Silenzi.

11 settembre 2018 ore 15:40 segnala
Accogli quanto viene dal silenzio.
Fanne il meglio che puoi.
Con le minute parole che a poco a poco nascono
dal silenzio, come preghiere
riverberate verso chi prega,
componi una poesia che non turbi
il silenzio da cui è nata.
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Accogli quanto viene dal silenzio. Fanne il meglio che puoi. Con le minute parole che a poco a poco nascono dal silenzio, come preghiere riverberate verso chi prega, componi una poesia che non turbi il silenzio da cui è nata.
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Quel che resta dei... Tulipani

31 maggio 2018 ore 16:06 segnala
The tulips are too excitable, it is winter here.
Look how white everything is, how quiet, how snowed-in.
I am learning peacefulness, lying by myself quietly
As the light lies on these white walls, this bed, these hands.
I am nobody; I have nothing to do with explosions.
I have given my name and my day-clothes up to the nurses
And my history to the anesthetist and my body to surgeons.

I have let things slip, a thirty-year-old cargo boat
stubbornly hanging on to my name and address.
They have swabbed me clear of my loving associations.

I watched my teaset, my bureaus of linen, my books
Sink out of sight, and the water went over my head.
I am a nun now, I have never been so pure.

I didn’t want any flowers, I only wanted
To lie with my hands turned up and be utterly empty.
How free it is, you have no idea how free——
The peacefulness is so big it dazes you,
And it asks nothing, a name tag, a few trinkets.
It is what the dead close on, finally; I imagine them



The tulips are too red in the first place, they hurt me.
Even through the gift paper I could hear them breathe
Lightly, through their white swaddlings, like an awful baby.
Their redness talks to my wound, it corresponds.
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The tulips are too excitable, it is winter here. Look how white everything is, how quiet, how snowed-in. I am learning peacefulness, lying by myself quietly As the light lies on these white walls, this bed, these hands. I am nobody; I have nothing to do with explosions. I have given my name and...
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La belle dame sans merci

22 aprile 2018 ore 18:06 segnala
O what can ail thee, knight at arms,
Alone and palely loitering?
The sedge has wither'd from the lake,
And no birds sing.

O What can ail thee, knight at arms,
So haggard and so woe-begone?
The squirrel's granary is full,
And the harvest's done.

I see a lily on thy brow
With anguish moist and fever dew,
And on thy cheeks a fading rose
Fast withereth too.

I met a lady in the meads,
Full beautiful, a fairy's child;
Her hair was long, her foot was light,
And her eyes were wild.

I made a garland for her head,
And bracelets too, and fragrant zone;
She look'd at me as she did love,
And made sweet moan.

I set her on my pacing steed,
And nothing else saw all day long,
For sidelong would she bend, and sing
A fairy's song.

She found me roots of relish sweet,
And honey wild, and manna dew,
And sure in language strange she said—
I love thee true.

She took me to her elfin grot,
And there she wept, and sigh'd full sore,
And there I shut her wild wild eyes
With kisses four.

And there she lulled me asleep,
And there I dream'd—Ah! woe betide!
The latest dream I ever dream'd
On the cold hill's side.

I saw pale kings, and princes too,
Pale warriors, death pale were they all;
They cried—"La belle dame sans merci
Hath thee in thrall!"

I saw their starv'd lips in the gloam
With horrid warning gaped wide,
And I awoke and found me here
On the cold hill's side.

And this is why I sojourn here,
Alone and palely loitering,
Though the sedge is wither'd from the lake,
And no birds sing.




J.Keats

Fruttolo

20 marzo 2018 ore 17:03 segnala
C'ho messo un po' a realizzare, c'era sempre qualcosa di inafferrabile che mi sfuggiva.

Forse adesso ho un minimo di contezza, di quanto tu sia stata voluta, di come, di quando, perché...
Ed è come una folata impetuosa e improvvisa, che sradica e ti scaraventa addosso un lampione.
Perché esisti. Sei stata attesa, sei luce, pura e sfaccettata, e stupore e impegno, e crescita e dedizione.
Assoluto climax ascendente e infinito di bellezza e intelligenza.

Non sarò mai in grado, di sicuro non a parole, di dirti quanto e come io sia pazza di te.



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C'ho messo un po' a realizzare, c'era sempre qualcosa di inafferrabile che mi sfuggiva. Forse adesso ho un minimo di contezza, di quanto tu sia stata voluta, di come, di quando, perché... Ed è come una folata impetuosa e improvvisa, che sradica e ti scaraventa addosso un lampione. Poiché esisti....
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Ah!

