON. Freud e i successivi psicologi del profondo fecero dell'inconscio,insieme ai concetti complementari di PROIEZIONE e RIMOZIONE che lo giustificano,il cardine del pensiero e della prassi PSICOANALITICA ,portando questo concetto a livelli di diffusione mai raggiunti prima. In un certo senso,tutta la storia della Psicoanalisi corrisponde ad un tentativo di articolare progressivamente una compiuta TEORIA DELLA MENTE fondata sul costrutto teorico di INCONSCIO.

ES, IO e SUPER-IO

Secondo Freud l'apparato psichico è composto da 3 istanze: l'ES,il Super-io e l'IO.

1)Chiamiamo ES la più antica delle province della psiche,il suo contenuto è tutto ciò che è ereditato,presente fin dalla nascita,stabilito per costituzione,innanzitutto quindi le PULSIONI PRIMITIVE che traggono origine dalla organizzazione corporea,è l'INCONSCIO inteso come l'ALTRO,l'essere sconosciuto che vive in ognuno di noi.

2)Il SUPER-IO è quell'area della psiche comunemente detta COSCIENZA o SENSO DEL DOVERE, nasce dalla interiorizzazione delle regole e divieti ricevuti dall'educazione familiare nei primi anni di vita ed ha una funzione di GIUDICE e di CENSORE nei confronti dell'IO,il Super-io agisce in gran parte a livello inconscio.

3)L'IO o EGO è la parte consapevole della psiche,l'unica a diretto contatto con il mondo esterno,in essa trovano posto tutte le tradizionali facoltà dell'anima come descritte fin dall'antichità: sensazione,pensiero,fantasia,memoria e intelletto. L'IO mediando fra istintualità dell'ES e i divieti del Super-io,è perennemente al lavoro per mantenere quel delicato equilibrio in cui consistono la SALUTE MENTALE e la PERSONALITA' DELL'INDIVIDUO.

UNA QUESTIONE DI EQUILIBRIO

In sintesi noi siamo composti,secondo Freud,da 3 parti,da 3 componenti: un INCONSCIO PULSIONALE dove ci sono le esigenze della specie,un INCONSCIO SOCIALE dove ci sono le esigenze della società,e un IO che deve tenere a bada queste due istanze contraddittorie. Si dice che una persona è equilibrata quando l'IO tiene in equilibrio questi due inconsci fra loro contraddittori,contraddittori perchè la PULSIONE vuole esprimersi ma se noi dovessimo esprimere tutta la nostra pulsionalità,creeremmo una situazione invivibile nell'ambito sociale e allora bisogna che noi conteniamo le nostre pulsioni e per contenerle è necessaria quella formazione psichica che Freud chiama Super-io in cui si raccolgono le esigenze della società che opportunamente osservate consentono una convivenza non belligerante,non conflittuale,quindi tranquilla,che è appunto la condizione della convivenza. Sotto questo profilo Freud dice: " l'umanità che sarebbe felice se potesse esprimere pienamente le proprie pulsioni,ha dovuto barattare un po' di felicità per raggiungere un po' di sicurezza".

LE ISTANZE SOCIALI E LA MORALE

Le ISTANZE SOCIALI sono i DIVIETI,sono i LIMITI che ciascuno deve dare a se stesso perchè la piena esplicazione delle proprie pulsioni porterebbe ad un rapporto conflittuale e di sopraffazione continua. Queste limitazione vengono acquisite secondo Freud nell'INFANZIA attraverso l'interiorizzazione dei divieti,per esempio,il bambino desidera mangiare la marmellata,la mamma dice no perchè altrimenti diventa grasso e allora il bambino comincia ad interiorizzare che la marmellata non va mangiata,ma perchè la interiorizza? La interiorizza perchè ama la mamma,ma che cosa è questo amore per la mamma? Non è altro che un'operazione egoistica nel senso che siccome la mamma è la condizione della sua esistenza,il bambino è spinto ad ubbidire per il terrore che questa condizione della sua sussistenza venga meno. Per cui l'interiorizzazione del divieto è un BARATTO,mi autolimito perchè se la mamma non è più mia alleata,se non mi soccorre più,se non è più mediatrice del cibo,delle cure e delle attenzioni di cui ho bisogno,allora la mia vita non sopravvive. L'interiorizzazione dei divieti e dei limiti avviene proprio su questa base. Una base sostanzialmente egoistica,non dimentichiamo mai che l'amore prima di essere un rapporto con l'altro è sostanzialmente una relazione con l'altro che è vantaggiosa,per la mia vita. L'EGOISMO è il costitutivo dell'ISTINTO DI CONSERVAZIONE il quale utilizza delle strategie anche amorose o nella forma della SEDUZIONE o nella forma dell'UBBIDIENZA per garantirsi la propria sopravvivenza. Allora accade che il bambino non mangia la marmellata quando c'è la mamma,ma la mangia quando la mamma non c'è e qui instaura un tipo di comportamento che determina la cosiddetta MORALE ETERONOMA ,in cui io sto alle leggi e ai divieti solamente in presenza di un sorvegliante,capita spesso a molti di fermarsi al semaforo rosso quando c'è il vigile e di passare quando non c'è. In questo caso ci siamo bloccati ad un livello di MORALE ETERONOMA. Quando il bambino invece non mangia la marmellata nè in presenza nè in assenza della mamma,allora a questo punto siamo di fronte ad una MORALE AUTONOMA,nel senso che ha interiorizzato il divieto ,ha creato dentro di sè quella sorta di poliziotto interno che rappresenta per lui l'elemento che lo sorveglia e che entra naturalmente in conflitto col DESIDERIO, con il bisogno di esprimere le proprie PULSIONI.

