Un tassello alla volta.

01 dicembre 2019 ore 01:03 segnala
“Sono alla cassa del supermercato, c'è la fila dietro a me. Mi affretto a sistemare la spesa nel carrello. Sento squillare il cellulare ma non posso rispondere. Devo prendere il portafoglio e pagare. Continua a suonare e io comincio a stare male. Ho le palpitazioni. Devo fare in tempo a rispondere altrimenti chissà cosa pensa. Ho pagato".

"Era lui, mi cercava. Devo chiamarlo subito. Lo chiamo giustificandomi, ero alla cassa, ho sentito dopo. Niente da fare, non è abbastanza. Mi accusa di nascondergli dove fossi e con chi. Arrabbiato e urlante, mi mette giù il telefono. Lo richiamo dieci volte, non mi risponde. Vado a casa abbattuta. Io stavo facendo la spesa anche per lui".

"Un venerdì pomeriggio ci vediamo al bar. Prendo il coraggio a due mani per dirgli che la sera uscirò con un'amica. Commento: ‘Ti sei messa lo smalto alle unghie? Chi devi vedere? E andrai fuori anche col rossetto? Con la tua amica solita vero?"

"Fa in modo di crearti il vuoto intorno. A leggere queste cose qualsiasi donna penserebbe che è impossibile capitino a lei, lei uno così lo manderebbe a quel paese subito, lei è più forte. Invece vi assicuro che si può entrare senza accorgersene in un simile rapporto malato. Una violenza pura, quotidiana, incessante, non fisica ma psicologica".
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“Sono alla cassa del supermercato, c'è la fila dietro a me. Mi affretto a sistemare la spesa nel carrello. Sento squillare il cellulare ma non posso rispondere. Devo prendere il portafoglio e pagare. Continua a suonare e io comincio a stare male. Ho le palpitazioni. Devo fare in tempo a rispondere...
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01/12/2019 01:03:27
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Commenti

  1. cuspides 02 dicembre 2019 ore 08:13
    che ansi viene a leggere le tue parole...
  2. caiotelesino 02 dicembre 2019 ore 23:02
    Quando se ne esce da questo rapporto è sempre tardi.
  3. JonathanLivingston83 16 dicembre 2019 ore 01:02
    La parte più dolente è quando non si è in grado di sottrarsi ai rapporti malati. A quel punto, la differenza la fa quando si decide fermamente di intraprendere la strada dell'uscita. Non che si voglia uscire dalla relazione un attimo dopo, ma che si voglia a qualunque costo trovare la via. Bisogna comprendere come mai recitiamo quel copione e qual è l'intima necessità che abbiamo di quel rapporto. Con copione non intendo qualcosa di finto, ma qualcosa di reiterato. Va da se, ed è fin troppo facile comprendere, che l'uomo in questione sia un debole, che necessita di comandare un'altra persona per trarre senso di se. Ma ciò non basta...bisogna capire perché stiamo ancora li e se la risposta è: perché non ce la faccio a lasciarlo, allora ci vuole un ulteriore perché.
    Di cuore, in bocca al lupo. La vita è una sola, corri verso la serenità.

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