Giorni con Hall e con lei - Parte seconda

19 ottobre 2010 ore 00:02 segnala
Giorni bianchi e giorni neri, cenere su cera, grigio sbiadito, per un po' ho fissato il fuoco ardere nel camino, per un po' era tutto distante, per un po' solo il crepitio della legna di quercia e di faggio, fuori la tempesta manda avvisaglie di eco attraverso la canna fumaria. Penso che prima o poi dovrò riverniciare la porta in metallo, senza dubbio vi sono giorni più adatti a questo e non certo quelli di tempesta. Ho preso un'altra bottiglia di scotch, lo scotch va bene assieme al toscano specie se extra vecchio, lo si deve tagliare a metà perché l'aroma non venga offuscato e si avverte subito quell'aroma inconfondibile. Dal Genio un solo caffè è sufficiente per ricordarsene, immancabilmente appena arrivato, poco dopo le 21.30, in barba a tutti i programmi ero lì, per assaporare quel caffè. Ho visto un film per stare meglio, ci sono film adeguati ad ogni stato d'animo, un film è solo un amplificatore di emozioni, nessuno inventa, è tutto già qui in ognuno di noi, ciò che è difficile fare è avere un catalizzatore di emozioni ed un amplificatore ed allora in quel momento chi visiona non può percepire quella chiave sottile, quella minima anomalia che distrugge ogni barriera e libera tutto quello che ci si tiene dentro. Vale per le immagini, per la musica a maggior ragione ciò che racchiude entrambe è certamente un ottimo mezzo. La notte vola perché i film si susseguono e il tempo in queste occasioni si ignora completamente, ore di inaspettata tranquillità, in quelle ore mi perdo volentieri, a volte commentando a volte ascoltando a volte semplicemente guardando, non è semplice a spiegarsi ma il succo è questo. Mi alzo preso, come sempre e non importa quelle ora piccola o minuscola si sia fatta la sera precedente, un altro giorno grigio sbiadito, non sai mai cosa possa accadere, non c'è mai una routine, le lasagne cuocevano in forno e suonavo la mia batteria senza pretese di ritmica decisa, solo piccoli esercizi di pseudo stile, riprendere confidenza con il ritmo, ci si deve sciogliere un po', quando si sollevano pesi con le braccia le stesse restano alquanto contratte, suonare la batteria dopo una settimana di allenamenti è una bella sfida perché so tende a perdere velocità e ci vuole un po' per ritornare ad un livello accettabile. Non so se accada ad altri ma il fatto che accada a me è sufficiente per scriverlo. In queste occasioni suonare ACDC è una grande cosa, primo perché è un gran ascoltare ancor prima di suonare e se si riesce in fondo a suonare ciò che meglio si preferisce è il massimo. Sempre un giorno grigio ma meglio di un giorno nero o di uno troppo bianco. Ancora una volta mentre il ritmo resta sostenuto come un treno in corsa, si affacciano alla mente antichi ricordi, non è tempo ora, non c'è tempo ora per questo e poi ad un tratto le ore si succedono senza preavviso e allora ecco che bussa alla finestra, almeno par di udire un sordo ripetersi di colpi, si confondono con la pioggia, ti concentri sul suono ma vieni smentito, la pioggia è certa il resto no. Continua a bussare. Bussa sempre alla finestra, quando piove, quando sa che il tempo è propizio, 500 km macinati senza batter ciglio, non c’è nessun obbligo solo l’assoluta necessità di spostarsi e quindi alleggerirsi la mente, la testa, l’anima forse e tutto il resto. Oggi non importa, oggi non è la stessa cosa, ben venga anche lei. Nonostante mi sia spostato abbastanza lontano come al solito, come mi capita ogni fine settimana, lei è sempre lì, bussato ancora alla finestra, alla porta in metallo, il rumore più sordo, alla porta di legno, alla porta in alluminio, non importa quanto forte possa suonare la mia batteria, quella cantilena rimbomba come nel silenzio. Bussa all'uscio che ognuno di noi ha dentro, non ci sono preavvisi ed ecco che bussa ancora, alla fine dopo l’ennesima sigaretta è entrata anche lei a far parte della solita tavola di amici indivisibili, mi ha fatto compagnia sino a ieri, oggi ha solo lasciato temporaneamente il suo posto lasciando però compiti ben precisi, tracce da seguire e quasi fosse un compito preparato e pronto a distruggermi per un’altra settimana. E mantengo tutto questo anche mentre le voci si accavallano, si susseguono, le combinazioni possibili si intrecciano e l'aria si riempie di fumo, di parole e di gesti e di altre persone, non importa, io mantengo ciò che serve dentro, fuori è solo una maschera ma va bene così, mi va bene così. Così assieme all'occhio veggente ripetevo le sue stesse parole in una cantilena sempre più lenta ed incomprensibile, morente. 150 la gallina canta, le stelle son d'argento son millecinquecento, l'umo dell'arco tende la sua corda, uno dopo l'altro i blocchi vengono esclusi, un mattone di memoria dopo l'altro perde consistenza, il muro crolla e l'uomo dell'arco perpetra la sua vendetta prima di completare il suo cammino ben più importante. 150 come i salmi di David che vanno intonati, David l'uomo dell'arco fa il suo lavoro, rabbia e frustrazione in uno spazio che non ha sopra o sotto, resta l'essere finito e il supremo, la lotta sembra impari ma solo apparentemente. Molti non ascoltano, molti non si accorgono nemmeno, alcuni hanno cognizione ma solo pochi, pochissimi in realtà arrivano a compiere ciò per cui sono stati chiamati. In un silenzio siderale, ogni spettro luminoso si scompone e viene attraversato, non è spazio non è tempo è l'interno percorso che è della piramide nera, l'origine del tutto, l'alfa e l'omega. Una scintilla cosmica, una scintilla fredda in un mare di ghiaccio bollente, una corda vibra nel silenzio dello spazio profondo e un viaggio comincia in un viaggio che continua e un viaggio termina e un viaggio riprende e non si contano i secondi ma gli eoni. Dato un tempo sufficientemente lungo l'indice di sopravvivenza è uguale a zero. Vale e non vale, era il suo giorno bianco quel giorno del suo viaggio più importante e mentre l'uomo guarda se se stesso crescere, vivere, invecchiare e poi morire con ineluttabile rapidità la fine del viaggio è ben altra. Ancora una volta David dimostra la sua unicità. Nello spazio, la fine del viaggio che non è più una fine ma solo un nuovo inizio, lo spazio e la luce, l'omega e l'alfa, il figlio dello spazio, il figlio divino, lo star child con il suo avvento rivela in tutta la sua potenza il messaggio, l'inizio e quello che solo alcuni riescono a percepire... Will you stop Dave? Will... you stop... Dave? Will you? Dave...
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Giorni bianchi e giorni neri, cenere su cera, grigio sbiadito, per un po' ho fissato il fuoco ardere nel camino, per un po' era tutto distante, per un po' solo il crepitio della legna di quercia e di faggio, fuori la tempesta manda avvisaglie di eco attraverso la canna fumaria. Penso che prima o...
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19/10/2010 00:02:59
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