IL CASO DI ANNA O.

Il caso clinico a cui si fa risalire comunemente l'origine della PSICOANALISI è il caso di ANNA O.,una ventenne colta ed intelligente affetta da gravi disturbi ISTERICI quali paralisi motoria,turbe della vista,tosse nervosa,stati di confusione,afasia,anoressia e idrofobia. Anna O. era in cura da JOSEPH BREUER (psichiatra austriaco ,Vienna 1842-1925),ogni sera il medico si recava dalla ragazza e dopo averla ipnotizzata la faceva parlare. Sotto ipnosi Anna parlava di episodi di un periodo della sua vita,per lei molto doloroso,in cui aveva dovuto assistere il padre gravemente malato. Breuer notò che quando Anna nella rievocazione di un episodio doloroso connesso ad un sintomo,riusciva a rivivere intensamente le emozioni legate all'episodio,al termine della rievocazione il disturbo scompariva. Il medico racconta che a proposito del sintomo di IDROFOBIA,una volta durante l'ipnosi,Anna raccontò di aver visto il cagnolino della sua dama di compagnia bere da un bicchiere,al momento non aveva detto nulla,reprimendo il disgusto per essere gentile. Dopo aver sfogato sotto ipnosi la rabbia che al tempo aveva represso,chiese da bere e si svegliò dall'ipnosi col bicchiere alle labbra. Il disturbo con ciò era scomparso per sempre. Questa terapia definita CATARTICA funzionò anche con gli altri sintomi. Freud in seguito affermerà che l'Isterico soffre di ricordi,ovvero degli effetti dolorosi di un evento passato,apparentemente dimenticato,ma in realtà ancora vivo nelle profondità INCONSCE della mente.

L'IO E LA NEVROSI

E' ovvio che i DIVIETI confliggono con le PULSIONI,che le esigenze della società confliggono con i nostri desideri e l'IO fa da equilibratore,cioè colui che tiene a bada l'eccesso dei divieti e tiene a bada anche gli eccessi pulsionali. Questo IO è ovviamente sempre NEVROTICO nel senso che subisce da un lato l'espansione del mondo pulsionale,talvolta l'espansione del mondo dei divieti. Perchè chiamiamo l'INCONSCIO SOCIALE: INCONSCIO? Perchè una volta interiorizzati i divieti,abbiamo bisogno di riflettere su quello che dobbiamo o non dobbiamo fare. L'Io è sempre NEVROTICO nel senso che subendo le pressioni,ora dell'INCONSCIO PULSIONALE,ora dell'INCONSCIO SOCIALE,è sempre in uno stato di aggiustamento,è sempre un po' di qua e un po' di là e finchè riesce a mantenere distanti questi due scenari fra loro conflittuali,parliamo di NEVROSI. Quindi la nevrosi è un conflitto fra il MONDO PULSIONALE e il MONDO DEI DIVIETI. Quando l'IO è soppresso da uno di questi due mondi,allora parliamo di PSICOSI ovvero di FOLLIA,dove il sopravvento viene preso completamente dalle PULSIONI o dai DIVIETI SOCIALI. Freud cura solo le Nevrosi ovvero il mondo dove l'IO c'è.

L'ISTERIA

Nel corso dell'800,l'isteria fra le donne delle classi benestanti raggiunge dimensioni epidemiche,come dimostrerà poi Freud,si tratta di una malattia che ha inscindibili legami con la SESSUALITA' e in particolare con i TABU' e i DIVIETI che la società dell'epoca impone alla vita sessuale delle donne. Nel modello della famiglia borghese dell'800,il marito ha una posizione dominante ed è il solo che ha libertà d'azione e di movimento. La donna invece è e deve essere esclusivamente moglie e madre. Un tale stereotipo viene ribadito anche a livello scientifico ,ogni mese il ciclo mestruale ricorda alla donna la sua vera funzione,la naturale vocazione alla riproduzione,è il suo più prezioso patrimonio. Un clima così fortemente repressivo di istanze sessuali e aspirazioni personali fa da cultura allo sviluppo di numerosissimi casi di Isteria. Il pallore,le crisi,gli svenimenti e gli spasmi entrano addirittura a far parte dello stereotipo femminile dell'epoca. Con lo sviluppo della neurologia,l'ipotesi della collocazione ginecologica viene definitivamente abbandonata e la malattia viene associata all'ipersensibilità del sistema nervoso della donna che reagirebbe ammalandosi alle costrizioni sociali e agli stili di vita imposti dalla cultura. E' lo stesso Freud a comprendere per primo che la neurologia non basta a spiegare il fenomeno e che bisogna intraprendere una strada del tutto diversa senza più fuggire di fronte all'insondabile e per la cultura di fine secolo,inaccettabile,mistero sociale dell'isteria.

