IN VOLO

03 dicembre 2017 ore 12:17 segnala


:alien Elevarsi a carezzare il riverbero dell’incommensurabile….quando le fluttuazioni risonanti del proprio essere s’elevano su di noi infrangendosi sui dirupi incandescenti dell’anima, solo allora divoro i dolci aromi d’inganno dei sensi e m’adagio piano piano sul pagliericcio delle mie reminescenze.

La mia sembianza stilla il pianto di prolungate veglie nell’infinito arcano della memoria, ma quando volo tu….mia amata creatura elfica mi guarderai, e questo sarà l’unico rimpianto ammesso alla raffinatezza alabastrina e tenue, all’amore che esprime la nostra immortalità.

Qui l’enigmaticità dell’indefinibile si conficca come un dardo nel tessuto vivo della carne sofferente, lo spirito vola lungo un varco immenso, su cui si spalancano molti passaggi e davanti a ognuno è di custode un messaggero divino di luce che scrutandomi intona i verbi che difendono il cuore, ma nulla si può contro l’antico maleficio, tu prigioniera al di la del settimo anello ed io qua giù racchiuso nel limbo terrestre.

Oh…Etereo Retore, tu …. Che mi mormori le frasi e consegni alla volta celeste le mie preghiere……sceglimi, liberami dall’anatema e sarò la tua creazione.
Dimmi chi sono io ? Un fossile di luce o il versante del sogno o l’infinità di pergamena sensoriale d’un Dio amanuense in astro nascente?

Un polline d’arcangelo m’innalza a convincere il cielo ad adottare i miei sogni scompigliando l’aria con l’inquieto sciame che ogni notte divora il madido frutto segnato sulle dune della mente, papiro sensoriale d’un Dio scriba.

Nei corridoi del Paradiso i numeri cedevano il segreto, gli occhi e le dita computavano nuove orbite a principi matematici, ma una preghiera posta in verticale mi colora e mi proietta altrove, sciogliendomi in colature illuvie di scure articolazioni della materia dalle dure geometrie dei cristalli.

Quando il cielo strangola i soffi vitali e un monolite prefissa i miraggi dei perdenti, vascelli divini salpano nel tripudio di nembi e cirri disfatti…. e l’attuale è sempre distante, immerso in una lontananza immutabile, ma è sempre troppo tardi per esserci.

L’alveare dei ricordi reclama il religioso interstizio imposto alla mente per aprire l’estensione raggiungibile dall’allucinazione espugnata dalla sua essenza, la guardo orbitare in mancanza di fragori, le alture rilevate con crescente straziante precisione, tramandano i sintomi da noi stessi anelati, sostentando con la nostra visione il sogno.

Lei ancora ammorba nuvole di ricordi, filamenti d’aurora irraggiano fra i suoi capelli, fontanili di malinconia si specchiano nei suoi occhi ma è sempre un suo bacio quella mielata sensazione odorosa che pigiava forte contro l’esiguo tempo che restava tra la mia e la sua bocca a capovolgere il cielo e a rompere gli argini del paradiso.

E’ all’interno del suo volto che scaturisce la mia adorazione….. tu sussisti a sud del mio sentimento in quel luogo dove non puoi che fuggire, lasciandomi da solo tra le quinte psichiche a spilli di sole in sospensione aerea, dove il lossodromico percorso mi porta in una solitudine eletta e lo stato di grazia è assimilato dai miei pori in gradevoli alveoli di sangue tra le mille distanze che fissano l’inutilità delle mie grida senza eco.

Nel mio gheriglio risorgo immagine di carne, strobilo cremisi in quinta estensione che mi dipinge e mi lancia altrove ingannando il tempo anfibio di santa imprimitura, matrice elicoidale di chi vive dal coagulo di corporeità all’entità dell’ aureo caduceo motrice del divino che regola il variabile fato……particellla della tua irraggiungibile essenza. Auitami…..aiutami !!!
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Elevarsi a carezzare il riverbero dell’incommensurabile….quando le fluttuazioni risonanti del proprio essere s’elevano su di noi infrangendosi sui dirupi incandescenti della’anima, solo allora divoro i dolci aromi d’inganno dei sensi e m’adagio piano piano sul pagliericcio delle mie...
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03/12/2017 12:17:54
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APRI GLI OCCHI - OPEN YOUR EYES

11 dicembre 2016 ore 09:52 segnala


:alien La mia psiche di Sinedrio si scinde in particelle e i suoi cocci si convertono in grappoli di lacrime che bagnano il tuo viso.

