Il Principe Felice ... part.2

25 febbraio 2010 ore 22:25 segnala
Così la rondine staccò uno degli occhi del Principe e lo portò allo scrittore. Il povero giovane sedeva con la testa tra le mani e non sentì la rondine entrare da un buco del tetto.
L’uccellino posò la pietra preziosa sul tavolo e se ne tornò via. Rialzando la testa il giovane scorse, con enorme sorpresa, lo zaffiro.
«E questo cos’è? Ma guarda, devo avere un ammiratore segreto! Adesso sì, posso finalmente finire il libro!».
Il giorno seguente la rondine era al molo e osservava le navi pronte per salpare.
«Stasera partirò per l’Egitto!», esclamò felice.
E, quando sorse la luna, andò a dire addio al Principe.
«Rondinella, resta con me un’ultima notte!».
«L’inverno è alle porte! Devo andare!».
Il Principe stette un attimo in silenzio, poi disse:
«È caduta la prima neve e, quaggiù nella piazza, c’è una piccola fiammiferaia, scalza e stracciata. Non ha venduto niente in tutto il giorno e, quando tornerà a casa, suo padre la picchierà. Prendi il mio altro occhio e portaglielo!».
«No, resterò con te un’altra notte, ma non ti staccherò l’altro occhio, sennò diventerai cieco!».
«Rondinella, ti prego: fai come ti dico!».
Perciò la rondine staccò l’altro zaffiro col becco e lo fece cadere in mano alla bambina.
«Che bella pietra colorata!», esclamò, felice, la piccola. E corse a casa, ridendo.
La rondine si sentì pervasa da una tale felicità che tornò dal Principe e gli disse:
«Ora che sei cieco resterò con te per sempre!».
Il Principe cercò di protestare, ma la rondine fu irremovibile. Tutto il giorno seguente se ne restò appollaiata sulla spalla del Principe a raccontargli degli strani paesi che aveva visitato. Dopo un po’ il Principe le disse:
«Fai un giro sulla città, rondinella, e dimmi quel che vedi!».
La rondine volò sulla parte ricca della città e vide gente felice, che mangiava e si divertiva.
Poi andò dove viveva la povera gente e vide bambini affamati stringersi uno accanto all’altro, in cerca di un po’ di calore. Quando il Principe ebbe udito le notizie, disse alla rondine:
«Io sono ricoperto di lamine d’oro purissimo; staccale una per una e portale ai poveri! ».
Perciò, una alla volta, la rondinella staccò, col becco, tutte le lamine d’oro, finché il Principe non fu che una statua di piombo. Ma che felicità veder tornare un po’ di colore sulle guancine smunte di quei bambini e sentirli ridere di nuovo!
E, finalmente, scese, copiosa, la neve e ricoprì, col suo soffice manto, tutta la città.
La rondine aveva sempre più freddo e tentava di scaldarsi battendo più velocemente
le ali. Non voleva lasciare il Principe, ma sentiva che stava per morire. Ebbe appena la forza di volare sulla sua spalla.
«È tempo che tu parta per l’Egitto, rondinella!», le disse il Principe. «Sei restata anche troppo a lungo! Ma
dammi un bacio, prima di partire! Mi mancherai...».
«Non posso più andare in Egitto, Principe...», sussurrò la rondine. Lo baciò sulla bocca e cadde a terra, morta.
In quel momento si udì uno schianto secco: il cuore del Principe si era spezzato...
per il dolore...
Il mattino dopo capitarono nella piazza il Sindaco e i Consiglieri.
«Ma cosa è successo alla statua del Principe felice?», esclamò, sorpreso, il Sindaco.
«Non ha più le sue pietre preziose! E anche le lamine d’oro che lo ricoprivano si sono staccate!
E quest’uccello morto che cosa ci fa qui, eh? Signori, buttatelo nell’immondizia e prendete nota! Qua bisogna mettere un cartello: è vietato agli uccelli morire sulla piazza!
Ci mancherebbe altro!».
Così la statua del Principe felice fu tirata giù e fatta fondere, per modellare un’altra statua: quella del Sindaco. Ma il cuore di piombo del Principe non si voleva sciogliere.
«Che strano!», disse l’operaio. E, senza pensarci oltre, lo buttò nella spazzatura, insieme alla rondine.
Poi Dio chiese a un angelo:
«Portami le due cose più preziose della città!».
L’angelo ritornò, col cuore di piombo e con l’uccellino morto.
«Hai scelto bene!», disse Dio. «Perché nel mio giardino, in Paradiso, questa piccola
rondine canterà per sempre e il Principe felice vivrà in eterno nella mia città dorata...».

di Oscar Wilde


... al mio piccolo principe con tutto il mio amore :cuore


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Così la rondine staccò uno degli occhi del Principe e lo portò allo scrittore. Il povero giovane sedeva con la testa tra le mani e non sentì la rondine entrare da un buco del tetto. L’uccellino posò la pietra preziosa sul tavolo e se ne tornò via. Rialzando la testa il giovane scorse, con enorme...
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25/02/2010 22:25:59
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Commenti

  1. camilla7 26 febbraio 2010 ore 20:47

    Ricordo che piansi da piccola, quando la lessi...

    L'altruismo, la bontà....l'amore....non esistono più questi aggettivi, sono obsoleti!!!!! ;-(

     

    Grazie per il salto nella mia memoria.

    Un bacione. :-))

  2. Nico.1165 01 marzo 2010 ore 17:16

    ti lascio un saluto affettuoso , a rileggerti presto :bye :fiore

  3. andreuan 06 aprile 2010 ore 21:03
    E' una fiaba bellissima come i bellissimi i momenti che ho passato con te nella Pasqua appena trascorsa..
    Grazie infinite cara Ale..sei sempre nel mio cuore e nella mente!!
    :):)

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