IL PRINCIPIO DI PIACERE

L'uomo è un animale desiderante cioè desidera ciò che non possiede per cui la struttura psichica è regolata da quella dimensione che si chiama MANCANZA. La parola desiderio prevede quindi un intervallo tra ciò che io desidero e l'oggetto che soddisfa il mio desiderio,questo intervallo è la costruzione della psiche. Tradotto in parole più elementari,il bambino quando nasce non conosce questa distanza tra il desiderio e la sua soddisfazione,quando ha fame viene immediatamente nutrito,quando ha sonno viene immediatamente coccolato e messo a dormire,questa immediata soddisfazione del desiderio Freud la chiama PRINCIPIO DI PIACERE. Questo principio però,mal si adatta con la realtà,crescendo,noi siamo in qualche modo costretti a raggiungere la soddisfazione dei nostri desideri attraverso quello che Freud chiama il LAVORO PSICHICO. E' evidente che i bambini sempre accontentati non sviluppano questo lavoro psichico perchè la psiche non è qualcosa che uno ha in dote per il solo fatto che nasce,ma è qualcosa che si costituisce attraverso il lavoro psichico caratterizzato dalla distanza che la realtà impone tra il mio DESIDERIO e la sua REALIZZAZIONE. Accedere al lavoro psichico,significa accedere a quello che Freud chiama: PRINCIPIO DI REALTA'. La realtà ci impone sempre un certo lavoro per raggiungere la soddisfazione dei desideri,l'infantilismo non è altro che la rinuncia al lavoro psichico e quindi una regressione nel mondo infantile.

L'ESSERE UMANO

1)LA PSICHE

Nell'antica Grecia PSICHE era una divinità,la sposa di AMORE,con questo termine si indicava un soffio,un respiro che veniva usato per rappresentare il principio vitale dell'essere umano,ciò che permette all'uomo di provare emozioni,sentimenti e quindi le passioni. Psiche era l'ANIMA,la MENTE,l'elemento che consentiva all'essere umano di differenziarsi dall'inanimato e che faceva sì che questi potesse avere COSCIENZA DI SE'. Platone nel Fedro rappresenta l'anima con il mito della biga trainata da due cavalli e guidata dall'auriga,dei due cavalli uno è bianco,raffigurante la parte dell'anima con pensieri più alti e nobili,quella INTELLETTIVA, e uno è nero,e rappresenta la parte dell'anima con pensieri più bassi come la PASSIONE e i SENTIMENTI,la CONCUPISCENZA. I due cavalli sono tenuti per le briglie dall'auriga,che rappresenta la parte razionale,la ragione che li governa,armonizzando i loro movimenti. L'immagine posta da Platone nasce dalla osservazione dei comportamenti quotidiani dell'uomo e mette in evidenza gli ambiti all'interno dei quali si muoverà la psicologia fin dalle origini,l'agire umano,le motivazioni che spingono l'uomo a modificare i suoi comportamenti,gli scenari all'interno dei quali è destinato a muoversi l'animo umano.

2)LE FASI DELLO SVILUPPO PSICHICO

Questo mondo infantile viene organizzato da Freud secondo tre fasi,dove si concentra quella che lui chiama LIBIDO,che non va intesa solo in termini sessuali,ma la libido è sostanzialmente l'energia psichica che si concentra in alcuni luoghi del nostro sorpo,che sono poi le uniche aperture che il nostro corpo possiede e che sono esattamente la BOCCA,l'ANO e i GENITALI. La libido si concentra innanzitutto nella BOCCA perchè se non ci fosse un piacere della alimentazione,i bambini non crescerebbero,per mangiare bisogna muovere dei muscoli,bisogna fare una certa fatica e questa fatica deve essere immediatamente compensata da un piacere e allora tutta la libido si concentra nella bocca,la FASE ORALE investe i primi due anni di vita,in modo tale da allenare il bambino all'alimentazione ,quindi alla crescita e qui vediamo in azione la specie a cui interessa che i bambini crescano,per poter procreare e per poter mantenere la continuità della specie.