Lo strato di propagazione nella tasca del tempo atteso, traccia fracchi nello spirito scorgendo linfa di paura.

In un telaio ultraterreno d’illusioni, sospiro la dolce cognizione di cogliere lo ammalio del mio spirito in armonia con il cosmo.

Da questa vita subissata, recupero giacenze di memorie che tuttora non intendo e le tue labbra modulate dall'amore di antiche essenze divine mi lambiscono e nulla potrà cancellare il mio dionisiaco “ legame “ che t’insegue nei meandri dei tuoi sogni, senza pulsioni fra le fiammanti utopie dell’essere eletto al non essere.

Ho obliato il mio nome quando non conoscevo d’essere ancora carne, vagando in questo ricordo, sono solo un corpo semi-celestiale spoglio di tempo e di spazio celato fra le oscurità come le nere ombre di Poseidone.

Indossai il costume umano per restituirmi un nome. Chi sono io ? l’alieno/umano visitatore transitorio o aerolite cosmico ?

Nella sequenza che sale nel firmamento sono un “ Sefardita Anacoreta” dell’infinito armonioso tra la nascita e il crepuscolo, nella sfera ansiosa dell’immortale evasione che sente la necessità di comprendere il proprio essere, tangibilmente in maniera incomparabile e profonda al di là di ogni schema e aspetto. Ho la necessità di scorgere la percezione della propria essenza per la fine dell’inquietudine e del tormento.

I tuoi silenzi sono voci ammutolite e le parole a volte soffrono di minore influenza di una quiete consegnata nel cavo del ricordo.

Sfiorato e accarezzato da un freddo riverbero di spine, agguanto la massa del piacere e vi nasco, ma nell'interno mi acconcio il cuore come se ti lambissi per l’eternità.

Quando ti baciai, la bocca si stivò di chimere e le tue omoplate s’innalzarono come fiancate di sogno in cui abitare per sempre.

Molte volte sai…accompagno i miei pensieri dalle stelle alle tue labbra ruscellando carezze sulla tua seta, lì nel firmamento fino alle marche dell’estasi.

Ho trasfuso il mio amore per te sulle alture del “ Muro del Pianto” per accompagnare le tue perenni stagioni, per navigarti all'ombra della luna come un equinozio per il tuo cuore.

Ho il petto dipinto da un Dio, come tavola per le comete e le gambe inarcate nel cielo non mi difendono dal maleficio delle rette stellari lisciate dalla linfa, sui cingi disegnati dalla prima cenere che capitolando compone l’atmosfera di terrazzi Assiro/Babilonesi, che incidono nei talloni dei funamboli dai basamenti d'inchiostro.

Adesso, anche quando il mio dolore fodera le mie notti, posso avvertire la tua essenza accostarsi alla mia nuca perché esistiamo solo sulle dite dei nostri cuori.

Se potessi vedere per almeno una volta i tuoi capelli d’afrodite lungo le scie dell’egeo e una conca di astri nel tuo respiro, vi attraccherei con velieri di cristallo.

M’inserirò in una stilla di sidro per giacere la dove le nuvole pensano di trovare il ribalto dell’universo e la brina in un calice d’incenso per rubare la commozione agli Dei e nello scrigno cremisi il nucleo del paradiso….. Te, un dedalo di infinite lune ad accarezzare la mia anima…..Apri gli occhi, apri gli occhi!
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« immagine » :alien La mia psiche di Sinedrio si scinde in particelle e i suoi cocci si convertono in grappoli di lacrime che bagnano il tuo viso. Lo strato di propagazione nella tasca del tempo atteso, traccia fracchi nello spirito scorgendo linfa di paura. In un telaio ultraterreno d’illusio...
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11/12/2016 09:52:07
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Morirò d'amore

02 settembre 2016 ore 21:41 segnala
Salve a tutti, eccomi qua dopo tantissimo tempo vi propongo questo nuovo post.
Colgo l’occasione per fare questa precisazione anche se in ritardo.
Nel corso del tempo ho ricevuto benevole allusioni sulla destinataria dei miei post. Ebbene questa piccola premessa vuole dissipare in modo definitivo ogni convinzione o dubbi sui predetti post.
I post che ho scritto fatta salva qualche eccezione, quelli che scriverò in futuro e la relativa musica dei video box non sono indirizzati a nessuna donna facente parte di chatta .it e non.
Pertanto, la vera e reale destinataria dei miei post è una persona che non appartiene a questo mondo e come spesso si dice in tanti film……….ogni riferimento a fatti e persone è puramente causale.

