309

06 settembre 2016 ore 17:24 segnala


(VICTORIA KOLLEROVA)



CASA


nessuno lascia la propria casa a meno che
casa sua non siano le mandibole di uno squalo
verso il confine ci corri solo
quando vedi tutta la città correre
i tuoi vicini che corrono più veloci di te
il fiato insanguinato nelle loro gole
il tuo ex-compagno di classe
che ti ha baciato fino a farti girare la testa dietro alla fabbrica di lattine
ora tiene nella mano una pistola più grande del suo corpo
lasci casa tua
quando è proprio lei a non permetterti più di starci.

nessuno lascia casa sua a meno che non sia proprio lei a scacciarlo
fuoco sotto ai piedi
sangue che ti bolle nella pancia

non avresti mai pensato di farlo
fin quando la lama non ti marchia di minacce incandescenti
il collo
e nonostante tutto continui a portare l’inno nazionale
sotto il respiro
soltanto dopo aver strappato il passaporto nei bagni di un aeroporto
singhiozzando ad ogni boccone di carta
ti è risultato chiaro il fatto che non ci saresti più tornata.

dovete capire
che nessuno mette i suoi figli su una barca
a meno che l’acqua non sia più sicura della terra

nessuno va a bruciarsi i palmi
sotto ai treni
sotto i vagoni
nessuno passa giorni e notti nel ventre di un camion
nutrendosi di giornali a meno che le miglia percorse
non significhino più di un qualsiasi viaggio.

nessuno striscia sotto ai recinti
nessuno vuole essere picchiato
commiserato

nessuno se li sceglie i campi profughi
o le perquisizioni a nudo che ti lasciano
il corpo pieno di dolori

o il carcere,
perché il carcere è più sicuro
di una città che arde
e un secondino
nella notte
è meglio di un carico
di uomini che assomigliano a tuo padre

nessuno ce la può fare
nessuno lo può sopportare
nessuna pelle può resistere a tanto


Andatevene a casa neri
rifugiati
sporchi immigrati
richiedenti asilo
che prosciugano il nostro paese
negri con le mani aperte
hanno un odore strano
selvaggio
hanno distrutto il loro paese e ora vogliono
distruggere il nostro

le parole
gli sguardi storti
come fai a scrollarteli di dosso?

forse perché il colpo è meno duro
che un arto divelto
o le parole sono più tenere
che quattordici uomini tra
le cosce
o gli insulti sono più facili
da mandare giù
che le macerie
che le ossa
che il corpo di tuo figlio
fatto a pezzi.

a casa ci voglio tornare,
ma casa mia sono le mandibole di uno squalo
casa mia è la canna di un fucile
e a nessuno verrebbe di lasciare la propria casa
a meno che non sia stata lei a inseguirti fino all’ultima sponda

a meno che casa tua non ti abbia detto
affretta il passo
lasciati i panni dietro
striscia nel deserto
sguazza negli oceani

annega
salvati
fatti fame
chiedi l’elemosina
dimentica la tua dignità
la tua sopravvivenza è più importante

Nessuno lascia casa sua se non quando essa diventa una voce sudaticcia
Che ti mormora nell’orecchio
Vattene,
scappatene da me adesso
non so cosa io sia diventata
ma so che qualsiasi altro posto
è più sicuro che qui.


Warsan Shire

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« immagine » (VICTORIA KOLLEROVA) CASA nessuno lascia la propria casa a meno che casa sua non siano le mandibole di uno squalo verso il confine ci corri solo quando vedi tutta la città correre i tuoi vicini che corrono più veloci di te il fiato insanguinato nelle loro gole il tuo ex-compagno...
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308

05 settembre 2016 ore 21:42 segnala


Hay poemas
dentro tuyo
que el papel
no puede
tolerar.

Ci sono poesie
dentro di te
che la carta
non può
sopportare.

(Camila Belén Urenda)



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« immagine » Hay poemas dentro tuyo que el papel no puede tolerar. Ci sono poesie dentro di te che la carta non può sopportare. (Camila Belén Urenda) « video »
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307

20 agosto 2016 ore 21:50 segnala


Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua valigia può essere piena
di un regalo rubato in fretta
di una rosa da portare a cena
a una moglie, a una donna che aspetta

Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua valigia può essere piena
di un pigiama portato in galera
di una giacca voltata due volte
libertà e povertà in una sera

Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua vita può essere piena
di un dolore che gli brucia il petto
e che gli fa piegare la schiena
di un dolore che noi gli dobbiamo pagare in rispetto.

Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua testa può essere piena
del ricordo di un sogno da dire
quei pensieri che non servono a niente
ma si baciano un po' l'avvenire.

Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua vita può essere piena
di un respiro che gli fotte il petto
e gli fa indolenzire la schiena
del silenzio del mondo che compie un delitto perfetto.

Nessun uomo è un uomo qualunque
il suo corpo può essere pieno
di un amore cercato da tanto
di un amore pensato di corsa
di un amore che non perda il treno.

Nessun uomo è un uomo qualunque
la sua vita può essere piena
di un amore che gli brucia il sesso
e che gli fa inarcare la schiena
di un amore che noi gli dobbiamo pagare adesso.

(Nessun uomo è un uomo qualunque
Claudio Lolli)
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« immagine » Nessun uomo è un uomo qualunque la sua valigia può essere piena di un regalo rubato in fretta di una rosa da portare a cena a una moglie, a una donna che aspetta Nessun uomo è un uomo qualunque la sua valigia può essere piena di un pigiama portato in galera di una giacca voltata due...
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04 agosto 2016 ore 21:20 segnala


(foto di Bryn DC)




DALL'ALTRA PARTE DELLA VERDE MONTAGNA

Vado al di là della verde montagna, mi siedo vicino alla corrente
Il paradiso arde nella mia testa, ho fatto un sogno mostruoso
È venuto su qualcosa fuori dal mare
Si è mosso velocemente attraverso la terra dei ricchi e dei liberi

Guardo negli occhi del mio misericordioso amico
E poi mi domando, è questa dunque la fine?
Ricordi indugiano, tristi eppure dolci
E penso alle anime in paradiso che incontreremo

Gli altari stanno bruciando con alte fiamme lontane
I nemici sono passati dall'altro lato
Si toccano i berretti dalla cima della collina
Puoi sentirli arrivare per versare altro sangue di coraggiosi

Lungo il pallido confine atlantico
la terra devastata si estende per miglia indietro
La luce sta avanzando e le strade sono ampie
Tutto deve arrendersi al Dio vendicativo

Il mondo è vecchio, il mondo è grigio
lezioni di vita non possono essere apprese in un sol giorno
Guardo ed aspetto ed ascolto mentre sto in piedi
la musica che arriva da una lontana terra migliore

Chiudo gli occhi del nostro capitano, possa riposare in pace
la sua lunga notte è finita, il grande capo è stato abbattuto
era pronto a cadere, era pronto a difendere
ucciso al primo colpo dai suoi stessi uomini

È l'ultima ora dell'ultimo giorno dell'ultimo anno felice
Sento che il mondo sconosciuto è vicino
l'orgoglio svanirà e la gloria marcirà
ma la virtù sopravvive e non può essere dimenticata

Le campane della sera hanno rintoccato
c'è blasfemia su ogni lingua
che dicano che ho camminato nella bella luce della natura
e che fui leale alla verità ed al bene

Servi il Signore e sii lieto, guarda verso l'alto al di là
al di là delle tenebre delle maschere, le meraviglie dell'alba
nell'erba verde e profonda e nel bosco macchiato di sangue
non si sono mai sognati di arrendersi,son caduti sul posto in cui erano

Stelle cadono sull'Alabama, le vedo una per una
stai camminando nei sogni chiunque tu sia
gelidi sono i cieli, pungente il freddo
il suolo gela ed il mattino è perduto

È giunta una lettera alla madre oggi
ferita di fucile al petto, diceva
ma presto starà meglio, è in un letto d'ospedale
ma non starà mai meglio, è già morto

Sono a dieci miglia dalla città e sono sparito
in una luce antica che non è quella del giorno
erano tranquilli erano schietti, li conoscevamo tutti troppo bene
ci amavamo l'un l'altro più di quanto mai abbiamo osato dire
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« immagine » (foto di Bryn DC) « video » DALL'ALTRA PARTE DELLA VERDE MONTAGNA Vado al di là della verde montagna, mi siedo vicino alla corrente Il paradiso arde nella mia testa, ho fatto un sogno mostruoso È venuto su qualcosa fuori dal mare Si è mosso velocemente attraverso la terra d...
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09 luglio 2016 ore 21:17 segnala



Non scordarti di chiudere la finestra prima di uscire
non scordarti di chiudere la porta a chiave
non scordarti di baciare tua moglie sulla bocca e sull’orecchio
non scordarti di dondolare la piccola culla
senza spaventare il bambino.
Non scordarti la torcia elettrica
e portati dietro le batterie.
Tu sai quando parti
ma non quando tornerai.
Forse tornando la finestra sarà chiusa
e la porta di casa chiusa a chiave,
tua moglie non distinguerà i tuoi passi
e tuo figlio non saprà più chi sei.
Attento, o tu che parti per terre lontane,
non metterti in cammino se intendi
tornare.