3)LA FASE DEL CONTROLLO

La seconda fase è quella cosidetta ANALE,in cui il bambino incomincia ad acquisire una sorta di padronanza del proprio corpo,nel senso che dipende da lui rilasciare o trattenere le feci e questa è la prima forma di controllo sul mondo,nel senso che dipende da lui decidere un rilascio o un contenimento. E allora la figura metaforica che si sviluppa a partire da qui è appunto il controllo del mondo che si estende al controllo dei propri giocattoli,al controllo della propria stanza,al controllo degli altri e questa dimensione di controllo innesca una figura antropologica fondamentale che è la figura del POTERE. Mentre nella prima fase attraverso l'alimentazione si sviluppa la componente dell'AVERE, non c'è ancora un essere nel bambino,ma c'è un AVERE IL CIBO,che costruirà poi l'essere infantile,così in questa seconda fase c'è l'esercizio del potere,potere di controllo. Anche qui si può essere molto gratificati e soddisfatti di questo controllo,così come si può essere pochissimo soddisfatti e avremo allora i due processi o di FISSAZIONE in questa fase o di REGRESSIONE a questa fase qualora passati alla fase successiva non si è stati completamente soddisfatti. Naturalmente tutti intuiscono che a secondo delle regressioni ad una fase o alla fissazione ad un'altra fase dipendono molte patologie a tutti note. Si prenda ad esempio la FASE ORALE,gente che si è fissata nella fase orale o è regredita alla fase orale,avrà tutti quei disturbi noti come DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE. Sotteso al rapporto con il cibo c'è sempre un rapporto con l'incertezza se devo esistere o se non devo esistere. Così come connesse alla seconda fase,quella ANALE,c'è una relazione con il POTERE,qui si formano le personalità dette LEADER o GREGARI,a seconda della soddisfazione o insoddisfazione che si è avuta in questa fase. I Leader sono persone che non possono prescindere dal bisogno del controllo generalizzato del mondo che li circonda e questo ha anche la sua versione patologica che è la cosiddetta PARANOIA,ovvero nel bisogno di controllare tutto il mondo circostante e siccome non si è in grado di controllare tutto il mondo circostante,ogni fallimento di questo controllo viene interpretato come l'effetto di una persecuzione che altri organizzano contro di noi,per cui i paranoici sono anche animati da disturbi persecutori,(esempi tipici e più noti sono HITLER e STALIN). E infine la terza fase,detta EDIPICA,per cui Freud è molto noto,che consiste nella relazione con il padre e con la madre in una forma significativamente drammatica.

4)IL COMPLESSO DI EDIPO

Freud prende spunto da una tragedia di SOFOCLE e in particolare dall'EDIPO RE. Freud riprende questo mito e lo individua come una tappa di qualunque sviluppo psichico. Il complesso edipico letto metaforicamente è una cosa formidabile in cui si imparano due dimensioni fondamentali dell'esistenza umana che sono rispettivamente l'IDENTITA' e la RELAZIONE. Se io non ho identità non so chi sono,se non ho acquisito la struttura della relazione non so rapportarmi agli altri. Queste due dimensioni si acquisiscono lungo il percorso edipico che a parere di Freud si costituisce fra i 4 e 6 anni.

5)EDIPO E IL MONDO MASCHILE

illustrato dal punto di vista del figlio maschio, le cose vanno in questa maniera. Il bambino vuole andare a letto con la madre e qui non ci si confonda in ordine al linguaggio un po' truculento,perchè il nostro INCONSCIO parla in modo truculento,non ha il linguaggio forbito ed educato della ragione,l'inconscio parla di scenari primitivi con parole quasi animali. Il bambino vuole andare a letto con la madre e allora come fa per sedurre la madre? Imita il padre,cioè fa tutto quello che dice il papà,va a giocare con lui,fa le gare con il padre,che sono tutti precessi di imitazione,naturalmente i padri si confondono perchè pensano che i figli siano innamorati di loro,che si crei una bella alleanza,in realtà il figlio sta imparando come si fa a diventare come il papà il quale fruisce della madre e volendo anche il figlio fruire della madre,imita il padre. In questo processo di imitazione il figlio crea la propria IDENTITA' MASCHILE. Impara a diventare maschio,dopodichè quando ha imparato a diventare maschio,a letto con la madre continua ad andarci il padre e allora subentra quella che Freud chiama la FRUSTRAZIONE,cioè ho fatto tanta fatica per diventare come mio padre onde raggiungere l'oggetto del mio desiderio ma che tuttavia non ho raggiunto. Questi processi di frustrazione hanno due possibili esiti: o un esito DEPRESSIVO,cioè per quanti sforzi faccia non raggiungerò mai la mèta,oppure un effetto INCENTIVO cioè bisogna che nella vita in generale mi dia da fare per raggiungere gli scopi. In questo modo il bambino impara la sua identità imitando il padre e impara la sua relazione con l'altro sesso amando il primo rappresentante dell'altro sesso che è la madre. Uccidere il padre per prendere il suo posto,amare la madre per imparare ad amare il genere altro da sè.