:alien Giungendo dall'empireo, ho esplorato le epoche remote spiando i miei avi ora dal mare, ora dalla terra e nel nome di questi….. per incrociare te ho perduto il mio sussistere avanzando slegato tra le assottigliate rette di obnubilazione.

Nelle tenebre disorganiche ho slacciato i filamenti delle nuvole per precipitare congiuntamente sulla linea del tramonto di quel mare immutato dove sorgeva il tuo riverbero e nella nebbia dei rimpianti infattibili s’apre all'amaro sapore del ricordo indistinto d’ illusioni perdute.

Quando decisi di rifiutare l’Eden per fluire a te, infinitamente innamorato delle tue labbra, accostai il cancello del cuore alle mie spalle continuando a vagare incerto nel vuoto della triste realtà in cerca della tua anima.

La mia figurazione gronda il dolore di lunghe esistenze nello spazio celato dal tuo ricordo. Disgiunto dalle lucenti sembianze, avverto nelle tue mosse il rizoma di bramarmi……ma restano solo essenze e nitidezze di congiunzioni silenti.

Se il mio inventare ti offrisse la perfezione, fremerei per indugiare nei tuoi insinuanti fascini e da questo mio rifugio inargenterei il crepuscolo.

Fummo legati nell'aureo bugno dove agevole, domina lo sgorgare del tempo, ma la magnificenza della tua struttura rimane ora spoglia del suo contenuto e la falce dell’ironia maschera di argentee gocce di suprema bellezza.

I tuoi miraggi si sono decifrati nei tessuti del tempo che marcia indifferente nel suo folle tragitto facendoti rotolare in un futuro, che tu, non sei disposta a sopportare, prigioniera di quel “vissuto” che non riesci a dimenticare.

A piccole fasi, accomodanti prospera invadente il tuo rimpianto che veste sembianze d’intense mescolanze, prese a prestito da intelaiature mentali al basamento di tasti che ciecamente volano nelle misure chiuse che regolano i nostri confini, dove io impotente aderisco.

Tutto mi affascinava di te e nelle nitidezze delle tue trasparenze chinavo le palpebre per non essere ferito e nell'armonia delle celesti sfere ponevo il mio “ amore”.

Adesso siamo erosi d’ogni sostanza divina, ma irrilevante a chi infuse l’anima immortale nel nostro sangue.

Io che sono l’allume di Dio, io che sono la voce incantata di te, io sono il piacere morale del bene come bello e del male come naturale elezione che infrange il sublime….ma Dio non si cura di me e s’oscura, si cela, si vela eludente nel niente.

Ansimo notti di cristallo, dove l’eternità vive nei sogni e il fantasma della vita scompare nelle tenebre, ma resto prigioniero di me stesso, invoco salvezza e il silenzio risponde.
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Salve a tutti, eccomi qua dopo tantissimo tempo vi propongo questo nuovo post. Colgo l’occasione per fare questa precisazione anche se in ritardo. Nel corso del tempo ho ricevuto benevole allusioni sulla destinataria dei miei post. Ebbene questa piccola premessa vuole dissipare in modo definitivo...
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Scilla e Cariddi

25 ottobre 2014 ore 11:41 segnala

:alien Eccomi a te in polvere di stelle…..su quell’arenile su cui rotola il tuo mare, che fu anch’esso corpo e sede dell’anima mia.

Stanco di sorrisi celati e di anatemi sulla linea del cuore, rimango un punto fermo all’orizzonte.

Nel lato del senso, aspetto che sia tu a pronunziare il mio nome per farmi rifiorire come “ PALMA “ ……..JUSTUS UT PALMA FLOBERIT.

Nel valicare la porta di Orione, solo senza una parola o un sorriso da offrire, come un ospite in quest’amena vita tra di voi miseri e strani indigeni terrestri appartenenti a dimensioni inclinate intersecanti in realtà fatiscenti.

Su reliquie di scene per spettacoli mai rappresentati fece irruzione l’invisibile nostalgia dell’amore che non ebbe mai cominciamento. Itinerari che sotto i piedi scalzi scorrono quasi fossero filmati di essenze passate.

Aria di luoghi magici, satiri creature irruenti invocano la vita dionistica.
Fragori armoniosi di generalità snaturate, miraggi invernali che rimandano a ridondanze dorate agonizzanti, e nel segreto del chiostro una dea visibile solo a me…alieno-umano, vola su frontoni glaciali.