24 agosto 2017 ore 01:23 segnala
Sono una donna poco più che trentenne che fa sesso con un uomo poco più che ventenne. Non è semplicemente sesso occasionale, ci vogliamo davvero bene. Il mio timore è che questo ragazzo abbia simpatie di estrema destra, che emergono quando parliamo di politica. Lui sta con Trump, ma esita ad ammetterlo perché sa che io sono contro. Condivide i meme creati da Mike Cernovich e Milo Yiannopoulos, si informa tramite giornali di estrema destra e sua sorella e suo cognato negano l’olocausto. Tutto ciò mi preoccupa e mi lascia perplessa perché lui è un ragazzo dolcissimo e sinceramente anche un mago a letto. Credo che sia il migliore con cui sono stata. Non riesco a conciliarmi con questi suoi due aspetti, e vorrei tentare di illuminarlo un po’. Uno dei suoi lati migliori è proprio l’apertura mentale. Ha letto libri e guardato documentari che gli ho consigliato. Sento una certa responsabilità nei confronti di questo giovane confuso, francamente non troppo sveglio e circondato da cattive influenze. Voglio mostrarmi comprensiva e guidarlo con gentilezza in una direzione migliore, ma a volte la sua ignoranza mi irrita. Capisco anche che comincia a sentirsi un po’ giudicato, il che non può che peggiorare la situazione. Continuo a pensare alla tua “regola del bravo campeggiatore” e mi chiedo a che punto una debba rinunciare a dare articoli da leggere a uno convinto che Hillary Clinton gestisse un giro di pedofili da una pizzeria. Posso continuare a fare sesso con una persona secondo cui la sinistra complotta per far diventare tutti comunisti?
– Conflicted Lover


Con i nazisti non si scopa.

Se uno che hai appena conosciuto ti dice che è nazista, tu non ci devi scopare. Se già ti stai scopando uno che si rivela un nazista, smetti di scoparci. Se uno ti dice che è nazista e tu te lo scopi comunque, e poi continui a scopartelo perché è bravo a letto (per essere un nazista), il fatto che tu tenti di “guidare con gentilezza” quel nazista in una direzione migliore non significa che scoparci vada bene.

Ok, ok: magari questo non è nazista per davvero, anche se sembra proprio che i suoi parenti lo siano e hanno probabilmente più influenza su di lui di quanta ne abbia tu. È possibile che questo giovane “confuso e non troppo sveglio” sia solo un teorico del complotto che ha votato per Trump e magari sono ancora troppo turbato da Charlottesville per essere imparziale. Oppure sai cosa? Magari questo è nazi per davvero e a te non ha rivelato la vera portata delle sue odiose convinzioni politiche, CL, perché il sesso va bene e spera di nazificare te prima che tu possa denazificare lui.

Per concludere, CL, le brave persone non si preoccupano di far sentire i nazisti “giudicati”. I nazisti vanno giudicati, tipo come nel processo di Norimberga, un vecchio film con il lieto fine che in questo momento vale la pena di vedere. Ah, e sai cos’altro fanno le brave persone? Non scopano con i nazisti.
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Sono una donna poco più che trentenne che fa sesso con un uomo poco più che ventenne. Non è semplicemente sesso occasionale, ci vogliamo davvero bene. Il mio timore è che questo ragazzo abbia simpatie di estrema destra, che emergono quando parliamo di politica. Lui sta con Trump, ma esita ad...
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25 giugno 2017 ore 16:16 segnala
Prima di fare l'amore con te mi lasciavo baciare solo per sentirmi dire che ero bella. O almeno carina. Mi lasciavo toccare perché pensavo che l'insicurezza si potesse curare con le carezze.
Per qualche tempo ho usato il mio corpo per cercare di farmi volere almeno un po' di bene, per sentirmi meno sola. Pensavo di non avere altri mezzi per attirare gli altri. Mi sentivo scialba. Insignificante. Ero affamata di complimenti, di attenzioni. In quegli squallidi scambi di saliva cercavo delle certezze che però non arrivavano mai.
L'effetto placebo durava soltanto pochi minuti: in realtà nessun "sei bellissima" era mai abbastanza per me.
Non ci credevo.
Fingevo di godere e intanto dentro mi sentivo svanire.
Volevo solo essere accettata. Tutto quello che facevo, tutto quello che dicevo e che non dicevo, tutto quello che concedevo di me stessa era finalizzato a farmi accettare dagli altri.