(Natan Zac)




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« immagine » Non scordarti di chiudere la finestra prima di uscire non scordarti di chiudere la porta a chiave non scordarti di baciare tua moglie sulla bocca e sull’orecchio non scordarti di dondolare la piccola culla senza spaventare il bambino. Non scordarti la torcia elettrica e portati diet...
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27 giugno 2016 ore 10:19 segnala




"La gentilezza"
di Naomi Shihab Nye

Prima di sapere che cosa sia veramente la gentilezza
devi perdere qualcosa,
devi sentire il futuro dissolversi in un momento
come il sale in un brodo leggero.
Quello che tenevi in mano,
quello che avevi contato e conservato con tanta cura
tutto questo deve andare così saprai
quanto possa essere desolata la terra
fuori dalle regioni della gentilezza.
E quanto vai avanti a viaggiare,
pensando che l'autobus non si fermerà mai,
che i passeggeri che stanno mangiando pollo e mais,
continueranno a guardar fuori dai finestrini per sempre.

Prima di imparare la dolce qualità della gentilezza,
devi viaggiare fin dove l'Indiano, nel suo poncho bianco,
giace morto sul ciglio della strada.
Devi capire che potresti essere tu quell'uomo
e che anche lui era qualcuno
che viaggiava nella notte con dei progetti
e con il semplice respiro che lo teneva in vita.

Prima di riconoscere che la gentilezza è la cosa più profonda in noi,
dobbiamo riconoscere che è il dolore l'altra cosa più grave; profonda.
Devi svegliarti con il dolore.
Devi parlare al dolore
finché la tua voce non avrà afferrato
il filo di tutte le sofferenze
e avrai dunque visto l'intero tessuto.

Allora è solo la gentilezza ad avere un senso,
è solo la gentilezza che ti allaccia le scarpe
è solo la gentilezza che ti fa uscire incontro al giorno
a imbucare una lettera o comprare il pane,
è solo la gentilezza che alza la testa
in mezzo alla folla del mondo per dire
è me che hai cercato da sempre,
e che poi ti accompagna ovunque
come un ombra o un amico.



Cold, cold heart: British post rock band.
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« immagine » "La gentilezza" di Naomi Shihab Nye Prima di sapere che cosa sia veramente la gentilezza devi perdere qualcosa, devi sentire il futuro dissolversi in un momento come il sale in un brodo leggero. Quello che tenevi in mano, quello che avevi contato e conservato con tanta cura tutto ...
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10 maggio 2016 ore 21:02 segnala


Sonetto 29
quando in disgrazia con la
fortuna ed agli occhi degli uomini,
tutto solo nella mia condizione di
emarginato ,ed invoco le sorde orecchie
del cielo con i miei inutili lamenti,
e guardando dentro me stesso maledico
la mia sorte,desiderando di essere come
chi e' piu' ricco di speranze, di
bellezza e di amici,o ancora
invidiando al prossimo con taluno
la sua arte ,o ad altri il loro
potere,sempre insoddisfatto di cio'
che io possiedo; e mentre quasi mi
disprezzo in questi pensieri,
felicemente inizio a pensarti ,
e come l'allodola gioiosa si alza
in volo all'alba,dalla cupa terra,
canto inni all'ingresso del paradiso:
ed il ricordo del tuo amore mi porta
ad una tale felicita',che disprezzerei
di cambiare la mia condizione perfino
con quella di un re

William Shakespeare



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« immagine » Sonetto 29 quando in disgrazia con la fortuna ed agli occhi degli uomini, tutto solo nella mia condizione di emarginato ,ed invoco le sorde orecchie del cielo con i miei inutili lamenti, e guardando dentro me stesso maledico la mia sorte,desiderando di essere come chi e' piu' r...
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02 maggio 2016 ore 16:20 segnala





Me ne andrò.

