NICOLAE CEAUSESCU

15 gennaio 2012 ore 22:07 segnala
NICOLAE CEAUSESCU


Se è vero che la dottrina comunista è una secolarizzazione materialista del cristianesimo, una sua moderna eresia, negli episodi culmine della violenza esercitata dai regimi del “socialismo reale” sulla persona umana ha toccato punte di vera blasfemia e demonismo. Fu il caso del carcere rumeno di Pitesti dove tra il 1949 e il 1952 si manifestò il Male allo stato puro, per chi ci crede, o la dimostrazione più evidente dell’inestirpabile capacità dell’uomo di fare del male al suo prossimo.
A parere di Aleksandr Solgenitsin, che sperimentò sulla sua pelle l’atrocità dei Gulag nella sua Russia, Pitesti fu il teatro della “più grande barbarie del mondo moderno”. Forse perfino superiore ad Auschwitz per sadismo.
l’orrore dell’”esperimento” realizzatosi in quel carcere può essere pienamente reso solo calandosi per quanto sia possibile nelle anime e nei corpi di vittime e carnefici. A Pitesti “accadde una cosa di cui si dovrebbe tacere, dal momento che non esistono parole per descriverla”.
In quel carcere speciale ai piedi dei Carpazi, si praticava infatti la “rieducazione” tramite la tortura; qualcosa di peggio del “suicidio della personalità” cinese o cambogiano. Non solo sevizie psicologiche o lavoro forzato ma torture fisiche ininterrotte per “creare in laboratorio un’umanità pervertita”, formare “uomini nuovi” totalmente insensibili, crudeli e pronti ad obbedire al Partito.
Non è nota la cifra esatta degli sfortunati che transitarono per Pitesti, riportandone comunque segni indelebili nel corpo e nell’anima; si calcola da un minimo di mille ad un massimo di 5000. Una minoranza dei detenuti dal regime rumeno (550mila circa fra il 1949 ed il 1960), ma una minoranza di dannati. Erano perlopiù studenti universitari, oppositori perché socialdemocratici, liberali, monarchici; soprattutto “legionari dell’Arcangelo Michele”, anche chiamati “Guardie di Ferro”, seguaci di Corneliu Codreanu e del suo controverso movimento in cui si incontravano misticismo cristiano ed antisemitismo nazionalista.
Ex legionario convertitosi alla fede comunista era Eugen Turcanu, la mente malata che teorizzò ed organizzò le violenze all’interno del carcere. “Un angelo caduto” appariva agli occhi delle sue vittime, per bellezza fisica e spietatezza nello spalancare abissi di degradazione umana.
A Pitesti per sua volontà, le vittime si mischiavano ai carnefici, l’odio reciproco era alimentato proprio dalla cancellazione di ogni forma di pietà e compassione umana. Chi era oggetto di tortura sapeva di poter assumere in futuro un luogo attivo, forse proprio ai danni chi già aveva violato il suo corpo ed umiliato la sua intera persona. L’elenco delle efferatezze ideate da Turcanu può trovare qualche affinità solo con quelle descritte dal Marchese de Sade nel classico dell’horror pornografico settecentesco Le centoventi giornate di Sodoma: lesioni con corpi contundenti, privazione della luce o del buio, marchiature e bruciature, sospensioni dal soffitto, schiacciamento sotto il peso di altri corpi, atti sessuali contro natura e coprofagia forzata.
Il catalogo dell’orrore culminava nelle feste comandate dalla religione cristiana ortodossa. Natale e Pasqua erano celebrati con messe nere e parodie sessuali e sanguinarie della vita del Messia. A proposito del Redentore, Turcanu amava dire: “Se mi fossi occupato di Gesù, lui non sarebbe mai diventato Cristo”.
I prigionieri che rinnegavano tutto il loro passato, tradivano e denunciavano gli affetti più cari, insudiciavano ciò che avevano ritenuto più sacro prima di entrare lì dentro, e soprattutto mostravano particolare malvagità ai danni degli altri internati, erano finalmente “redenti”. Diventavano sgherri di Turcanu, membri dell’ODCC, “organizzazione dei detenuti di convinzioni comuniste”. Potevano anche aspirare all’uscita dal carcere, al ritorno fra la gente normale, nelle vesti di agente della Securitate. “Uomini nuovi” fedeli all’unica cosa sacra rimasta, il Partito che aveva amputato il loro passato “decadente” e “reazionario”.
Ma non fu questo il destino di Turcanu e dei dannati che lo seguirono fino all’ultimo. Quando le notizie cominciarono a trapelare il governo rumeno decise di non compromettere troppo la propria immagine con gli alleati. Le responsabilità del Ministero dell’Interno e della Securitate vennero scaricate sui prigionieri torturatori; in 22 subirono un processo con l’accusa di aver screditato il comunismo patrio per mezzo delle loro atrocità, in combutta con dissidenti emigrati e, ovviamente, servizi segreti americani. Furono fucilati tutti, compreso l’”angelo caduto” Turcanu; in seguito il carcere venne abbandonato e poi raso al suolo. Oggi un monumento sul posto ricorda all’umanità quelle barbarie.

