H.S.S. (Heart Shaped Stomach) vs. the BIG C - I

10 novembre 2017 ore 13:22 segnala
You should see there... not a shame not a reason to set it free, back in '73, tried to keep an open mind about it, come check and see how we met, you should’ve seen, seriously… couldn't prep a better addiction, faking, sampling in misery, just sit back there in ’73, not the cultural revolution nor the possible foreseeable future, no matter about you could and can feel inside, it was just like some new kind of probation, chasin’it.

Incredibile a dirsi ed ancor più a raccontarsi ma possedeva proprio uno di quei cosi, quei cosi davvero enormi, da edizione limitata, dall’aspetto più che metallico, sostanzialmente cromato, ne aveva sempre avvertito la mancanza e naturalmente lo aveva sempre bramato, ricercato, inseguito ed alla fine… lo aveva ordinato per corrispondenza e, pur non abitando in un grande centro nevralgico dell’universo conosciuto, il servizio di consegna riuscì a ugualmente a rintracciarne la posizione geopolitica recapitandoglielo dopo solo un’attesa di settemesiventiduegiorniundicimnutiequalchesecondodelcazzo. Dopo di ciò, immantinente, acquisì immediatamente maggiore consapevolezza intrinseca senza per questo doversi confrontare con il pensiero altrui, sembrare migliore o necessariamente esserlo. Al giusto tempo, seppure di primo mattino, ogni ambiente assumeva un colore inversamente proporzionale all’umore, non che possedesse una particolare empatia ma in ogni caso avvertiva ogni cambiamento e anche se probabilmente solo a livello di subconscio, questi risultava essere talmente sepolto nel profondo che per poterselo figurare si sarebbe dovuto tentare un salto dimensionale di quarto livello almeno, organizzandosi ad ogni evenienza, rispolverando l’energia residua e poi da quella tentare una ripartenza, perdersi un po’ lungo la traiettoria non così immediata e verificata ricordandosi almeno del punto di origine. Che questa fosse una prassi ormai consolidata era da vedersi ma se al momento giusto, allora, ogni scaletta predefinita di azioni e reazioni, di ossidoriduzioni, di scambi termici e congetture vari veniva regolarmente eseguita. La dispersione di particelle nucleari poteva essere liberamente avvertita.

And all you hear it’s the rattle of bones. Just the rattle of bones.

Garrulo l’eco ed il conseguente pensiero, come al solito stridente, atono, privo di accenti e di cacofonici riflessi, approssimativamente quantificabile anche se non per difetto era, de facto, avvertibile, sai quell’aria che a memoria riporti all’origine senza che ci si possa davvero rendere conto di come ci si sia infine arrivati… affermativo. Percorri una strada forse spostandoti solo longitudinalmente rispetto all’area interessata, forse solo arrancando continuamente senza alcun motivo di persistenza. Il moto è allora definibile solo in diversi e sequenziali archi di caduta, un po’ per le differenze di densità incontrate, un po’ per l’impossibilità di comprendere cosa davvero sia importante trasmettere e comunicare e cosa celare, custodire, disprezzare, manipolare. Potresti mai pensare di essere percettivamente importante anche quando la tua consistenza primaria sia solo una folle ed apparente piegatura nel continuum. A questo punto e in modo del tutto automatico, credimi, non c’è alcun bisogno di un flussocanalizzatoredelcazzo per capire che il derivare diventi ad un certo punto privo di computazione dato un intervallo di tempo abbastanza (sufficientemente) lungo. Certo, adesso, osservando quella mappa spellata, tracciando idealmente per ogni cicatrice ed ogni dolore, l’estendersi ed il contrarsi della barriera concettuale, potresti anche sorvolare sull’effettiva utilità dell’azione in corso di svolgimento, degli sbalzi continui che eccitano all’interno della gabbia e, alla massa globulare, che con svedese indifferenza attraversa ogni stato arrivando spesso a dissolversi senza recare danno alcuno per una gran parte delle possibilità esistenti all’interno del più ampio e deleterio ventaglio delle opportunità. Un primo bombardamento giusto per scaldare gli animi ed i tessuti, non un cazzeggio vero e proprio ma molto ad esso simile.