6) EDIPO E IL MONDO FEMMINILE

Nel caso del mondo femminile la cosa è molto più complicata perchè non c'è equivalenza fra mondo maschile e mondo femminile perchè il mondo femminile è contrassegnato dal 2,mentre il modo maschile è contrassegnato dall'1. Il 2 significa l'uno e l'altro ,il corpo femminile è già costruito per due,l'uno e l'altro,l'altro dal punto di vista dell'economia della specie si chiama FIGLIO,quindi in qualche modo la donna è innanzitutto RELAZIONE (io e l'altro) e questo costruisce una identità. I maschi invece tendenzialmente sono identità che instaurano relazioni,ma la relazione non è il costitutivo del maschile,mentre lo è del femminile,per cui la psiche femminile è decisamente più complessa di quella maschile. Questa complessità scaturisce anche dal fatto che la ragazza arrivata all'età della pubertà,nel momento in cui comincia a considerare la sua identità,nel momento in cui comincia a compiacersi del suo corpo,a vedere di costruirselo secondo i dettami dei suoi desideri,secondo le istanze sociali,vede che il suo corpo va per un'altra economia che è l'economia della specie. Il processo mestruale interviene come una memoria che dice alla ragazza: tu sei un IO ma sei anche una funzionaria della specie. Anche gli uomini sono funzionari della specie ma non ne hanno una percezione fisica nè tantomeno psichica. Nel caso del complesso edipico,possiamo pensare per la femmina al rovescio,cioè che la donna ama il padre e vuole prendere il posto della madre,solo che questo voler prendere il posto della madre non è mai certo. La doppia soggettività che c'è nella ragazza,funzionaria della specie e IO,rende la donna incerta circa la sua volontà di diventare madre (funzionaria della specie) o il suo rifiuto di diventare madre (funzionaria della specie). Per cui il complesso edipico non è mai totalmente equiparabile a quello maschile,non è così preciso e definito e questa indefinitezza è ciò che istituisce nella donna una sorte di polivalenza cioè di capacità percettive,cognitive,emotive,molto meno definite,molto meno precise di quelle maschili e in qualche modo più ricche.

7)PENSIERI

a)L'INCONSCIO non conosce nè giudizi di valore,nè il bene e nè il male e nemmeno la moralità (Freud).
b)L'Io non è padrone in casa sua (Freud)
c)L'uomo ha barattato gran parte della sua felicità per un po' di sicurezza (Freud)
d)L'"angoscia" si può definire come una specie di stato di attesa o di preparazione al pericolo,anche se ignoto (Freud)
e)Il sogno è incoerente riunisce senza esitazione le più grosse contraddizioni ,commette cose impossibili,trascura le nostre cognizioni,così importanti durante il giorno,ci fa apparire eticamente e moralmente ottusi (Freud)

8) IL DISAGIO DELLA CIVILTA'

Freud è quindi stato un descrittore dell'evoluzione di ogni singolo uomo che ripercorre sostanzialmente la storia della umanità,ma Freud ha anche una componente PROFETICA ,in un libro scritto 10 anni prima della sua morte,nel 1929,che porta il titolo di: "DISAGIO DELLA CIVILTA" dove ipotizza che la nostra civiltà sia troppo severa in termini di regole,convenzioni,divieti,rispetto all'espressione del mondo pulsionale ed esprime un concetto con una bella espressione e cioè che "l'uomo ha barattato gran parte della sua felicità per un po' di sicurezza". Il mito della sicurezza è un mito particolarmente sentito oggi,ma non dobbiamo dimenticare che la sicurezza richiede un impianto di regole,quando diventa eccessiva,comprime la vita e anche la felicità.

LA FOLLIA E L'UMANITA'

1)UNA DIVERSA VISIONE DELL'INCONSCIO

JUNG (Kesswil 26 luglio 1875 - Kusnacht 6 giugno 1961) è stato uno psichiatra,psicanalista e antropologo svizzero,allievo di un altro personaggio importante della psichiatria che è EUGEN BLEULER (Zollikon 30 aprile 1857 - Zollikon 15 luglio 1939) che è stato uno psichiatra svizzero,uno dei più importanti psichiatri europei di ogni tempo che apportò contributi fondamentali alla moderna psicopatologia,ridefinendo clinicamente la SCHIZOFRENIA e l'AUTISMO,di cui coniò anche i relativi termini. Bleuler diceva che noi nasciamo sostanzialmente schizofrenici,abitati da molte personalità,da molte figure,da un teatro di dèmoni e su queste molte figure una acquista il sopravvento,quella che si chiama IO e finchè questo IO riesce a tenere a bada tutte le altre,allora abbiamo la persona che sta in sè,se invece non riesce in questo suo lavoro di contenimento e questo non riuscire può accadere in qualsiasi momento della vita,allora tutte le altre personalità possono esplodere e io divento di volta in volta bambino,vecchio,saggio,depresso,contento ecc. nelle mie manifestazioni,che sono tutti motivi umani raccolti dentro di noi,nel nostro INCONSCIO e che prima o poi possono anche fuoriuscire qualora l'IO non abbia la forza di contenerli. abbiamo prima indicato come NEVROSI il conflitto fra INCONSCIO PULSIONALE e INCONSCIO SOCIALE e come PSICOSI quando questo conflitto elimina lo spazio dell'IO,che poi è lo spazio della ragione. Jung estende il mondo psicoanalitico non solo alla nevrosi,dove l'io è sempre presente,ma anche alla PSICOSI dove l'io può essere soppresso dalle forze dell' INCONSCIO. E in questo scenario emerge una considerazione di fondo tutto sommato impensata da noi che ci riteniamo sani,normali,ragionevoli,mentre questa sanità,questa ragionevolezza è qualcosa che ogni giorno dobbiamo costruire,perchè lo scenario che ci contraddistingue è propriamente lo scenario della FOLLIA.