CHI ERA IL SATROPO IGNORANTE....

NICOLAE CEAUSESCU

"Imputato Nicolae Ceausescu..." "Non sono imputato,sono il presidente della Romania e il comandante supremo delle forze armate".
In risposta al presidente del tribunale rivoluzionario che lo stava condannando a morte,Ceausescu rispose così.
Nato il 26 gennaio 1918 a Scornicescdti,egli creò la SECURITATE ,una polizia segreta composta da più di sessantamila agenti,che controllava ogni aspetto privato e pubblico della vita dei cittadini rumeni e che aveva il compito di soffocare ogni forma di protesta contro il regime.
Ma Ceausescu può essere anche ricordato come il grande affamatore della Romania; nel tentativo di ripianare l'incredibile debito estero del Paese ammontante ad oltre ventuno miliardi di dollari,favorì le esportazioni della grande maggioranza della produzione agricola ed industriale del Paese,creando così uno stato di povertà in tutta la Romania,che si manifestava in una mancanza continua dei generi di prima necessità,del cibo,della benzina,delle medicine,per il suo popolo. I disastri in materia economica,
l'inflazione galoppante,la miseria,la repressione continua delle idee libertarie e di opposizione inasprirono i rapporti tra il presidente ed il suo popolo.
Nicolae Ceausescu fu fucilato insieme alla moglie Elena,dopo un processo sommario il giorno di Natale del 1989 con l'accusa di genocidio del popolo rumeno e distruzione dell'economia nazionale.
Durante la rivoluzione comunista fu instaurato un vero e proprio regno del terrore,decine di migliaia di persone furono sterminate nei gulag con la scusa che era necessario annientare fisicamente la borghesia romena per instaurare il governo del proletariato. Nei gulag finirono non solo i borghesi ed i possidenti,ma anche oppositori del regime a vario titolo ed i contadini che non volevano aderire alla collettivizzazione forzata delle loro terre. Il risultato fu un massacro di persone perpetuato dagli uomini che avrebbero dovuto governarli con giustizia.
Altri mezzi utilizzati dal regime comunista per l'annientamento sistematico degli oppositori furono gli arresti di massa con l'accusa di vagabondaggio. Il regime aveva nazionalizzato tutte le attività economiche non solo le grandi industrie ed imprese,ma anche i piccoli esercizi commerciali e gli uffici di ogni tipo. Chi veniva riconosciuto come oppositore al regime veniva immediatamente licenziato e di conseguenza non aveva di che sfamarsi,rendendosi facile preda per la polizia,che aveva tutti i motivi per arrestarlo. Oppure ancora gli oppositori venivano internati in ospedali psichiatrici in cui erano sottoposti a torture e, o morivano di stenti,o impazzivano veramente. Anche qui era semplice imbastire una procedura "regolare" ,se tutti in Romania sono favorevoli al comunismo,ritenendola una dottrina giusta,chi non è d'accordo,deve per forza avere dei problemi mentali e per il suo bene,è giusto che sia internato.
Ceausescu razionò progressivamente il cibo,i divertimenti e l'energia,tanto che il dissidente del regime in esilio Mihai Botez stimava che ogni anno almeno 15.000 rumeni morivano di fame,freddo e ristrettezze di ogni genere.
Nel 1990 quando il debito con l'estero era ormai azzerato,la Romania si trovava nella miseria più assoluta. La cosa più grave fu che non tutta la popolazione dovette subire le ristrettezze economiche decise dal dittatore,infatti lui,la sua famiglia e i suoi collaboratori più vicini,vissero nel lusso e nella ricchezza,continuando ad accumulare capitali. Lo stato in cui Ceausescu costringeva a vivere i rumeni è stato chiamato la "guerra silenziosa di Ceausescu". Tale guerra mietè centinaia e centinaia di vittime tra la popolazione civile,affamata,infreddolita e ridotta allo stremo delle forze.
