Non mi piace

14 marzo 2013 ore 10:04 segnala
Non mi piace.
Quando vestono le scimmie.
Quando mettono le etichette sulle mele.
Quando danno del tu a un vecchio vestito male.
Quando tagliano la coda ai cani.
Quando aprono blog antagonisti con la pubblicità dei compro-oro.
Quando buttano via la verdura che non rispetta lo standard estetico.
Quando accendono sul telegiornale davanti ai bambini piccoli.
Quando rispondono al telefono durante una conversazione.
Quando dicono "A cosa serve agitarsi tanto?".
Quando fanno beneficenza per farsi pubblicità.
Quando adottano un bambino e dicono "Lo voglio biondo".
Quando si scandalizzano.
Quando hanno in casa una pistola.
Quando mettono la tovaglia e il coprimacchia e il sottopiatto e il sottobicchiere e il salvagoccia.
Quando accelerano perché hanno fretta di andare al bar a fare niente.
Quando si dicono fascisti e hanno 20 anni.
Quando di un qualunque gruppo umano dicono"Chiuderli in un recinto e buttare una bomba".
Quando credono che dopo di loro non ci sarà più niente.
Quando pensano che ciò che è successo a loro sia il metro di tutte le cose.

Natalino Balasso.
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Non mi piace. Quando vestono le scimmie. Quando mettono le etichette sulle mele. Quando danno del tu a un vecchio vestito male. Quando tagliano la coda ai cani. Quando aprono blog antagonisti con la pubblicità dei compro-oro. Quando buttano via la verdura che non rispetta lo standard...
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14/03/2013 10:04:25
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Commenti

  1. jesuis.Arlequin 14 marzo 2013 ore 12:38
    Questo post perchè dice troppe verità. :-)

    Arlequin
  2. MillanAstray 15 marzo 2013 ore 08:12
    A Roma salutavo gli amici. Dove vai? Vado in Perù. Ma che sei matto?
    Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del "volemose bene e annamo avanti", da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei "Sali e Tabacchi", degli "Erbaggi e Frutta", quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle...
    Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell'anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione...
    Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti...
    Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista, la Roma di piazza Bologna, dei Parioli, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella barocca, quella eterna, quella imperiale, quella vecchia, quella stravecchia, quella turistica, quella di giorno, quella di notte, quella dell'orchestrina a piazza Esedra, la Roma fascista di Piacentini...
    Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Romacaput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell'Altare della Patria, dell'Università di Roma, quella Roma sempre con il sole - estate e inverno - quella Roma che è meglio di Milano...
    Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade, quella Roma fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci, dei Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, dei Schostal, delle Sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c'è lavoro, dove non c'è una lira, quella Roma del "core de Roma"...
    Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà, della Banca Commerciale Italiana, di Campo de' Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese, quella Roma dei "che c'hai una sigaretta?", "imprestami cento lire", quella Roma del Coni, del Concorso Ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, Me ne andavo da quella Roma dimmerda! Mamma Roma: Addio!
    Remo Remotti
  3. MillanAstray 15 marzo 2013 ore 18:13
    "Avere mal di denti a Roma alla fine dell'800 non era affatto un problema. Sull'Isola Tiberina infatti, tra la spalletta di Ponte quattro Capi e la chiesa di S Giovanni Calibita, c'era un ottimo gabinetto dentistico molto rinomato, frequentato, gratuito e, soprattutto, indolore.
    Era lo studio di Fra Battista Orsenigo, il più famoso “cavadenti” di tutta Roma attivo tra il 1868 e il 1903.
    Fra Orsenigo era originario di Pusiano (Como) e aveva imparato nella bottega del padre, macellaio, l'arte dell'usare le mani e del tagliare. A 26 anni aveva poi preso i voti e la sua abilità fu scoperta e coltivata dal chirurgo Fra' Benedetto Nappi, dell'ospedale di Firenze, che lo addestrò in quella che era considerata la “bassa” chirurgia e in particolare nel togliere i denti. Quando Fra' Orsenigo si trasferì a Roma gli donò molti ferri odontoiatrici e fu proprio con questi ferri che il frate giunto a Roma aprì il suo gabinetto. Ma il suo non era uno studio dentistico come tutti gli altri.
    La sua specialità infatti era quella di estrarre i denti alle persone senza l'ausilio di alcuno strumento ma con la sola forza delle mani e spesso il paziente si ritrovava senza dente senza nemmeno accorgersene. Il frate, con la scusa di palpare la gengiva dolente, esercitava una leggera pressione e il dente si staccava senza male alcuno, anche perchè il paziente era rilassato nel non vedere pinze, tenaglie o altri arnesi, di indubbia utilità ma dall'aspetto spaventoso per il povero dolorante paziente. Di sicuro lo aiutava in questa operazione anche la sua non comune prestanza fisica tanto che fu definito, dall'umorista Filiberto Scarpelli, come “un corrazziere lombardo in abito fantesco”. E pare che il frate si esercitasse ogni giorno con una pesante clava per rinforzare la muscolatura delle mani e fortificare così la presa delle sue dita."http://www.romasparita.eu/storia-cultura/files/2013/03/Cavadenti.jpg
  4. a.Qa 04 luglio 2013 ore 17:09
    non mi piace quando t'invitato e ti piazzano davanti bicchieri e tovaglioli di plastica e carta,
    non mi piace quando i vili '' in chatta'' si uniscono in associazioni a delinquere e se non li lecchi a dovere iniziano con lo stalker e poi quando gli rilanci la patata bollente ululano al lupo al lupo, ma senza denti perché glieli ho rotti :dentino
    non mi piace che la chatt abbia messo solo il '':ok'' mi piace nei post doveva mettere anche il ''non mi piace'' :nonono
    non mi piace chi sta in chat 24 ore su 24 e scrive che lavora :testata
    non mi piacciono i fancazzisti
    non mi piacciono le lavandaie che lavano i panni sporchi ''degli altri'' nelle fontanelle delle piazzette e non sanno che esiste la lavatrice
    non mi piacciono gli arroganti ed i presentuosi che fanno sventolare la loro ''laurea'' comprata via internet e si credono di essere gli homo sapienz in una chat...
  5. a.Qa 04 luglio 2013 ore 17:10
    questo blog '' mi piace'' :ok
  6. tiptoed 11 ottobre 2016 ore 10:53
    anche a me !
    e ci credo fortissimamente!

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