La Lista di Natale I

30 dicembre 2016 ore 12:38 segnala
Ah, avendo avuto anche altre ardimentose arie, anche adesso affermo adducendo altri aspetti, ardimentose arti astrattamente atipiche. Allora, aizzando anzitempo altrui, arti allusive, apro aree attraverso archi, archetipo ancora altalenante assecondante attimi astrusi, ardimentosi affanni, altri apprendimenti. Assecondando anche atti altisonanti, arretro. Assaporo ardesie accennate, acchiappo avidi avulsi, accertandomi adempio.

Questo è un periodo del cazzo, no, non è il solito periodo del cazzo, è proprio un gran bel periodo del cazzo perché mai come in questi giorni vorrei (re)stare in pace (morto) ed in tranquillità (sempre morto), leggere l’ultimo numero di femmine in calore fresco (o caldo vai ha capire) di stampa, inzuppare la pizza della sera prima nel nuovo mix over quaranta preparatomi e seduto, in santa pace oziare senza assilli di tempo e bere come un dannato tutto quello che lo stomaco (mi) sostenga. Vorrei, vorrei, vorrei, vorrei tante cose, ne vorrei anche delle altre e più di ogni altra vorrei non fare ma questo è periodo caldo e visto che in giro c’è tanta gente che di lavoro non ne trova, non ne ha o non ne vuole ecco… se anche io restassi ad oziare con tutto il lavoro che abbia da sbrigare mi sentirei un po’ in colpa e con questo la mia condizione psico-fisica ne risentirebbe non poco e siccome (cazzo) voglio (cazzo) dormire (checcazzo) le poche volte che mi venga voglia di farlo, dovendo restare in pace con la mia coscienza, prendo sin troppo seriamente ogni aspetto legato al mio lavoro. Insomma uno che lavora e sodo? Beh, sono io. Per farla breve, questo lavoro è quello di famiglia, non c’è da dar giudizi o colpe, e tantomeno posso farne una colpa ai miei genitori perché quando capirono che di studiare non avessi voglia alcuna che fossi insomma una limasurda, mi offrirono due ben due alternative. La prima era quella di prendermi a calci in culo fino alla fine della strada (e assicuro fosse una strada molto ma molto lunga ed accidentata) e una volta arrivati lì, là mi (ci) avrebbero (sotterrato) lasciato, la seconda era imparare un lavoro.

Sono stato in mille posti diversi e ci sono stato abbastanza tempo per identificare una seppur minima percentuale di benaltrismo, uso un termine edulcorante perché non me la sento di infierire ma ci sono bestie e bestie... ora, le bestie a quattro zampe seppur per istinto e senza una vera cognizione razionale, conservano una maggiore percezione dell'ambiente nel quale esistano, sviluppano una forma pura di rispetto in qualche modo il loro esistere si concilia con l'esistenza, si potrebbe persino dire paradossalmente che abbiano quasi maggior umanità di quelle (bestie) a due zampe che per una vittima invece un prezzo lo calcolano e lo fanno... ah… se così non fosse quelli come me non avrebbero alcuna possibilità di espansione economica e di conquista del mercato.

Quanti sono coloro che nascendo di/da/per famiglia con grandi tradizioni e/o sani (questo dettaglio potrebbe non essere rilevante) principi di imprenditoria lascerebbero tutto quanto per una dose di calci in culo sino alla fine della strada e poi lì sarebbero rimasti a ghiacciarsi il medesimo culo? Beh, io sarò anche pigro ma non sono mica stupido e così per me fu l’opzione B, imparare (imparai) un lavoro e quale migliore opportunità se non imparare il lavoro di famiglia? Certo sono partito dal basso e per di più il mio primo supervisore fu la nipote della sorella del cugino della zia di mia sorella, che poi dici o senti dire che lavorare per/con i propri parenti sia più semplice, mah! Sarebbe stato meglio lavorare per un estraneo ma alla fine l’impegno ed il tempo profusi (mi) dettero le giuste motivazioni e le giuste prerogative e, nel contempo, impiantarono in me quei sani (altrochecazzi) principi che servono a plasmare l’individuo perché sia sempre da esempio e mai dalla/della società reietto e che non sia quindi bestia o canazzo di mannara ma cristiano.