Nel 1987 Ceausescu lanciò una campagna per la devillagizzazione delle campagne,molti ungheresi furono costretti a lasciare il paese a causa della politica governativa che li aveva affamati e raggiunsero la Jugoslavia. I contadini furono privati delle proprie terre e le loro abitazioni furono rase al suolo per aumentare il terreno agricolo su cui lavorare. Quei contadini che erano riusciti a conservare la propria casa erano riusciti a mantenere anche dei piccoli pezzi di terra,che però potevano essere adibiti solo a giardino. Il piano di devillagizzazione aveva ucciso anche quella piccola economia di commercializzazione di prodotti agricoli come uova,galline o ortaggi,che non potevano più essere tenuti dai contadini.
L'odio verso il dittatore era alle stelle,anche i militari volevano sovvertire il regime.
La polizia segreta,la Securitate,nata con l'intento di reclutare informatori e delatori volontari da inviare come cimici nelle associazioni di dissidenti,nei movimenti dei lavoratori,nelle università,e anche nelle case private dei cittadini. Gli studenti denunciavano alle autorità comportamenti anti-regime dei professori,i figli quelli dei genitori,i sottoposti denunciavano i superiori sui posti di lavoro,per scalare la gerarchia interna del partito. Era sorta quasi una gara a chi denunciava più oppositori del regime,per entrare nelle grazie dei gerarchi del partito comunista e della cerchia di amici del presidente Ceausescu.
La securitate arrestava persone sulle quali gravavano solamente indizi,torturava,dichiarava le persone imputate in processi sommari senza alcun tipo di valenza legalitaria e a condannarli al carcere duro senza neppure uno straccio di prova concreta. Molti di loro scomparvero nel nulla,senza che,ancora oggi,si sia saputo più nulla della loro sorte.
Ceausescu emanò una legislazione che vietava il diritto di associazione: quattro persone non avrebbero potuto assemblarsi senza aver chiesto una autorizzazione preventiva al Governo; egli vietò le televisioni libere,prevedendo solo una televisione di stato che dava ai cittadini notizie false e distorte,rendendoli incapaci di capire veramente cosa stesse succedendo in quegli anni.

...E CHI ERA LA MOGLIE DEL SATROPO IGNORANTE

ELENA CEAUSESCU nacque il 7 gennaio 1919 ,studiò pochissimo,solamente fino alla seconda elementare ,quindi era poco più che un'analfabeta. Ceausescu la nominò presidente del Consiglio Nazionale della Ricerca Scientifica. Successivamente Elena ebbe decine e decine di riconoscimenti per un suo presunto impegno scientifico,che aveva prodotto straordinari risultati nel campo della chimica industriale ed in particolar modo le furono attribuiti degli importanti studi sulla natura e le funzioni dei polimeri,che lei ovviamente non aveva mai conpiuto,ma che erano stati portati avanti da scienziati rumeni dei quali lei si accaparrava l'onore delle scoperte. Tutti i suoi successi accademici ed i suoi riconoscimenti ufficiali possono tranquillamente essere considerati come conquistati in modo assolutamente fraudolento.
Elena visse la sua vita nel lusso,mentre il suo popolo pativa la fame ed il freddo,possedeva quaranta case,decine di automobili,pasteggiava a caviale e champagne mentre nei negozi non si trovava neppure il pane.