Lasciai l’abituale cammino, oltre i giardini del vento, ove la roccaforte si elevava in pura verticalità, in quell’inattaccabile, muta, inverosimile , intestimoniabile……intrinseca immaterialità a competere l’esistente. Questi incorporei amanti s’incontrarono: in un cielo dei cieli. Il privilegio di occhi l’uno nell’altro si fusero e il congiungimento fu…. Eternità.

Il solo nome che viene prima del suo e quello cui si ha diritto perché lei offre un titolo invisibile che mai nozze avrebbero accordato.

Le ebbrezze del tempo s’incendiano oltre la grande muraglia, sopra il mio corpo importato in consistenza, al di là di ogni gesto nella disgiunzione tra cielo e terra dove la vita è uno strillo senza lo sguardo sostenuto dal vento.

Le mie orecchie crivellate da vocali instabili grondavano una notte diamantina quando omisi le parole: erano le mie parole per te…..celate nelle rapsodiache onde che hanno perduto per sempre la memoria del passato.

Con ciechi oscuramenti…. questo cielo di refoli sopra i frontoni cobalto che in emicicli incommensurabili fanno pendulo alle curve di Poseidone, confluendo in una mortale pace, fredda come i nostri destini.

Sopra di me le stelle sono pizzichi d’argento disseminate su una profondità color torba. Distinguo Orione e le Pleadi, l’Orsa maggiore e quella Minore, rimandando che dovrei essere proposto…… dalla “consapevolezza” ma le sembianze dei destini, mi agghiacciavano senza adulazioni.

Sono stato relegato senza fine al firmamento, dalla terra, come discendente dei PALMA.
Io già ero, nel momento in cui non esistevano i nomi, e nessuna orma vi era d’esistenza d’esseri, vi interpreto tutti con il mio impeto verso le volti celesti. Il mio nome e inatteso, ma io non sono nato per caso.

Io sono la Palma definitiva che cambia lentamente le sue fronde, il sempre vivo divino che non conosce altra memoria di se.

Inseguo mari celestiali sotto la falsa spoglia della fugacità del tempo, dove il ponte dell’alleanza incontra il mutevole chiarore del cielo e si fonde al mio volto cangiante, così la bellezza senza tempo rivelerà la sua non-forma nel scortare dentro i cerchi concentrici della simmetria. Il silenzioso sguardo e la consacrata dissolvenza dove l’uno nell’altro s’incontrano sconnessi al santo vincolo segreto. La luce e la sua ombra riposeranno assieme in occulto stupore; incurante lo scorrere d’ogni mutamento in un anello di forza e di amore tramato in unione al nostro sigillo.
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« video » :alien Eccomi a te in polvere di stelle…..su quell’arenile su cui rotola il tuo mare, che fu anch’esso corpo e sede dell’anima mia. Stanco di sorrisi celati e di anatemi sulla linea del cuore, rimango un punto fermo all’orizzonte. Nel lato del senso, aspetto che sia tu a pronunziare i...
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Giovanna d'Arco

14 marzo 2013 ore 09:59 segnala


:alien "Io sono il tamburo su cui Dio batte il suo messaggio e lo batte così forte che mi scoppiano le orecchie " : Giovanna d’Arco.

Dal balenare del buio dell’ignota eternità, nell’indicibile riflesso …..per conoscerti e sentirti diventasti sublime realtà.

Io, come crepuscolo errabondo, unico in velate facoltà illimitate nei ricordi della tua essenza, accarezzo quel simbolo che non si può uccidere, ma rinasce sempre quando appena lo sfiora il tuo ricordo.

Senza fine è il nostro convenire, oltre il tempo, oltre la carne, oltre ogni mera rilevazione dell’animo umano, oltre l’anima in perpetuo persevererà questa congiunzione.

Nel senso e nel nome giace la mia preghiera ma il sortilegio perfetta giostra sempre sulla muta movenza nelle lambiccanti celle del mio destino.

Solo in quel passato dimenticato affiorano le mie radici sull’orma morbida dell’ermellino che svanisce la dove forse nasce ogni domanda e iniziano le frequenze misteriose dell’infinito.

L’euritmia cogitabonda del cuore come alleanza segreta nel linguaggio del mare.

L’alternantera inveterato fa rara beffa in un esteso retto e obbliquo di effervescenza che straripa nella tua effige.

Nelle barriere erette dal quotidiano e davanti al tempo che fugge le nostre essenze carnali e celesti, fluttuano nell’aria….. e dolcemente si posano sui sentieri dell’infinito.

Tu Giovanna, intraducibile sapore di nettare e ambrosia, che dalla mia alla tua vita scompone lo spirito al di là del visibile terreno, eri oltre l’affanno delle regole e oltre il nucleo della melodia divina.