2)LA VITA DI JUNG

CARL GUSTAV JUNG di vent'anni più giovane di freud,nasce nel 1875 in Svizzera nel cantone di TURGOVIA. Si narra che da bambino fosse molto solitario,al limite della socialità e che si sia interessato fin da allora al problema del trascendente,dalla religione fino allo spiritismo. Nel 1900 si laurea all'Università di Basilea in medicina con una tesi sulla psicopatologia dei fenomeni occulti e presto comincia a lavorare all'istituto psichiatrico di Zurigo. Negli stessi anni,Jung scopre la psicoanalisi froidiana e vi aderisce intrattenendo una corrispondenza epistolare con Freud che incontra per la prima volta nel 1907 a Vienna. Nel 1910 Jung viene eletto presidente della Accademia Psicoanalitica Internazionale e si comincia a vedere in lui il possibile successore di Freud alla guida del movimento. Negli stessi anni,si delineano anche le profonde divergenze teoriche fra i due studiosi che daranno origine alla loro separazione e ai due principali orientamenti storici della psicoanalisi. I disaccordi con Freud diventano evidenti quando nel 1912 Jung pubblica il suo testo fondamentale: "Trasformazioni e simboli della libido" (WANDLUNGEN UND SYMBOLE DER LIBIDO). In questo libro amplia la ricerca psicoanalitica dalla storia personale del singolo,alla storia della collettività umana. Il conflitto fra Freud e Jung giunge al culmine nel 1914 con le dimissioni di Jung da presidente della associazione. Inizialmente isolato e allontanato dai colleghi,Jung prosegue il suo lavoro intraprendendo anche viaggi in diversi continenti per arricchire i suoi studi tramite l'osservazione delle culture primitive. Nel 1930 diventa presidente onorario della società tedesca di Psicoterapia,carica che conserva anche in seguito all'avvento del Nazismo. Dopo la guerra nel 1946 si ritira vicino al lago di Zurigo in una misteriosa torre che lui stesso aveva fatto costruire per dedicarsi totalmente ai suoi studi. Due anni più tardi in Svizzera viene fondato il CARL GUSTAV JUNG INSTITUTE per l'insegnamento della teoria e dei metodi della sua PSICOLOGIA ANLITICA.

3)I SOGNI E L'ORIGINE DELLA RAGIONE

Ciascunio di noi è folle e si produce giornalmente in termini razionali,questo è il grande messaggio che proviene da BLEULER e da JUNG. Ciascuno di noi quando si alza la mattina,esce da un contesto di follia,il mondo notturno,il mondo dei sogni è un mondo dove non funzionano le regole della ragione,i nostri sogni sono caratterizzati dall'assenza del principio di non contraddizione,nel sogno sono maschio ma anche femmina,sono adulto ma anche bambino,non funziona il principio di CASUALITA',non funzionano lo SPAZIO e il TEMPO per cui un sogno comincia nell'Impero Romano e finisce a New York,non funziona la categoria della TEMPORALITA',in altre parole non funziona nulla di ciò che è razionale e allora da svegli dobbiamo recuperare tutto l'ordine della ragione e lo facciamo anche con una certa fatica per cui la prima ora di veglia è il momento più rituale di tutta la nostra giornata,facciamo sempre le stesse identiche cose,viviamo in qualche modo in terza persona e tutto questo lavoro che la nostra psiche sta facendo serve a recuperare il mondo della ragione.

4)IL VALORE DELLA FOLLIA

Noi siamo anche folli e la struttura della follia è ciò che ci distingue uno dall'altro,la nostra specifica follia è ciò che ci individua,perchè per quanto riguarda la ragione siamo tutti uguali,perchè osserviamo sempre tutti quanti le stesse regole. L'umanità nasce con la fuoriuscita dalla follia in cui prima si trovava e che viene attribuita questa follia al mondo degli Dei. Gli uomini espellono la follia da sè e la attribuiscono al mondo degli Dei,ma essi non sono altro che la rappresentazione mitologica della nostra struttura profonda,INCONSCIA,il nostro INCONSCIO non è solo come diceva Freud sessualità ed aggressività,ma è l' INDIFFERENZIATO, ciò da cui la coscienza emerge e che guarda l'indifferenziato come la sua genesi,con il quale ha un rapporto sostanzialmente ambivalente,nel senso che è attratta dalla propria origine e al tempo stesso la teme,perchè l'indifferenziato ha la potenza degli Dei,una potenza decisamente superiore alle forze della ragione.