FAMIGLIA PRESIDENZIALE O FAMIGLIA REALE ?

Nicolae e Elena Ceausescu cominciarono ben presto a pretendere che lo Stato assoldasse artisti e scultori di fama che li ritraessero: in quegli anni immense statue della coppia presidenziale e loro gigantesche icone spuntarono un po' dappertutto,nelle strade,nelle sedi del partito,negli uffici pubblici della Romania. La coppia acquistò o fece costruire un palazzo per loro in ogni città o comune della Romania,ed il guardaroba di Elena in poco tempo superò di gran lunga per numero di abiti,quello di Evita Peron. Ceausescu pretese poi di arrogarsi il diritto di imporre ai rumeni che cibo mangiare,visto che razionò il cibo,obbligò i cittadini a vestirsi con abiti più pesanti o più leggeri a seconda delle condizioni climatiche e ordinò ai suoi connazionali anche quanti figli essi avrebbero dovuto avere,visto che l'aborto era un reato gravissimo punito con l'imprigionamento.
Ceausescu pretese che fosse costruito una sorta di suo palazzo imperiale , costruito con enormi sacrifici economici ed unicamente in onore del suo leader. Per realizzarlo sono state abbattute centinaia e centinaia di abitazioni nella città di Bucarest e vi sono stati impiegati più di ventimila lavoratori per parecchi anni. Egli pretese che fosse costruito e adornato dai marmi più pregiati,dai lampadari più fastosi,e dalle tende più belle. Alla pari di Stalin ed Hitler ,Ceausescu aveva creato un'immagine di se stesso pari a quella di un dio,egli riscrisse la storia rumena,esagerando il suo ruolo nel creare la "Romania comunista". Creò una macchina per la propaganda da fare invidia a tutti gli altri dittatori della storia,macchina che elevò il ruolo di Ceausescu e della maggior parte dei componenti della sua famiglia.
Elena Ceausescu,che era una semianalfabeta ,con un curriculum scolastico molto ridotto,fu trasformata dalla propaganda in una delle più grandi scienziate della sua epoca. Immensa risonanza fu data anche alle quindici lauree honoris causa che furono date ad Elena da alcune delle più prestigiose università europee,statunitensi e sudamericane per i suoi (falsi) studi chimici.
Nel 1975 Ceausescu bandì l'ingresso nel paese a tutti i giornali stranieri e tutti i cittadini che dall'estero venivano in Romania furono sottoposti a severi controlli al momento del loro ingresso nel paese. Una legge addirittura arrivò a proibire ai cittadini rumeni di rispondere a qualsiasi domanda fosse loro stata posta da cittadini stranieri. Gli stranieri che arrivavano in Romania erano obbligati a soggiornare in hotel in cui era presente un controllo di polizia gestito dalla Securitate. A professori e studenti fu vietato di esercitarsi nel comunicare in lingue straniere. Per almeno 4 ore al giorno l'elettricità viene staccata,di cui 2 nel pomeriggio. Questa regola valeva per tutti gli appartamenti,ma,cosa più grave,anche per tutti gli ospedali. I romeni potevano usufruire nelle loro case,di acqua calda per non più di due ore al giorno. Il culto della persona di Ceausescu fu il maggiore in tutto il mondo comunista,preceduta solo da quella di Kim II Sung in Corea del Nord.
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NICOLAE CEAUSESCU Se è vero che la dottrina comunista è una secolarizzazione materialista del cristianesimo, una sua moderna eresia, negli episodi culmine della violenza esercitata dai regimi del “socialismo reale” sulla persona umana ha toccato punte di vera blasfemia e demonismo. Fu il caso del...
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15/01/2012 22:07:37
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Commenti

  1. marissa.43 15 gennaio 2012 ore 22:16
    per popolo romeno...è stato un grande uomo...
    nel tutto mondo sonno carcere,e atrocita....,fra qualche giorno e suo onomastico,e nn lo dimenticherò mai...

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