Ora, potrei dilungarmi sul mio apprendistato ma sarebbe fuorviante. Nessuno nasce imparato e quindi di cozzo o di piatto ci si deve formare con delle buone basi possibilmente ed io le basi le avevo eccome, e non erano mica basi terra terra erano già grattacieli da quattrocentoventitrepiani. Avevo detto che di studiare non avessi alcuna voglia eppure con il giusto impegno si raggiunge qualunque risultato e dopo nemmeno venti anni di apprendistato potei finalmente mettermi in proprio e fondare la mia agenzia. La cosa bella di avere una propria agenzia è che gli orari sono molto più flessibili, a volte capita di dover fare degli straordinari ma nulla di davvero ingestibile. Ci si alza preso o tardi, si lavoro molto o molto di più e la qualità non è un optional, almeno non nel mio lavoro, sbagli una consegna e ti ritrovi fuori dal giro pronto a farti prendere a calci in culo sino alla fine della suddetta strada e poi una volta giunto là, là resti con il culo che ti si ghiaccia a poco a poco ma ciò non di meno, questo è (sempre) un periodo del cazzo nonostante tutto, saranno questi buoni propositi dei quali tutti hanno la bocca (ed anche qualcos’altro) piena, sarà perché si dice che in questo periodo ci si gratifica di più o sembra che ognuno abbia un’indole diversa e d’improvviso si riscoprono valori sopiti, altruisticamente ridondanti. A parer mio, è solo un mare di stronzate ma in fondo se così non fosse non avrei un picco ogni volta che questo periodo arrivi.

Non avevo intenzione di accettare quest’ultima chiamata e poi… sono nato con il cuore debole no, non come il mio amico Murmur, chiamato così dai genitori per via del murmure al cuore che lo aveva fatto saltellare tra questo mondo e quell’altro per un paio di volte appena arrivato, no, sono debole di cuore solo perché non riesco a dire di no, pur senza preavviso, pur nell’indisponibilità più evidente, non riesco mai a dire di no, anche per gli accessori più disparati per le richieste più disperate, sono capace di accontentare ogni vezzo e capriccio e poi ad una prestazione come si deve esiste anche un’adeguata contropartita, non dite(me)lo, voi lavorate per la cazzo di gloria, altamente altruistico, altamente educativo ma la gloria non mi fa mangiare, ho bisogno di mangiare anche io e quindi fornendo un servizio all’avanguardia pretendo ed ottengo ottimi introiti. Non fraintendetemi, l’ultimo periodo di ferie che abbia preso è stato di ben nove mesi e diciassette giorni, quello della gestazione nella pancia di mia madre e da allora, ci siamo io, la mia famiglia, io ed il lavoro, io ed il lavoro, il lavoro e comincio a credere che vi sia solo quello che adesso è anche il mio lavoro. Sì prima o poi me ne ritornerò in ferie ma questo è periodo caldo e le parole girano, ah… pensavate alludessi al cellulare, no, il mio lavoro è talmente antico che anche le richieste vanno all’antica, chi vuole ordinare e/o richiedere una prestazione deve cercarmi, trovarmi, espormi la richiesta e solo se la mia valutazione risulti infine positiva, solo allora accetterò l’incarico e solo allora il committente mi pagherà in anticipo quanto da me richiesto. Mai avuto contrattazioni o beghe per un prezzo direte voi, mai… chi mi cerca sa che cosa offro, sa come ci si deve comportare, soprattutto sa che il prezzo migliore è quello che io posso fare e a mio modesto favore posso anche aggiungere che se poteste (non potete) chiedere in giro a chiunque dei miei clienti (non potete) nessuno vi direbbe che io sia stato ingiusto o caro o superficiale o inaffidabile. Se poteste chiederlo (tanto non potete) vi risponderebbero esattamente come ho detto io.