Solo l’essenza del tuo essere coincide con l’essenza della speranza che mescola tra l’abbrivo del soffio vitale e il morire che ci consentirà, attraverso la forza del pensiero “ unica forza motrice “, di vivere e credere nel divino.

Sto per entrare nel tuo silenzio, ascolto e so quello che devo fare e mentre mantengo l’attenzione sul Piano Divino, questo si realizza nella forma. E’ una sostanza impalpabile, imponderabile, ora popolata di presenze ora silente che mi pervade e m’ipnotizza.

Qui, nella sacra immobilità del tempo, in luci senz’abbaglio e fra le maestose alte maree…..l’attesa liturgica al richiamo di sirene diafone e di plumbee silfidi; arcane magie Assiro-Babilonesi.

Tra i labirinti del sogno io vivo qui, tra l’alba e il tramonto nel lento scadere del tempo e nell’esaudirsi di un sogno….. ti vorrei sfiorare con mani di carne…..anche in silenzio ma ancora al mio fianco, nei vivi riflessi interrotti dei tesori dell’ombra.

Questa mia essenza di passione per la carne è congiunzione di trasparenza tra Dio e l’uomo.

Quel Nazareno sul legno è rivelatore della divinità che si concepisce o si chiede di comprendere, ciò che l’uomo chiede: l’invocazione e la successiva offerta.

Adesso sono solo in quella corte silenziosa, alla ricerca di una remota e soave illusione e sul quel cielo che bacia il rosso orizzonte prende forma qualche tuo ricordo…..un vagare di bianca tunica leggera che attanaglia il cuore in zampilli di vermiglio sangue.

Non ci sarà nessun mare dove, non potrai non vedermi ma in un mondo dove, tu non arriverai mai io ti aspetterò sempre.
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« immagine » “ :alien "Io sono il tamburo su cui Dio batte il suo messaggio e lo batte così forte che mi scoppiano le orecchie " : Giovanna d’Arco. Dal balenare del buio dell’ignota eternità, nell’indicibile riflesso …..per conoscerti e sentirti diventasti sublime realtà. Io, come crepuscolo e...
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14/03/2013 09:59:19
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MARTIN LUTERO

11 aprile 2011 ore 15:01 segnala
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Caterina Von Bora, l’orizzonte t’invoca con le sue linee parallele mentre il mio tempo scivola via senza presente e i miei occhi spaziano senza mira ed io rimango solo una canzone nelle profondità delle galassie.

Toglimi il respiro da tutti i miei vissuti, lavami da quei piaceri mai goduti…..dal mio limbo che non posso abbandonare, raccogli il mio respiro per il tuo.
Maglia dopo maglia ricamo la mia anima…… che ha bisogno di annodare ricordi lasciati da altri corpi di passaggio.

Colori dopo colori dipingo il mio vivere, spruzzi di morbida estasi disegnano le mie mani chiedendo conferma a Dio.

Ho stillato forza psichica pura dal Padre Mio per descrivere le ombre che hanno sempre attanagliato le mie esistenze chiedendo di sapere la differenza tra quel che fui e ancora sarò domani-forse………

Stringimi a te e prega con me per questo globo imperfetto che non fa vivere i nostri sogni, che lascia perire chi ha fede, siamo solo polvere alla ricerca di un eden che sulla terra non esiste.

Ora mi trovo in questo mio fugace e sibillino stato di grazia che mi fa lievitare e trasmigrare accanto a te, nella bilocazione ti vedo e sei bellissima……..esisti solo tu; selenico e sconvolgente amore.

Mieto i ricordi più belli che hai dimenticato, raccolgo l’amore seppellito nel tuo cuore e te lo ripropongo attraverso i papiri del mio cuore.
Il mio triste esistere mi lega e mi fa obliare tenendo prigioniero quello spirito celeste che ero, intriso di millenaria fragilità.

Il bambino con l’inferno nelle pupille…..tace e lacera i miei incanti, fanno solo gorgogliare le tenebre che sono in me……

Un anatema rabbioso alla catena sorveglia l’impronta della mia nave, incavata nell’indelebile cerchio che ha saturato il nostro viaggio.

Martin, era sulle sue orme ,nell’odore della sua anima nella materia sfusa che fluttua nell’aria, tremanti illusioni che dolcemente si posano lungo le scie dell’infinito……..indirizzo del divino pensiero che in noi langue, prigioniero non di catene d’acciaio ma di pura materia.

Martin, tu sei nel cerchio e i simulacri non sono il controverso o il doppio o l’immaginario dell’illusione che rivelano il profondo e si portano dentro il senso del sacro.