From lie to life and from life to shine as the old woman said, once in a while you have to stop, admiring your heritage, your background has fallen, need to find a good point of view to rise again, never argued saying that… never argued saying that was simple matter at all.

È sempre una nuova, la terra di conquista deve essere nuova e non importa dove essa sia localizzata, se nuova ed incontaminata diventa automaticamente di conquista e così infatti accadde ed accade e probabilmente continuerà così ad essere. Piccoli rivoli umidi e stagnanti, piccole chiazze scure dai bordi irregolarmente frastagliati. Scambi elevati e repentini di temperatura e tessuti molli non più tali potevano essere un becero inizio dell’intera macchinazione oscura. Avrei bisogno del mio tempo indietro, del mio incedere inverso, di una piccola seppur importante quantità di particelle latenti al fine di focalizzare correttamente l’arco di caduta. Non era stata una grande idea anche se lo era sembrata In Nuce. Era una questione di affetto ed accettazione. Ora, che ogni fetta fosse almeno, quantomeno consistente poteva essere ugualmente considerato una costante ma anche dal punto di vista del filo non si poteva certo ignorarne il margine di errore, avrebbe accettato ogni cosa in parti sempre minori ed aguzze ed è d’uopo considerare il fatto che il progredire di codesta azione avrebbe portato a risultati del tutto infinitesimali. L’essere coriaceo è intrinseco delle personalità latenti, flebilmente apparenti, decisionalmente incapaci ed ecco perché una nuova serie di bombardamenti misero in chiaro che l’ora del cazzeggio fosse definitivamente terminata.

And all you hear it’s a rattle of bones. Just decay in a rattle of bones.

Ambienti più o meno oscuri, passerelle più o meno illuminate, supporti polimerici di dubbia provenienza ma adeguatamente elastici erano sempre parti caratterizzanti di codesto viaggio. Fonti intense in base al tempo di esposizione, traccia persistente per localizzare il punto definito sulla grande carta cellulare sotto al quale alcun tesoro potesse essere disseppellito, sotto al quale alcuna speranza potesse risorgere, sotto al quale solo l’acuta intensità del dolore trovasse adeguato riparo e nutrimento. Squame intelligenti, perse senza troppi sacrifici, addensavansi nei bassi anfratti del tutto invisibili in piena vista. Potevano considerarsi degli avamposti della bestia, potevano essere degli inganni pretesi e solidi come i nodi di una corda asciutta anelastica. Movimenti regolari avrebbero consentito un’ azione né rapida né indolore ma non era forse questo il fine secondario? Interrogativo. Poco sarebbe importato rispetto al resto dell’intero carrozzone, poco sarebbe andato perso rispetto all’involontaria contrazione di ogni nervo e allo schioccare persistente di calcificazioni sedimentate attraverso membrane grossolanamente filtranti. Cedere un poco e prendere un poco, mantenere forse questo scambio in proporzioni uguali per il periodo dato. Illudersi di riuscire a venirne fuori senza troppi ossi frantumati, senza troppe escoriazioni senza dover correre per rimettere una consistente quantità delle proprie budella fosforescenti.

I never, ever, ever, ever, even tried to convince you about those little (bastards) insidious (bastards) details normally you won't care at all. Need to breath, keep steady, mind your own, words and thoughts, (try and) understand the way it hurts and then finally hunts (dig) you down (deep down to the frontline), try and stay (balancing) on your face just inches from the dirty ground. Stand, finally standing until the last cut.

Una prima estrapolazione, una seconda, anche una terza ed una possibile quarta, ogni fase una nuova accettazione. Ad ogni epilogo una nuova striscia di partenza, slabbrata, irriguardosamente consumata, esponente in modo del tutto arbitrario livide incongruenze del soppiantato e del nuovo addensante, della nuova stasi formante, del nuovo ordine assimilato. Ogni conseguente sviluppo non come da definizione, risulta in realtà essere del tutto asimmetrico, incompatibile con il precedente e per questo ogni intervento perde e tende a perdere progressivamente ogni ulteriore efficacia probante. Che sia incommensurabile la quantità di impegno profusa non è che un altro vigile rapporto solidamente lapalissiano. Non si è in grado di muoversi, tenta ancora, non si è in grado di muoversi, tenta ancora ed ancora ed ancora, non si è che appena all’inizio del cammino radioattivo ma provarci è sempre un’opzione valida. Provarci, provaci, provarci, attieniti al piano, non è molto che la situazione precipiti sfuggendo di mano. Provarci una volta di troppo e sentire il sapore di mattone grattugiato, riflettere ponderando e quindi interagire con l’altro stato in modo molto ma molto più articolato sino a che la volontà abdichi a favore del puro spirito di autoconservazione.