5) LE PERSONALITA' LATENTI

Jung è noto perchè si è occupato di tutta la storia dell'umanità,soprattutto della storia delle religioni e a partire dal concetto che nella storia delle religioni si individua esplicitamente questa dimensione per cui l'uomo è RAGIONE e la DIVINITA' è simbolo della FOLLIA. La violenza è sempre attribuita alla divinità. Si pensi che ancora nell'800 nelle diagnosi psichiatriche ,dopo la firma del medico,accanto al suo nome scriveva: DC (DEO CONCEDENTE). Ecco la follia è questa dimensione pre-umana che ciascuno di noi conserva nel suo fondo in cui sono contenute tutte le possibili nostre esistenze,non sviluppate,allo stato primordiale,potenzialmente espressive,che caratterizzano perfino i nostri stessi umori,noi non siamo identici a noi stessi dalla mattina alla sera,ma a seconda che qualcuna delle nostre personalità latenti prenda o no il sopravvento,talvolta siamo come i bambini,talvolta siamo saggi come i vecchi,talvolta siamo femminili,talvolta siamo ipermaschili,cioè ci sono queste PERSONALITA' LATENTI dentro di noi che colorano i nostri umori finchè siamo normali e che si impossessano della nostra personalità quando l'IO collassa. Questo è lo scenario in cui si muove Jung,uno scenario che ha frequentazione con la FOLLIA e che amplifica il concetto di I N C O N S C I O , non solo sessualità e aggressività per l'economia della specie ,ma luogo dove abita una popolazione di nostre possibili esistenze non espresse e che trovano espressione e nelle condizioni del nostro UMORE e nei casi gravi nella FOLLIA quando si esprime.

LA VISIONE DI JUNG

1)LA CONCEZIONE DEI SIMBOLI

Fondamentali in Jung sono sostanzialmente due concetti,il primo è il concetto di SIMBOLO,radicalmente diverso da quello di Freud .Per Freud simbolo equivale a segno,Freud dice: sogno un campanile,hai sognato un fallo; sogno una caverna ed hai sognato un contenitore materno e quindi dobbiamo parlare di segni perchè c'è perfetta corrispondenza tra ciò che io sogno e il significato di riferimento. Nel caso di Jung invece non c'è questa corrispondenza,i simboli vengono assunti nella accezione greca che vuol dire "mettere assieme" ,il simbolo mette assieme degli opposti ed è un simbolo finchè non viene codificato,allora ad esempio,la croce cristiana è un simbolo finchè sta a significare un Dio che muore,poi quando diventa l'emblema di una religione cioè il crocefisso,allora è diventato un segno,ha perso la sua potenza,è solo un elemento di identificazione,i simboli sono forze. Nei simboli si muovono i poeti,quando Leopardi dice: " dimmi che fai tu luna in cielo " è chiaro che la luna non è solo la luna,quindi siamo già fuori dal principio di non contraddizione ,è possibile porgere questa domanda alla luna se la luna è la luna ma anche un'interlocutrice femminile,allora la domanda ha senso,se invece la luna fosse solo la luna,secondo il principio di non contraddizione,una cosa è se stessa e non altro,allora la domanda non avrebbe senso,quindi i poeti appartengono alla follia,alla follia appartengono i bambini,i bambini vengono curati perchè non tengono i significati delle cose nelle loro identità e differenze,un bambino prende un pennarello,lo usa per scrivere,lo usa per metterlo nell'occhio al fratello,lo usa come biberon ecc.Lo usa in maniera indifferenziata,lo usa come lo userebbero gli Dei,che sono l'indifferenziato,allora vanno curati perchè sono divini,cioè folli e gradatamente acquistano la ragione. Quindi Jung dice che la coscienza è un lavoro e che quindi noi dobbiamo DIVENTARE COSCIENTI,non è uno stato,ma è un continuo superamento della nostra dimensione folle.

2)LA CONCEZIONE DELLA NEVROSI

Jung si differenzia da Freud anche per la CONCEZIONE FINALISTICA della NEVROSI. Freud riteneva che la nevrosi fosse solo l'esito di uno scompenso subito nel passato,sappiamo tutti che il passato non passa mai,nel senso che il passato passa come fatto,ma non passa come schema,come modo di fare esperienza. Per Freud la Nevrosi è il luogo in cui si manifesta la negatività della esperienza,per Jung invece la nevrosi ha anche un significato finale cioè segnala una prospettiva di vita,una vocazione,ciò che forse potresti fare e non hai fatto,per cui ci si ammala non solo a causa di esperienze negative,ma soprattutto a causa di possibilità inespresse,la nevrosi quindi non è solo l'effetto di una causa,ma anche l'indicazione di una finalità,cioè che cosa puoi fare tu con la tua nevrosi? Perchè non usare anche la nevrosi? E sotto questo profilo c'è questa visione non necessariamente tragica e neppure eccessivamente terapeutica,anche la malattia può avere un suo significato,una sua finalità,un suo senso,un suo futuro.

