:alien Io, proprio io Ago…..quintessenza del terzo Reich !
Nacqui, su un giaciglio di emozioni con il dono d’infinita Palma in mano. Nel lagunare raddoppio delle onde, la mia identità ad integrare la sorte dei chiodi. Sono stato pura ribellione e disappunto, molteplici ispirate invenzioni a contrastare le volute nefaste del mio destino. Sono il piacere morale del bene come bello e del male come naturale elezione che infrange il sublime ma Dio non si cura più di me e s’oscura, si cela, si vela eludente nell’infinito inconcepibile. Dove dimora il dominio della pura luce….là, terso, il cielo di virtù riveste le sue notti, nei lumi delle stelle; dietro quella mia porta di congiunzione un mare di accordi dissonanti…..stanno a significare il mio inverno. Da quale sponda saprò che sei ovunque accanto a me? Tu confine immobile, io l’abisso ove s’annulla l’eterno. Vorrei essere acqua di mare per cancellare le tracce sulla sabbia di questo cuore, ma il tempo di un amore è solo l’attimo di una eternità. Ti ho cercato nei secoli fino a quando mi abbandonai nel tempio di Re David, rendendomi umile offerta, ma inesorabilmente vana……Sono qui solo in una solitudine eletta, lo stato di grazia è assimilato dai pori della mia pelle umana, ti vedo come ti avevo concepito nella mia mente trapezoidale…..adesso non serve più raggiungerti per perderti nell’immensità. In questa notte prismatica sono ancora piu` mortale, ma forse qualcosa di me violera` per sempre la tua porta Scea. Lo sciame infinito, il disegno di spine, mi guidera` verso il centro, al pulpito, per operare i miracoli che ho provato in segreto per anni. Sto volando rasente l’onda su quel mare dove è ancora inciso il tuo soave respiro e nell'azzurro che non misuro con la mente, l'arcano spazio riflettente dentro il quale nuotano dorate creature elfiche. Vado contro ogni logica per sentirmi vivo, inganno il tempo regalandogli la regola dell’umana necessità mentre respiro l’ultima frazione dell’amore……ma il grido aspro di questo volere riavvicina le distanze tra divino e l’umano. Sono qui, fra elastiche righe di origami che attraversano gli occhi, lo sguardo leggero deviato dal disordine del pulviscolo che modella ombre nella memoria……. in quel tardo profumo d’incenso e mirto proprio lì l’aurora inseguiva il tramonto. Al tuo cospetto mi genofletto, vestito di sole croci; sigillate dall'ultima esplosione dell’anima aiutami…..regalami il dolce ritorno, lascia che il tuo vento leggero che dona l’immortalità mi avviluppi Facendo volare l’anima di chi scorge quel battito d’ali.
