Martin……sarò amico della tua consegna e quando i sacri crepuscoli mi appariranno, la tua entità sarà composta e ricomposta dall’amore universale, che ha la sua cifra nel dolore creaturale.

La dove vira il cristallo……..proprio lì dove l’immortalità si veste di sogni e l’alchimia della vita scompare nelle tenebre, tu ed io saremo dove i supplizi mantengono sempre il propagarsi del tempo e i loro felpati silenzi saranno sciami di parole celate in un oblio depositato nell’arco della memoria.

Io e te, fummo solo gocce di sangue a passeggio in luoghi santi e non…….senza memoria delle proprie parole, a frangere l’onda del tempo.
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size=medium « video » Caterina Von Bora, l’orizzonte t’invoca con le sue linee parallele mentre il mio tempo scivola via senza presente e i miei occhi spaziano senza mira ed io rimango solo una canzone nelle profondità delle galassie. Toglimi il respiro da tutti i miei vissuti, lavami da quei...
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IL SEGNO DEL COMANDO

31 gennaio 2011 ore 10:07 segnala
Il presente Post, è dedicato a questa bella triade di romanacci che mi onorano della loro amicizia:

Cosillo – Ninfeadelnilo - Crenabog

Spezzato nell’essere sta il mio segno del comando ! Quando il primario dominio morirà con la realtà dell’universo, l’usura umana penetrerà in questa mia carne, antro dell’incubo della ragione dei sensi……… e la maschera avrà scelto d’esser volto.

Io statua di me stesso…..innesto di energia discesa da segreti mondi, pentagramma sempre vicino all’evanescenza e mai ebro.Secoli interminabili seguiranno ancora, alla ricerca di stille che sapranno sciogliere il dolore, panacea per quest’anima in pena.

Affiancato al frullo del vento, mi sono elevato al reflexum del cielo, ledendo una tenue inerzia, mentre in ascensione per la via dei tuoi degli occhi accordo desideri che planano nelle tue mani e la bocca socchiusa aspira il chiarore della tua anima mentre parlo all’orizzonte.

Sui sentieri del peccato irradio colori argentei, al tuo cospetto mi sono rotto in frammenti e poi ricomposto in puro cristallo……la mente vorrebbe ma il labbro tace, la testa in declivio a sfiorare queste mie lacrime, che assaporo una per una per nutrire me stesso da quelle passate visioni.

Sono sempre ancorato a quella navigazione che ha solcato le tue morbide labbra e a quel primo tocco di braccio, rivelatore della tua appartenenza al mio passato essere…….ma sogni e sorrisi sono rimasti sospesi nello sguardo smarrito di una ferita pulsante, di speranze e desideri inappagati.

Ormai esule e compagno del mistero vago in questa Caput Mundi, fitta di eternità di stelle, eco mai infranto di miraggi , intrecci di parole scritte su pergamene d’avorio adornate da promesse e sogni; qui mi sono dipinto nel quadro del tempo colorandomi a nuova vita……come Fenice in attesa di rinascere.

Il Priorato di Sion, mi ha piegato come fiore senz’anima ricomponendo la scacchiera della mia vita. Nulla si può contro i discendenti del Nazareno. Il gorgo d'indefinibili pensieri mi ha ridefinito in crisalide di sogni.

Così come a volte succede agli esseri umani che possono amarsi da lontano ma mai fondere le loro anime sino in fondo, rimangono stilla d’infinità che la sorte inesorabile trascina versi mondi sconosciuti, ove non c’è inizio e fine, dove i contorni confusi di un tempo che fu, avevano colore negli occhi e sirena incantata che chiamava emozione….. che perennemente vivrà nell’anima senza timore di esser perduta.

Nel volgere del giorno Roma antica rimane quasi immutata e la grande speranza di lasciare qualcosa di me………un ricordo, un momento, resta sempre sepolto nel cuore.

Tante volte pensando a te…… ed è come lasciare che i distillati di Dio cadano sul mio corpo in delicati giochi di cerchi concentrici e girandole di dolore/piacere a incatenare il flusso del tempo che porta il tormento dell’intuire
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« video » Il presente Post, è dedicato a questa bella triade di romanacci che mi onorano della loro amicizia: Cosillo – Ninfeadelnilo - Crenabog Spezzato nell’essere sta il mio segno del comando ! Quando il primario dominio morirà con la realtà dell’universo, l’usura umana penetrerà in questa mia...
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IL CIELO SOPRA BERLINO

07 dicembre 2010 ore 17:10 segnala
:alien Sopra il cielo di Berlino………pettino i miei pensieri in un idillio che s’incanta e calpesta le viscere reliquiarie del mio io, i mutanti rastrellano l’iride e la trasformano in lacrime.