Adesso, però, è diverso.
Io sono diversa: mi pento ancora di tutti quei baci, ma finalmente mi perdono.
Con te è diverso: a te ci credo, perché tu, che sono bella, non me lo dici soltanto mentre mi muovo lentamente sopra di te.
Me lo dici continuamente. Me lo dici soprattutto quando ti sembro contenta. Quando faccio qualcosa che mi piace. Me lo dici quando mi arrabbio e lotto per qualcosa in cui credo. Quando so di non essere bella per niente.



- Susanna Casciani, Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore
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Prima di fare l'amore con te mi lasciavo baciare solo per sentirmi dire che ero bella. O almeno carina. Mi lasciavo toccare perché pensavo che l'insicurezza si potesse curare con le carezze. Per qualche tempo ho usato il mio corpo per cercare di farmi volere almeno un po' di bene, per sentirmi meno...
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17 marzo 2017 ore 16:16 segnala
alcune donne hanno un odore
in fondo alla gola,
un odore dell’essere,
e poi c’è la forma dei capezzoli,
la luce delle costole,
la voce,
il desiderio che squarcia i polsi,
che riempie le vene
di animali rossi.
alcune donne hanno gesti assoluti
dolcezze furibonde.
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alcune donne hanno un odore in fondo alla gola, un odore dell’essere, e poi c’è la forma dei capezzoli, la luce delle costole, la voce, il desiderio che squarcia i polsi, che riempie le vene di animali rossi. alcune donne hanno gesti assoluti dolcezze furibonde.
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D'altronde.

13 marzo 2017 ore 15:15 segnala
"Quindi tenere un taccuino per me non ha mai significato avere un'accurata registrazione di quanto ho fatto o pensato. Questo sarebbe un impulso del tutto diverso, un istinto per la realtà che a volte invidio, ma non possiedo. Non sono mai stata in grado di tenere un diario; il mio approccio alla vita di tutti i giorni oscilla tra il negligente e l'assente, e nelle poche occasioni in cui ho cercato di registrare diligentemente gli eventi di una giornata, sono stata talmente sopraffatta dalla noia che il risultato è, a dir poco, misterioso. Cosa me ne faccio di «far compere, battere un articolo, cena con E, depressa»? Quali compere? Battere quale articolo? Chi è E? Chi era depresso, questa E o io? E comunque, chi se ne frega?
Infatti ho abbandonato completamente questo tipo di annotazioni inutili; invece racconto quelle che qualcuno definirebbe bugie. «Questo, semplicemente, non è vero» mi dicono spesso i membri della mia famiglia quando si confrontano con il mio ricordo di eventi condivisi. «La festa non era per te, il ragno non era una vedova nera, non è andata affatto così.» Con ogni probabilità hanno ragione, perché non solo ho sempre avuto dei problemi a distinguere tra quello che è veramente successo e quello che sarebbe potuto succedere, ma continuo a non essere convinta che la distinzione, ai miei fini, abbia qualche importanza. Il granchio che ricordo di aver mangiato a pranzo il giorno che mio padre tornò da Detroit nel 1945 doveva essere sicuramente un ricamo, inserito nel tessuto della giornata per dare verosimiglianza al racconto; avevo dieci anni e oggi non ricorderei il granchio. Gli eventi della giornata non ruotavano intorno al granchio. Eppure è proprio quel granchio fittizio che mi fa rivedere quel pomeriggio, un filmino di famiglia guardato fin troppo spesso, il papà che porta i regali, la bambina che piange, un esercizio di amore familiare e di colpa. O almeno lo era per me. Allo stesso modo, forse, non nevicò affatto quell'agosto in Vermont; non ci fu nessuna raffica di neve nel vento notturno, e forse nessun altro sentì il terreno indurirsi e l'estate morire mentre ancora ci crogiolavamo nel suo calore, ma questa era l'impressione che avevo io, e tanto valeva che nevicasse, avrebbe potuto nevicare, nevicò."

Joan Didion

Destruição

09 marzo 2017 ore 08:14 segnala
Os amantes se amam cruelmente
e com se amarem tanto não se vêem.
Um se beija no outro, refletido.
Dois amantes que são? Dois inimigos.

Amantes são meninos estragados
pelo mimo de amar: e não percebem
quanto se pulverizam no enlaçar-se,
e como o que era mundo volve a nada.

Nada, ninguém. Amor, puro fantasma
que os passeia de leve, assim a cobra
se imprime na lembrança de seu trilho.

E eles quedam mordidos para sempre.
Deixaram de existir, mas o existido
continua a doer eternamente.

My ecception.

01 marzo 2017 ore 03:50 segnala

Fuori dal tempo.
La mia bellissima verità.
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« video » Fuori dal tempo. La mia bellissima verità.
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01/03/2017 03:50:06
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