Dove andrai, senza sapere dove?
- Anche se non lo so, lasciami andare
me ne andrò con il vento e non importa lasciare tracce
me ne andrò di nuvola in nuvola anche se non piove
me ne andrò con le stelle anche se non brillano
me ne andrò scalzo e non solo per sfuggire le guerre, l’indifferenza, la fame
l’odio che si nasconde nelle vene,le minacce e le vendette che puntano alle spalle

io sono nomade, sono nato nella sabbia sotto il sole come gli animali
sono libero come il vento, come la carovane che rompono l’immensità, sono libero,
figlio delle terra e della sua grandezza
ho tanti fratelli che voglio conoscere e voglio abbracciare
e soprattutto quelli che lottano per la libertà

dove andrai, senza sapere dove?

- Dove non importa, lasciami solo andare
e non voglio che mi mostri l’oriente o l’occidente
né il nord o il sud, lasciami solo andare a mostrare questo cuore libero
imprigionato dentro di me
per sfidare le barriere del colore e della religione

dove andrai se non sai come?
come non importa
perché ho nella fronte un sole
E nella voce un clamore
me ne andrò di palmo in palmo di abbraccio in abbraccio
perché appartengo a tutte le stirpi
e a tutte le credenze

me ne andrò anche se tu non vuoi per abbattere
le frontiere e per mischiare le razze
me ne andrò anche se tu non vuoi per costruire
a cielo aperto un luogo senza nome
dove gli uomini sotto il sole si fondono in abbracci e perdoni
perché tutti abbiamo lo stesso sangue e sotto il sole la stessa ombra.

Poesia Saharawi














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« immagine » Me ne andrò. Dove andrai, senza sapere dove? - Anche se non lo so, lasciami andare me ne andrò con il vento e non importa lasciare tracce me ne andrò di nuvola in nuvola anche se non piove me ne andrò con le stelle anche se non brillano me ne andrò scalzo e non solo per sfuggire ...
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26 aprile 2016 ore 18:10 segnala






TRA MONTAGNE…
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ra
mon
tagn
e che v
anno sv
anendo v
agano cri
stiane soa
vissime cam
pane e noi ci
saremo, tu
ci sarai,
io ci sar
ò?? Dun
que or
a bac
iam
oc
i


(EDWIN ESTLIN CUMMINGS da Che cos’è per me la tua bocca)






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« immagine » « immagine » TRA MONTAGNE… t ra mon tagn e che v anno sv anendo v agano cri stiane soa vissime cam pane e noi ci saremo, tu ci sarai, io ci sar ò?? Dun que or a bac iam oc i (EDWIN ESTLIN CUMMINGS da Che cos’è per me la tua bocca) « immagine » « video...
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04 aprile 2016 ore 16:45 segnala




Joan Manuel Serrat
Mediterraneo

Forse perché la mia infanzia
ancora gioca sulla tua spiaggia
e, nascosto dai canneti
riposa il mio primo amore,
porto la tua luce e il tuo odore
ovunque io me ne vada,
e, ammucchiati nella tua sabbia
conservo amore, giochi e dolore...
…io, che nella pelle ho il sapore
amaro del pianto eterno
che hanno versato in te centinaia di popoli
da Algeciras a Istanbul
per dipingere di blu
le loro lunghe notti invernali.
A forza di disgrazie,
la tua anima è profonda e oscura.

Ai tuoi rossi tramonti
sono abituati i miei occhi
come le curve alla strada.
Sono un cantore, un mentitore,
mi piace il gioco e il vino,
ho un’anima da marinaio.

Cosa posso farci, se io
sono nato nel Mediterraneo?

E ti avvicini e te ne vai
dopo aver baciato il mio paese:
giocando con la marea
te ne vai pensando al ritorno;
sei come una donna
profumata di resina
che si rimpiange e si vuole,
che si conosce e si teme.

E se un giorno per disgrazia
viene a cercarmi la Parca,
spingete in mare la mia barca
al vento di levante autunnale
e lasciate che la tempesta
distrugga le sue ali bianche.
E seppellitemi senza cordoglio
tra la spiaggia e il cielo ...
…sul pendio di una montagna,
più alto dell'orizzonte:
voglio un bel panorama.

Il mio corpo sarà sentiero,
darò il verde ai pini
e il giallo alla ginestra.

Vicino al mare, perché io
sono nato nel Mediterraneo!



(la parca: la morte)





























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« immagine » Joan Manuel Serrat Mediterraneo Forse perché la mia infanzia ancora gioca sulla tua spiaggia e, nascosto dai canneti riposa il mio primo amore, porto la tua luce e il tuo odore ovunque io me ne vada, e, ammucchiati nella tua sabbia conservo amore, giochi e dolore... …io, che nell...
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