Come a Gerusalemme, vedo i molteplici muri di pianto d’elevazione che accolgono le acque adamantine a spiccare voli di porpora che squarciano il mio petto di miele.


Il mio pensiero in elegiaci spasmi, plana nel tuo patibolo di sentimenti in un susseguirsi di trapianti d’infinito…..su quel lato morbido di palpebra che divide i nostri orizzonti, proprio lì, dove il mare fa da ponte all’universo.


Mia Krimilde, la tua essenza mi lambisce a ogni mio ansimare, eppure so che non è l’ora e la terra dei Burgundi a ricordar scene passate, a sognar su scene future….


Da quassù, miro quelle infinite tracce lasciate nell’universo che sono state il nostro passato, quando sapevo librarmi dalla tua bianca ala nel sangue del mio io non io a trascendere nel nascere delle mie aurore. In questo vuoto che si affaccia in me, intarsio cecità di non verità che l’occhio degli aruspici sceglieva al limite del mio tempo.


Oh…..Dèi dei cieli, il sacro cuore e la sacra mente, mi connettono alla vostra intelligenza superiore e creano consapevolezza infinita che tanto male arreca al mio traballante e insicuro imbuto verde.


Da quassù…..nelle nuvole di Berlino, la mia costruenda dimora e dalla luce che ne discende l’umano occhio non vede le miriadi di raggi a disintegrare la mia ansimata tavolozza di felicità.



La nera notte, presente sin dalla nascita mi porta a emigrare di forma in forma nel rumore moltiplicato del silenzio……Le sinapsi, del mio cuore d’artista, come nettare d’api addolciscono i raffinati pennelli che dipingono idiomi di essenze arcaiche lungo i sentieri delle mie porte Scee, chissà se in quell’egemonica frazione di tempo avremmo rimirato il medesimo lembo di cielo ?


In una sola corrente d’ordine cristallino, confluiscono dubbi e certezze a lambire parole d’eterno in rugiade tintinnanti di sole azzurro. Un coagulo di nuvole in gioiosa danza canta l’incanto mio essere, teso alla ricerca di una inalienabile verità confondendo l’apatia dell’attimo con le umide labbra morbide che annegano in lacrime di mirra.
Trasmigro nei colori di quest’alba e la mia nave disegna il vento dentro il pentagramma smisurato dell’estasi.

Adesso, in questo cielo gotico e nelle sue fronde che si compongono e scompongono in movenze lente e solenni vorrei relegare il mio futuro in quest’urna troppo vuota che rintocca ad ogni mio respiro intermittente, farvi giacere questo mio “ Io “…..piccolo detrito oscillante di vita infinita, come granello di sabbia nei luminosi anfratti del tempo.


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« video » :alien Sopra il cielo di Berlino………pettino i miei pensieri in un idillio che s’incanta e calpesta le viscere reliquiarie del mio io, i mutanti rastrellano l’iride e la trasformano in lacrime. Come a Gerusalemme, vedo i molteplici muri di pianto d’elevazione che accolgono le acque ada...
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07/12/2010 17:10:59
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Being There

29 ottobre 2010 ore 15:55 segnala
:alien Oltre il giardino…. Mi abbinerò alle mie estimate per costruire una nuova vita e in quella luce della quale non esistono ripartizioni scambierà il mio respiro per il tuo, librandomi in nuove cascate di aurore di addii e ritorni.

Adesso dalle mie dita volano solo aquile rapaci, uno sguardo di mantra mi segue in tutte le mie traiettorie. Ansimo un sonno amniotico in atomi di solitudine qui

all’ombra di secolari ulivi sono circonciso da atroci fionde di spasmi di consapevolezza…….ma a cosa serve tanta consapevolezza del proprio io e del proprio essere ? Nessun mortale……si nessun mortale mai potrà decifrare il mio pensiero, la mente come metronomo rivolta sempre ad occidente e poi a oriente in perenne conflitto; sempre alla ricerca di quell’aureo varco che congiunge materia/spirito.

Melodie arcane, irrompono a puntellare un'esistenza in fuga tradita dall’inesorabile ruota del tempo terrestre. Solo fugaci momenti restano del divino prodigio quando il mio azimut era passante tra le ionosfere dell’Olimpo.