Oggi è andata di lusso nonostante sia un periodo del cazzo. Mi contatta il Garrani e certo io non me lo aspetto mica, uno come lui, impegnato, perché cerca proprio me e di questi tempi, ovviamente non ha problemi di peculio e così mi contatta il suo tuttofare e mi manda un’auto. Arrivo nel suo studio… una cosa che mi abbia sempre colpito, questi cazzo di appuntamenti con il Garrani sempre dopo il tramonto, avrà qualche allergia e poi quella casa ha un’eternità di scale, ero stanco prima ancora di varcare la soglia. Mi accomodo, mi viene offerto un sigaro, un brandy, fumo e bevo e bevo e fumo, lui attende affossato in quella cazzo di poltrona. Schiocca le dita e il tuttofare mi porge una cartelletta, spartana all’apparenza, con il fermaglio ed il filo intorno, sembra arrivata direttamente dagli anni venti, la soppeso ed è leggerissima ed io penso che sarà una mazzata quella che mi dovrà pagare ed infatti, dopo aver chiesto il permesso per poter visionare il contenuto passatomi nella suddetta carpetta comincio a leggere mentre il ghigno del Garrani si allarga. Faccio il mio prezzo e il tuttofare prima ancora che abbia finito di pronunciare la cifra mi porge una valigetta in pelle chiusa. Ripongo la cartelletta sullo scrittoio alla mia sinistra e prendo la valigetta, la apro e non manca nulla, è tutto lì, la mia richiesta, il prezzo, il saldo, gli extra, bene… quando le persone sono serie si comportano come tali. Sono soddisfatto, richiudo la mia valigetta, mi riapproprio della mia cartelletta e il tuttofare mi riaccompagna fuori dove un’altra auto mi scorta nei pressi della mia prima consegna. Scendo a fumare una sigaretta e l’auto si allontana… rileggo la cartelletta e penso… e così all’inizio del mio giro la lista si presentava corposa ed articolata, non sarebbe stato facile spuntarla ma niente viene mai facile, niente va come dovrebbe andare e però se c’è di mezzo la lista, la mia lista… ecco questo è per me irrinunciabile. Che altro potevo fare.

Se aveste bisogno di qualcosa chiamatemi il nome lo sapete… come non lo sapete? Io sono Natale e questa è la mia lista di oggi.

La Lista di Natale:
- Croccantini DOC per il Gatto di Zia Posey
- Far fare un giro ai gemelli Gallo
- Strappare un sorriso a Jenny Balletto
- Chiudere il rubinetto guasto di Zio Arpo
- Guardaroba nuovo per i coniugi Vastanelli
- Fare una visita di cortesia con fiori a corredo al Preside Baronilli
- Torta con sorpresa alla Famiglia Uncistretti
- Una revisione all’auto della Notabile Fortibassi
- Pranzo a base di pesce per la Famiglia Arubecchi
- Cassata con ciliegina per Don Bramante
- Taglio di capelli eccelso al Deputato Brassito
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Ah, avendo avuto anche altre ardimentose arie, anche adesso affermo adducendo altri aspetti, ardimentose arti astrattamente atipiche. Allora, aizzando anzitempo altrui, arti allusive, apro aree attraverso archi, archetipo ancora altalenante assecondante attimi astrusi, ardimentosi affanni, altri...
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30/12/2016 12:38:02
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Commenti

  1. MorganaMagoo 30 dicembre 2016 ore 18:33
    :-)))
  2. Eleanor.Peacock 03 gennaio 2017 ore 11:35
    Tutto questo umorismo ti ucciderà.

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