And all you hear it’s the rattle of bones.

E venghino sioooori, venghino, la sola cosa addestrabile è il senso di assoluta impotenza. Ciò che in fondo al pozzo vi aspetta e vi trascina e ivi eliminerà ogni altra speranza, venghino siiiiior, nessun trucco, nessun raggiro, trattasi solo di disperazione, solo di comune senso del dolore. Sai (lo sai) non dovrei essere io (lo sai) a dirtelo ma (come faccio) in fondo siamo (oh, oh, oh, oh, fottutamente oh) amici e per questo posso (solo io) permettermi il lusso di additarti, circuirti (aiutandoti) e denigrarti, adesso… non si tratta di avere un occhio (o un arto) pigro quando il (tuo) problema fondamentale è una involuzione a livello cerebrale. Se proprio dovessi darti una (sprangata) mossa allora dovresti provare ad inclinare appena il capo… in questo modo il tuo unico neurone inizierà a rotolare e rotolando guadagnerà inerzia e questo basterà, non a molto ma basterà per un microscopico lasso di tempo suadente atto quindi a creare una ancor più minuscola carica che forse non servirà ma risultando comunque sufficiente a darti il via ad/per una impercettibile quanto improbabile serie articolabile. Perché perché perché Polly vuole un biscottino, Polly vuole un dannato biscottino, perché Polly vuole, pretende, anela, brama un fottuto biscottino del cazzo!

Lower your chin it’ll help to dig you down, then I’ll see where the trees are thin and dark and tall, on a road seeking greed and gold, on a path made of blood and stone. And all you hear it’s a rattle of bones.

E come apparisse evidente, non bella ma lucida e priva di imperfezioni, a forma di pseudosfera mentre dal lato esposto, interessante risultante frutto dei continui interventi costanti. L’altra parte, dunque oscura, era solo un enorme groviglio inestricabile di terminazioni adesso superficiali adesso molto più profonde avvinghiate ed avvinghianti, inesorabilmente connesse e di/per natura assolutamente perniciosa. Tienile ben presenti, concettualmente e figurativamente, più profondo è il loro livello e peggio ti risulterà l’intero disegno, l’intero percorso inverso, l’invero e il buonsenso, tutto perché tutto è ciò che credi debba essere a contare quando è solo un’anima di carta fragile ed inadeguata. Non puoi fartene gran cosa perché la guerra è iniziata da un pezzo mentre credi di essere spettatore libero non pagante, assumi che sia d’uopo usare il ferro. La serie però è in corso, pur aiutato dall’inibitore di lungo corso prima o poi ogni frammento arriva al suo stato di rottura, ogni piccola scossa sarà peggio di qualunque altra sensazione, sarà male e solo male sino a che dura.

Bricks on bricks it’s the weight you carry, it’s easy like catching stones in a quarry, all you hear it’s the rattle of bones as the wind makes you dry down and the pain burns you all. All you hear it’s a rattle of bones while hate erodes all while the sun explodes.

A pensarci bene, allo stato attuale, IN MEDIO del mio tempo indietro non saprei che cazzo farmene.
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You should see there... not a shame not a reason to set it free, back in '73, tried to keep an open mind about it, come check and see how we met, you should’ve seen, seriously… couldn't prep a better addiction, faking, sampling in misery, just sit back there in ’73, not the cultural revolution nor...
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10/11/2017 13:22:47
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Commenti

  1. Elazar 18 novembre 2017 ore 00:16
    Scrivere e leggere è una fatica. A questo sono ridotto, fanno eccezione i tuoi testi.

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