Oltre il giardino ………L’antica brezza di Sibari mi giunge e pervade i miei sensi, esotici profumi stuzzicano le mie narici e balsamici tepori mi riempiono il petto. Rivedo le dolci sere, i fasti ,l’eleganza di quel vissuto. Mi sento pregno di quella genia venuta dall’acheo Is d’Elice; ecco adesso mi sento fuori dal mondo alienato in me stesso in costruende prigioni di sensi.

La debolezza umana mi erige gabbie di lacrime e nemmeno la mia mente eccelsa riesce… dove può solo l’ira divina, piango ; il mio composto di sangue umano/alieno mi scorre sulle marmoree guance…..Oh, se solo tu fossi qui, mia ellenica guida, in questi surreali spazi stanno le dilettevoli note d'astri in catene ; proprio qui dorme il calice del mio esistere.

Oltre il giardino….. proferisco fascinose ambizioni; chissà se tornerà mai più quel tempo felice, quando il mio corpo ancora vivo giaceva sognante su quel mio lido Jonico.
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:alien Oltre il giardino…. Mi abbinerò alle mie estimate per costruire una nuova vita e in quella luce della quale non esistono ripartizioni scambierà il mio respiro per il tuo, librandomi in nuove cascate di aurore di addii e ritorni. Adesso dalle mie dita volano solo aquile rapaci, uno sguardo di... (continua)
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LA CRUNA DELL'AGO - TRIBUTO A DONALD SUTHERLAND

26 settembre 2010 ore 00:00 segnala
:alien Io, proprio io Ago…..quintessenza del terzo Reich !


Nacqui, su un giaciglio di emozioni con il dono d’infinita Palma in mano. Nel lagunare raddoppio delle onde, la mia identità ad integrare la sorte dei chiodi.

Sono stato pura ribellione e disappunto, molteplici ispirate invenzioni a contrastare le volute nefaste del mio destino.

Sono il piacere morale del bene come bello e del male come naturale elezione che infrange il sublime ma Dio non si cura più di me e s’oscura, si cela, si vela eludente nell’infinito inconcepibile.

Dove dimora il dominio della pura luce….là, terso, il cielo di virtù riveste le sue notti, nei lumi delle stelle; dietro quella mia porta di congiunzione un mare di accordi dissonanti…..stanno a significare il mio inverno. Da quale sponda saprò che sei ovunque accanto a me? Tu confine immobile, io l’abisso ove s’annulla l’eterno.

Vorrei essere acqua di mare per cancellare le tracce sulla sabbia di questo cuore, ma il tempo di un amore è solo l’attimo di una eternità.

Ti ho cercato nei secoli fino a quando mi abbandonai nel tempio di Re David, rendendomi umile offerta, ma inesorabilmente vana……Sono qui solo in una solitudine eletta, lo stato di grazia è assimilato dai pori della mia pelle umana, ti vedo come ti avevo concepito nella mia mente trapezoidale…..adesso non serve più raggiungerti per perderti nell’immensità.

In questa notte prismatica sono ancora piu` mortale, ma forse qualcosa di me violera` per sempre la tua porta Scea. Lo sciame infinito, il disegno di spine, mi guidera` verso il centro, al pulpito, per operare i miracoli che ho provato in segreto per anni.

Sto volando rasente l’onda su quel mare dove è ancora inciso il tuo soave respiro e nell'azzurro che non misuro con la mente, l'arcano spazio riflettente dentro il quale nuotano dorate creature elfiche.

Vado contro ogni logica per sentirmi vivo, inganno il tempo regalandogli la regola dell’umana necessità mentre respiro l’ultima frazione dell’amore……ma il grido aspro di questo volere riavvicina le distanze tra divino e l’umano.

Sono qui, fra elastiche righe di origami che attraversano gli occhi, lo sguardo leggero deviato dal disordine del pulviscolo che modella ombre nella memoria……. in quel tardo profumo d’incenso e mirto proprio lì l’aurora inseguiva il tramonto.

Al tuo cospetto mi genofletto, vestito di sole croci; sigillate dall'ultima esplosione dell’anima aiutami…..regalami il dolce ritorno, lascia che il tuo vento leggero che dona l’immortalità mi avviluppi Facendo volare l’anima di chi scorge quel battito d’ali.
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:alien Io, proprio io Ago…..quintessenza del terzo Reich ! Nacqui, su un giaciglio di emozioni con il dono d’infinita Palma in mano. Nel lagunare raddoppio delle onde, la mia identità ad integrare la sorte dei chiodi. Sono stato pura ribellione e disappunto, molteplici ispirate invenzioni a contras... (continua)
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