3)PENSIERI

-Tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a capire noi stessi (Jung)
-La psicologia analitica cerca di far breccia nelle mura,scavando nell'incosciente per trarne fuori quelle immagini fantastiche che l'intelletto razionale aveva rigettate.(Jung)
-L'individuazione è in generale il processo di formazione e di caratterizzazione dei singoli individui e in particolare lo sviluppo dell'individuo psicologico come essere distinto dalla generalità.(Jung)
-L' INCONSCIO è in primo luogo e prima di ogni altra cosa,il mondo del passato,riattivato dalla limitatezza dell'atteggiamento cosciente.(Jung)

4)DIVENTA CIO' CHE SEI

E infine la cosa forse più bella della psicologia analitica di Jung è il concetto di INDIVIDUAZIONE,che può essere tradotto con una frase emblematica di NIETZSCHE che dice:
" diventa ciò che sei " ,nel senso che nella nostra vita continuiamo a seguire modelli che sono necessari perchè si cresce per processi imitativi,i bambini crescono perchè vedono,imitano,ma poi bisogna staccarsi da queste imitazioni e diventare quelli che propriamente si è. E la prima condizione per diventare se stessi,è quella di conoscersi,conoscere le proprie potenzialità,ciò per cui sei nato. E se riesci a far fiorire ciò per cui sei nato,se davvero diventi te stesso,al di là dei modelli che vuoi imitare,allora raggiungi la felicità. Scopo della analisi è diventare se stessi. E per fare questo bisogna uscire dai comportamenti collettivi,non bisogna essere come gli altri,ma non bisogna essere neppure eccessivamente eccentrici,ma quello di diventare se stessi è non solo la condizione della SALUTE ma addirittura della FELICITA'.

5)DUE SCENARI DELLA PSICHE

Jung riteneva che nella prima parte della vita bisogna curare in modo froidiano,cioè bisogna costruire l'IO a partire da quella situazione di INCONSCIO,folle,che c'è dentro di noi. Nella seconda parte della vita bisogna essere Junghiani,cioè bisogna recuperare la follia che ci abita,perchè l'IO una volta costituito,per alimentarsi,deve andare alla sua fonte,che è l'IRRAZIONALE,la ragione è un sistema di regole da cui non nasce niente ,perchè qualcosa nasca bisogna eccedere le regole,andare oltre,attingere all'indifferenziato,al folle,i creativi sono folli,l'artista è tale alla sola condizione che accede alla propria follia fino al sacrificio di sè.

ALTRI AUTORI CHE HANNO PARLATO DELL'INCONSCIO (che trascuriamo)

-WILFRED BION
-JACQUES LACAN
-NOAM CHOMSKY

CONCLUSIONI

IL FUTURO DELLA PSICOANALISI

Il declino della psicoanalisi sarà inevitabile,peraltro già previsto da Freud,il quale alla fine della sua esistenza,uscì con quella espressione: " la psicoanalisi è una scienza provvisoria,con cui noi abbiamo descritto in termini psicologici,quello che un giorno la biologia descriverà in termini scientifici. E forse oggi,le neuroscienze ci vengono a spiegare quello che Freud ha descritto forse in modo letterario,anche se a suo parere era clinico. Il fatto che la psicoanalisi possa declinare come teoria e come clinica,non è interessante,ha messo in circolazione in modo potente il concetto di
INCONSCIO,ha qualificato questo inconscio come indicatore di un'altra soggettività che è la soggettività della specie con FREUD,o di quell'altra soggettività che ci abita che è la FOLLIA di cui noi siamo costituiti secondo JUNG.Il messaggio di Freud che l'IO non è mai padrone a casa sua rimarrà eterno ed è comprensibile che non vogliamo mai incontrare il nostro limite,ma ci avvertiva già ARISTOTELE che chi non conosce il suo limite tema il destino!

DEDICO QUESTO POST IN PARTICOLARE ALLA AMICA CLAUDIA DI CREMONA CON STIMA ED
AFFETTO.
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FREUD,PSICOLOGIA E FILOSOFIA LE DUE SOGGETTIVITA' C'è un senso in cui FREUD va sottratto forse al mondo degli psicologi e consegnato al mondo dei filosofi,perchè dice cose molto più potenti di...
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10/11/2011 23:05:20
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Commenti

  1. laragazzadeisogni.78 11 novembre 2011 ore 20:17
    Ti ringrazio caro Alessio per avermi dedicato questo post...l'ho trovato molto interessante e approfondisce la mia ricerca di conoscenza sulla psicologia umana :-)
    Un affettuoso abbraccio
    Claudia :rosa :rosa

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