Il Principe Felice ... part.1

25 febbraio 2010 ore 22:06 segnala





















In cima al suo altissimo piedestallo la splendida statua del Principe felice dominava la città. Il suo corpo era ricoperto da sottilissime lamine d’oro, gli occhi erano due zaffiri e, sull’elsa della spada, era
incastonato un grosso rubino.
«Che aspetto felice ha il Principe!», commentavano gli abitanti della città, passando nella
piazza. «Peccato non poter essere sempre felici come lui!».
Una notte una rondine passò nella piazza. L’inverno era alle porte e l’uccello stava volando a sud, facendosi guidare dalle stelle. Le altre rondini erano partite da un pezzo.
Lei, invece, si era attardata; ma, ora, aveva fretta di raggiungere gli amici prima che giungesse
la neve. Vedendo la statua dorata del Principe pensò:
«Che statua meravigliosa! Mi rannicchierò tra i suoi piedi per ripararmi dal vento».
Ma, proprio mentre stava ripiegando le ali, una grossa goccia d’acqua le cadde accanto.
«Piove? In una notte così limpida e stellata?».
Cadde una seconda goccia, poi una terza. La rondine scosse le piume irritata.
«A che serve una statua se non ripara nemmeno dall’acqua?».
Guardò in su, verso la statua, e cosa vide? Non erano gocce di pioggia, ma lacrime, che scendevano lungo le guance dorate del Principe.
«Chi sei?», chiese la rondine stupita.
«Sono il Principe felice».
«E, allora, perché piangi?».
«Per quello che vedo», replicò la statua. «Quand’ero vivo e avevo un cuore umano ero sempre felice. I miei sudditi mi amavano molto e, quando morii, mi fecero questa bellissima statua. Ma, da quassù, vedo tutte le brutture e le miserie della mia città. E, anche se ora il mio cuore è fatto di piombo, non posso fare a meno di piangere».
Altre lacrime sgorgarono dagli occhi del Principe, che parlò ancora:
«In una misera casa, nella parte più povera della città, c’è una donna che passa le giornate a cucire davanti alla finestra. Il suo viso è magro e stanco ed è tormentata dal dolore per il figlioletto, che giace a letto con una gran febbre. Il bambino è smunto e piange, perché vorrebbe delle arance, ma la sua mamma è tanto povera che può dargli solo acqua. Per favore, rondinella, aiutami! Stacca, col becco, il rubino della mia spada e portaglielo! ».
«Ma io devo andarmene subito in Egitto! I miei amici mi stanno aspettando e, presto, verrà la neve!».
«Aiutami solo per questa notte!», pregò il Principe. «Il bambino ha tanta sete e la sua mamma è così triste!».
La rondine staccò il rubino dall’elsa della spada del Principe e volò via, sopra i tetti, fino alla misera casetta. La donna era tanto sfinita che si era addormentata sulla sedia e non si svegliò neppure quando la rondine le posò il rubino accanto. Il bambino, intanto, si girava e rigirava, tormentato dalla febbre. La rondine tornò dal Principe.
«Che strano...», gli disse. «Fa tanto freddo eppure sento dentro un gran calore».
«È perché hai fatto una buona azione», rispose il Principe.
E la rondine si addormentò felice.
Il giorno seguente la rondine fece un voletto per la città e, passando sulla misera casetta della donna, vide il bambino che, sfebbrato, guardava fuori dalla finestra, con, accanto, un grosso cesto di arance.
«Guarda, mamma: una rondine! Ed è quasi inverno!».
La mamma lo abbracciò e sorrise.
Quando, la notte, riapparvero le stelle per indicarle la strada, la rondine volò dal Principe per dirgli addio.
«Non puoi restare un’altra notte soltanto, rondinella?».
«E come faccio? È quasi inverno e i miei amici mi aspettano!».
«Sempre nella parte più povera della città c’è un giovane, curvo su un tavolo. Vorrebbe scrivere, ma ha le dita intirizzite dal freddo; il camino è spento e lui non ha i soldi per comprare la legna. Ti prego: prendi uno dei miei occhi di zaffiro e portaglielo!».
«O Principe!», piagnucolò la rondine. «Non posso proprio!».
«Rondine , ti prego: fai come ti dico!».

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In cima al suo altissimo piedestallo la splendida statua del Principe felice dominava la città. Il suo corpo era ricoperto da sottilissime lamine d’oro, gli occhi erano due zaffiri e, sull’elsa della spada, eraincastonato un grosso rubino. «Che aspetto felice ha il Principe!», ...
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25/02/2010 22:06:59
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